Geopolitica
Il presidente colombiano Petro chiede alla Corte Penale Internazionale di emettere un mandato di arresto per Netanyahu
La Corte penale internazionale e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite devono agire per prevenire il «genocidio» del popolo palestinese nella città densamente popolata di Rafah, nel sud di Gaza, ha affermato venerdì il presidente colombiano Gustavo Petro.
Venerdì il gabinetto di guerra israeliano ha approvato una «misurata espansione» dell’operazione militare in corso a Rafah, con il primo ministro Benjamin Netanyahu che ha promesso che Gerusalemme Ovest continuerà la sua campagna militare contro i militanti di Hamas e «combatterà con le unghie» se gli Stati Uniti interromperanno le forniture di armi.
«Netanyahu non fermerà il genocidio», ha scritto Petro su X, reagendo alla dichiarazione del leader israeliano. «Ciò implica un mandato d’arresto internazionale da parte della Corte penale internazionale».
Sostieni Renovatio 21
Il leader colombiano ha poi suggerito che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU debba «considerare la creazione di una forza di mantenimento della pace nel territorio di Gaza».
In un discorso del Labor Day a Bogotà all’inizio di questo mese, Petro ha promesso di interrompere le relazioni diplomatiche con la leadership «genocida» di Israele, esprimendo solidarietà con i palestinesi di Gaza i cui «bambini sono morti, smembrati dalle bombe».
Diversi media hanno riferito il mese scorso che la Corte penale internazionale potrebbe accusare Netanyahu e diversi altri funzionari di alto rango di crimini di guerra per la guerra in corso a Gaza. Secondo la testata statunitense Axios, Netanyahu ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Joe Biden l di impedire alla Corte penale internazionale di perseguitare lui, il ministro della Difesa Yoav Gallant e il capo di stato maggiore dell’IDF Herzi Halevi.
Sia i deputati repubblicani che quelli democratici degli Stati Uniti hanno avvertito la Corte penale internazionale delle «conseguenze» nel caso in cui avesse perseguito funzionari israeliani. Secondo quanto riferito, un gruppo di legislatori repubblicani sta ora escogitando sanzioni contro la Corte.
Israele ha lanciato un’operazione militare contro Hamas a Gaza in seguito alla mortale incursione del gruppo militante del 7 ottobre, che ha causato la morte di oltre 1.200 persone, mentre centinaia di israeliani sono stati presi in ostaggio. Secondo le autorità sanitarie controllate da Hamas, l’operazione punitiva delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha provocato la morte di 35.000 palestinesi, per lo più civili.
A gennaio, la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite (ICJ) ha affermato in una sentenza che era «plausibile» che l’esercito israeliano avesse commesso un genocidio nell’enclave palestinese densamente popolata.
Aiuta Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, in settimana governo colombiano aveva ufficialmente notificato all’ambasciatore israeliano la fine delle relazioni diplomatiche e l’intenzione di ritirare il personale correlato, decidendo tuttavia che i servizi consolari dovrebbero essere mantenuti sia a Tel Aviv che a Bogotá.
Bolivia e Belize hanno interrotto le relazioni con Israele all’inizio della guerra, mentre Cile e Honduras hanno richiamato i loro ambasciatori da Israele.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente venezuelano Maduro ad inizio anno aveva dichiarato che Israele ha lo stesso sostegno occidentale di Hitler. Il Nicaragua è andato oltre, attaccando anche i Paesi «alleati» dello Stato ebraico come la Repubblica Federale Tedesca, portando Berlino davanti alla Corte Internazionale per complicità nel genocidio di Gaza.
In Sud America Israele sembra godere del favore parossistico – definito «chiaro ed inflessibile sostegno» – del presidente argentino Milei, uomo consigliato da rabbini che sarebbe in procinto di «convertirsi» al giudaismo, che ha addirittura fatto partecipare l’ambasciatore israeliano ad un gabinetto di crisi del governo di Buenos Aires, destando scandalo nella comunità diplomatica del suo Paese.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il Milei ha definito il presidente colombiano Petro «assassino terrorista», provocando così l’espulsione di tutti i diplomatici argentini da Bogotá.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
L’UE respinge il Canada come membro «associato»
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Trump in contatto con Netanyahu: paura di altre ostilità con l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sabato mattina, per fare il punto sui preparativi per possibili attacchi contro l’Iran,. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza della conversazione.
Secondo il WSJ, Trump aveva precedentemente tenuto un altro incontro con alti comandanti militari alla Casa Bianca per discutere le opzioni per la ripresa di importanti operazioni di combattimento. Nelle scorse settimane, diverse testate giornalistiche hanno riportato che gli Stati Uniti potrebbero riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine del 3 novembre.
Trump ha ripetutamente minacciato di bombardare l’Iran, avvertendo di «un’altra piccola Furia Epica», dal nome dell’operazione precedente, qualora Teheran non rispetterà le sue condizioni di pace. Secondo quanto riferito, funzionari statunitensi avrebbero avvertito gli alleati arabi che ospitano basi militari americane di prepararsi a un’operazione breve ma intensa.
Interrogato sabato sera durante una festa di Halloween a Mar-a-Lago, in Florida, sulla possibilità di «tornare in guerra con l’Iran» nelle prossime settimane, Trump ha risposto: «Supponiamo che lo facessi, ve lo direi? Non posso dirvelo».
Sostieni Renovatio 21
Secondo quanto riferito, il Pentagono avrebbe presentato a Trump potenziali obiettivi che vanno dagli impianti nucleari e siti militari sotterranei iraniani all’isola di Kharg, un importante snodo per l’esportazione di petrolio nel Golfo Persico. Gli Stati Uniti hanno inoltre inviato ulteriori intercettori missilistici nella regione e trasferito truppe da basi vulnerabili.
Secondo un articolo del Jerusalem Post pubblicato sabato, Stati Uniti e Israele hanno già elaborato piani per una rinnovata azione militare, ma è improbabile che Trump ordini attacchi prima del voto di martedì, a meno che i servizi segreti non indichino preparativi per un attacco a sorpresa.
Una ripresa delle ostilità giungerebbe in un momento delicato per Netanyahu, il cui blocco di destra non è riuscito a ottenere la maggioranza parlamentare alle elezioni della scorsa settimana. Rimarrà in carica mentre proseguono i negoziati per la formazione di una coalizione.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato sabato che Trump non ha ancora deciso se lanciare nuovi attacchi contro l’Iran, ma preferisce una soluzione diplomatica. Le sue dichiarazioni sono giunte mentre i negoziatori iraniani incontravano i mediatori del Qatar a Doha, dopo oltre 12 ore di colloqui a Teheran venerdì. Una fonte a conoscenza dei colloqui ha riferito a Reuters che la diplomazia viene coordinata attraverso contatti regolari con Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha esaminato una lettera del vicepresidente statunitense JD Vance volta a riaprire i negoziati, definendo l’iniziativa un «passo positivo».
Nel frattempo, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ordinato alle forze armate di prepararsi a «una risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche» qualora il Paese venisse attaccato di nuovo, secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa sabato dal suo ufficio.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Lavrov: l’Europa ha perso l’occasione di mediare nel conflitto ucraino
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Vaccini2 settimane faChiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione
-



Trapianti2 settimane faTrapianti, il prossimo passo: prelevare gli organi senza attendere la «morte»
-



Politica5 giorni faCaos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini
-



Persecuzioni2 settimane faVescovo mette a tacere famoso esorcista
-



Spirito7 giorni faNuvola a forma di Croce sopra Lourdes
-



Geopolitica2 settimane faL’Arabia Saudita giustizia una coppia bengalese per essersi baciata all’interno di una moschea
-



Immigrazione2 settimane faMons. Viganò contro la barbarie orchestrata
-



Salute1 settimana faI vaccini anti-COVID hanno scatenato disturbi psichiatrici, compresi i suicidi.













