Geopolitica
Fico: «porremo il veto sull’Ucraina nella NATO. Qui non vogliamo una Terza Guerra Mondiale»
Reagendo all’incontro NATO in USA, prima delle notizie del tentato assassinio del candidato presidenziale Donald J. Trump, un altro politico passato per i proiettili ha fatto importanti dichiarazioni sullo stato delle cose
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha pubblicato su Facebook il seguente testo:
«POTEREMO IL VETO ALL’ADESIONE DELL’UCRAINA ALLA NATO PERCHÉ NON VOGLIAMO UN TERZO MONDO QUI La NATO inviterà formalmente l’Ucraina ad unirsi alle sue fila solo quando gli stati membri saranno d’accordo e tutte le condizioni saranno soddisfatte, secondo il suo Segretario generale J. Stoltenberg».
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«La NATO non richiederà all’Ucraina di rispettare il piano d’azione, che ogni candidato all’adesione all’organizzazione avrebbe dovuto realizzare. Chi ha dato il mandato al presidente [slovacco, ndr] Z. Čaputová di approvare questo invito alla Terza Guerra Mondiale? Nessuno in Slovacchia. Forse l’ambasciata americana a Bratislava o il giovane Soros, dato che quella vecchia presumibilmente non esiste nemmeno. SMER-SD non è d’accordo con questa conclusione e porrà il veto all’adesione dell’Ucraina alla NATO se dovesse governare».
«Rispettiamo la rappresentanza politica dell’Ucraina, che vuole l’adesione alla NATO, ma ogni persona sana di mente è consapevole di come l’adesione dell’Ucraina alla NATO peggiorerà la situazione della sicurezza nella nostra regione. In qualsiasi conflitto tra l’Ucraina come membro della NATO e la Russia, la Slovacchia avrà il dovere di combattere dalla parte dell’Ucraina. Grazie, non imploriamo».
Fico condivide con Trump le posizioni su molte situazione, in ispecie nei confronti del tema del globalismo e dell’escalation della guerra contro Mosca.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa Fico ha preso parte alla riunione del suo gabinetto per la prima volta dal tentato assassinio di maggio.
Nonostante abbia ricevuto cinque colpi di arma da fuoco, Fico si è fatto riprendere mentre votava alle recenti ultime europee, lanciando al contempo un monito sulla volontà dell’Occidente di procedere con un escalation contro Mosca. Poco prima dell’attentato, dopo aver letto un «documento riservato», aveva denunciato in una dichiarazione TV l’impiego di truppe NATO in Ucraina. Bratislava il mese scorso ha posto il suo rifiuto all’ingresso di Kiev nella NATO e riaperto alla cooperazione culturale con la Russia. Due mesi prima il premier di Bratislava aveva dichiarato che l’Italia avrebbe ritirato il suo sistema di difesa aerea SAMP-T dalla Slovacchia.
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La guerra ucraina non è l’unico tema che oppone Fico all’establishment globale.
Come riportato da Renovatio 21, il premier slovacco aveva ordinato a inizio anno un’indagine sulla risposta al COVID-19 e sui vaccini, con occhio di riguardo agli oltre 21.000 morti in eccesso registrati nel Paese dal 2020.
I politici slovacchi pochi mesi fa avevano accusato il Trattato Pandemico OMS di essere uno sforzo «globalista» per indebolire le sovranità nazionali. Lo stesso Fico aveva personalmente tuonato più volte contro l’Accordo politico-sanitario mondialista.
Come riportato da Renovatio 21, Orban aveva collegato l’attentato a Fico con i preparativi di guerra da parte dell’Occidente.
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Immagine di European Union, 2024 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International; immagine tagliata
Economia
Il Canada minaccia di interrompere l’elettricità agli USA. Il premier dell’Ontario a Trump: «baciami il sedere!»
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Geopolitica
Il Cremlino accusa: Londra «partecipa e intensifica» il conflitto in Ucraina
La Gran Bretagna sta partecipando in modo diretto al conflitto in Ucraina e lavora attivamente per allungarne la durata, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, dopo l’annuncio di Londra di concedere a Kiev l’accesso a informazioni tecniche classificate indispensabili per assemblare sul proprio territorio missili da crociera a lungo raggio.
Il governo britannico ha autorizzato il gruppo europeo di difesa MBDA a comunicare dati riservati sui componenti di fabbricazione britannica del sistema SCALP, versione francese del missile Storm Shadow. Si tratta di missili aviolanciati basati su tecnologia condivisa da Francia e Regno Unito, con gittata superiore a 250 km.
La decisione è stata confermata lunedì da Downing Street e personalmente dal primo ministro Andy Burnham, in visita lo stesso giorno nella capitale ucraina.
«Il Regno Unito è stato il primo a donare armi a lungo raggio all’Ucraina nel 2023», ha detto, riferendosi alle forniture di Storm Shadow/SCALP. «Sono lieto di confermare oggi di aver approvato» la richiesta di Kiev di condividere anche la tecnologia di produzione missilistica, ha aggiunto.
In risposta Peskov ha affermato che la Gran Bretagna «partecipa a questa guerra a fianco del regime di Kiev» e «sta metodicamente e regolarmente alimentando il fuoco e tramando per impedire qualsiasi sviluppo del processo di pace».
La Russia ha messo in guardia il Regno Unito sull’uso di droni da parte dell’Ucraina. «Le nostre forze armate stanno svolgendo il lavoro necessario e raccogliendo i dati richiesti per identificare i siti di produzione di tali missili e di altre attrezzature militari, e stanno adottando misure per distruggere questi siti», ha aggiunto Peskov.
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Londra ha spiegato che la divulgazione delle informazioni avrebbe consentito «ai francesi e agli ucraini di procedere con l’assemblaggio del missile da parte dell’Ucraina».
«Il popolo ucraino non deve avere dubbi: il Regno Unito è al vostro fianco oggi e lo sarà per tutto il tempo necessario», ha dichiarato Burnham prima della visita a Kiev, dove ha incontrato Volodymyr Zelens’kyj e presieduto la prima riunione della «coalizione dei volenterosi», avviata da Gran Bretagna e Francia sotto il predecessore Keir Starmer.
Mosca sostiene che Londra e gli altri fornitori di armi a Kiev siano direttamente responsabili della campagna di attacchi in profondità, che a suo dire ha colpito di frequente i civili.
Secondo il Sunday Times, droni prodotti da BAE Systems e da un’altra azienda britannica non specificata sarebbero stati impiegati negli ultimi sei mesi per colpire obiettivi in Russia, tra cui due raffinerie. Tra questi figura il Nyan, drone a reazione realizzato da una filiale di BAE Systems.
In una nota della scorsa settimana l’ambasciata russa a Londra ha definito il Regno britannico «complice e corresponsabile dei sanguinosi crimini e degli attacchi terroristici» commessi dall’Ucraina. Ha avvertito che «quanto più profondo sarà il suo coinvolgimento nel conflitto e maggiore sarà il suo sostegno all’apparato terroristico di Kiev, tanto più alto sarà il prezzo che pagherà».
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha messo in guardia Londra sulle conseguenze se continuerà a fornire droni usati dall’Ucraina per attacchi in profondità nel territorio russo. «Abbiamo tutto il diritto di considerare il coinvolgimento diretto, orgogliosamente proclamato, delle forze missilistiche britanniche negli attacchi contro la Russia come una partecipazione alla guerra, con tutte le conseguenze che ciò comporta», ha affermato Lavrov.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Trump dice che il Canada non è uno Stato
Canada wants the benefits of being a State, without being one!!! They have also charged our great farmers, for many years, massive amounts of Tariffs. No more!!! President DJT
( TS: Aug 23 2026, 1:06 AM ET ) pic.twitter.com/KlCQskGkFw — Commentary Donald J. Trump Truth Social Posts On X (@TrumpTruthOnX) August 23, 2026
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