Cina
Studente cinese uccide otto persone in una serie di accoltellamenti: era in cura farmacologica?
Otto persone sono state uccise e 17 ferite in un accoltellamento di massa della settimana scorsa in un campus universitario nella città cinese orientale di Yixing. Il sospettato è stato descritto dalle forze dell’ordine come uno studente che non ha superato gli esami ed è tornato al college per sfogare la sua rabbia.
L’attacco è avvenuto sabato sera al Wuxi Vocational Institute of Arts and Technology nella città di Yixing nella provincia di Jiangsu. Il sospettato ventunenne è stato arrestato sulla scena e ha confessato gli omicidi «senza esitazione», ha affermato la polizia di Yixing in una dichiarazione condivisa con le agenzie di stampa cinesi e internazionali.
Secondo la dichiarazione, l’autore era un neolaureato ed era arrabbiato per «non aver superato un esame, non aver ricevuto un certificato di laurea ed essere insoddisfatto della retribuzione del tirocinio».
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«È tornato a scuola per esprimere la sua rabbia e commettere questi omicidi», ha detto la polizia.
L’attacco è avvenuto cinque giorni dopo che un uomo ha travolto con la sua auto una folla di persone fuori da uno stadio nella città meridionale di Zhuhai, uccidendone almeno 35. La polizia ha affermato che l’aggressore era infuriato per un recente divorzio. Poco più di un mese prima, un uomo aveva ucciso tre persone e ne aveva ferite 15 in un accoltellamento in un supermercato di Shanghai. Un’indagine della polizia ha stabilito che il sospettato si era infuriato per «ragioni finanziarie personali».
In Cina le armi da fuoco sono severamente controllate, di conseguenza, gli atti di violenza di massa tendono a coinvolgere i coltelli. Si sono registrati attacchi a stazioni (luoghi molto affollati, e disciplinati, nelle città cinesi), ma i più tremendi di questi incidenti hanno avuto luogo tutti nelle scuole, con un massacro del 2012 alla scuola elementare del villaggio di Chenpeng nella provincia di Henan paragonato dai media occidentali alla sparatoria di massa avvenuta lo stesso giorno alla scuola elementare di Sandy Hook nello Stato americano del Connecticut.
In entrambi gli attacchi, gli assassini sono riusciti a uccidere circa due dozzine di persone. A differenza del caso di Sandy Hook, l’aggressore del villaggio di Chenpeng è stato arrestato vivo e in seguito condannato a morte.
Le armi da fuoco saranno pure bandite in Cina, tuttavia non lo sono quelli che alcuni ritengono essere i veri fattori scatenanti della violenza cieca improvvisa che si impadronisce di alcuni soggetti: parliamo, come sa il lettore di Renovatio 21, degli psicofarmaci. Gli antidepressivi possono essere ottenuti in Cina con prescrizione svolta online. Studi hanno mostrato come il consumo di droghe psichiatriche sia in crescita nella Repubblica Popolare.
Uno studio del 2014 segnalava che gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) – cioè fluoxetina (Prozac), citalopram, escitalopram, fluvoxamina, paroxetina o sertralina) — «sono diventati gli antidepressivi più frequentemente utilizzati in Cina negli ultimi decenni», ora preferiti angli antidepressivi triciclici (TCA).
Una ricerca pubblicata dall’Australianz & New Zealand Journal of Psychiatry riportava dati epidemiologici per cui «la prevalenza su 12 mesi di disordini depressivi era 3,5% della popolazione generale della Cina (Lu et al., 2021). L’ascesa dei disordini depressivi si è accompagnata all’incremento di farmaci antidepressivi».
Il quotidiano cinese di lingua inglese China Daily ancora nel 2006 pubblicava un articolo intitolato «Alcuni antidepressivi aumentano il rischio di violenza».
«Anche i nuovi antidepressivi, già sospettati di aumentare il rischio di suicidio, potrebbero indurre la violenza in alcune persone, hanno riferito lunedì i ricercatori. Hanno scoperto che i soggetti che assumevano l’antidepressivo Paxil della GlaxoSmithKline avevano il doppio delle probabilità di manifestare quello che è stato definito un “evento di ostilità” rispetto a coloro a cui era stato somministrato un placebo» scrive il giornale cinese.
«Il Paxil, noto genericamente come paroxetina, appartiene a una classe di farmaci chiamati inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o SSRI. Sono finiti sotto esame quando alcuni medici hanno segnalato che gli adolescenti che assumevano questi farmaci potevano essere più inclini al suicidio».
«Nel 2004, la Food and Drug Administration statunitense ha concluso che vi era un rischio più elevato di comportamento suicida tra bambini e adolescenti e ha ordinato forti avvertenze sulle etichette di diversi farmaci SSRI. Ha sollecitato un attento monitoraggio degli adulti. David Healy e David Menkes dell’Università di Cardiff in Gran Bretagna e Andrew Herxheimer del Cochrane Center hanno utilizzato diverse fonti di informazione per verificare quale fosse il rischio di comportamenti violenti tra le persone che assumevano SSRI» continua il quotidiano di Pechino.
«Tra questi rientrano i dati sulla paroxetina presentati al gruppo di lavoro di esperti del Comitato per la sicurezza dei medicinali del Regno Unito da GlaxoSmithKline, casi legali ed e-mail di 1.374 pazienti in risposta a un programma televisivo britannico sull’argomento. Hanno scoperto che 60 persone su 9.219 che avevano assunto Paxil, ovvero lo 0,65 percento, avevano avuto “un episodio di ostilità”, rispetto alle 20 persone su 6.455 a cui era stato somministrato un placebo, ovvero lo 0,31%».
Tale antico avvertimento deve essere sfumato negli anni – come del resto è successo anche in Occidente, mentre il potere delle multinazionali farmaceutiche – vere padrone del consenso scientifico e quindi dell’universo sanitario – aumentava a dismisura ovunque.
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Cina
La Cina condanna il fondatore di Evergrande all’ergastolo
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Cina
IA cinese esce dal sistema di sicurezza integrato
Un modello di Intelligenza Artificialecinese di punta è riuscito a eludere le restrizioni durante un test controllato di sicurezza informatica, intensificando le preoccupazioni sull’efficacia delle misure di sicurezza dell’IA, secondo quanto dichiarato dalla società di ricerca sulla sicurezza informatica statunitense Frontier Security.
I ricercatori hanno individuato il modello in Kimi K3, il principale prodotto della startup Moonshot, spiegando che ha avuto accesso a informazioni online durante una valutazione condotta in un ambiente di test isolato sviluppato dall’AI Security Institute del Regno Unito. Il sistema è concepito per mantenere i modelli di intelligenza artificiale scollegati da Internet mentre vengono valutate le loro capacità.
Anziché portare a termine il compito basandosi esclusivamente sulle informazioni fornite per il test, Kimi K3 ha individuato un modo per accedere a dati online, secondo Frontier Security. I ricercatori hanno precisato che il modello ha sfruttato una debolezza nella configurazione dell’ambiente di test, senza violare direttamente la sua sicurezza.
A differenza di alcuni modelli di intelligenza artificiale coinvolti in recenti episodi di test, Kimi K3 non ha tentato di accedere o attaccare siti web o sistemi informatici esterni, ha dichiarato Frontier Security. Tuttavia, i ricercatori hanno evidenziato che l’incidente indica come il modello sia privo di alcune delle misure di sicurezza informatica integrate presenti nei sistemi di IA concorrenti e possa comportare rischi maggiori, poiché è già disponibile pubblicamente per gli sviluppatori che possono scaricarlo, modificarlo e utilizzarlo.
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Questo episodio si inserisce in una serie di inconvenienti analoghi emersi durante i test, segnalati nelle scorse settimane da OpenAI e Anthropic, i cui modelli di AI sono anch’essi usciti dagli ambienti di test previsti nel corso di valutazioni controllate. In alcuni di questi casi, i sistemi hanno interagito con servizi online esterni mentre cercavano di completare i compiti assegnati.
Come riportato da Renovatio 21, la settimana scorsa anche Meta è diventata la terza grande azienda tecnologica a comunicare che la propria Intelligenza Artificiale ha perso il controllo e ha violato i sistemi di un’azienda terza.
Le più recenti scoperte accrescono il controllo sui sistemi di IA avanzati, mentre governi, ricercatori e aziende tecnologiche lavorano per rafforzare i test di sicurezza. Valutazioni recenti hanno mostrato che i modelli di IA, sempre più sofisticati, possono sfruttare debolezze impreviste negli ambienti di test o operare al di là dei limiti stabiliti dai ricercatori.
Nel frattempo, è emerso che nei recenti attacchi l’IA ha preso di mira persona reali durante i test.
Come riportato da Renovatio 21, a maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Immagine generata artificialmente
Cina
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