Oligarcato
La conversione di Milei al giudaismo e l’oligarcato argentino. Spunta, sullo sfondo, anche Soros…
Il nuovo presidente eletto dell’Argentina Javier Milei – da sempre riconosciuto come un acceso sostenitore di Israele – ha annunciato la sua intenzione di convertirsi al giudaismo, sebbene abbia anche riconosciuto che qualsiasi mossa in tal senso dovrebbe probabilmente attendere fino alla fine della sua carriera politica.
Milei, 53enne sedicente «anarco-capitalista» e guida il partito La Libertad Avanza (LLA), in campagna elettorale aveva chiarito che considererà gli Stati Uniti, e in particolare Israele, come alleati chiave nella costruzione della sua politica estera.
«Ciò che ammiro di più di Israele è la sua cultura, la sua gente», ha detto Milei al Times of Israel in un’intervista pubblicata domenica mattina presto. Ha aggiunto, riguardo alla guerra in corso tra Israele e il gruppo palestinese Hamas, di aver «espresso con enfasi» solidarietà per il «legittimo diritto alla difesa» dello Stato Ebraico.
Inoltre, Milei, che in gioventù ha frequentato una scuola cattolica, ha parlato del suo duraturo interesse per la fede ebraica, ma ha detto che qualsiasi decisione di convertirsi al giudaismo dovrà attendere fino a quando le sue ambizioni politiche non saranno state completate.
«È molto difficile perché non sarei in grado di soddisfare tutti i precetti a causa delle richieste che avrei come presidente», ha detto Milei. «Sai, se sei un convertito, devi rispettare tutti i precetti religiosi ebraici».
«Se sono presidente ed è Shabbat, cosa faccio? Mi disconnetterò dal paese dal venerdì al sabato? Ci sono alcune questioni che renderebbero [la religione] incompatibile. Il rabbino che mi aiuta a studiare dice che dovrei leggere la Torah dal punto di vista dell’analisi economica», aveva detto mesi fa in un’intervista con il quotidiano spagnuolo El Pais.
«Il fatto è che forse pianificherei di convertirmi una volta terminata la mia carriera politica» ha fatto sapere.
Sostieni Renovatio 21
La personalità a volte sfacciata ed eccentrica di Milei ha suscitato paragoni internazionali con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, così come con l’ex leader brasiliano Jair Bolsonaro. E, come Trump, Milei ha espresso il desiderio di spostare l’ambasciata argentina in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. Trump ha annunciato la decisione nel 2017 con una mossa che ha cambiato decenni di politica estera americana sulla questione, anche se alcuni paesi musulmani hanno affermato che sostanzialmente avrebbe annullato lo status degli Stati Uniti come mediatore nei colloqui di pace regionali.
«Sì, certo», ha detto Milei quando il Times of Israel gli ha chiesto dei suoi progetti per l’ambasciata. «Non mi interessa se sarò criticato dai leader mondiali. Credo davvero che sia la cosa giusta da fare».
Un articolo dell’Economist dello scorso maggio, parlando sempre della sua possibile conversione dal cattolicesimo al giudaismo, scriveva che Milei dice «che le due persone a lui più vicine sono sua sorella, ora responsabile della sua campagna, e un rabbino».
Tale rabbino sarebbe Shimon Axel Wahnish, rabbino capo della comunità ebraica marocchina dell’Argentina (ACILBA), «un moderno dottore ortodosso in psicologia dell’educazione, Wahnish è stato direttore e professore presso un centro studi ebraico per giovani studenti universitari presso i Sucath David Programs» scrive Tablet Magazine, che riporta come dopo il loro incontro nel 2021, Milei abbia cominciato lo studio della Torah proprio sotto la guida di rabbi Wahnish.
Secondo il sito ebraico Anash, i rapporti di Milei con il rabbinato andrebbero oltre la guida spirituale del rabbino Wahnish.
«L’economista ed ex esperto televisivo e radiofonico ha stretti legami con il capo argentino Shliach Rabbi Tzvi Grunblatt» scrive il sito. «Secondo quanto riportato dalla stampa argentina, il rabbino Grunblatt ha contribuito a creare legami tra Milei e importanti uomini d’affari come Eduardo Elsztain». Elzstain, argentino di origine ebraica (il nonno fuggì dalla Russia sconvolta dalla rivoluzione del 1917) è considerato a capo del più grande impero economico del Paese, che spazia dagli immobili all’agricoltura, da settore minerario a quello bancario.
La società dell’Elzstain chiamata Inversiones y Representaciones S.A. (IRSA), la più grande società immobiliare argentina, è quotata alla Borsa di New York. CRESUD, azienda leader nel settore agroalimentare che opera in Argentina, Bolivia, Paraguay e Uruguay di cui Elzstain è presidente, è pure quotata al NASDAQ. L’uomo d’affari ebreo-argentino è presidente inoltre di BrasilAgro (Companhia Brasileira de Propriedades Agrícolas), anch’essa quotata alla Borsa di Wall Street. Il partenariato pubblico-privato Banco Hipotecario, la principale banca ipotecaria argentina, vede Elsztain come il maggiore azionista privato.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Devoto alla religione giudaica, si dice che il ricco Elzstain abbia costruito una sinagoga appena fuori da casa sua. Sua sorella vive in Israele. Il businessman sarebbe affiliato al movimento ebraico Chabad Lubavitch, corrente dello chassidismo nata nel XVIII secolo e ora avente come base principale Nuova York, in particolare nel quartiere di Crown Heights, a Brooklyn.
Elsztain ha vissuto a New York nel 1989-90. Durante quel periodo, nel 1990, «si presentò a un incontro con il leggendario investitore George Soros», secondo il quotidiano israeliano Haaretz. Un articolo del quotidiano La Nacion afferma che Elsztain incontrò Soros «attraverso contatti… nella comunità ebraica di Buenos Aires».
In ogni caso, Soros «fu convinto a lasciare che l’ambizioso giovane gestisse 10 milioni di dollari per lui», cosa che Elsztain fece «con grande successo», riporta l’enciclopedia online.
Parlando al Jerusalem Post nel 2013, lo stesso Elsztain ha descritto «il momento… che ha cambiato la sua carriera»: «in qualche modo sono riuscito a ottenere un incontro con George Soros, un uomo molto ricco. Abbiamo parlato per circa un’ora, e poi mi ha chiesto quanti soldi pensavo di poter gestire. Gli ho detto che potevo gestire 10 milioni di dollari, e lui ha detto “Okay, nessun problema!”». Soros ha detto al giornale israeliano che Elsztain, nonostante la sua giovinezza e inesperienza, «sapeva quando vendere e quando comprare». Questo incontro accelerò il rapido «salto di Elsztain dal totale anonimato all’élite imprenditoriale argentina».
Soros è diventato uno dei principali investitori nell’IRSA. La partnership con Soros divenne redditizia per entrambe le parti, poiché l’economia argentina si riprese durante gli anni ’90 dalla grave stagflazione del decennio precedente. Nel giro di quattro anni Elsztain aveva raccolto 110 milioni di dollari e acquisito «edifici per uffici e centri commerciali in Argentina, compreso il centro commerciale Alto Palermo».
L’incontro di Elsztain con Soros è stato descritto come il punto di svolta nella sua carriera. È stato chiamato «il ragazzo d’oro di Soros». Nel 1992-94, Soros aiutò Elsztain a ottenere il controllo di Cresud, uno dei principali proprietari terrieri di terreni agricoli di prima qualità nella pampa, e fu suo socio nell’azienda per molti anni.
L’IRSA è entrata nei mercati azionari internazionali con il sostegno di Soros nel 1994. Le perdite derivanti dalla crisi economica iniziata nel 1998 hanno portato la gestione del fondo Soros a cedere la maggior parte dei suoi interessi IRSA entro la fine del 1999. In totale, Elsztain ha lavorato per oltre un decennio con Soros.
Aiuta Renovatio 21
Oltre a Soros, Elsztain ha anche lavorato a stretto contatto con il magnate immobiliare statunitense Sam Zell (vero nome Shmuel Zielonka), miliardario americano attivo in molte cause filantropiche per l’ebraismo in America e in Israele.
Elszstain avrebbe contatto anche con il manager di hedge fund Michael Steinhardt, miliardario pure lui attivo assai nelle cause ebraiche, con donazioni per più di un centinaio di milioni, ad esempio con viaggi gratuiti di 10 giorni offerti ad ebrei di età tra i 18 e i 26 anni. Steinhardt fa parte del «Mega Group», un club vagamente organizzato di 20 tra gli uomini d’affari ebrei più ricchi e influenti, formato da Leslie Wexner, il padrone del marchio di lingerie Victoria’s Secret considerato mentore (e forse vittima?) di Jeffrey Epstein, cui cedette la lussuosissima magione di Nuova York.
Un altro contatto riconosciuto dell’Elsztain è il magnate di Hollywood Edgar Bronfman junior, ex CEO della Warner e di Seagram, il colosso del whisky costruito dal padre, Edgar Bronfman senior, che come presidente del World Jewish Congress (di cui Elsztain nel 2005 sarebbe divenuto tesoriere), aveva avviato un’attività diplomatica con l’Unione Sovietica per portare alla legittimazione della lingua ebraica nell’URSS e ha contribuito a far sì che gli ebrei sovietici potessero legalmente praticare la propria religione, come così come emigrare in Israele. En passant, ricordiamo che le due sorelle di Bronfman jr. sono state oggetto delle cronache recenti perché coinvolte a vario titolo nello scandalo della setta psico-sessuale NXIUM, della quale tuttavia il defunto padre sembrava diffidare molto.
Secondo quanto riportato, Elsztain partecipa annualmente al World Economic Forum di Davos, e avrebbe partecipato anche ai Business Summit dei G20. Nel 2008 ha incontrato Hugo Chavez – un uomo che per il forsennato antisocialista Milei dovrebbe rappresentare il male… – per discutere dell’antisemitismo, lodando la volontà di ascolto che il caudillo di Caracas aveva per la causa della comunità ebraica.
Secondo la stampa argentina, Elsztain sarebbe divenuto un visitatore regolare della Casa Rosada, ossia il palazzo presidenziale, quando al potere vi era Christina Kirchner, divenendone, secondo articoli apparsi all’epoca «un alleato strategico». È riportato che nell’agosto 2012, Elsztain ha iniziato a costruire un grande centro commerciale, Distrito Arcos, nel quartiere Palermo di Buenos Aires, senza chiedere l’autorizzazione al Parlamento della città né passare attraverso nessuno dei passaggi legali necessari per i progetti di costruzione. L’apertura è stata sospesa per ordine del tribunale per un anno e alla fine ha avuto luogo nel novembre 2014.
Sostieni Renovatio 21
Quando il governo argentino introdusse la Risoluzione 125, Cresud SA catturò 288 milioni di dollari sul mercato per finalizzare un’espansione di capitale. «L’amministrazione Kirchner», scriveva il quotidiano israeliano Haaretz nel 2013, «ha recentemente avviato una riforma nel settore edile, con l’obiettivo di incoraggiare la costruzione di appartamenti residenziali. Tra le altre cose, la riforma prevede la sospensione del finanziamento dei mutui per i cittadini. Il fatto che questa mossa beneficio che la banca controllata da Elsztain non è sfuggito all’attenzione dei media».
Elsztain era attaccato anche dagli oppositori dei Kirchner a causa delle agevolazioni fiscali concesse dal governo alla sua società mineraria, Austral Gold.
Secondo il sito ispanofono La Politica online, il rabbino Tzvi Grunblatt (anche lui della corrente dell’ebraismo Lubavitch) ha accompagnato il presidente eletto «durante il Forum Economico Latam dove il libertario è stato il relatore principale. La Fondazione Chabab era co-organizzatrice dell’evento insieme a Dario Epstein, consigliere di Milei».
Rabbi Grunblatt avrebbe introdotto Milei, oltre che a Elsztain, anche a Daniel Sielecki, 64 anni, impresario farmaceutico che da dopo il COVID vive in Uruguay. L’ uomo d’affari ebreo l’anno passato aveva fatto parlare di sé per essersi offerto di acquistare un’aquila da 360 chili con lo stemma della svastica da un’ex nave nazista che si trova in un magazzino dell’Uruguay e di farla esplodere in «mille pezzi», riporta il quotidiano La Nacion.
Nonostante le poche dichiarazioni ai media, il Sielecki durante la pandemia è espresso con forza a favore dei vaccini contro il coronavirus. «Il costo di alcuni farmaci è quasi pari a quello di una pizza. Succede che quando compri un medicinale pensi che sia caro perché sei malato. Guardate cosa sta succedendo con la pandemia, se non ci fossero investimenti nella ricerca non ci sarebbero i vaccini», ha detto l’imprenditore farmaceutico in una conversazione apparsa sulla rivista Galería.
«Vi lamenterete del costo del vaccino? Dovremmo festeggiare, invece di andare a messa la domenica dovremmo andare al San Pfizer o al San Sinovac per ringraziare per i vaccini», ha detto il Sielecki.
La sorella di Sielecki, Anabel, è stata sposata con Hector Timerman, giornalista e diplomatico di origine ebraico-lituana che fu ministro degli affari esteri sotto la Kirchner.
Bisogna considerare che l’establishment di governo contro cui si è scagliato veementemente il Milei includeva proprio Cristina Kirchner, accusata di aver ostacolato le indagini sull’attentato al centro ebraico AMIA del 1994 – un caso che continua a produrre enigmi e misteri, dall’attentato contro la Kirchner fallito clamorosamente da un giovane brasiliano che voleva spararle a bruciapelo (sul braccio, il tatuaggio del Sonnenrad, il sole nero nazista, visto tante volte in Ucraina di recente) all’assassinio, oramai dieci anni fa, del giudice Alberto Nisman che stava investigando sulla strage, trovato morto il 19 gennaio 2015 nel suo appartamento accanto ad una pistola calibro 22. Secondo il magistrato che indagò sulla morte del collega, si sarebbe trattato di un omicidio.
«L’ex presidente è stata accusata all’inizio dell’anno di tradimento proprio grazie alle prove raccolte di Nisman sul suo ruolo per coprire gli agenti iraniani. Il tutto per normalizzare i rapporti con la Repubblica Islamica ed ottenere petrolio e prezzo di favore, riferisce il giornale israeliano Haaretz», scriveva un articolo de La Repubblica uscito subito dopo l’attentato fallito contro la vedova Kirchner.
Insomma, non si tratta di intrecci in cui è facile districarsi, ma vi sono alcune costanti.
Buenos Aires, va pure ricordato, è la quarta città al mondo per numero di cittadini di religione ebraica.
Si tratta, per coincidenza, anche della città che ha dato a Roma il suo ultimo papa.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine realizzata a partire da foto di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Alimentazione
«Semi magici»: Bill Gates e il suo piano fallito per porre fine alla fame in Africa
Sostieni Renovatio 21
Cosa emerge dai dati di AGRA?
Ora, con quasi 20 anni di dati a disposizione, i risultati di AGRA sono ben lontani dalle promesse fatte. Sollevano interrogativi fondamentali su AGRA, sulla Fondazione Gates e sulla loro influenza sui governi e sulle istituzioni africane. L’iniziativa AGRA ha raccolto oltre 1,5 miliardi di dollari in donazioni (due terzi provenienti dalla Fondazione Gates), mentre i governi africani hanno speso circa 1 miliardo di dollari all’anno in sussidi per fertilizzanti e altri fattori produttivi nei paesi target di AGRA. «La Rivoluzione Verde ha fallito in Africa», ha affermato l’Alleanza per la Sovranità Alimentare in Africa in un nuovo rapporto. «Vent’anni sono un periodo sufficiente per giudicare il modello della Rivoluzione Verde in base ai suoi risultati. Le prove non giustificano un altro decennio di priorità analoghe su scala maggiore». Il rapporto si basa su un documento di lavoro di agosto redatto da Timothy A. Wise, ricercatore senior presso il Tufts Global Development and Environment Institute, che analizza 18 anni di dati delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale, dal 2006 al 2024. L’analisi rileva che nei 13 paesi al centro dell’iniziativa AGRA, l’uso di fertilizzanti è più che raddoppiato e la superficie coltivata si è espansa del 46%, eppure le rese dei principali alimenti di base sono aumentate solo del 25%, molto meno del raddoppio promesso da AGRA. La crescita della resa delle colture di base è stata dell’1,2%, leggermente inferiore rispetto ai 12 anni precedenti all’avvio del progetto AGRA, che avevano registrato una crescita dell’1,3%. Negli ultimi sei anni, il rallentamento è stato ancora maggiore, attestandosi intorno allo 0,4% annuo. Ancora più preoccupante è l’ aumento medio del 58% del numero di persone cronicamente denutrite nei paesi AGRA. La Fondazione Gates non ha risposto alle richieste di commento sul rapporto della Tufts. Il portavoce di AGRA, Humphrey Chola, ha dichiarato a US Right to Know che il rapporto e i dati sottostanti «sollevano importanti questioni relative ai 20 anni di attività di AGRA, alla sua responsabilità e alla sua direzione futura». La stessa analisi ventennale di AGRA ammette che la fame è aumentata, gli agricoltori non stanno ancora prosperando e i progressi degli ultimi due decenni «non si sono tradotti in una trasformazione». Tuttavia, il riassunto esecutivo della revisione AGRA, pubblicato il 31 agosto, afferma che gli ultimi 20 anni hanno «portato progressi concreti» ai sistemi agroalimentari africani e auspica maggiori investimenti basati sulla stessa logica di mercato. «La trasformazione non riguarda solo la produzione di più cibo. Si tratta del passaggio da metodi agricoli a bassa produttività a un’economia agroalimentare produttiva e orientata al mercato», si legge nel riassunto esecutivo. (Il rapporto completo «sarà disponibile a breve», ha dichiarato AGRA).Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Perdere terreno nella diversità delle colture
Con l’introduzione da parte di AGRA e dei sussidi governativi di orientare gli agricoltori verso colture commerciali come mais e riso, le colture autoctone, ricche di nutrienti, come il miglio e il sorgo, hanno perso terreno. Il compromesso assume conseguenze particolarmente rilevanti con l’aumento delle temperature: molte colture tradizionali sono più resistenti alla siccità, al calore e ai terreni poveri, pur fornendo una dieta più diversificata. In Zambia, dove il numero di persone denutrite è aumentato del 33%, la superficie coltivata a miglio, alimento ricco di nutrienti, è diminuita del 42%, e la produzione di sorgo è calata del 62% dal 2006. L’uso di fertilizzanti è aumentato del 155%, raggiungendo i livelli più alti tra i paesi AGRA, eppure le rese del mais sono cresciute solo del 14%. Il Senegal, che non faceva parte dell’AGRA, offre un notevole contrasto. Il Paese ha sostenuto una maggiore diversificazione delle colture e una strategia di sviluppo meno dipendente dai fertilizzanti. Il Senegal ha dimezzato il numero di persone denutrite, mentre il suo indice di resa dei prodotti di base è aumentato del 73% .Aiuta Renovatio 21
Prospettive AGRA
Nella sua analisi ventennale, AGRA cita un aumento di produttività maggiore, pari a circa il 40% nelle rese dei cereali, sebbene si basi su un insieme più ristretto di colture. La cifra del 25% riportata da Tuft utilizza un indice più ampio di alimenti di base coltivati nei paesi oggetto di studio di AGRA, includendo radici e tuberi oltre ai cereali, per cogliere l’andamento delle colture alimentari da cui dipendono le popolazioni. «Il PIL agricolo africano è cresciuto rapidamente, passando da circa il 2,4% nei decenni precedenti a oltre il 4% dopo il 2000, mentre la produzione agricola è praticamente raddoppiata in termini reali dopo il 2005», afferma il riassunto del rapporto AGRA, citando un capitolo di un libro del 2021. Questi indicatori mostrano che il settore agricolo africano sta producendo un maggiore valore economico, ma non indicano come tali guadagni siano stati distribuiti o se si siano tradotti in redditi migliori per gli agricoltori. Nel suo comunicato stampa, AGRA afferma un raddoppio dei redditi degli agricoltori, ma non fornisce alcuna metodologia a supporto di tale affermazione. Il riassunto esecutivo del rapporto non fa tale affermazione e il rapporto completo non era ancora stato pubblicato al momento della stampa di questo articolo. Tale affermazione è in contrasto con le indagini sulle famiglie che mostrano una persistente e alta povertà nelle zone rurali. Wise ha definito l’affermazione «estremamente fuorviante» e ha dichiarato che l’AGRA «sembra interpretare erroneamente i dati che mostrano un aumento del fatturato agricolo totale, dati che escludono l’aumento dei costi per gli agricoltori e non tengono conto della prevalenza di agricoltori con piccoli appezzamenti di terreno e risorse limitate».Iscriviti al canale Telegram ![]()
I grandi shock globali sono un fattore
«Ci sono stati progressi, non abbastanza, ma è un miglioramento», ha affermato Andrew Cox, direttore della strategia, del monitoraggio, della valutazione e dell’apprendimento di AGRA. «Ovviamente, la sfida di trasformare l’agricoltura è una difficoltà enorme. Se fosse facile, sarebbe già avvenuta». I leader di AGRA hanno sottolineato che il loro gruppo è solo uno degli attori di un sistema alimentare complesso, plasmato da governi, mercati, donatori, agricoltori ed eventi globali. La «grande tragedia», ha affermato Cox, «è che la malnutrizione è aumentata in Africa negli ultimi anni». Ha citato tra i principali fattori di crisi i conflitti politici, la pandemia di COVID-19 e l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dei fertilizzanti. Ha inoltre riconosciuto che parte della crescita della produzione è derivata dall’espansione delle superfici coltivate piuttosto che dall’aumento delle rese sui terreni agricoli esistenti, ovvero dall’«intensificazione sostenibile» che l’AGRA cerca da tempo di promuovere. Cox ha definito tale espansione «un grave rischio ambientale» che AGRA e i suoi partner stanno cercando di affrontare da 20 anni. Recenti ricerche sottoposte a revisione paritaria aiutano a spiegarne il motivo. L’espansione delle aree coltivate può causare deforestazione e perdita di habitat, ridurre la biodiversità e rilasciare grandi quantità di carbonio, poiché foreste, praterie e altri ecosistemi vengono convertiti in terreni agricoli. Tali rischi sono particolarmente acuti nell’Africa tropicale, dove molte aree idonee all’espansione agricola sono anche ricche di biodiversità e carbonio.I dati hanno smentito la teoria del cambiamento della Rivoluzione Verde
I dati mettono in discussione un presupposto fondamentale del modello della Rivoluzione Verde: ovvero che aumentare la produttività agricola sia una strada sicura per ridurre la fame. Il Malawi, uno dei Paesi con le migliori performance secondo AGRA, ha registrato un aumento del 78% nella resa delle colture di base tra il 2006 e il 2024, eppure il numero di persone cronicamente denutrite è aumentato del 61%. La crescita demografica spiega in parte l’aumento della fame, ma la netta divergenza sottolinea un punto più ampio che i critici della Rivoluzione Verde hanno sollevato fin dall’inizio: produrre più cibo non si traduce necessariamente in meno fame quando le persone non possono permetterselo o non vi hanno accesso. In Kenya, dove ha sede il quartier generale di AGRA, gli agricoltori descrivono un circolo vizioso: spese crescenti per fertilizzanti e sementi commerciali, mentre l’uso intensivo di fertilizzanti contribuisce all’acidificazione del suolo. L’analisi di Wise rileva che i raccolti delle principali colture sono diminuiti dell’8% da quando AGRA ha iniziato a operare, mentre il numero di kenioti denutriti è più che raddoppiato.Sostieni Renovatio 21
È tempo di un nuovo approccio?
I dati e le nuove analisi rafforzano le critiche di lunga data secondo cui il modello della Rivoluzione Verde africana, basato su un elevato impiego di risorse, è poco adatto alle realtà ecologiche ed economiche della regione. «AGRA non è fallita per mancanza di fondi. È una dimostrazione, ben finanziata, che la fame non è mai stata una questione di mancanza di tecnologia. È una questione di mancanza di potere, e i sacchi di semi ibridi non ridistribuiscono il potere: lo concentrano», ha affermato Raj Patel, professore ricercatore presso l’Università del Texas a Austin e futuro co-presidente del Panel internazionale di esperti sui sistemi alimentari sostenibili. Sia AGRA che il suo forum hanno rinnovato la propria immagine nel 2022, abbandonando l’etichetta «Rivoluzione Verde». Tuttavia, il loro modello di sviluppo centrale rimane invariato: trasformare l’agricoltura africana attraverso input e tecnologie commerciali, catene del valore del settore privato, riforme politiche e investimenti nell’agroindustria. Ma mentre l’ Africa Food Systems Forum, patrocinato da AGRA, si riunisce questa settimana a Kigali, gli approcci orientati al mercato per risolvere la crisi alimentare africana sono al centro dell’attenzione, mentre AGRA prosegue il suo «tour di riflessione e celebrazione» del 2026, presentando l’agricoltura africana come «la prossima grande opportunità di investimento». «Tutti gli investimenti in prodotti agrochimici e varietà migliorate non hanno dato i risultati sperati», ha affermato Million Belay, coordinatore generale dell’Alleanza per la Sovranità Alimentare in Africa. «Eppure questo modello si sta espandendo nonostante le prove contrarie». La visione di Gates per la trasformazione dell’agricoltura africana è diventata, nel tempo, molto più di un semplice esperimento filantropico. Si è affermata come modello dominante per lo sviluppo agricolo, influenzando le politiche governative e attirando miliardi di dollari da governi nazionali, agenzie di aiuto internazionale e istituzioni multilaterali. Belay ha affermato che AGRA ha svolto un ruolo chiave nell’ultimo piano agricolo decennale dell’Unione Africana, che mira a mobilitare 100 miliardi di dollari e ad aumentare drasticamente la produzione alimentare entro il 2035. Sebbene l’Unione Africana abbia constatato che nessun Paese fosse sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi in materia di alimentazione e agricoltura stabiliti dal piano precedente, la nuova strategia continua a privilegiare lo stesso approccio basato sulla produttività e sul mercato, anziché sostenere i metodi agroecologici. «Non dovremmo passare il prossimo decennio a riscoprire ciò che gli ultimi vent’anni ci hanno già insegnato», sostiene l’alleanza per la sovranità alimentare nel suo rapporto. «Gli investimenti pubblici dovrebbero sostenere la salute del suolo, i sistemi di gestione delle sementi da parte degli agricoltori, la diversificazione della produzione, i servizi di divulgazione agricola guidati dagli agricoltori, la trasformazione locale e i mercati territoriali».Aiuta Renovatio 21
Dove si annidano gli errori nella responsabilizzazione della filantropia?
Per anni, gruppi con sede in Africa hanno criticato AGRA e hanno chiesto alla Fondazione Gates di intensificare la ricerca e il sostegno ai sistemi alimentari agroecologici. Nel 2022, i leader religiosi africani hanno chiesto alla Fondazione Gates di smettere di promuovere il modello della Rivoluzione Verde, che a loro dire «aggrava la crisi umanitaria». Nel 2024, hanno chiesto un risarcimento alla fondazione «per i danni ecologici e sociali causati». La Fondazione Gates non ha fornito alcuna risposta pubblica. La coalizione AFSA ha scritto alla Fondazione Gates e ad altri donatori di AGRA, esprimendo preoccupazione per l’influenza di AGRA sui sistemi alimentari africani e sulle politiche dei governi africani. Quando finalmente si incontrarono, i rappresentanti della Fondazione Gates «vennero per convincerci del valore del loro approccio, invece di ascoltarci, esaminare i dati e cambiare strategia», ha affermato Belay. «Quando le aziende sbagliano, i mercati le disciplinano. E quando i governi sbagliano, gli elettori li cacciano. La filantropia non subisce nessuna di queste pressioni», ha affermato Patel. Stacy Malkan Originariamente pubblicato da US Right to Know . Stacy Malkan è co-fondatrice e caporedattrice di US Right to Know, una redazione giornalistica senza scopo di lucro e un gruppo di ricerca sulla salute pubblica.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Oligarcato
Organizzazioni del controllo globale
Renovatio 21 pubblica l’intervento apparso su X del pensatore conservatore polacco Krzysztof Szczawinski, matematico e filosofo, già trader di derivati, protagonista in rete di numerose riflessioni sullo stato delle cose da un punto di vista storico, filosofico, politico.
Non l’hanno costruito in un giorno. L’hanno costruito in un secolo: organizzazione dopo organizzazione, think tank dopo think tank, generazione dopo generazione. Ecco l’architettura. La Fabian Society (1884) – il modello fondante. Non assaltare le istituzioni. Infiltrarsi. Il loro emblema: il lupo travestito da agnello. Il loro metodo: pazienza, perseveranza, la lunga marcia.
La London School of Economics (1895) – il braccio educativo dei fabiani. Ha formato i politici, i funzionari pubblici, gli economisti e i giornalisti che avrebbero guidato il ventesimo secolo in tutto il mondo anglofono.
Il Council on Foreign Relations (1921) – l’apparato intellettuale dell’establishment americano. Ha prodotto ogni Segretario di Stato, ogni Direttore della CIA, ogni presidente della Federal Reserve per cinquant’anni. Ha deciso quale sarebbe stata la politica estera americana prima ancora che i funzionari eletti ne fossero informati.
They didn’t build this in a day. They built it over a century – organization by organization, think tank by think tank, generation by generation. Here is the architecture.
The Fabian Society (1884) – the founding model. Don’t storm the institutions. Infiltrate them. Their… https://t.co/VbbShizKsA
— Krzysztof Szczawinski 🇵🇱 (@Kristof_Poland) August 19, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
L’Istituto per la Ricerca Sociale – la Scuola di Francoforte (1923) – il motore filosofico. Teoria critica: tutto da criticare, niente da costruire. Trasferitosi alla Columbia (nota università neoeboracena) nel 1934, ha fornito al progetto le sue basi intellettuali.
Il Gruppo Bilderberg (1954) – l’incontro annuale di coloro che effettivamente gestiscono le cose. Nessun verbale. Nessuna stampa. L’istituzione che ha reso inevitabile il progetto globalista, garantendo che tutti coloro che contavano avessero già dato il loro consenso prima ancora che iniziasse il dibattito pubblico.
Il Club di Roma (1968) – gli inventori del pessimismo di civiltà come politica. I Limiti della Crescita (1972), il rapporto che affermava che il mondo stava esaurendo ogni risorsa e che la crescita doveva fermarsi. L’origine intellettuale di ogni politica di decrescita, sistema di crediti di carbonio e punteggio ESG che ne è seguito.
Il World Economic Forum (1971) – Klaus Schwab, Davos, il programma Young Global Leaders. Il meccanismo specifico attraverso il quale la prossima generazione di leader viene identificata, formata e messa in rete prima di raggiungere il potere. Trudeau, Macron, Merkel, Ardern – la lista degli ex allievi è il fatto politico più importante degli ultimi trent’anni che nessuno ha insegnato a scuola.
Le Open Society Foundations – Soros. Il sistema capillare: migliaia di ONG, organizzazioni mediatiche, fondi legali e gruppi della società civile in ogni paese occidentale, finanziati dall’alto, ma che appaiono organici dal basso. L’uomo che ha mandato in rovina la Banca d’Inghilterra nel 1992 ha usato i proventi per finanziare le istituzioni che rendono possibili tali azioni.
Common Purpose (1989) – la versione britannica dei Young Global Leaders, che opera a livello istituzionale. I suoi laureati dirigono la BBC, il Servizio Sanitario Nazionale (NHS), la polizia, la pubblica amministrazione, gli enti locali e la magistratura. Il braccio formativo della Fabian Society, aggiornato per l’era post-Thatcher. Meno conosciuto degli altri. Più preciso a livello operativo.
Il Gruppo Spinelli – la rete federalista europea all’interno del Parlamento Europeo, che promuove il programma che Altiero Spinelli scrisse in prigione nel 1941: dissolvere la sovranità nazionale in modo permanente in un’amministrazione sovranazionale, inserirla in un’integrazione economica che renda la separazione politica proibitivamente costosa e renderla irreversibile per definizione. Ancora attivo. Ancora funzionante come previsto.
Un secolo. Dieci organizzazioni. La stessa meta raggiunta da diverse direzioni: attraverso la cultura, l’istruzione, la finanza, la regolamentazione e la formazione delle persone che avrebbero poi gestito tutto.
E dall’altra parte? Niente di paragonabile. Nessuna istituzione con un mandato a lungo termine. Nessun percorso formativo per la prossima generazione di costruttori di civiltà. Nessun finanziamento coordinato per l’alternativa. Nessuna Davos per coloro che credono nella civiltà occidentale piuttosto che nella sua dissoluzione pianificata.
Abbiamo bisogno di un Consiglio della Civiltà Occidentale. Pubblico. Trasparente. Tutto ciò che l’altra parte non è, perché la difesa della civiltà occidentale non richiede oscurità. Richiede esattamente ciò che l’altra parte non può offrire: la verità, dichiarata chiaramente, in pubblico, senza maschere.
Loro avevano un secolo e un piano. Noi abbiamo la verità, il talento, X e il crollo del loro monopolio distributivo. Questo dovrebbe bastare.
Costruiamolo.
Krzysztof Szczawinski
Immagine di Simon Harriyott via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Oligarcato
Trump revocherà le esenzioni fiscali alle fondazioni di Soros
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
.@POTUS: “We’re going to look into Soros because I think it’s a RICO case against him and other people because this is more than protests. This is real agitation; this is riots on the street — and we’re going to look into that.” pic.twitter.com/zwUr03G5DA
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) September 12, 2025
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Morte cerebrale2 settimane faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero1 settimana faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Bioetica6 giorni faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Spirito1 settimana faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede









