Guerra cibernetica
Camion canadesi, hackerato il sito di finanziamento GiveSendGo: può partire il doxxing contro i donatori
La scorsa domenica è stato colpito con un attacco hacker il sito di crowdfunding GiveSendGo, che stava raccogliendo e distribuendo donazioni da tutto il mondo a favore dei camionisti in protesta ad Ottawa.
Come noto, i camionisti avevano iniziato a raccogliere fondi in crowdfunding su GoFundMe, una piattaforma più conosciuta. Ad un certo punto GoFundMe aveva bloccato la campagna e congelato i fondi, dicendo che le donazioni sarebbero state ridirette verso altri enti caritatevoli, non è dato di capire se di scelta della società o degli autori della campagna.
Gli organizzatori della protesta erano quindi ripiegati su GiveSendGo, un sito di crowdfunding di matrice cristiana. In breve tempo la campagna aveva racimolato l’equivalente dei fondi bloccato da GoFundMe, circa 8, 6 milioni di dollari.
La privacy violata può aprire alla pratica del doxxing, ossia lo sputtanamento online di singole persone di modo da creare problemi nella loro vita reale, a livello professionale e relazionale
Il governo canadese aveva ordinato a GiveSendGo di congelare i fondi destinati al Convoy of Freedom, ma la società aveva risposto dicendo che non il governo di Ottawa non aveva alcuna giurisdizione su GiveSendGo, società americana.
Know this! Canada has absolutely ZERO jurisdiction over how we manage our funds here at GiveSendGo. All funds for EVERY campaign on GiveSendGo flow directly to the recipients of those campaigns, not least of which is The Freedom Convoy campaign.
— GiveSendGo (@GiveSendGo) February 11, 2022
Quindi, ecco che casualmente capito questo attacco cibernetico, che espone la lista di tutti i donatori. La privacy violata può aprire alla pratica del doxxing, ossia lo sputtanamento online di singole persone di modo da creare problemi nella loro vita reale, a livello professionale e relazionale.
Si è trattato di un attacco in grande stile: gli hacker hanno postato un video tratto dal film Disney Frozen (con allusione al conto congelato) con a scorrere un intero manifesto contro la protesta dei camion. Lo stesso sito Givesendgo era stato ridiretto verso un’altro indirizzo, GiveSendGone, che celebrava il KO informatico del crowdfunding cristiano.
Here’s part of the video hackers have now posted on the @GiveSendGo website #cdnpoli #onpoli #Ottawa https://t.co/FCo6wKafnM pic.twitter.com/jYCdVAzdQl
— Travis Dhanraj (@Travisdhanraj) February 14, 2022
È piuttosto raro, per non dire incredibile, lo zelo conformista dei presunti hacker, che invece che prendere le parti della protesta come suggerirebbe l’idea del pirata anarchico, si schierano con il potere costituito, divenendo pasdaran del regime di Trudeau junior.
«Il governo canadese vi ha informato che i soldi che voi stronzi avete raccolto per finanziare un’insurrezione sono stati congelati» minaccia il manifesto dei presunti hacker
«Il governo canadese vi ha informato che i soldi che voi stronzi avete raccolto per finanziare un’insurrezione sono stati congelati» minaccia il manifesto dei presunti hacker.
«La banca TD ha congelato diversi conti» dicono i pirati, gioendo delle giuste azioni di ritorsione di un grande ente bancario nazionale: le banche e gli hacker sono da sempre grandi amici.
«Avete contribuito a finanziare l’insurrezione del 6 gennaio negli Stati Uniti». Un riferimento al fallito golpe trumpiano non poteva mancare. No.
«Avete aiutato a finanziare un’insurrezione a Ottawa». Il linguaggio tende a somigliare a quello di certi consiglieri comunali della capitale, che hanno parlato proprio di «insurrezione» e «terrorismo».
«In effetti, vi impegnate a finanziare qualsiasi cosa che tenga acceso il fuoco furioso della disinformazione fino a bruciare le democrazie collettive del mondo». Eccerto, ora gli hacker difendono le democrazie collettive mondiali, qualunque cosa questa espressione voglia dire.
«A nome delle persone sane di tutto il mondo che desiderano continuare a vivere in una democrazia, ora vi sto dicendo che GIVESENDGO stesso è congelato».
Il manifesto attacca quindi il «convoglio di camion per protestare contro i requisiti dei vaccini», suggerendo che i leader delle proteste sono «noti estremisti che hanno pubblicamente dichiarato di voler rovesciare il governo» e «hanno tenuto una città in ostaggio per settimane mentre terrorizzavano la pacifica cittadini che ci abitano». Pirati pro quiete pubblica.
Insomma, democratici hacker vaccinisti pro-governativi. Quindi hacker OGM. Anzi, hacker mRNA. Non una grinza.
Infine, ecco qualcosa di mai visto prima d’ora, una tirata di «complottismo hacker».
«Ora sono in corso o pianificati convogli di camion in tutto il mondo», continua il testo sulle immagini di Frozen.
«Qualcuno ha davvero pensato a quanto sia pericoloso, soprattutto in questi tempi? I governi e le forze dell’ordine devono considerare la possibilità che alcune di queste persone non siano semplicemente dei normali camionisti e siano stufe di mascherine e vaccini».
«La possibilità che un movimento di convogli come questo possa essere una copertura per un tipo di attacco di cavalli di Troia in cui estremisti e gruppi di milizie possano arrivare in gran numero con le armi, grandi convogli di camion che si spostano nelle capitali sembrerà normale dato il tema della queste proteste mondiali».
Insomma, un colpo di Stato mondiale di gente armata che si sposta in camion, come in un Mad Max qualsiasi. Una prospettiva tremenda quanto concreta. Per fortuna, sventata dagli hacker che hanno sistemato un sito di crowdfunding esponendo i dati personali dei suoi utenti, che magari hanno donato 5 dollari neanche potendo permetterselo, perché a causa degli obblighi vaccinali hanno perso il lavoro.
Domanda: un hacker che sta dalla parte dello Stato, come si può chiamare? Hacker di Stato?
Domanda: un hacker che sta dalla parte dello Stato, come si può chiamare? Hacker di Stato?
Non so a voi, ma a noi tutta questa storia ricorda un momento stranissimo del 2013, quando quello che si pensava il partito informatico per eccellenza, il M5S, entrò in Parlamento. Ad un mese dalle elezioni, alcuni deputati grillini furo oggetto di un attacco cibernetico. Furono trafugate le email alcuni deputati, tra cui vi erano, nel caso di una onorevole del partito di Grillo, alcune foto molto intime. Un fantomatico gruppo chiamato «Hacker del PD» rivendicò il ciberattacco. Secondo la trasmissione TV Le Iene, il gruppo era invece interno al M5S. L’interessata smentì.
Come sempre, nel caso della guerra cibernetica, è impossibile capire chi davvero sia l’attaccante.
Nel frattempo, per non saper né leggere né scrivere, il governo Trudeau sta pensando di perseguire anche chi scambia criptovalute: una forma di finanziamento della protesta impossibile da fermare.
Guerra cibernetica
Centrale termoelettrica sabotata ciberneticamente in Svezia: Mosca respinge le accuse
Le accuse mosse da Stoccolma secondo cui un gruppo di hacker filorusso avrebbe tentato di sabotare una centrale termoelettrica in Svezia lo scorso anno sono infondate e prive di prove concrete, ha dichiarato l’ambasciatore russo in Svezia, Sergej Beljaev.
Il ministro svedese della Protezione Civile, Carl-Oskar Bohlin, ha affermato mercoledì che un gruppo legato all’Intelligence russa ha tentato di attaccare una centrale di teleriscaldamento nella Svezia occidentale nella primavera del 2025. Bohlin ha dichiarato che i servizi di sicurezza svedesi hanno identificato l’autore dell’attacco, che, a suo dire, è stato sventato dai sistemi di sicurezza integrati nella centrale.
«I servizi di sicurezza svedesi si sono occupati del caso e sono riusciti a identificare il responsabile, che ha legami con i servizi di Intelligence e di sicurezza russi», ha dichiarato Bohlin ai giornalisti.
Tuttavia, Beljaev ha respinto le accuse definendole infondate, sottolineando che Stoccolma non ha richiesto alcuna consultazione con la parte russa sulla questione, il che suggerisce che «non ci sono fatti o prove specifici», affermando inoltre che le affermazioni sul presunto coinvolgimento di «alcuni hacker russi in tali attività illegali rimangono al livello del principio ‘altamente probabile’, caro ai paesi occidentali, ovvero sospetti infondati».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Mosca ha ripetutamente respinto le accuse occidentali di coinvolgimento in attività di hacking, definendole bellicose, e ha costantemente espresso la volontà di cooperare in materia di sicurezza informatica. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, aveva precedentemente osservato che accusare la Russia di hacking è «un passatempo molto diffuso in tutto il mondo» e che attribuire la colpa di tutto a Mosca è diventata una tendenza comune in Occidente.
Le ultime accuse svedesi giungono in un contesto di crescenti tensioni tra Mosca e la NATO. Il blocco militare ha citato la presunta minaccia di aggressione russa per giustificare un massiccio rafforzamento militare e lo sviluppo di capacità offensive nel cyberspazio. A febbraio, anche Henna Virkkunen, responsabile tecnologica dell’UE, aveva affermato che non bastavano le misure difensive e che il blocco aveva bisogno anche di una «capacità offensiva».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Guerra cibernetica
Nuova Intelligenza Artificiale trova centinaia di falle nei sistemi informatici: più nessuno è al sicuro
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
«Esistono rischi che ancora non comprendiamo» ha continuato l’ex imprenditrice galeotta in un post. «Siate diligenti. Vivete partendo dal presupposto che tutto verrà alla luce. Buona fortuna. L’Intelligenza Artificiale generale (AGI) è qui. Anche se non è ancora ampiamente diffusa».Delete your search history, delete your bookmarks, delete your reddit, medical records, 12 yr old tumblr, delete everything.
Every photo on the cloud, every message on every platform. None of it is safe. It will all become public in the next year Local storage and compute 📈 https://t.co/KRfamnRSRk — Elizabeth Holmes (@ElizabethHolmes) April 8, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Guerra cibernetica
La Svezia indaga su un potenziale attacco hacker alla piattaforma di Stato: violata la «firma elettronica» dei cittadini
Le autorità svedesi hanno avviato un’indagine su una potenziale violazione della piattaforma di e-government del paese, che contiene informazioni sensibili e dati personali.
ByteToBreach ha annunciato la violazione della sicurezza sul dark web nelle prime ore di giovedì. Il gruppo di hacker ha pubblicato una serie di file che, a suo dire, avrebbe ottenuto dalla filiale svedese della società globale di consulenza e outsourcing IT CGI Group. I file sembrano includere il codice sorgente della piattaforma di e-government, un database del personale, file di configurazione e altro materiale. ByteToBreach ha anche offerto in vendita quelli che ha definito «database dei cittadini» e «documenti di firma elettronica».
Le autorità svedesi hanno riconosciuto l’incidente e il centro nazionale svedese per gli incidenti informatici (CERT-SE) ha dichiarato che la fuga di dati è sotto analisi. Anche altre agenzie governative stanno valutando la violazione segnalata e i potenziali danni, secondo quanto affermato dalle autorità.
Sostieni Renovatio 21
«Il governo sta seguendo gli sviluppi e mantiene contatti costanti con gli enti responsabili, tra cui il CERT-SE e il Centro nazionale per la sicurezza informatica», ha dichiarato il ministro svedese della Protezione civile Carl-Oskar Bohlin.
CGI sembra aver cercato di minimizzare la portata del presunto attacco informatico, insistendo sul fatto che nessun codice sorgente aggiornato fosse stato compromesso. La portavoce dell’azienda, Agneta Hansson, ha dichiarato al tabloid svedese Aftonbladet che le analisi interne di CGI indicavano che nessun ambiente di produzione, dato di produzione o servizio operativo dei clienti era stato interessato.
«L’evento riguarda due server di test interni in Svezia, non utilizzati in produzione ma impiegati per test relativi a un numero limitato di clienti. In relazione all’incidente, è stato effettuato l’accesso a un sistema con una versione precedente del codice sorgente di un’applicazione», ha dichiarato Hansson al quotidiano in un comunicato.
Tuttavia, analisti indipendenti hanno avvertito che l’apparente attacco informatico potrebbe avere implicazioni a lungo termine per l’azienda e per i servizi di e-government svedesi, suggerendo che il codice sorgente esposto potrebbe consentire ad altri malintenzionati di individuare potenziali vulnerabilità e tentare successive violazioni.
L’episodio dimostra, se mai ve ne fosse ancora bisogno, come ogni sistema informatico, specie quelli di Stato, sia fragile e davvero pericoloso per i cittadini.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero6 giorni faLa scomunica dei bambini
-



Pensiero1 settimana faDifesa di Nicole Minetti
-



Gender2 settimane faRapporto del Sinodo suggerisce che le relazioni omosessuali non sono peccato
-



Nucleare2 settimane faKaraganov: l’UE è impazzita, bisogna fermarla «preferibilmente senza uso di armi nucleari»
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faAvere paura dell’IA. E dello Stato moderno
-



Gender1 settimana faMons. Strickland: il rapporto del Sinodo sull’omosessualità è un «attacco diretto» all’insegnamento cattolico
-



Epidemie2 settimane faGiornalista d’inchiesta documenta la narrativa sul COVID: «la censura iniziata subito»
-



Spirito2 settimane fa«Non è affatto un papa»: i Redentoristi tradizionali rifiutano Leone XIV e i suoi predecessori













