Internet
La Turchia blocca Instagram accusando il social di proibire le condoglianze per l’assassinio di Haniyeh
Le autorità turche hanno bloccato Instagram dopo che i funzionari di Ankara hanno accusato la piattaforma di «censura» per l’omicidio del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh.
Secondo l’Autorità per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (BTK) della Turchia, l’accesso alla piattaforma di social media è stato bloccato venerdì. Non è stata fornita alcuna motivazione formale per la mossa, né alcuna indicazione sulla durata del divieto.
Fahrettin Altun, responsabile delle comunicazioni del Paese, aveva criticato duramente la rete di proprietà di Meta all’inizio di questa settimana per la sua risposta all’uccisione di Haniyeh. Il leader politico di Hamas è stato ucciso in un attentato a Teheran mercoledì, con il gruppo militante palestinese e l’Iran che accusavano Israele di aver orchestrato l’attacco.
Lo Stato Ebraico non ha né negato né confermato il coinvolgimento, ma ha ripetutamente giurato di distruggere i «terroristi» islamisti che minacciano lo stato ebraico.
Altun ha «fortemente condannato» Instagram, sostenendo che aveva «impedito alle persone di pubblicare le condoglianze per il martirio di Haniyeh senza fornire alcuna motivazione».
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«Questo è un tentativo molto chiaro ed evidente di censura», ha sostenuto, promettendo che Ankara «continuerà a difendere la libertà di espressione contro queste piattaforme, che hanno ripetutamente dimostrato di servire il sistema globale di sfruttamento e ingiustizia».
A febbraio 2024, il numero di utenti Instagram in Turchia, un Paese con una popolazione di 83 milioni, ammontava a circa 58 milioni, secondo Statista. Una persona può creare più account sulla piattaforma.
In passato, la Turchia ha vietato temporaneamente vari social network diverse volte. Nel 2014, le autorità del Paese hanno bloccato Twitter e YouTube rispettivamente per due settimane e due mesi, dopo che dei video trapelati che presumibilmente mostravano corruzione ai massimi livelli del governo sono diventati virali.
Wikipedia è stata bloccata anche dalla Turchia nel 2017 e nel 2020, a causa di un articolo che descriveva il paese come uno stato sponsor di diversi gruppi terroristici. Nel 2019, la Corte costituzionale del paese ha stabilito che la mossa violava i diritti umani e ha ordinato la revoca del divieto.
Negli anni Renovatio 21 ha avuto notizia di possibili censure su Facebook – che ha lo stesso padrone di Instagram, cioè Meta, cioè Marco Zuckerberg – per account che mostravano foto del defunto generale iraniano Qassem Soleimani.
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Immigrazione
Musk attacca la legge sui social britannica e denunzia un’emittente tedesca
This censorship law is a wolf in sheep’s clothing. The real goal is to enable the UK government to track everyone. https://t.co/aZKpGDdPmX
— Elon Musk (@elonmusk) June 15, 2026
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Essere genitori
Il Canada propone il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni
Il governo canadese ha avanzato una proposta di legge che proibirebbe l’accesso ai social media per i ragazzi sotto i 16 anni, prevedendo possibili deroghe per le piattaforme in grado di dimostrare l’adozione di «adeguate misure di sicurezza».
Mercoledì, Ottawa ha reso nota tramite un comunicato stampa questa iniziativa normativa, denominata Safe Social Media Act (Legge sulla sicurezza dei social media).
Una volta approvata, la norma costringerebbe i gestori delle piattaforme social a introdurre sistemi di verifica dell’età e a limitare l’esposizione dei minori a contenuti pericolosi, tra cui lo sfruttamento sessuale dei minori, immagini intime non consensuali, incitamento all’autolesionismo, bullismo, incitamento all’odio, violenza e materiale terroristico o estremista.
Il provvedimento regolamenterebbe altresì i chatbot basati sull’IA, obbligandoli a «mitigare il rischio» di esiti nocivi, e imporrebbe alle piattaforme un sistema più efficace di segnalazione nelle situazioni di crisi, per esempio quando gli utenti manifestano l’intenzione di fare del male a se stessi o ad altri.
Verrà inoltre creato un nuovo ente di regolamentazione della sicurezza digitale incaricato di vigilare sull’applicazione e sul rispetto delle regole.
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«Abbiamo visto le gravissime conseguenze che i danni online possono avere. Con l’evoluzione delle tecnologie, dobbiamo garantire che le nostre leggi si adeguino, perché i genitori non possono affrontare queste sfide da soli», ha dichiarato il ministro della Cultura canadese Marc Miller nel comunicato stampa del governo.
La proposta giunge in un contesto di crescente impegno internazionale per disciplinare l’attività online dei minori.
Alla fine dello scorso anno, l’Australia è diventata il primo Paese a vietare ai minori di 16 anni l’accesso alle principali piattaforme di social media, tra cui Facebook, Instagram, TikTok e YouTube. Brasile e Indonesia hanno introdotto limitazioni analoghe a maggio.
Come riportato da Renovatio 21, la Francia ha avviato un iter legislativo per proibire l’uso dei social media ai minori di 15 anni, benché la misura non abbia ancora completato il percorso parlamentare. Anche altri Stati, tra cui Regno Unito, Austria e Danimarca, stanno elaborando restrizioni simili.
Negli ultimi mesi, i giganti dei social media come Meta Platforms, TikTok e YouTube sono stati al centro di critiche sempre più aspre, anche in seguito a una rilevante causa per responsabilità da prodotto intentata a Los Angeles, basata sull’accusa di aver progettato intenzionalmente le proprie piattaforme per generare dipendenza nei bambini.
Nei documenti depositati in tribunale si sostiene inoltre che Facebook non abbia sorvegliato in modo adeguato gli account coinvolti nello sfruttamento sessuale e nel traffico di minori, con alcuni contenuti illeciti che sarebbero rimasti online nonostante fossero state segnalate 16 violazioni.
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Immigrazione
Londra accusa Musk di aver fomentato le proteste anti-immigrati a Belfast
Only by protesting REPEATEDLY and LOUDLY will there be any change!! https://t.co/73GDcLLFwv
— Elon Musk (@elonmusk) June 9, 2026
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Send the video to everyone you know showing how heinously Nowak was treated by the police in his dying moments and how the police cravenly kowtowed to his murderer.
Legacy mainstream media, same ones who wrote about George Floyd millions of times, are dead silent about Nowak. — Elon Musk (@elonmusk) June 2, 2026
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