Geopolitica
Gli Stati Uniti rischiano un «disastro nucleare» parla la sorella Kim
Gli Stati Uniti stanno correndo una pericolosa scommessa fornendo all’Ucraina sempre più armamenti e apparentemente ignorando gli avvertimenti della Russia, qualcosa che potrebbe innescare un «disastro nucleare», ha affermato Kim Yo-jong, sorella del leader della Corea del Nord.
Durante una visita di stato in Corea del Nord questo giugno, il presidente russo Vladimir Putin e il leader Kim Jong-un hanno firmato il Trattato sul partenariato strategico globale. Il documento include un impegno da parte di Mosca e Pyongyang di assistersi a vicenda in caso di aggressione straniera. Putin ha anche affermato all’epoca che «la Russia non esclude lo sviluppo di una cooperazione militare con la Repubblica Popolare Democratica della Corea del Nord», dato che le nazioni occidentali stanno fornendo armi avanzate all’Ucraina.
In un comunicato stampa rilasciato domenica, Kim Yo-jong ha previsto che «un ulteriore supporto militare degli Stati Uniti all’Ucraina provocherà un disastro nucleare nel mondo», denunciando come «sciocca» la decisione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di inizio settimana di fornire a Kiev quasi 8 miliardi di dollari di aiuti militari.
Secondo il funzionario nordcoreano, quest’ultimo sviluppo non farà altro che prolungare il conflitto in Ucraina e incoraggiare «ulteriori azioni militari avventurose» da parte di Kiev.
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Rivolgendosi alla leadership statunitense, Kim ha suggerito di rimuovere dal potere il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj, da lei descritto come un «individuo sciocco e ridicolo».
«La calamità è inevitabile se non si ferma la follia di Zelens’kyj», ha avvertito.
Kim ha sottolineato che «gli Stati Uniti e l’Occidente non dovrebbero ignorare né sottovalutare i severi avvertimenti della Russia», un apparente riferimento al recente discorso del Presidente Putin sulla necessità di aggiornare la dottrina nucleare di Mosca.
«Gli Stati Uniti e l’Occidente possono affrontare le conseguenze che la loro attuale scommessa di guerra senza paura contro la Russia, una superpotenza nucleare?», ha chiesto retoricamente il funzionario nordcoreano.
Come riportato da Renovatio 21, durante una riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale di mercoledì, Putin ha suggerito che l’elenco dei criteri che giustificano un attacco nucleare dovrebbe includere un missile o un attacco aereo «massiccio» lanciato da un altro stato contro la Russia o il suo più stretto alleato, la Bielorussia, chiarendo che le armi utilizzate in un potenziale attacco potrebbero spaziare da missili balistici o da crociera ad aerei strategici e droni.
«L’aggressione contro la Russia da parte di qualsiasi stato non nucleare… sostenuto da una potenza nucleare dovrebbe essere trattata come un loro attacco congiunto», ha aggiunto Putin, senza dire quando esattamente entreranno in vigore le modifiche alla dottrina nucleare russa.
Come riportato da Renovatio 21, Kim Yo-jong un anno fa aveva dichiarato che lo Zelens’kyj ««gioca d’azzardo con il destino del suo popolo» inseguendo le bombe atomiche.
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Netanyahu attribuisce le morti in Israele alla politica di Biden
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Geopolitica
Rubio: gli USA potrebbero attaccare «preventivamente» l’Iran
Gli Stati Uniti potrebbero lanciare un attacco preventivo contro l’Iran, ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio, pur ammettendo che un eventuale tentativo di rovesciare il regime si rivelerebbe arduo.
Queste dichiarazioni arrivano mentre il presidente americano Donald Trump inasprisce le minacce nei confronti di Teheran, dopo settimane di proteste violente diffuse in tutto il Paese, scatenate da problemi economici e dal crollo del valore del rial iraniano. Le autorità di Teheran hanno calcolato oltre 3.000 vittime, sebbene altre valutazioni indichino un numero potenzialmente molto superiore. L’Iran ha puntato il dito contro Stati Uniti e Israele, accusandoli di fomentare le violenze.
Trump ha sostenuto apertamente i manifestanti, dichiarando che «i soccorsi stanno arrivando» e che una «grande armata» è in arrivo, mentre ulteriori asset militari statunitensi, inclusa una task force con portaerei, sono stati dispiegati in Medio Oriente.
Durante un’udienza di mercoledì presso la Commissione per gli Affari Esteri del Senato, Rubio ha sostenuto che sia «saggio e prudente» preservare una presenza militare americana nell’area. Tale presenza «potrebbe rispondere e potenzialmente… prevenire preventivamente l’attacco contro migliaia di militari americani e altre strutture nella regione», ha aggiunto, precisando: «Spero che non si arrivi a tanto».
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Rubio ha definito l’Iran come «più debole che mai», ma ha messo in guardia sul fatto che Teheran abbia accumulato «migliaia e migliaia» di missili balistici a lungo raggio. Ha inoltre riconosciuto che un’eventuale operazione per un cambio di regime sarebbe «più complessa» rispetto a quanto avvenuto in Venezuela, dove gli Stati Uniti hanno catturato il presidente Nicolas Maduro all’inizio di questo mese.
Secondo un rapporto della CNN di giovedì, Trump starebbe considerando un nuovo e significativo attacco militare contro l’Iran. Le fonti dell’emittente hanno indicato che tra le opzioni allo studio vi sono strikes mirati contro funzionari iraniani ritenuti responsabili delle morti durante le proteste, oltre a obiettivi nucleari e strutture governative.
Il documento ha evidenziato che i programmi nucleari e missilistici balistici iraniani continuano a rappresentare una preoccupazione primaria per Washington. La CNN ha riportato che, nonostante i contatti in corso, i rappresentanti statunitensi hanno posto condizioni preliminari per un incontro diretto, tra cui la cessazione permanente dell’arricchimento dell’uranio, restrizioni al programma missilistico balistico e l’interruzione del supporto agli alleati iraniani nella regione.
L’Iran ha avvisato che un qualunque attacco da parte degli Stati Uniti verrebbe interpretato come una «guerra totale» e provocherebbe rappresaglie.
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Immagine di pubblico dominio via Flickr
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Trump: Putin fermerà gli attacchi su Kiev
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