Guerra cibernetica
Il blackout di Amazon mette offline importanti siti web
Un guasto ad Amazon Web Services (AWS) ha provocato disagi generalizzati a siti web e servizi online, colpendo piattaforme che includono streaming, servizi bancari, comunicazioni e media.
Il problema, verificatosi lunedì, ha coinvolto diverse grandi aziende, tra cui la piattaforma di Amazon, la piattaforma di intrattenimento in streaming Disney+, Lloyds Bank, l’app di trasporto Lyft, il New York Times, il forum Reddit e il celeberrimo (dopo la pandemia) servizio di teleconferenze Zoom.
AWS ha comunicato di aver rilevato «un incremento dei tassi di errore e delle latenze» su vari servizi, sottolineando di essere al lavoro «su più fronti paralleli per accelerare il ripristino». L’azienda ha successivamente riportato «progressi significativi» e promesso ulteriori aggiornamenti.
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Il fornitore di servizi cloud ha individuato l’origine del problema in una specifica parte della sua infrastruttura che serve la costa orientale degli Stati Uniti, senza però chiarire immediatamente le cause.
Un’interruzione simile su vasta scala si era verificata a luglio 2024, quando un aggiornamento software dell’azienda di sicurezza informatica CrowdStrike aveva causato crash globali dei sistemi Microsoft Windows.
Elon Musk si è vantato del fatto che la sua piattaforma social, X, è invece resistita al blackouto. «X funziona» ha twittato laconicamente ed ironicamente il miliardario, che con Jeff Bezos di Amazon ha una rivalità anche sul lato di industria spaziale.
𝕏 works
— Elon Musk (@elonmusk) October 20, 2025
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La scorsa primavera a subire un’interruzione delle comunicazioni, un mese dopo aver visto un enorme blackout elettrico, fu il Regno di Spagna.
Un collasso delle grandi piattaforme internet di Meta si registrò nel marzo 2024, con alcuni che dettero la colpa ai miliziani Houthi che avrebbero tagliato i cavi del Mar Rosso.
Come riportato da Renovatio 21, già tre anni fa si era registrato un aumento delle interruzioni dell’internet in tutto il globo.
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Guerra cibernetica
Il capo della CIA : l’IA offre «armi nucleari digitali»
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Guerra cibernetica
Il presidente della Colombia Petro accusa Israele di aver hackerato le elezioni
Il presidente colombiano uscente Gustavo Petro ha accusato Israele di aver hackerato le elezioni presidenziali, sostenendo che le modifiche ai server elettorali abbiano consentito a soggetti esterni di manipolare i dati di voto.
Il Petro ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che il candidato di destra Abelardo De La Espriella ha vinto le elezioni presidenziali di domenica con un margine ristretto, secondo i risultati preliminari, sconfiggendo il senatore di sinistra Ivan Cepeda e segnando un allontanamento dalle politiche progressiste di Petro.
Con quasi tutti i voti scrutinati, De La Espriella ha ottenuto il 49,66% dei consensi contro il 48,70% di Cepeda, secondo i dati del Registro Nazionale. L’avvocato e imprenditore quarantasettenne, che ha ricevuto l’appoggio del presidente statunitense Donald Trump, ha basato la sua campagna sulla promessa di reprimere la criminalità, porre fine ai colloqui di pace con i gruppi armati e ripristinare i rapporti con Israele dopo l’interruzione delle relazioni diplomatiche da parte del Petro.
Il presidente colombiano, da tempo critico nei confronti delle potenze occidentali, ha accusato gli Stati Uniti di perpetuare la disuguaglianza globale e ha definito la campagna militare israeliana a Gaza un «genocidio».
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In un post pubblicato domenica su X, Petro ha sostenuto di aver avvertito della vulnerabilità del software elettorale sviluppato dai fratelli Bautista, citando una sentenza del Consiglio di Stato colombiano del 2018, e di aver chiesto che venisse sostituito con un software di proprietà pubblica e sottoposto a una verifica indipendente.
Il Petro ha affermato che vi erano prove del fatto che gli indirizzi IP di diversi server appartenenti al Registro Nazionale colombiano fossero stati modificati, il che, a suo dire, indica che il software è stato violato e che «altri hanno inserito dati per i seggi elettorali e i centri di votazione».
«L’unica entità al mondo in grado di farlo è lo Stato di Israele», ha aggiunto, dichiarando che avrebbe fornito ai giudici i dettagli dei server presumibilmente alterati e ha chiesto un riconteggio completo e un’indagine sulle vulnerabilità del software elettorale.
De La Espriella, che si è battuto per legami più stretti con Washington, ha già ricevuto le congratulazioni di Trump e del Segretario di Stato americano Marco Rubio. Si è impegnato a ripristinare le relazioni diplomatiche con Israele e ad aprire un’ambasciata colombiana a Gerusalemme, annullando la decisione di Petro di interrompere i rapporti.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar si è congratulato con De La Espriella per la sua «impressionante vittoria» e ha affermato che Israele auspica un rafforzamento dei legami bilaterali.
Gli stretti legami tra De La Espriella e Israele sono stati evidenti durante tutta la sua campagna elettorale. In un incontro con Sa’ar a novembre, De La Espriella ha affermato che «un’alleanza strategica con lo Stato di Israele e il governo degli Stati Uniti non solo ci renderà più forti, ma ci collocherà dalla parte giusta della storia».
La Colombia di Petro aveva rotto i rapporti con Israele nel 2024.
In Sud America Israele sembra godere del favore parossistico – definito «chiaro ed inflessibile sostegno» – del presidente argentino Milei, uomo consigliato da rabbini che sarebbe in procinto di «convertirsi» al giudaismo, che ha addirittura fatto partecipare l’ambasciatore israeliano ad un gabinetto di crisi del governo di Buenos Aires, destando scandalo nella comunità diplomatica del suo Paese.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il Milei ha definito il presidente colombiano Petro «assassino terrorista», provocando così l’espulsione di tutti i diplomatici argentini da Bogotá.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Guerra cibernetica
Società informatica israeliana sospettata di interferenze nelle elezioni nel mondo
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