Droni
Il sistema antiterrorismo delle Olimpiadi di Parigi scambia i condizionatori per droni
Un avanzato sistema anti-drone francese, che sarà schierato ai Giochi Olimpici di Parigi di quest’estate, presenta numerosi difetti e spesso non è in grado di distinguere i droni carichi di esplosivo dai condizionatori d’aria. Lo riporta il giornale britannico Times, citando fonti a conoscenza della questione.
La capitale francese ospiterà i Giochi Olimpici tra il 26 luglio e l’11 agosto. Per proteggersi dalle minacce terroristiche, le autorità intendono utilizzare il cosiddetto sistema Parade, il cui dispiegamento costerà circa 350 milioni di euro (376 milioni di dollari) in 11 anni.
Il sistema, che consiste in un radar, un rilevatore di direzione a radiofrequenza e un sistema di disturbo, è pubblicizzato come in grado di deviare gli UAV o costringerli ad atterrare.
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Tuttavia, secondo il Times, nonostante i Giochi siano a poche settimane di distanza, durante recenti test, il sistema Parade è risultato in grado di rilevare solo un drone su tre, e solo entro un raggio di 800 metri. Il quadro inoltre «ha confuso le eliche degli impianti di climatizzazione con i droni», ha affermato la fonte del giornale.
Precedenti resoconti dei media avevano suggerito che il lancio del sistema Parade non stava andando secondo i piani. Sebbene la consegna di sei sistemi fosse inizialmente prevista per il 2023, è stata ritardata di diversi mesi. Una commissione del Senato ha successivamente avviato un’indagine sulla questione, ma ha annunciato a marzo che non avrebbe reso noti i risultati.
Secondo l’agenzia AFP, il contenuto del rapporto si è rivelato troppo «delicato», con una fonte anonima della sicurezza che ha detto all’agenzia che «contrariamente alla linea ufficiale, le cose non funzionano come vorremmo».
Parigi e le aree circostanti sono state vittime di orribili atti di terrorismo in passato, tra cui una serie di attacchi coordinati nel 2015 che hanno preso di mira, tra gli altri, il teatro Bataclan e lo Stade de France, uccidendo 130 persone.
Forse temendo una nuova fiammata del terrore in Francia, Macron ha fatto capire di temere per l’incolumità della sua Olimpiade, arrivando a chiedere, anche grottescamente, una «tregua» dei conflitti in corso – lui che, contro l’opinione degli omologhi europei e dello stesso popolo francese, paventa truppe NATO in Ucraina, e che secondo alcuno già sarebbero state spedite ad Odessa.
L’anno scorso, il ministro degli Interni francese Gerald Darmanin ha dichiarato che i droni sono «senza dubbio la cosa principale da affrontare» alle Olimpiadi.
Si prevede che circa 15 milioni di turisti visiteranno la capitale francese durante i Giochi. Si stima che nel paese siano presenti circa tre milioni di droni, molti dei quali sono di proprietà privata.
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Nel frattempo, qualcuno degli organizzatori olimpici si è lamentato del fatto che per il nuoto la Senna sembra non andare bene: è stata rilevato troppo Escherichia Coli, cioè troppa materia fecale. In mezzo a Parigi scorre un fiume di cacca, letteralmente, e il governo d’Oltralpe vuole per grandeur che gli atleti di tutto il globo vi si tuffino.
Dall’anno passato tuttavia è iniziato un lavoro di «pulitura» della capitale per i Giuochi, con immigrati presi dalla capitale e mandati in campagna già prima del Mondiale di Rugby.
Come riportato da Renovatio 21, la possibilità di un grande evento sportivo di essere totalmente rovinato dalle orde extracomunitarie si era materializzata nel caso della finale di Champions League Liverpool-Real Madrid nel 2021, quando serque di immigrati stazionanti fuori dallo stadio di Saint Denis crearono disordini e molestarono senza requie i tifosi lidpuliani.
Come riportato da Renovatio 21, anche per gli Europei di calcio 2024 in Germania si temono attacchi jihadisti per mezzo di droni.
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Droni
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Droni
Non solo Intelligence: la Russia fornisce armi all’Iran
La Russia starebbe fornendo all’Iran armamenti per combattere gli Stati Uniti e Israele. Lo riporta il Wall Street Journal.
Mosca condividesse informazioni di intelligence sugli obiettivi con Teheran, ma a quanto pare la relazione va ben oltre la semplice condivisione di informazioni. Una linea di rifornimento nel Mar Caspio permette il trasporto di munizioni, droni e altri armamenti tra i due Paesi.
«L’attacco della scorsa settimana è stato il primo in assoluto condotto da Israele sul più grande mare interno del mondo. Ben oltre la portata della Marina statunitense, questo mare collega porti russi e iraniani distanti circa 965 chilometri, offrendo ai due Paesi un luogo dove scambiarsi liberamente armi e merci come grano e petrolio», ha scritto martedì il WSJ. «La rotta è diventata particolarmente importante per il trasferimento dei droni iraniani Shahed, ora prodotti in entrambi i Paesi, che la Russia ha utilizzato per bombardare città ucraine e che Teheran ha impiegato per colpire aeroporti, impianti energetici e basi statunitensi in tutto il Golfo Persico».
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Il 18 marzo Israele ha colpito decine di obiettivi iraniani nel Mar Caspio, tra cui navi da guerra, un porto, un centro di comando e un cantiere navale utilizzato per la riparazione e la manutenzione delle imbarcazioni. «L’obiettivo principale di questo attacco era limitare il contrabbando russo e dimostrare agli iraniani che non dispongono di difese marittime nel Mar Caspio», ha dichiarato Eliezer Marum, ex comandante della marina israeliana.
Le foto, verificate dal Wall Street Journal e da Storyful, di proprietà di News Corp, la società madre del WSJ di proprietà della famiglia Murdock, mostravano danni al quartier generale della marina iraniana nel porto, insieme a navi militari distrutte, sebbene l’entità completa dei danni al porto stesso non fosse immediatamente chiara.
Sebbene la marina iraniana sia stata in gran parte distrutta, si ritiene che i trasferimenti di armi continueranno. Russia e Iran hanno firmato un accordo di difesa congiunta nell’aprile del 2025. Nonostante ciò, e nonostante gli Stati Uniti abbiano fornito armi all’Ucraina per combattere la Russia per anni, il Wall Street Journal definisce il commercio di armi tra Mosca e Teheran «contrabbando».
È probabile che Russia e Iran continuino a contrabbandare armi attraverso diverse rotte, sebbene Israele abbia dato il via libera a condurre ulteriori attacchi, se necessario, per interrompere ulteriormente tali operazioni, ha affermato Marum.
Poiché il contrabbando di materiale bellico nel Mar Caspio è strettamente legato al commercio di beni essenziali come il grano, l’attacco ha minacciato anche l’approvvigionamento alimentare dell’Iran, segnalando la capacità di Israele di infliggere ulteriori sofferenze alla popolazione, se necessario, secondo quanto riferito da persone a conoscenza dei fatti.
Nel Mar Caspio, gli scambi di natura militare sono stati reciproci. La Russia ha tratto vantaggio militare, nel corso della guerra in Ucraina, dalla sua relazione con l’Iran.
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Dopo l’invasione dell’Ucraina del 2022, il Mar Caspio si è rivelato una fonte di approvvigionamento cruciale per la Russia. Secondo quanto riportato dal WSJ, Mosca ha utilizzato il Mar Caspio per trasportare grandi quantità di proiettili di artiglieria e altre munizioni iraniane, al fine di rifornire le truppe in prima linea.
Nel 2023, le navi che solcavano il Mar Caspio trasportavano dall’Iran alla Russia oltre 300.000 proiettili di artiglieria e un milione di munizioni, secondo i documenti visionati all’epoca dal giornale economico neoeboraceno. La rotta ha rappresentato una sfida crescente per gli Stati Uniti e i loro alleati, impegnati a ostacolare la cooperazione tra Mosca e Teheran. Secondo gli analisti, le navi russe e iraniane spesso disattivavano i transponder durante la navigazione, rendendone ancora più difficile il tracciamento.
La relazione tra Iran e Russia non è l’unica a tessere una trama che rischia di innescare una guerra mondiale. Domenica, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato altre nazioni a unirsi alla guerra contro l’Iran. Allo stesso tempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, in difficoltà, ha annunciato il suo coinvolgimento nella guerra contro l’Iran, oltre al suo conflitto personale in corso.
Come riportato da Renovatio 21, quattro mesi fa il dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato l’intenzione di iscrivere nella lista nera due società ucraine, accusandole di aver rifornito componenti cruciali per droni a un produttore statale di UAV in Iran.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine modificata
Droni
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