Terrorismo
Azioni di sabotaggio coordinato alla rete ferroviaria paralizzano la Francia con le Olimpiadi in partenza
Un «sabotaggio coordinato» ha paralizzato la rete ferroviaria ad alta velocità francese, con un impatto su un quarto di milione di viaggiatori. Il numero è destinato a salire a 800 mila entro la fine del fine settimana, prima della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi.
In un post su X, la compagnia ferroviaria francese SNCF ha descritto l’incendio notturno e il taglio dei cavi di segnale essenziali vicino ai binari di Courtalain, nel Nord della Francia, che ha avuto ripercussioni sui servizi per Parigi, come un «attacco massiccio mirato a paralizzare la rete della linea ad alta velocità».
La SNCF ha dichiarato che «un gran numero di treni sono stati deviati o cancellati» e ha chiesto «a tutti i viaggiatori possibili di posticipare il loro viaggio e di non recarsi alla stazione».
A map of today’s sabotage of train lines in #France pic.twitter.com/13mP7pyvs5
— Michael A. Horowitz (@michaelh992) July 26, 2024
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Il primo ministro francese si è impegnato a «trovare e punire» i responsabili dell’attacco alle infrastrutture critiche.
«I nostri servizi segreti e le forze dell’ordine sono mobilitati per trovare e punire gli autori di questi atti criminali», ha affermato il primo ministro ad interim Gabriel Attal.
Non è ancora chiaro chi ci sia dietro il sabotaggio, purtuttavia, immancabile, la stampa d’Occidente subito ha ipotizzato lo zampino di Mosca.
«Il sabotaggio segna una sorprendente violazione della vasta rete di sicurezza eretta dalla Francia per proteggere i Giochi da innumerevoli minacce, che vanno dai gruppi terroristici islamici ai sabotaggi sponsorizzati dallo Stato e pianificati da avversari come la Russia o l’Iran», ha affermato il Wall Street Journal.
#SNCF trains in France at a standstill after ‘massive’ arson attack: Chaos for 800,000 travellers. The attack happened just before the #ParisOlympics2024 opening ceremony and a very busy weekend of summer travel.
#Paris2024 #OlympicGames https://t.co/Pq2kw9vAyb pic.twitter.com/TQn4zvKptg
— World Times (@WorldTimesWT) July 26, 2024
#SNCF trains in France at a standstill after ‘massive’ arson attack: Chaos for 800,000 travellers. The attack happened just before the #ParisOlympics2024 opening ceremony and a very busy weekend of summer travel.
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— World Times (@WorldTimesWT) July 26, 2024
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«Siamo ovviamente in una situazione di conflitto con la Russia, e la Russia ovviamente non farà nulla, e questo è un eufemismo, per contribuire al successo di queste Olimpiadi» ha dichiarato all’agenzia di stampa francese La Chaîne Info Jean de Gliniasty, ex ambasciatore francese a Mosca .
Tuttavia, una fonte dell’Intelligence ha dichiarato alla CNN che anche i servizi segreti francesi starebbero indagando «sull’estrema sinistra».
«In Francia c’è una tradizione di black bloc, ogni volta che c’è una manifestazione distruggono, rompono le cose» ha dichiarato il de Gliniasty. «In effetti, la Francia sta affrontando questi problemi da diversi anni ormai, e non siamo riusciti a risolverli. E quindi ora, ovviamente, la situazione sta sfuggendo di mano».
Come riportato da Renovatio 21, il ministro degli Interni francese Gerald Darmanin due mesi fa aveva dichiarato in un comunicato che i membri della Direzione generale della sicurezza interna hanno arrestato il 22 maggio un ragazzo ceceno di 18 anni con l’accusa di essere dietro un piano di attacco agli eventi calcistici che si terranno nella città di Saint-Etienne, a Sud-Ovest di Lione.
Nelle settimane scorse si è appreso che il sistema antiterrorismo di Parigi scambia i condizionatori per droni – questi ultimi sono il vero incubo per la sicurezza per ogni Stato ed ogni manifestazione, in questo momento. Il potenziale stragista dei droni è ben visibile dai video arrivati in questi due anni dal fronte ucraino.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente Macron ha chiesto per Parigi una «tregua olimpica» dei conflitti durante i Giochi. Lo stesso Macron tuttavia sembrava essere risolutamente pronto ad un intervento di truppe francesi e NATO in Ucraina. Secondo i servizi segreti russi, Parigi aveva pianificato di inviare circa 2000 soldati sul teatro di guerra.
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Immagine screenshot da Twitter
Terrorismo
Autobombe in Colombia pochi giorni prima che il leader sostenuto da Trump «el Tigre» prenda il potere
Desde otros puntos de Cúcuta también fueron captadas las explosiones en contra del comando de la Policía de Norte de Santander.
El atentado estaría dirigido contra la Unidad de Operaciones Especiales Jungla. Video: cortesía 99.9FM📻 pic.twitter.com/aLmuGXOfAt — Caracol Radio Cúcuta (@CaracolCucuta) August 1, 2026
#EnDesarrollo | Al menos una decena de personas heridas, entre uniformados y civiles, deja un violento ataque con exposivos contra el comando de la Policía Norte de Santander, en Cúcuta.
Los hechos ocurrieron en la madrugada de este sábado cuando fueron activadas varias cargas… pic.twitter.com/CjpANSGbVc — Metropolitano Noticias (@metropolitano_X) August 1, 2026
🔴Un atentado con explosivos se registró en la madrugada de este sábado 1 de agosto en inmediaciones del comando del Departamento de Policía de Norte de Santander, en Cúcuta.
Imágenes en el video 📹 Más detalles aquí ⬇️https://t.co/cJSBEPpC25 pic.twitter.com/E46Y09q18x — EL TIEMPO (@ELTIEMPO) August 1, 2026
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Terrorismo
Scontro tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda sul piano di disarmo dei ribelli
La Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il Ruanda si sono scambiati accuse reciproche in merito a un piano proposto per disarmare un gruppo militante attivo sul lato congolese del confine condiviso, mettendo in luce nuove tensioni sull’accordo di pace mediato dal presidente statunitense Donald Trump.
Martedì Kinshasa ha annunciato che le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) hanno firmato un protocollo che disciplina il disarmo, la smobilitazione e il trasferimento in aree di accampamento designate.
Il ministro congolese per l’integrazione regionale, Floribert Anzuluni, ha dichiarato che i membri delle FDLR non saranno rimpatriati forzatamente in Ruanda, e che i combattenti e i loro familiari potranno trasferirsi in un paese terzo qualora non vengano soddisfatte le condizioni per il rimpatrio volontario. Ha aggiunto che non esiste una stima concordata del numero di persone coinvolte e che i siti di accampamento e il calendario di attuazione sono ancora in fase di definizione.
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Le FDLR, formate da combattenti di etnia Hutu, alcuni dei quali legati al genocidio ruandese del 1994, operano nella Repubblica Democratica del Congo orientale da decenni. Kigali ha accusato le forze congolesi di collaborare con il gruppo, che considera una minaccia per il Ruanda.
Il portavoce del governo congolese, Patrick Muyaya, ha descritto il protocollo come una «svolta fondamentale» nella gestione della questione delle FDLR, affermando che è conforme agli Accordi di Washington e dimostra i progressi compiuti da Kinshasa nel rispetto dei propri impegni e accusando il Ruanda di aver usato la presenza delle FDLR come pretesto per giustificare l’aggressione contro la Repubblica Democratica del Congo per 30 anni.
Il ministro degli Esteri ruandese Olivier Nduhungirehe ha respinto il protocollo definendolo una «manovra dilatoria» di Kinshasa, sostenendo che le FDLR non sono parte degli Accordi di Washington, bensì il gruppo armato preso di mira dalle relative disposizioni in materia di sicurezza.
«I responsabili del genocidio delle FDLR non sono parte di questi accordi; ne sono invece soggetti», ha scritto su X, aggiungendo che il principale obbligo di sicurezza della Repubblica Democratica del Congo avrebbe dovuto essere adempiuto entro 90 giorni.
Nduhungirehe ha inoltre accusato Kinshasa di aver intensificato il sostegno militare alle FDLR e di aver integrato molti dei suoi combattenti nell’esercito congolese da quando gli accordi sono stati firmati il 4 dicembre 2025. La Repubblica Democratica del Congo ha precedentemente negato di sostenere il gruppo armato.
Lo scorso dicembre, nella capitale statunitense, i leader della Repubblica Democratica del Congo e del Ruanda hanno formalizzato gli Accordi di Washington per la Pace e la Prosperità. L’accordo impegna entrambe le parti a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’altra, a cessare le ostilità, a sostenere il disimpegno delle forze armate, a facilitare il ritorno dei rifugiati e a promuovere la cooperazione economica regionale. Prevede inoltre che Kinshasa neutralizzi le FDLR e che il Ruanda revochi le sue «misure difensive», che secondo la Repubblica Democratica del Congo equivalgono al ritiro delle truppe ruandesi dal suo territorio.
Le relazioni tra i due stati africani sono tese da decenni a causa della guerra civile nel Congo orientale. Kinshasa ha ripetutamente accusato Kigali di sostenere il gruppo ribelle M23, accuse che il governo ruandese ha sempre respinto.
Migliaia di persone sono state uccise e centinaia di migliaia sfollate da quando gli scontri tra l’M23 e le forze congolesi si sono intensificati nel gennaio 2025, con i ribelli che hanno conquistato Goma, capitale del Nord Kivu, e Bukavu, capitale del Sud Kivu.
Come riportato da Renovatio 21, quest’anno le autorità della RDC orientale hanno rinvenuto fosse comuni contenenti almeno 172 corpi nei dintorni della città di Uvira, dopo il ritiro del gruppo ribelle M23, formato precipuamente da vatussi, che aveva occupato temporaneamente la zona alla fine del 2025. La scoperta è avvenuta pochi giorni dopo l’uccisione del portavoce militare dell’M23, Willy Ngoma, in un attacco con droni attribuito presumibilmente all’esercito congolese nel vicino Nord Kivu.
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A settembre 2025 un eccidio si era verificato nel villaggio di Ntoyo, nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC). I membri delle Forze Democratiche Alleate (ADF), affiliate allo Stato Islamico, si sono presentati travestiti da civili per mescolarsi tra la popolazione, per poi scatenare all’improvviso una strage aprendo il fuoco e aggredendo i cristiani con asce e machete.
Il Movimento 23 marzo (M23) è un gruppo ribelle armato attivo nell’est della Repubblica Democratica del Congo, soprattutto nelle province del Nord e Sud Kivu. È composto principalmente da tutsi (cioè vatussi) congolesi e prende il nome dall’accordo di pace del 23 marzo 2009 tra il governo congolese e il CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo), accordo che il M23 accusò di essere stato violato.
L’ideologia ufficiale del M23 si basa sulla difesa dei diritti dei tutsi congolesi (Banyamulenge e altri gruppi), trattati come «stranieri» e minacciati da milizie hutu (FDLR, eredi dei genocidari ruandesi del 1994). Denuncia corruzione governativa, discriminazione etnica e mancata integrazione. In pratica, è considerato da molti un proxy ruandese, ora retto dai vatussi di Paul Kagame), sia per motivi di sicurezza (contro il FDLR) e pure economici (controllo dell’estrazione del coltan, dell’oro e altre miniere). Vari accusano M23 di etnonazionalismo tutsi e di alimentare un ciclo di violenza etnica legato al genocidio ruandese del 1994.
Come riportato da Renovatio 21, alcune voci hanno accusato il Ruanda di essere dietro l’assassinio nel 2021 dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Bioetica
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