Geopolitica
Il Pakistan invita gli Stati musulmani ad unirsi contro Israele
Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha invitato tutte le nazioni musulmane a unirsi contro Israele in seguito ai suoi attacchi contro i siti militari e nucleari iraniani. Ha avvertito che non agire collettivamente non farebbe altro che incoraggiare ulteriori attacchi in tutto il Medio Oriente.
Intervenendo sabato all’Assemblea Nazionale, Asif ha sostenuto che Israele «non ha agito da solo» e ha ricevuto «Intelligence, copertura e supporto», affermando che il mondo musulmano rimane «militarmente vulnerabile» e ha sollecitato una risposta congiunta.
«Proprio come Israele sta attualmente prendendo di mira Yemen, Iran e Palestina, se il mondo musulmano non si unisce oggi e continua a dare priorità ai propri interessi e alle proprie agende, allora arriverà il turno di tutti», ha detto ai parlamentari pakistani.
L’Asif ha chiesto all’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OCI) di riunirsi e di elaborare una strategia per affrontare Israele. «Ovunque ci siano legami diplomatici con Israele nel mondo musulmano, dovrebbero essere recisi», ha affermato.
«Siamo al fianco dell’Iran e lo sosterremo in ogni forum internazionale per proteggere i suoi interessi», ha aggiunto il ministro della Difesa del Pakistan. Che è, ricordiamo, una potenza atomica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
L’Iran nega che i combattenti curdi abbiano attraversato il confine
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Geopolitica
L’Iran colpirà l’Albania?
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano ha lanciato una minaccia contro l’Albania, suggerendo che Teheran potrebbe prendere di mira la base di Ashraf-3, che dal 2013 è il quartier generale dell’Organizzazione dei Mujahedin del Popolo Iraniano, un’opposizione al regime degli Ayatollah. Si stima che fino a 3.000 persiani abbiano trovato rifugio in Albania. Lo riporta il quotidiano polacco Do Rzeczy.
La dichiarazione pubblicata indica che l’Albania potrebbe essere bersaglio di una rappresaglia iraniana, analogamente alla base militare britannica a Cipro, colpita ad Akrotiri pochi giorni fa. Questa è una chiara dichiarazione da parte di Teheran di possedere le capacità militari per estendere le sue operazioni militari oltre il Medio Oriente.
In un post su X del 1° marzo, il presidente albanese Bajram Begaj ha dichiarato che «L’Albania è al fianco dei nostri alleati strategici negli sforzi per eliminare qualsiasi minaccia terroristica e contrastare il regime degli Ayatollah in Iran. Esprimiamo il nostro pieno sostegno al Qatar, agli Emirati Arabi Uniti, al Regno dell’Arabia Saudita, alla Giordania, al Kuwait e al Bahrein, i cui cittadini stanno subendo attacchi aggressivi da parte del regime degli Ayatollah. Preghiamo per la pace, la sicurezza e il ripristino della stabilità nella regione».
Albania stands with our strategic allies in efforts to eliminate any terrorist threat and to confront the Ayatollah regime of Iran.
We express our full support for Qatar, the United Arab Emirates, the Kingdom of Saudi Arabia, Jordan, Kuwait, and Bahrain — whose citizens are…
— Bajram Begaj (@BajramBegajAL) March 1, 2026
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L’interesse di Teheran per l’Albania è dovuto alla presenza del MEK nel Paese.
Il Mujahedin-e Khalq (MEK), o Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), è un gruppo di opposizione iraniano in esilio, fondato nel 1965 da studenti di sinistra per opporsi allo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Inizialmente mescolava islam sciita rivoluzionario (influenzato dal filosofo Ali Shariati, l’«Heidegger iraniano») e marxismo, con enfasi su lotta armata, uguaglianza di genere e anti-imperialismo.
Partecipò attivamente alla rivoluzione islamica del 1979, ma entrò in conflitto con l’aiatollà Ruollah Khomeini per il potere: accusato di attentati (inclusi omicidi di americani negli anni Settanta), fu represso duramente. Negli anni Ottanta si alleò con Saddam Hussein durante la guerra Iran-Iraq, combattendo contro Teheran con l’Armata di Liberazione Nazionale. Dopo il 2003 (invasione USA in Iraq), depose le armi, si trasferì in Albania (base Ashraf-3) e abbandonò l’anti-americanismo.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa Edi Rama denunciò un potente ciberattacco subito dall’Albania, ad opera, accusò, dell’Iran. L’evento – che si inserisce in un contesto di tensioni dovute alla turbolenta presenza dell’organizzazione di iraniani oppositori degli ayatollah del MEK nel Paese –costò l’interruzione delle relazione con Teheran e la chiusura dell’ambasciata della Repubblica Islamica a Tirana.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Marco Rubio, Mike Johnson e Tucker Carlson affermano che Israele ha spinto gli USA ad attaccare l’Iran
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