Economia
Blockchain, il governo USA ha dichiarato illegali alcuni NFT
I Non-Fungible Token, meglio conosciuti come NFT, hanno fatto notizia quest’anno mettendo a soqquadro il mondo dell’arte e quello della blockchain.
Novità emersa nel mondo delle criptovalute, gli NFT possono assicurare la proprietà dei diritti di un’opera – o anche solo di un’immagine Jpeg, o di un post su Twitter – e sono state accusati da più parte di poter dar vita a schemi per il riciclaggio di danaro.
L’Office of Foreign Assets Control del governo degli Stati Uniti ha ora dichiarato che numerosi NFT, e persino un’intera piattaforma di scambio, sono ora illegali
L’Office of Foreign Assets Control del governo degli Stati Uniti ha ora dichiarato che numerosi NFT, e persino un’intera piattaforma di scambio, sono ora illegali.
L’ elenco delle cose vietate include un marketplace NFT lettone e dozzine di opere d’arte digitale specifiche, tra cui, in modo intrigante, alcune risorse quotate su una piattaforma di scambio con sede negli Stati Uniti.
«In altre parole, è una collisione tra il dramma mondiale dell’arte, il dramma del governo federale, il dramma della blockchain e il dramma delle sanzioni internazionali – una polpetta piccante di imbrogli legali, tecnici e finanziari che potrebbero far luce sugli aspetti più esplosivi della cultura NFT» scrive Futurism.
Secondo quanto emerso, parrebbe che gli agenti federali americani ritengano che queste piattaforme usino le vendite di risorse digitali per riciclare denaro proveniente da attacchi ransomware o da altre attività illegali presente sul dark web.
Parrebbe che gli agenti federali americani ritengano che queste piattaforme usino le vendite di risorse digitali per riciclare denaro proveniente da attacchi ransomware o da altre attività illegali presente sul dark web
Come riportato da Renovatio 21, a fine estate un ransomware ha tenuto sotto scacco l’intera sanità della Regione Lazio per giorni. I dati «rubati» potrebbero essere di vitale importanza: vi erano le liste di tutti i vaccinati.
Quanto alla tecnologia blockchain, fino a poco fa era ritenuta «inhackerabile»: ora è stato dimostrato che invece si può hackerare. Perché non esiste, in informatica, una vera possibilità di sicurezza.
Molto si sta muovendo in questi mesi anche attorno al mondo delle criptovalute. Un miliardario in Bitcoin romeno è stato trovato affogato quattro mesi fa, mentre l’inventore di PayPal e primo investitore di Facebook Peter Thiel dichiara che il Bitcoin «potrebbe essere un’arma finanziaria della Cina contro gli Stati Uniti».
Di recente Thiel pare aver cambiato idea mostrando rimorso per non aver acquistato, quando il prezzo era più basso, più bitcoin.
La tecnologia blockchain, fino a poco fa era ritenuta «inhackerabile»: ora è stato dimostrato che invece si può hackerare
Anche la famiglia Rothschild di recente ha triplicato il loro investimento in bitcoin.
L’amministrazione Biden aveva segnalato a inizio mandato di voler dare una stretta significativa alla questione della criptovaluta.
La Cina la ha già data a settembre, dichiarando le transazioni di criptovalute illegali e attivando una vera repressione del settore.
Economia
Trump afferma che gli Stati Uniti potrebbero controllare il 55% del petrolio mondiale
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti arriverebbero a controllare oltre la metà della produzione mondiale di petrolio qualora le compagnie americane riottenessero l’accesso all’industria petrolifera venezuelana.
Il Venezuela possiede le riserve petrolifere accertate più vaste al mondo e, negli anni 2000, sotto la presidenza del socialista Hugo Chávez, procedette alla nazionalizzazione degli asset delle imprese statunitensi.
Trump ha indicato proprio tale nazionalizzazione, da lui definita «ingiusta», come uno dei principali motivi che hanno portato, la scorsa settimana, all’invio di commando americani per rapire il successore di Chavez, il presidente venezuelano Nicolas Maduro, all’interno del suo complesso presidenziale a Caracas.
«Lavoreremo con il Venezuela», ha affermato Trump venerdì nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i vertici dei principali colossi petroliferi americani: ExxonMobil, Chevron e ConocoPhillips.
«Le aziende statunitensi avranno la possibilità di ricostruire le infrastrutture energetiche del Venezuela e, alla fine, di incrementare la produzione di petrolio a livelli mai raggiunti in precedenza. Sommando Venezuela e Stati Uniti, arriveremmo a controllare il 55% del petrolio mondiale», ha precisato.
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Al termine dell’incontro, Trump ha annunciato che le imprese americane investiranno almeno 100 miliardi di dollari nello sviluppo della produzione petrolifera venezuelana. L’amministratore delegato di Exxon, Darren Woods, ha tuttavia sottolineato che il Venezuela rimane «non investibile» senza una profonda revisione normativa e una riorganizzazione complessiva del suo settore energetico.
Sebbene il governo venezuelano non abbia ancora confermato ufficialmente la concessione di accesso alle compagnie statunitensi, Delcy Rodríguez – stretta alleata di Maduro e autoproclamatasi presidente ad interim in sua assenza – ha dichiarato all’inizio di questa settimana che Caracas è disponibile a collaborare su progetti energetici con tutte le parti interessate, compresi gli Stati Uniti.
I rappresentanti venezuelani hanno denunciato con forza quello che definiscono il progetto di Trump di saccheggiare le risorse nazionali e hanno bollato il rapimento di Maduro come una gravissima violazione della sovranità del paese.
Lunedì, comparendo davanti a un giudice statunitense, Maduro si è dichiarato non colpevole delle accuse di traffico di stupefacenti e di armi mosse a suo carico.
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Economia
Gli ambasciatori dell’UE approvano l’accordo con il Mercosur in mezzo alla rivolta degli agricoltori
🚜 La Coordination rurale annonce le lancement d’actions étalées sur plusieurs jours pour protester contre les normes agricoles et le traité UE-Mercosur. Des agriculteurs ont pris la route de Paris et Lyon ce lundi matin. #Agriculture #Mercosurpic.twitter.com/c1YQPdPIA2
— TVL (@tvlofficiel) January 6, 2025
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LE PROTESTE CONTRO MERCOSUR: LA GIORNATA
MILANO ITALIA 🇮🇹🚜 Nelle ore dell’annuncio di un accordo traditore e a svantaggio dell’intero mondo agricolo italiano, centinaia di cittadini e agricoltori INSIEME manifestavano a Milano la propria contrarietà all’accordo ‘Mercosur’… pic.twitter.com/ueSHLzCbXg — @dessere88fenice (@dessere88fenice) January 10, 2026
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Economia
Trump afferma che il Venezuela cederà fino a 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti
Il presidente Donald Trump ha dichiarato martedì sera che le autorità provvisorie del Venezuela consegneranno agli Stati Uniti tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio, subito dopo la drammatica cacciata del leader autoritario del paese sudamericano, Nicolás Maduro, da parte degli Stati Uniti.
Trump, in un post sui social media, ha affermato che il petrolio sarà venduto al prezzo di mercato, «e che quel denaro sarà controllato da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo del Venezuela e degli Stati Uniti!».
«Ho chiesto al Segretario all’Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano», ha scritto Trump. «Sarà caricato su navi di stoccaggio e portato direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti».
Trump ha affermato che il petrolio consegnato agli Stati Uniti era «di alta qualità» e «sanzionato». Il Future sul greggio statunitense è sceso dell’1,3% a 56,39 dollari al barile sulla scia dell’annuncio del presidente.
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L’annuncio è arrivato tre giorni dopo che le forze statunitensi hanno catturato Maduro e sua moglie a Caracas e li hanno portati a New York, dove sono accusati di associazione a delinquere federale per traffico di droga. Il Wall Street Journal ha riferito martedì che Trump ha intenzione di incontrare i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere statunitensi Chevron, ConocoPhillips e Exxon Mobil, insieme ad altri produttori nazionali, alla Casa Bianca venerdì «per discutere di investimenti significativi nel settore petrolifero venezuelano».
Trump ha affermato che le compagnie petrolifere statunitensi finiranno per investire miliardi di dollari per riabilitare le obsolete capacità di produzione petrolifera del Venezuela.
Chevron è attualmente attiva in Venezuela, unica compagnia petrolifera statunitense a farlo. Le attività di ConocoPhillips ed Exxon furono nazionalizzate dall’allora presidente venezuelano Hugo Chávez a metà degli anni 2000.
Maduro e sua moglie, Cilia Flores, si sono dichiarati non colpevoli lunedì durante l’udienza preliminare presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti a Manhattan.
Durante il procedimento, Maduro disse al giudice Alvin Hellerstein di essere stato «rapito» e di essere un «prigioniero di guerra».
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