Immigrazione
Attivista anti-immigrazione inglese incarcerato per 18 mesi
L’attivista conservatore britannico Tommy Robinson è stato condannato a 18 mesi di carcere dopo aver ammesso di oltraggio alla corte.
Robinson, 41 anni, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, ha ammesso di aver violato un’ingiunzione dell’Alta Corte del 2021 che gli impediva di presentare reclami su uno studente rifugiato siriano, Jamal Hijazi, i cui avvocati hanno citato in giudizio Robinson con successo per diffamazione e sono stati condannati a pagare 100.000 sterline (120.000 euro) di danni.
Venerdì la polizia ha confermato che Robinson è stato arrestato con l’accusa di «non aver fornito il PIN del suo telefono cellulare».
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Secondo la legge britannica, la polizia ha il diritto di fermare chiunque attraversi un porto del Regno Unito «per determinare se possa essere coinvolto o implicato nella commissione, preparazione o istigazione di atti di terrorismo».
«Vostro Onore, credo nella libertà di parola e nella libertà di stampa. Il mio dovere di giornalista è scoprire la verità e ho lavorato per anni per far luce sulle sfide della società di cui nessun altro è disposto a parlare» ha risposto Robinson al giudice, dicendo che nel suo reportage sul caso scolastico del ragazzo immigrato lui si è limitato a ripetere «ciò che mi era stato detto dal Preside della scuola e da altri e ciò che era scritto nero su bianco nei documenti della scuola».
«Ho lasciato che i testimoni dessero le loro testimonianze e ho chiarito che Jamal, nel suo diritto di replica, nega tutte le accuse contro di lui».
«Quindi se mi chiedete se mi dichiaro colpevole o innocente, sì, sono colpevole di aver proiettato il film a Trafalgar Square il 27 luglio. E sono colpevole di giornalismo (…) Se dovessi stare in prigione per essermi rifiutato di essere messo a tacere per aver riportato informazioni che mi sono state fornite per il giornalismo… Allora sono preparato per questo. Grazie, Vostro Onore».
Robinson è stato accusato ai sensi dell’Allegato 7 del Terrorism Act del 2000. L’incidente segue un giudice dell’Alta Corte che ha emesso un mandato di arresto per l’attivista dopo che non si è presentato a un’udienza per oltraggio alla corte che si sarebbe dovuta tenere a fine luglio, riporta The Guardian.
Robinson, si è consegnato venerdì pomeriggio alla stazione di polizia di Folkestone, dove è stato accusato di non aver fornito il PIN del suo telefono cellulare ai sensi dell’Allegato 7 del Terrorism Act. È stato rilasciato su cauzione per comparire in tribunale il mese prossimo, ha affermato la polizia del Kent. È stato quindi rinviato in custodia cautelare in base a un ordine dell’Alta corte, ha affermato la forza.
A luglio Robinson avrebbe rifiutato di dare accesso al suo telefono cellulare alla polizia quando è stato fermato ai sensi del Terrorism Act al tunnel della Manica. Era stato rilasciato su cauzione a condizione di tornare alla stazione di polizia di Folkestone.
Lunedì dovrà anche comparire alla corte della corona di Woolwich per accuse separate di oltraggio alla corte per aver ripetuto accuse diffamatorie contro un rifugiato siriano.
I sostenitori di Robinson, che ora controllano il suo account X, hanno detto al suo milione di follower sulla piattaforma che è trattenuto in custodia cautelare fino all’udienza di lunedì.
Tommy Robinson rally 26 october pic.twitter.com/7tgEYIyndZ
— Alternativ Media (@AlternativMedi3) October 26, 2024
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«Le violazioni non sono state accidentali o negligenti o semplicemente sconsiderate», ha affermato il giudice della Woolrich Crown Court di Londra. «Ogni violazione dell’ingiunzione è stata una violazione ponderata, pianificata, deliberata, diretta e flagrante dell’ordine della corte».
🚨Breaking: British Journalist Tommy Robinson has been arrested for a contempt of court charge related to showing his documentary film, Silenced.
He is also wanted a for a terrorism charge related to his refusal to give authorities access to his phone after they used their… pic.twitter.com/34zVZ6vRYh
— Don Keith (@RealDonKeith) October 25, 2024
Il procuratore generale britannico ha intentato un’azione legale contro il Robinson per i commenti rilasciati in alcune interviste online e in un documentario intitolato Silenced, visto milioni di volte e proiettato a Trafalgar Square a Londra a luglio, scrive l’agenzia Reuters.
L’avvocato del Procuratore generale Aidan Eardley ha affermato che il Robinson è stato ritenuto colpevole di oltraggio alla corte in tre diverse occasioni ed è stato incarcerato per questo nel 2019. Ha anche condanne penali separate.
Robinson è stato accusato da alcuni media e politici di aver infiammato le tensioni che hanno portato a giorni di rivolte in tutta la Gran Bretagna a fine luglio dopo l’omicidio di tre giovani ragazze durante un workshop di danza a Southport. Ha accusato i media di aver mentito su di lui.
In a display of unity and defiance, up to 200,000 Tommy Robinson supporters gathered peacefully in central London, despite his absence due to a sudden remand by police. The Unite the Kingdom rally was set to begin its march to Parliament Square after 1 p.m., but the massive… pic.twitter.com/N6PfDo4xsQ
— Stan Voice of Wales (@StanVoWales) October 26, 2024
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Secondo l’avvocato di Robinson, Sasha Wass, «ha agito in quel modo e accetta la sua colpevolezza perché crede fermamente nella libertà di parola, nella libertà di stampa e nell’irrefrenabile desiderio di rivelare la verità».
Il giudice ha affermato che la pena di Robinson avrebbe potuto essere ridotta di 4 mesi se avesse cercato di «purgare» il suo oltraggio alla corte, anche rimuovendo copie di Silenced. Mentre il giudice pronunciava queste parole, si poteva vedere Robinson dire «nah» al pubblico in tribuna.
Nel suo discorso alla corte, Robins ha citato il recente caso di Peter Lynch, un nonno di 61 anni, mandato in prigione per aver urlato alla polizia durante le rivolte estive contro l’immigrazione in Gran Bretagna, poi suicidatosi in carcere.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
La violenza studentesca contagia anche il Belgio
Belçika’nın Liege kentinde öğrenciler, hükümet karşıtı protesto gösterileri düzenliyor. pic.twitter.com/peDq12gwOL
— gdh (@gdhdijital) October 5, 2026
Manifestation des étudiants de plusieurs écoles liégeoises ce vendredi place Saint-Léonard pour dénoncer la réforme de l’enseignement et l’augmentation du coût de la vie dont notamment les tarifs du bus. @DESQUESNESF @valerieglatigny @WBE_officiel @Fil_law pic.twitter.com/HniBxkoPgd
— L-Post (@lpost10) October 2, 2026
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Gender
Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»
I migranti LGBT sono stati deportati dall’amministrazione Trump verso Paesi terzi «ostili». Lo riporta l’agenzia Reuters.
Almeno 40 migranti LGBT sono stati rimandati in Paesi africani che criminalizzano le relazioni omosessuali o che il Dipartimento di Stato americano ha definito «ostili» a tali relazioni.
«Reuters ha seguito il destino di tutte e 40 le persone, provenienti da tutta l’Africa, nonché da Iraq, Giamaica e Russia, intervistando una dozzina di deportati e avvocati specializzati in immigrazione e analizzando centinaia di pagine di documenti legali», riporta l’agenzia.
«Sedici di loro si trovano ancora nei paesi in cui sono stati deportati e alcuni sono tuttora detenuti. Altri sedici (…) sono stati rimpatriati nei loro Paesi d’origine contro la loro volontà. Nove si nascondono in Paesi terzi. Un uomo ghanese non è più in contatto con i suoi avvocati o parenti», hanno affermato.
I Paesi indicati come ostili sono la Sierra Leone, la Guinea Equatoriale, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e l’Eswatini, in precedenza Swaziland.
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Le espulsioni verso Paesi terzi, cioè i casi in cui una persona viene rimpatriata in un Paese diverso da quello di residenza, erano rare durante la prima amministrazione Trump, ma sono diventate una delle politiche migratorie centrali della seconda. La misura, adottata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna nel marzo 2025, consente ai funzionari di espellere cittadini stranieri in sole sei ore.
L’amministrazione Trump ha accordi con diverse decine di Paesi per accogliere deportati che non sono loro cittadini. In Africa figurano Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Guinea Equatoriale, Ghana, Ruanda e Uganda. In America Latina hanno accettato di accogliere migranti di Paesi terzi anche Costa Rica, Guatemala, El Salvador e Honduras.
Reuters afferma che almeno 40.000 persone sono state deportate in Paesi terzi, di cui circa 900 in Africa.
A metà settembre una corte d’appello ha bloccato la politica, sostenendo che l’amministrazione non permetteva ai migranti di esprimere le proprie preoccupazioni sui maltrattamenti prima di essere deportati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Immigrazione
Catastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
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🚨 Vicenza, circa mille giovanissimi, quasi tutti di origine straniera, richiamati su TikTok dall’influencer “Ilvucumpra” per una “Aura Battle”. Il raduno finisce nel caos, con danni a Campo Marzo.
Chi sbaglia deve rispondere. Anche le famiglie vanno responsabilizzate. pic.twitter.com/0d8UwRpqpV — Lara Magoni (@LaraMagoni) October 4, 2026
Balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie.
Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano… pic.twitter.com/wKwOTdDtmB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 4, 2026
Balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie.
Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano… pic.twitter.com/wKwOTdDtmB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 4, 2026
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Peschiera del Garda de los pueblos más bonitos del Lago de Garda, uno de los más fáciles de visitar porque está muy bien comunicado con Milán y Verona. #italia #inseguridadciudadana Igual se han dado cuenta que no todas las culturas son respetables?. Y que pasan de integrarse ? pic.twitter.com/MqEwiHlMQe
— Politeia (@Politeia_ESP) June 9, 2022
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Nel 2005, nell’articolo Synthesizing Tyranny, Francis ribadiva: «Ciò che abbiamo oggi in questo paese, dunque, è sia anarchia (l’incapacità dello Stato di far rispettare le leggi) sia, allo stesso tempo, tirannia: l’applicazione delle leggi da parte dello Stato a fini oppressivi; la criminalizzazione dei cittadini onesti e innocenti attraverso una tassazione esorbitante, una regolamentazione burocratica, l’invasione della privacy e la manipolazione delle istituzioni sociali, come la famiglia e le scuole locali; l’imposizione del controllo del pensiero attraverso “corsi di sensibilizzazione” e programmi di studio multiculturali, leggi sui “crimini d’odio”, leggi sul controllo delle armi che puniscono o disarmano cittadini altrimenti rispettosi della legge, ma non hanno alcun impatto sui criminali violenti che si procurano armi illegalmente, e un vasto labirinto di altre misure. In una parola, anarchia-tirannia».
La questione è, come sempre, che se il sistema produce l’anarco-tirannia, allora significa che quello è lo scopo: secondo la celebre definizione, il punto di ogni sistema è ciò che fa. Secondo Francis, «lo Stato non “omette” di far rispettare le altre leggi; non ha alcuna intenzione di farle rispettare né alcun desiderio di farlo. L’anarchia-tirannia è del tutto deliberata, una trasformazione calcolata della funzione dello Stato, da uno Stato impegnato a proteggere i cittadini rispettosi della legge a uno Stato che tratta il cittadino rispettoso della legge come, nella migliore delle ipotesi, una patologia sociale e, nella peggiore, un nemico».Sostieni Renovatio 21
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