Geopolitica
Putin: le élite occidentali hanno colonizzato l’Ucraina
La Russia ha cercato di risolvere pacificamente le tensioni con Kiev e i suoi sostenitori occidentali, ma la controparte non ha negoziato in buona fede, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in occasione dell’anniversario della riunificazione della Russia con quattro ex regioni ucraine.
La Russia celebra i due anni da quando ha accettato le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk come nuove parti del Paese, insieme alle regioni di Zaporiggia e Kherson. I trattati con le entità separatiste sono stati firmati durante le ostilità con l’Ucraina, dopo che le persone in quei territori hanno votato a favore della mossa nei referendum. Kiev ha respinto i voti come una «farsa» che non è riuscita ad ottenere un ampio riconoscimento internazionale.
In una breve dichiarazione, Putin ha ricordato alla nazione che inizialmente Mosca aveva intenzione di facilitare il ritorno di Donetsk e Lugansk all’Ucraina, dopo che si erano ribellate a Kiev in seguito al violento colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti nel 2014.
«Tutti voi sapete come sono finiti quei negoziati: con bugie, frodi, inganni da parte delle élite occidentali, che da allora hanno trasformato l’Ucraina nella loro colonia, un punto d’appoggio militare contro la Russia», ha detto il presidente.
«Hanno deliberatamente fomentato l’odio e il nazionalismo radicale, incitato all’inimicizia verso tutto ciò che era russo, fornito armi, inviato mercenari e consiglieri, preparato l’esercito ucraino per una nuova guerra, per condurre di nuovo, come fatto nella primavera e nell’estate del 2014, azioni punitive nel Sud-Est», ha aggiunto Putin.
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Gli accordi di Minsk, siglati nel 2014 e nel 2015 nel tentativo di risolvere le tensioni in Ucraina, erano stati concepiti per dare tempo a Kiev di riarmarsi, secondo le dichiarazioni rilasciate in seguito dagli allora leader di Francia, Germania e Ucraina.
Gli eventi successivi hanno dimostrato che l’azione militare russa era giustificata, ha affermato Putin. «La verità è dalla nostra parte. Tutti i nostri obiettivi saranno raggiunti», ha dichiarato Putin.
Le nazioni occidentali che sostengono l’Ucraina hanno accusato la Russia di aver lanciato un attacco non provocato contro di essa nel febbraio 2022. Affermano che, convogliando centinaia di miliardi di dollari di equipaggiamento militare a Kiev, ritardano e potenzialmente impediscono un futuro attacco russo contro la NATO, piani che Mosca nega di nascondere.
La parte russa identifica l’espansione della NATO in Europa a partire dagli anni Novanta come una causa chiave del conflitto, con l’adesione promessa all’Ucraina nel 2008, così come le politiche discriminatorie di Kiev contro i russi etnici dopo il colpo di Stato di Maidan del 2014.
Vari funzionari russi, in diverse occasioni, hanno dimostrato di vedere il conflitto in corso guerra per procura guidata dagli Stati Uniti contro la Russia, in cui gli ucraini vengono usati come carne da cannone in una lotta «fino all’ultimo ucraino».
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
L’Arabia Saudita minaccia un’azione militare contro l’Iran
Saudi Arabia’s FM Prince Faisal bin Farhan Al-Saud said Iran’s missile attack on Riyadh while regional diplomats gathered there was ‘the clearest signal of how Iran feels about diplomacy,’ adding that Saudi has ‘reserved the right to take military action. pic.twitter.com/EIjdAwHslS
— Al Jazeera Breaking News (@AJENews) March 19, 2026
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Geopolitica
Macron contro gli attacchi israeliani in Libano: «inaccetabili»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che l’operazione militare israeliana attualmente in corso in Libano viola il diritto internazionale.
Parlando giovedì durante una conferenza stampa del Consiglio europeo a Bruxelles, Macron ha inoltre condannato gli attacchi sferrati contro Israele dal movimento militante libanese Hezbollah, che ha promesso di vendicare l’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele.
Macron ha escluso che una terza parte possa risolvere il conflitto con il gruppo legato all’Iran ricorrendo alla forza, ribadendo che solo le autorità libanesi possiedono la legittimità per affrontare la questione.
«Non riteniamo che la lotta contro Hezbollah e la rimozione delle sue armi possano essere condotte da una terza potenza», ha affermato Macron rivolgendosi ai giornalisti. «Crediamo che l’operazione militare di terra e i bombardamenti israeliani siano inappropriati e persino inaccettabili in termini di diritto internazionale e per gli interessi di sicurezza a lungo termine sia del Libano che di Israele».
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Macron ha inoltre evidenziato che Israele porta avanti operazioni analoghe in Libano da anni senza mai conseguire i «risultati sperati».
Le parole del presidente francese arrivano nel momento in cui Israele ha intensificato la sua campagna militare contro Hezbollah, a seguito degli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, avviati alla fine del mese scorso. Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato all’inizio di questa settimana «operazioni di terra limitate e mirate contro le principali roccaforti di Hezbollah», aggravando le ostilità lungo il confine che hanno già provocato centinaia di vittime.
Secondo le autorità libanesi, i raid israeliani hanno causato, nelle ultime due settimane, la morte di oltre 880 persone, il ferimento di più di 2.000 e lo sfollamento di oltre un milione di individui. Gli attacchi hanno colpito quartieri residenziali, una postazione di pace delle Nazioni Unite e un centro culturale russo nella città meridionale di Nabatieh.
La Francia ha segnato profondamente la storia moderna del Libano. Dopo la Prima Guerra Mondiale e la caduta dell’Impero ottomano, nel 1920 il generale Henri Gouraud proclamò lo Stato del Grande Libano, ampliando il Monte Libano storico con aree costiere, la Bekaa e altre regioni per creare un’entità a maggioranza cristiana (soprattutto maronita), sotto mandato della Società delle Nazioni (1923-1946).
Parigi favorì la costruzione di infrastrutture, come le scuole, e Beirut divenne la «Parigi del Levante», matuttavia generò tensioni con musulmani che preferivano l’unità con la Siria. Nel 1926 nacque la Repubblica libanese con un sistema confessionale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1941 le truppe Alleate occuparono il territorio; nel 1943, dopo proteste e l’arresto di leader nazionalisti, la Francia riconobbe l’indipendenza (22 novembre), completata dal ritiro delle truppe nel 1946.
L’eredità francese in Libano resta viva: lingua, istruzione, architettura e stretti legami culturali-politici con Parigi persistono ancora oggi.
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Immagine di © European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni
Geopolitica
Reporter bombardato da Israele in Libano
Israel just attempted to assassinate the great Steve Sweeney while he was reporting from Southern Lebanon
Relieved to hear Steve is recovering The terrorist regime that has murdered hundreds of journalists over 2-3 years will never recover from this pic.twitter.com/l017GoIIOG — Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) March 19, 2026
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Today I$rael tried to kill me in a targeted airstrike in southern Lebanon as I was reporting on was the targeting of bridges and the forced displacement of 1 million people, an ethnic cleansing operation on a larger scale than the Nakba
I have absolutely no doubt that this was… pic.twitter.com/5igboFLvH8 — Steve Sweeney (@SweeneySteve) March 19, 2026
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