Politica
Ben-Gvir viola ancora una volta la spianata delle Moschee
Il politico nazionalista israeliano Itamar Ben-Gvir ha nuovamente «assaltato» il complesso della moschea di Al-Aqsa, noto anche come Monte del Tempio, violando gli accordi tra Israele e Giordania.
Alcuni video pubblicati da testate giornalistiche arabe mostrano il Ministro della Sicurezza Nazionale mentre prega ai piedi della scalinata della Cupola della Roccia, canta e alza le mani. «Oggi mi sento il padrone di casa qui», ha detto Ben Gvir in un video con il rabbino Elisha Wolfson della Yeshiva Temple Mount. «Continuo a sollecitare il primo ministro a fare sempre di più. Dobbiamo andare ancora oltre, sempre più in alto.»
L’agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito che Hussein Ibrahim Taha, Segretario Generale dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI), ha condannato il partito guidato da Ben-Gvir definendolo «una provocazione deliberata e pericolosa dei sentimenti dei musulmani di tutto il mondo».
اقتحم وزير الأمن القومي الإسرائيلي، المتطرف إيتمار بن غفير، المسجد الأقصى برفقة مجموعة من المستوطنين، وأدّوا طقوسًا تلمودية داخل باحاته pic.twitter.com/5TtAmZVYTw
— موقع عرب 48 (@arab48website) April 12, 2026
El Ministro de Seguridad Nacional, Itamar Ben-Gvir, ascendió esta mañana al Monte del Templo junto con el director de la Yeshivá del Monte del Templo, el rabino Elisha Wolfson:
“Sabes, rabino, me acordé de cuando entré aquí a los 14/15 años, qué cambio tan completo es. En aquel… pic.twitter.com/Iz7nCAk8u5
— Radio Jai (@fmjai) April 12, 2026
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Il Taha ha inoltre «messo in guardia dal pericolo del proseguimento di queste violazioni israeliane», che a suo dire fanno parte dei «piani» di Israele per «alterare la composizione geografica e demografica di Gerusalemme occupata, minare lo status quo storico e giuridico dei luoghi santi della città e tentare di dividere la moschea di Al-Aqsa sia temporalmente che spazialmente, in flagrante violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite».
Wafa ha inoltre riportato la condanna della visita da parte della Presidenza dell’Autorità Palestinese, che l’agenzia ha definito «una palese violazione dello status quo storico e giuridico del luogo sacro, una profanazione della sua sacralità, una pericolosa escalation e un’inaccettabile provocazione».
Il Times of Israel ha attribuito una dichiarazione simile al ministero degli Esteri giordano. Lo «status quo» si riferisce agli accordi con il Waqf di Gerusalemme (responsabile della gestione del sito), in base ai quali gruppi di ebrei sono autorizzati ad accedere al sito islamico a condizione che non vi preghino. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato nel gennaio 2025 che il Paese era «impegnato a mantenere rigorosamente lo status quo, senza modifiche sul Monte del Tempio».
Tuttavia, ciò avveniva nel contesto della politica di polizia di Ben-Gvir che avrebbe «consentito la preghiera, compresa la prostrazione completa».
«I cambiamenti che Ben-Gvir sta apportando non modificano lo status quo e sono coordinati con me», ha detto Netanyahu quando gli è stato chiesto della politica. «Sono io a decidere la politica». Il governo di coalizione di Netanyahu dipende dal sostegno del partito Otzma Yehudit («Potere Ebraico»).
Lo stesso Ben-Gvir dovrà comparire mercoledì davanti all’Alta Corte in risposta a una petizione che chiede la sua rimozione dall’incarico di ministro. La petizione chiede all’Alta Corte di licenziare Ben-Gvir per la sua «interferenza illecita» nelle «indagini di polizia, nelle promozioni e nella gestione delle proteste». La polizia israeliana è responsabile del controllo dell’accesso al complesso di Al Aqsa e della sua sicurezza.
Netanyahu ha affermato che le petizioni presentate in tribunale contro Ben-Gvir dovrebbero essere «respinte senza indugi» perché l’Alta Corte «non ha il diritto costituzionale di destituire un ministro del governo a causa della sostanza del suo ruolo, del modo in cui agisce all’interno del suo ministero e in nome delle sue decisioni amministrative».
Ben-Gvir è stato ripetutamente associato a gruppi che hanno «assaltato» il Monte del Tempio prima e dopo il 7 ottobre 2023, e ha auspicato la costruzione di una sinagoga sul sito. Secondo quanto riferito, il politico avrebbe «assaltato» il sito almeno 16 volte da quando è entrato in carica nel 2022.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa Ben-Gvir infiammò gli animi rivelando di aver «pregato sulla Spianata» in quanto «lo status quo è cambiato».
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Un’incursione di coloni israeliani ad al-Aqsa fu guidata dal ministro nello scorso agosto. Da quando è diventato ministro nell’ultimo governo Netanyahu, il kahanista Ben Gvir aveva guidato almeno 11 assalti alla moschea. Nel frattempo, diversi altri politici di estrema destra hanno sostenuto la distruzione di Al-Aqsa e la costruzione di un tempio dove, a loro dire, un tempo sorgevano templi ebraici .
Tra le centinaia di persone che hanno preso parte al raid dello scorso hanno c’era anche il parlamentare di destra del Likud, Amit Halevi, che ha ripetutamente chiesto a Israele di distruggere tutte le fonti di acqua, cibo ed energia a Gaza.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa lo Halevi aveva proposto un’esplosiva spartizione di al-Aqsa con un disegno di legge che avrebbe diviso la moschea di al-Aqsa tra musulmani ed ebrei, un piano che prevedeva un accesso condiviso dal cortile della Cupola della Roccia fino all’estremità del confine settentrionale della grande moschea, considerata come il terzo sito più sacro per i maomettani.
Bisogna rammentare che la Seconda Intifada partì il 28 settembre 2000 quando l’allora leader del Likud Ariel Sharon compì una passeggiata ad al-Aqsa. In seguito Sharon, che fondò il suo partito Kadima che programmava una spartizione del territorio con i palestinesi, fu vittima di un grande malore, che alcuni ascrivono ad una pulsa denura, una maledizione ebraica fatta da rabbini della zona, i quali si fecero pure filmare in TV.
Come riportato da Renovatio 21, negli anni sono arrivate immagini di repressioni violente da parte delle forze israeliane sui musulmani nella moschea di al-Aqsa.
L’obiettivo dei sionisti è la distruzione di al-Aqsa al fine di costruire il cosiddetto Terzo Tempio per il sacrificio animale (ripetutamente tentato da vari estremisti giudei che contrabbandano capretti vivi dentro a passeggini, mentre si aspetta l’arrivo della famigerata «giovenca rossa») a Gerusalemme e ad accogliere il loro moshiach (il «messia» dei giudei), che per certa tradizione cattolica corrisponde esattamente all’anticristo. Protestanti fondamentalisti americani danno una mano al sionismo radicale, con l’osceno calcolo escatologico con cui quando arriverà l’anticristo tornerà sulla Terra, dopo i sette anni di tribolazione, anche Gesù Cristo.
Politica
Trump si inserisce nella cerimonia di premiazione dei Mondiali. Poi subisce pre lui la maleducazione degli argentini
🚨🇺🇸 WATCH: The moment Gianni Infantino moves President Trump out of the way as Spain lift the World Cup trophy pic.twitter.com/I5Ha0mUwfV
— Politics Global (@PolitlcsGlobal) July 19, 2026
🟥 As expected… Trump refused to get out of the frame when Spain did the traditional World Cup Trophy lift.
FIFA President Gianni Infantino had to literally run over and attempt to physically drag him away, so that the Spanish Champions could have their special moment. What… pic.twitter.com/nbG0NH4I2D — Fun Tom 🇨🇦 💂 (@funtomvids) July 19, 2026
I am in tears. After President Trump PERSONALLY gives the World Cup Trophy to Spain, the Captain and team want Trump to Celebrate with them 🙏
Liberals do NOT want you to see this ❤️ pic.twitter.com/5MENeQPEzM — MAGA Voice (@MAGAVoice) July 19, 2026
Spain players doing the Trump Dance as he presents the FIFA World Cup trophy.
The world loves our president. We are blessed. pic.twitter.com/00trz6Q9fY — Robert Burns (@RobertBurns82) July 19, 2026
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VIDEO | Two Argentine players, Lisandro Martínez and Cristian Romero, refused to shake hands with US President Donald Trump during the silver medal ceremony after Argentina’s 1-0 defeat to Spain in the World Cup final.
Martínez avoided shaking hands with both Trump and FIFA… pic.twitter.com/yrv1cDg0o4 — The Cradle (@TheCradleMedia) July 20, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, a Buenos Aires vi sono stati scontri tra tifosi e forze dell’ordine: nemmeno i supporter riescono, come adulti, ad accettare la sconfitta. In un Paese serio le proteste della popolazione dovrebbero essere contro il comportamento indegno dei suoi giocatori.Messi barely acknowledged Trump. pic.twitter.com/mQi6KFv1S8
— Don Van Natta Jr. (@DVNJr) July 19, 2026
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Politica
Tucker Carlson: il tradimento di Trump mette gli Stati Uniti sulla strada della rivoluzione
Gli Stati Uniti sono sulla strada della rivoluzione perché il presidente Donald Trump ha tradito gli americani anteponendo gli interessi stranieri a quelli del suo Paese, ha affermato il giornalista Tucker Carlson.
In un’intervista andata in onda venerdì su The Mishal Husain Show della testata economica Bloomberg, il commentatore conservatore – un tempo tra i più importanti sostenitori di Trump – ha accusato il presidente di essere «totalmente sleale» nei confronti degli Stati Uniti, affermando che aveva «tradito gli Stati Uniti alleandosi con una potenza straniera».
«Ecco perché ci sono le rivoluzioni nei Paesi», ha detto Carlson, aggiungendo: «Non voglio la rivoluzione, ma se questa situazione continua così, ci sarà una rivoluzione».
Tucker says there will be a revolution or the government isn’t carful pic.twitter.com/lOItss9b5A
— Jake Shields (@jakeshieldsajj) September 2, 2024
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L’ex conduttore di Fox News, che aveva appoggiato la campagna per la rielezione di Trump nel 2024 prima di prendere le distanze da lui sulla questione iraniana, ha affermato che molti americani non credono più che il sistema politico rappresenti i loro interessi, dichiarando che i repubblicani non sono riusciti a mantenere le promesse di smantellare il «deep state», citando la gestione del caso Jeffrey Epstein come prova del perché molti sostenitori abbiano perso fiducia nel partito.
Carlson è diventato sempre più critico nei confronti del sostegno statunitense alla guerra di Israele a Gaza e ha pubblicamente esortato Trump a non attaccare l’Iran durante la Guerra dei Dodici Giorni tra Israele e la Repubblica Islamica nel giugno 2025. La loro frattura si è acuita dopo che gli Stati Uniti si sono uniti agli attacchi israeliani contro l’Iran alla fine di febbraio, con Carlson che ha accusato Trump di anteporre gli interessi israeliani a quelli americani. Tucker ha anche definito la «vera religione» di Trump «israelismo» e ha definito la guerra contro l’Iran «disgustosa e malvagia».
«Trump ha permesso che il governo degli Stati Uniti fosse completamente guidato da questo piccolo Paese del Medio Oriente, Israele, a nostro grande danno», ha detto Carlson a Bloomberg, aggiungendo di essersi opposto apertamente all’approccio di Trump, ma «ciò non ha avuto alcun effetto». «E poi ci siamo ritrovati in una guerra con l’Iran che ha gravemente danneggiato gli Stati Uniti», ha affermato il popolare giornalista .
Come riportato da Renovatio 21, Trump di conseguenza ha «cacciato» il Carlson e altre figure critiche dell’intervento in Iran – e della sua chiara subordinazione agli interessi di Israele – con un post sui social media in cui insultava Carlson, Megyn Kelly, Candace Owens e Alex Jones di avere un «basso quoziente intellettivo».
Tucker aveva quindi reagito parlando dei presidenti americani ricattati da Israele.
Il giornalista aveva reagito ad una serie di messaggi di Trump a Pasqua definendo il presidente «profanatore della Pasqua» che stava portando il mondo verso la guerra atomica.
Carlson nel suo sito manda in streaming tutt’ora un documentario basato su documenti riguardanti la traccia online lasciata dal Thomas Crooks, l’attentatore che per poco non uccise il candidato Trump durante il comizio di Butler, Pennsylvania. La vulgata mainstream, inclusa quella propalata dalla campagna Trump, sosteneva che del ragazzo non vi era alcuna vera impronta di attività online, cosa stranissima per un giovane della sua età che portava ad ulteriori speculazioni.
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In realtà, nota il documentario di Carlson, di tracce ve ne erano parecchie, anche se ciò non chiarisce l’accaduto. Quello che manca, invece, è la volontà di andare in fondo alle indagini. Tucker sta sostenendo, da mesi, che dietro la chiusura delle indagini sul suo attentato (e su quello di Charlie Kirk…) ci sia direttamente l’amministrazione Trump.
Tucker, in polemica aperta anche con la presente direzione FBI, nella sua investigazione rivela molte altre incongruenze: la cremazione frettolosa del corpo, il sistema anti-droni al comizio disattivato proprio nei minuti in cui Crooks faceva volare il suo mezzo, l’FBI che cancella immediatamente tutte le tracce biologiche sulla scena pulendo il tetto del capannone dove Crooks ha sparato ed è stato quindi ucciso dal cecchino.
Come riportato da Renovatio 21, giorni dopo l’attentato la CIA, in una grottesca excusatio non petita, aveva comunicato di non aver utilizzato la programmazione di controllo mentale MK-Ultra sull’attentatore di Trump.
In altri frangenti, Carlson ha dichiarato apertis verbis che il presidente è sotto il ricatto di Israele e prende ordini dal premier dello Stato Giudaico Benjamino Netanyahu.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Cina
Pechino respinge le accuse di Trump di interferenze elettorali
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