Politica
Trump sceglie il suo candidato vicepresidente: è J.D. Vance
L’ex presidente Donald J. Trump ha scelto il senatore dell’Ohio James David Vance (meglio conosciuto come JD) come suo compagno di corsa, scommettendo che il giovane senatore porterà nuova energia alla lista repubblicana e garantirà che il movimento avviato dal signor Trump quasi un decennio fa possa continuare a vivere dopo di lui.
«Dopo una lunga riflessione e riflessione, e considerando gli straordinari talenti di molti altri, ho deciso che la persona più adatta ad assumere la carica di vicepresidente degli Stati Uniti è il senatore JD Vance del grande stato dell’Ohio», ha dichiarato Trump su Truth Social intorno alle 14 (le 21 italiane) di oggi, pochi giorni dopo che l’ex presidente era sopravvissuto a un tentativo di assassinio.
«JD ha servito onorevolmente il nostro Paese nel Corpo dei Marines, si è laureato all’Università statale dell’Ohio in due anni, summa cum laude, ed è laureato in giurisprudenza alla Yale Law School, dove è stato direttore del The Yale Law Journal e presidente della Yale Law Veterans Association».
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Vance, 39 anni (il primo millennial ad essere candidato ad un ruolo di peso), è un nuovo arrivato in politica, «entrato al Senato solo l’anno scorso, ma ha trascorso quel periodo a salire metodicamente nel firmamento conservatore» scrive il New York Times.
Un tempo un aspro critico di Trump che ha attaccato il 45° presidente definendolo come «riprovevole» e assimilabile a «eroina culturale» (tema che deve stargli a cuore: la madre era dipendente da oppioidi), si è guadagnato il sostegno del signor Trump nella sua corsa al Senato del 2022 abbracciando completamente la sua politica compresa l’idea dell’elezione rubata. È emerso rapidamente come uno dei principali difensori dell’ex presidente nei corridoi del Congresso e in televisione, prendendo spunto dal signor Trump e spesso contrastando le priorità del senatore Mitch McConnell, leader repubblicano di lunga data della Camera considerato capofila dei cosiddetti RINO, cioè i «repubblicani solo di nome».
Il candidato vicepresidente fa parte di un gruppo di circa una dozzina di senatori repubblicani che hanno cercato di spingere il Senato verso l’ideologia MAGA del signor Trump, in particolare con visioni isolazioniste sulla politica estera. Si è scontrato senza successo con il McConnell per bloccare un pacchetto di aiuti esteri che ha fornito 61 miliardi di dollari all’Ucraina e si è ripetutamente opposto agli sforzi per evitare una chiusura del governo.
Nel corso delle sue frequenti interviste televisive di quest’anno e durante la campagna elettorale per Trump, Vance ha ribadito le posizioni intransigenti dell’ex presidente sull’immigrazione e la sua posizione sul commercio.
Vance viene dal mondo del Venture Capital, ossia i grandi fondi finanziari di capitale di rischio attivi nella Silicon Valley. Tuttavia è universalmente noto per aver scritto il libro di memorie Hillbilly Elegy (in italiano Elegia americana) in cui descrive i suoi anni di infanzie e giovinezza nell’America bianca più povera. Il libro è divenuto un film di successo a Hollywood interpretato da grandi nomi con Amy Adams e Glen Close.
Cresciuto in gran parte dai nonni materni, il signor Vance, la cui madre infermiera ha lottato contro la tossicodipendenza, è cresciuto a Middletown, Ohio, una città siderurgica che ha visto le sue fortune declinare con la scomparsa dei lavori manuali. Dopo essersi arruolato nei Marines e aver svolto attività di affari pubblici in Iraq, il signor Vance si è laureato summa cum laude alla Ohio State University, per poi proseguire alla scuola di giurisprudenza di Yale.
Vance ha incontrato sua moglie, l’americana di origine indiana Usha, a Yale, e i due hanno tre figli. Dopo aver lavorato per un periodo nel diritto societario, Vance è andato a San Francisco, dove ha lavorato come venture capitalist per Peter Thiel, un noto donatore conservatore che ha influenzato la politica del Vance e che ha contribuito a sostenere la sua corsa al Senato. Thiel, antico socio di Elon Musk in PayPal, aveva sostenuto apertamente Trump nel 2016, mentre meò 2020 si era tenuto in disparte.
È probabile che i democratici attacchino il signor Vance per i commenti precedenti sull’aborto, uno dei pochi punti in cui lui e Trump si sono discostati. Il Vance, durante la sua corsa al Senato, ha affermato di non credere alle eccezioni alle restrizioni sull’aborto in casi di stupro o incesto e ha affermato che avrebbe sostenuto un divieto federale sull’aborto di 15 settimane che era stato proposto dal senatore della Carolina del Sud Lindsey Graham.
Di recente, il signor Vance ha assunto una posizione più morbida, riecheggiando la convinzione del signor Trump che le decisioni in materia di aborto debbano essere lasciate agli stati e che i repubblicani debbano ammorbidire le loro richieste di restrizioni all’aborto per vincere le elezioni.
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Trump ha annunciato la sua scelta in un post sulla sua piattaforma social Truth Social lunedì, mentre la Convention nazionale repubblicana stava prendendo avvio a Milwaukee.
«Il libro di JD, Hillbilly Elegy, è diventato un best seller e un film, in quanto ha sostenuto gli uomini e le donne laboriosi del nostro Paese» scrive il messaggio di Trump. «JD ha avuto una carriera imprenditoriale di grande successo nella tecnologia e nella finanza e ora, durante la campagna, si concentrerà fortemente sulle persone per cui ha combattuto così brillantemente, i lavoratori e gli agricoltori americani in Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Ohio, Minnesota e molto oltre».
«Come Vicepresidente, JD continuerà a combattere per la nostra Costituzione, a stare al fianco delle nostre truppe e farà tutto il possibile per aiutarmi a RENDERE L’AMERICA DI NUOVO GRANDE. Congratulazioni al Senatore JD Vance, a sua moglie Usha, che si è anche laureata alla Yale Law School, e ai loro tre splendidi bambini. MAGA2024!»
La scelta di Trump è arrivata solo pochi giorni dopo essere sopravvissuto a un tentativo di assassinio durante un comizio in Pennsylvania, un episodio che ha sottolineato l’importanza della scelta di un compagno di corsa che potrebbe essere il successore del signor Trump.
Il Vance, ardente e sincero difensore del signor Trump, è andato oltre molti dei suoi alleati, attribuendo direttamente la sparatoria alla retorica del presidente Biden e della sua campagna, nonostante Trump e la sua campagna chiedessero unità.
La scelta di Trump ha messo fine a mesi di febbrili speculazioni sul candidato alla corsa, e ha fatto seguito a un intenso sforzo di lobbying anti-Vance che ha cercato di convincere l’ex presidente a scegliere altri contendenti di spicco come il governatore Doug Burgum del Dakota del Nord o il senatore Marco Rubio della Florida. Tra coloro che hanno fatto pressione su Trump affinché non scegliesse Vance c’erano importanti donatori repubblicani e Rupert Murdoch, il magnate dei media miliardario, scrive il NYT.
Vance è cresciuto in un ramo «conservatore, evangelico» del protestantesimo, ma nel settembre 2016 «pensava molto seriamente alla conversione al cattolicesimo» ma «non era un partecipante attivo» a nessuna particolare denominazione cristiana.
Nell’agosto 2019, Vance è stato battezzato e cresimato nella Chiesa cattolica durante una cerimonia presso il Priorato di St. Gertrude a Cincinnati, Ohio. Ha scelto Agostino d’Ippona come santo della Cresima.
Vance disse di essersi convertito perché «convinto col tempo che il cattolicesimo era vero (…) e Agostino mi diede modo di comprendere la fede cristiana in modo fortemente intellettuale», descrivendo ulteriormente l’influenza della teologia cattolica sulle sue opinioni politiche.
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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
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Politica
«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
Lo scrittore Camillo Langone ha ricordato sul Foglio la grande campagna politico-pubblicitaria del 1999 per portare al Quirinale Emma Bonino.
«Scrivere quello che penso di una persona appena morta non è possibile. Magari fra un mese, in sede di trigesimo, e però fra un mese prego di avere qualcosa di più divertente da scrivere» scrive Langone. «Mi piacerebbe nondimeno elencare tutti coloro che nel 1999 firmarono affinché la persona appena morta diventasse presidente della Repubblica e intitolare questo elenco “Il tradimento dei chierici”, volendo stare alto, oppure “Il culturame contro la vita”, abbassando un po’ il livello».
«Passati 27 anni, molti dei firmatari sono defunti e a loro non posso più rinfacciare nulla, a cominciare da Indro Montanelli (comunque a novant’anni sarai pur libero di andare all’aceto)» continua lo scrittore parmigiano.
«Però sono vivi sostenitori come Achille Bonito Oliva e Alessandro Cecchi Paone, Margherita Buy (Jasmine Trinca non era ancora su piazza) e Cristina Comencini (Carlo Calenda era ancora alla Ferrari), tutti abbastanza prevedibili, così come i quasi (quasi) imprevedibili Franco Cardini, Ernesto Galli della Loggia, Eugenia Roccella».
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«In quell’antico, degradante appello la firma che mi dispiace di più è quella di Pupi Avati: tu quoque, Pupi? Brutta cosa il gregarismo. Fra un mese la cosa più bella sarebbe scrivere l’elenco di coloro che, pur interpellati, non firmarono» conclude l’autore del Manifesto della destra divina.
Orbene, prima di arrivare a quanti, eroicamente, non misero la firma per la superabortista al tribunale (10 mila bambini eliminati con le sue proprie mani, vantava), ci siamo chiesti se vi era ancora da qualche parte la lista completa dei firmatari: online, cercandola pure a fondo, non l’abbiamo trovata.
Abbiamo potuto mettere insieme un po’ di nomi ricavandoli dagli infiniti «coccodrilli» di questi giorni e da altri articoli comparsi negli anni. La lista non è lunghissima, ma comunque interessante. Caveat: non siamo sicuri di tutti questi nomi, perché in rete non c’è traccia della lista completa.
- Indro Montanelli — decano del giornalismo italiano, cantore a suo tempo del colonialismo italiano
- Angelo Panebianco — politologo, editorialista del Corriere della Sera (il giornale del conservatorismo italiano, tipo)
- Rita Levi-Montalcini — scienziata, Premio Nobel, senatrice a vita, attivista abortista
- Antonio Baldassarre — costituzionalista, ex presidente della Corte Costituzionale
- Maurizio Costanzo — presentatore e giornalista, già nelle liste della P2
- Lucio Dalla — indimenticato cantautore felsineo, associato talvolta all’omosessualità (mai dichiarata) o all’Opus Dei (smentito)
- Margherita Hack — astrofisica televisiva, ateissima, figlia di pionieri italiani della Teosofia
- Umberto Veronesi — oncologo «laico», già ministro, teorizzatore di un futuro bisessuale con il laboratorio come unica forma di riproduzione di individui sani
- Danielle Mitterrand — vedova del noto presidente francese (cioè la vedova-vedova, non una delle amanti)
- Franca Rame — attrice e moglie di Dario Fo, poi eletta al Senato nel 2006 con il partito biodegradabile Italia dei Valori (IdV) guidato da Antonio Di Pietro.
- Edoardo Bennato — popolare cantante partenopeo
- Franco Battiato — esoterico cantante etneo
- Raffaele La Capria — scrittore e sceneggiatore dei film di Francesco Rosi
- Oliviero Toscani — fotografo e pubblicitario dei Benetton, figlio del fotografo che fece gli scatti dei cadaveri appesi di Mussolini e della Petacci in piazzale Loreto
- Caterina Caselli — cantante e soprattutto discografica milanese
- Bernardo Bertolucci — regista premio Oscar, con alcuni film che ci chiediamo come possano essere passati sugli schermi per i contenuti allucinanti (e non parliamo di Ultimo Tango a Parigi, ma, ad esempio, de La luna)
- Catherine Spaak — attrice, cantante, conduttrice televisiva e ballerina belga naturalizzata italiana
- Claudia Koll — attrice di una pellicola di Tinto Brass, poi convertitasi al medjugorismo.
- Iva Zanicchi — cantante detta «l’Aquila di Ligonchio», storica conduttrice della trasmissione di Rete 4 «Ok il prezzo è giusto»
- Mario Monicelli — regista, poi finito suicida
- Claudia Cardinale — attrice italo-tunisina, moglie di un regista senatore di Alleanza Nazionale
- Vittorio Gassman — attore, che dichiarava la depressione e la sua cura psichiatrica apertis verbis.
- Marco Tardelli — ex calciatore trionfatore del Mundial del 1980
- Giorgio Celli — etologo televisivo bolognese
- Salvatore Veca — filosofo della politica punto di riferimento filosofico della sinistra non marxista
- Ernesto Illy — fedele valdese e imprenditore del caffè
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Ci colpiscono qui i nomi non dei para-intellettuali salariati dal sistema, non delle dive di passaggio, non degli artisti perversi, non dei ricconi parastatali, ma di figure ascritte alla destra italiana.
Segno che, anche quella, era già tre decadi fa catturata totalmente dalla Necrocultura: anche i «conservatori» volevano presidente degli italiani una tizia che rivendicava di averne abortiti più di 10 mila. Un’esercito di futuri cittadini spariti nel sangue a colpi di pompa della bicicletta. Loro, e i loro figli – italiani.
Abbiamo scritto che è giusto che la Bonino abbia funerali di Stato – perché lo Stato moderno è fondato sulla Morte.
Forse era giusto pure che la Bonino divenisse presidente della Repubblica. Le cose più si slatentizzano, meglio è.
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Immagine di CoroRP via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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