Occulto
Feti in barattolo, sacrifici umani: la società post-satanista e i suoi riti su tutti noi
Come dovevasi dimostrare, la storia del feto nel barattolo trovato in un cespuglio a Bassano è sparita con rapidità impressionante.
Nessuna testata, locale o nazionale, ha scritto altri articoli: al massimo un secondo pezzo, a distanza di poche ore dalla rivelazione, per dire che l’ospedale della zona non c’entra niente. Poi, il silenzio.
Avevamo già visto questo fenomeno; anzi, lo avevamo già preconizzato: quando trovarono in un capannone in provincia di Bologna quei quaranta barili pieni di feti, Renovatio 21 scrisse già nel titolo che la vicenda si sarebbe inabissata immantinente. Così fu: sepolta.
Stessa, medesima cosa stavolta. La storia choc dell’Alto Vicentino è sparita da ogni radar: giornali e giornalisti non sembrano avere grande curiosità per il mistero, che sicuramente qualche copia la farebbe vendere in più rispetto alle giornate in cui si parla di sagre e della Meloni. In pratica, Renovatio 21 è l’unica realtà che sta tornando sulla cosa; quindi il pezzo che state leggendo è un volo verso l’ignoto, verso il mistero, e i suoi tremori.
Abbiamo notizie nuove sulla faccenda bassanese? No, cioè sì. Non notizie nuove, ma notizie… vecchie. Il lavoro che fa Renovatio 21, il lettore lo sa e ci vuole bene anche per questo, è quello di unire i puntini – puntini che stranamente sfuggono sempre alle testate mainstream, quelle con i redattori pagatissimi e magari ampi fondi pubblici a sostegno.
Riveliamo, quindi, che circa quattro anni fa, a metà novembre 2019, accadde qualcosa di praticamente identico: un feto in un barattolo trasparente fu trovato in un’aiuola in piazza Benefica, Torino. Ad accorgersi dell’orrore, un signore che passeggiava col cane.
Il contenitore, di sette centimetri di altezza e tre di diametro «liquido trasparente di conservazione, con all’interno un feto embrionale. Da un primo esame dei sanitari il feto dovrebbe avere tra le 10 e le 15 settimane» scrisse all’epoca Il mattino. Anche qui, «sull’accaduto indagano i carabinieri».
Pochi mesi dopo il Pubblico Ministero che segue il caso chiederà l’archiviazione: «Risolto il giallo del feto in piazza Benefica: risale ad almeno vent’anni fa» titolava trionfalmente La Repubblica. A leggere l’articolo, tuttavia, di risolto pare proprio non vi sia nulla: ci fanno sapere che si tratta di «un feto risalente nel tempo, almeno ai primi anni Duemila, poiché il liquido di formaldeide in cui era conservato non viene più usato da anni, da quando il decreto 81 sulla sicurezza lo ha messo fuorilegge». Per qualche motivo ciò gli fa tirare un sospiro di sollievo e chiudere tutto.
«L’inchiesta era stata orientata anche a capire se potesse esserci un reato legato all’aborto» continua Repubblica. «Invece l’esame del feto ha permesso di appurare che si era trattato di un aborto spontaneo, avvenuto prima dei tre mesi di gestazione, e non c’erano tracce che facessero pensare a un aborto indotto e tanto meno a un aborto clandestino. E nulla si è saputo nemmeno sulla provenienza del contenitore — non una provetta professionale ma un barattolo per alimenti».
Cioè fateci capire: una signora ha abortito spontaneamente (ma come lo hanno verificato?), messo il bambino in un vasetto alimentare svuotato, pulito e riempito di formaldeide. Nessun reato, niente di straordinario. Circolare.
Andiamo avanti con la storia del feto nel barattolo di Torino.
Apprendiamo da Repubblica che «in verità, nonostante la maggior parte dei reperti conservati in formalina sia stato distrutto dopo la messa al bando di questa sostanza, negli scantinati delle Molinette e del Sant’Anna sono stati preservati alcuni esemplari anatomici particolarmente significativi dal punto di vista scientifico, con la prospettiva che in futuro possa essere allestito un piccolo museo in cui esporre questo tipo di campioni». Il Sant’Anna è noto alle cronache politiche perché è il luogo dove lavora il ginecologo radicale Silvio Viale, nonché struttura dove nel 2004 si iniziò la sperimentazione della pillola abortiva RU486 – quella per cui il feto può essere espulso nel water di casa, e di lì finire nelle fogne dove lo attendono le fauci di topi, pesci, anfibi della situazione.
Tale museo di «campioni», scriveva ancora il quotidiano ora di proprietà della famiglia Agnelli, costituirebbe «un’idea che non ha ancora un progetto definito. In ogni caso anche il feto oggetto dell’inchiesta potrebbe essere conservato lì». E infatti il sostituto procuratore «non ha disposto la distruzione del reperto ma nella richiesta di archiviazione ha scritto al GIP che fosse disposta la restituzione del campione anatomico alla Città della salute, in previsione appunto di una possibile esposizione».
Dall’aiuola pubblica il feto del mistero trasloca in spazio museale. Un feto che ha fatto carriera, si direbbe.
Mettiamo da parte il proseguo giudiziario, che si è consumato pure con encomiabile velocità: è impossibile non vedere che quella di Torino sia la fotocopia, in tutto e per tutto, di quanto visto a Bassano pochi giorni fa. Un feto imbarattolato, a quanto pare integro, lasciato in un posto pubblico, in mezzo alle piante.
Se andiamo indietro nel 2017 c’era stata una segnalazione, rientrata anche quella a tempo di record. In provincia di Benevento, i carabinieri del comando provinciale scattano «a seguito del rinvenimento di un barattolo in vetro, con all’interno un oggetto dalle presunte fattezze di un feto umano (…) I militari ritrovavano il barattolo indicato, che si presentava ermeticamente sigillato e che conteneva al suo interno un liquido di colore rossastro ed un oggetto». Anche qui, siamo nel verde, «in un’area prospiciente il fiume Calore, seminascosto dietro un terrapieno», scrisse Fanpage.
Tuttavia, anche stavolta, il caso è risolto subito, subitissimo: «ultimati gli accertamenti tecnici, veniva appurato che l’oggetto contenuto nel barattolo, consisteva in due guanti in tessuto, avvolti tra loro con dello spago che erano stati riempiti con una sostanza spugnosa».
Quindi, senza ombra di dubbio, «in base a ciò è stato possibile chiarire, con certezza, la natura del contenuto, ed attribuire il fatto ad uno scherzo di cattivo gusto o ad una “fattura” molto probabilmente legata a motivi sentimentali». Ecco, la storia della «fattura», che chiude l’articolo, inquieta un pochino, tuttavia il titolo – che è quello che la gente davvero legge – rassicura definitivamente il lettore «“Nel barattolo c’è un feto umano”. Ma era solo uno stupido scherzo». La dissonanza cognitiva del lettore democratico è salva, quella del cittadino contribuente pure.
Falso allarme, «uno scherzo», «giallo risolto». Oppure silenzio tombale. Strano il destino di queste storie di feti in barattolo, ritrovati qua e là, in luoghi apparentemente privi di significato. O quasi.
Andiamo ancora indietro nel tempo di qualche anno: nell’aprile 2006 a Terlizzi (provincia di Bari), in un cimitero, trovano sotterrato maldestramente un feto di sesso maschile di tre mesi: invece che una bara – perché subito si sospetta di una sorta di pietosa sepoltura di un aborto – il piccolo è inserito, guarda che sorpresa, in un barattolo di vetro. Pure stavolta, non manca il dettaglio del liquido: «il feto, sebbene minuscolo, conservato in “formalina” appariva già abbastanza delineato» scrisse a suo tempo il sito Terlizzi Live. Apprendiamo che all’epoca il sostituto procuratore della Repubblica di Trani aprì «un fascicolo d’inchiesta ipotizzando il reato di occultamento di cadavere a carico di ignoti».
Al momento, ci fermiamo qua, ma abbiamo la sensazione che potremmo andare indietro ancora molto, e trovare altri casi del genere, in anni precedenti, in altre zone d’Italia, in altri Paesi dell’Europa e del mondo.
Parimenti, ci rendiamo conto che siamo gli unici che ad oggi stanno cercando di unire questi puntini: è un pensiero che non ci risulta sia stato già fatto.
E quindi, cosa può essere questo fenomeno allucinante dei feti in barattolo piantati in giro per i nostri territori?
In assenza di una spiegazione da parte di giornalisti, giudici, deputati, soloni vari – insomma quelli pagati, spesso della Stato moderno, per fare inchieste e dare spiegazioni – qualche ipotesi proviamo a tirarla fuori noi.
Sfugge ai più che il laicismo contemporaneo vive le sue «conquiste sociali» come veri fatti religiosi – e ciò è sensibile nel caso dei cosiddetti millennial, generazione cresciuta nel vuoto religioso post-cristiano più marcato, ma non per questo. Provate a parlare con una giovane femminista, o con un suo collega con i capelli colorati e una sessualità più o meno confusa: l’aborto, più che «un diritto», è un dogma. Lo zelo con cui cancellano – cioè negano la parola e l’idea stessa dell’esistenza, come in quella moderna damnatio memoriae che è la cancel culture – chiunque dissenta è incontrovertibilmente qualcosa di assimilabile al puritanesimo, all’iconoclastia, al fondamentalismo, all’estremismo religioso.
Un esempio lampante di quanto stiamo dicendo è visibile in una protesta di pochi giorni a Nuova York, dove un gruppo di giovani (con qualche meno giovane) ha inscenato un rito sorprendente, bizzarro assai per protestare contro la sentenza della Corte Suprema che ha abolito la discriminazione razziale (cioè, la preferenza per l’iscrizione degli studenti neri) nelle università a numero chiuso.
Happening Now: Demonstrators gathered outside the Thurgood Marshall U.S. Courthouse in New York, following Thursday’s Supreme Court ruling against affirmative action in higher education and other recent court rulings pic.twitter.com/Zf6DVspJuf
— Brendan Gutenschwager (@BGOnTheScene) July 4, 2023
In realtà, rituali inquietanti e incomprensibili si erano già visti nelle proteste del Satanic Temple per difendere l’aborto. Memorabile quella davanti ad una «clinica» di Planned Parenthood, la multinazionale dell’aborto finanziata alla sua fondazione dai Rockefeller, in cui versavano per qualche ragione del latte su delle ragazze che facevano gesti di contrizione.
Il Satanic Temple è in pratica un’organizzazione di troll di alto livello che portano avanti, con mezzi legali e spettacolari consistenti, l’agenda del laicismo (aborto, omosessualismo, etc.) e della compressione del cristianesimo. Definendosi come una religione, e per questo con grande copertura costituzionale negli USA, chiedono di istituire l’ora di catechismo satanico nelle scuole dei bambini, protestano contro gli alberi di Natale piazzandovi il Serpente dell’Eden, dissacrano la tomba della madre di un predicatore anti-gay, installano un’immensa statua di Satana-caprone che intrattiene due pargoli, cose così.
Questa settimana hanno perso una delle loro battaglie: una corte federale ha stabilito che il membri del Tempio satanico non possono portare in tribunale la Sanità del Texas adducendo che l’aborto è un loro diritto religioso, come avevano tentato di dire in una causa per far inceppare la sentenza Dobbs della Corte Suprema che ha tolto l’aborto come diritto federale rinviando la decisione ai singoli Stati dell’Unione. Non si tratta di un’idea nuova: in passato, era emerso che anche sparute operatrici abortiste avevano usato questo argomento (lasciateci fare l’aborto, uccidere bambini è parte della nostra religione), così come la cosa era stata rivendicata anche da un gruppo ebraico, che aveva asserito che la fine dell’aborto federale in USA ledeva la loro libertà religiosa.
Chi segue le trovate del Satanic Temple negli anni – riepilogate in un documentario di qualche anno fa chiamato Hail Satan? (2017) non può non aver notato come, in realtà, godano del plauso della sinistra giovanile, che riconosce la bontà delle loro azioni civili a favore del libero feticidio e delle altre cifre della Necrocultura – che è il cuore del goscismo attuale. Per inciso: il Satanic Temple è quello che a fine aprile ha fatto un megaevento luciferista, il Satancon 2023, epperò aperto solo a chi esibiva attestato di avvenuta vaccinazione COVID e mascherina chirurgica N-95. Come possono essere d’accordo quelli del PD?
Nel vuoto morale e religioso dell’ultima generazione, portata dalla Cultura della Morte ad odiare la vita e l’umanità, è possibile vedere come in tantissimi finiscano attratti dall’occulto – sia pure tradotto nelle forme «giovanili» di questa generazione. Quindi, se l’aborto diventa un valore, diventa sacro, esso va protetto con un rito – uno che, magari, ci si inventa, o si attinge da precedenti, sempre però riformulando, remixando, come visibile nelle strambe liturgie dei video sopra.
Il Satanic Temple ha messo quindi solo un brand sopra un fenomeno che esisteva da anni – quello della trasformazione della Cultura della Morte, con i suoi sacramenti legalizzati dallo Stato moderno, in religione vera e propria, pur ancora senza chiese, papi e testi sacri pubblici, ma intuitivamente diffusa presso un’intera generazione.
È per questo che non dobbiamo aver paura di parlare non solo di società post-cristiana, ma pure di società post-satanista. Non c’è più il satanismo di un tempo, il satanismo razionalista dei massoni stile Carducci, il satanismo «personalista» di chi partecipa alle Messe Nere, il satanismo «acido» degli aficionados della musica Metal, e neppure quello dei troll statali visto di recente.
Può esserci, che cresce sotto la crosta della società, un nuovo satanismo pragmatico e teologico, una religione post-satanista dove le vecchie tradizioni – i riti macabri, le formule magiche, etc. – sono abbandonate e favore di nuove liturgie che mantengono però integra la più alta componente dell’antireligione, e cioè il sacrificio umano.
Il sacrificio umano è illegale: per questo piuttosto raramente, almeno nelle cronache acclarate, i vari gruppi satanici scoperti sono stati trovati colpevoli di uccisioni rituali.
Tuttavia, l’omicidio del feto è perfettamente legale: ecco che quindi, un satanismo abortista porterebbe il satanismo al suo ideale primigenio, quello del sacrificio dell’uomo per il dio – cioè, il demone –, ribaltamento del Cristianesimo per cui è Dio a sacrificarsi per l’uomo.
Il sacrificio umano quindi va celebrato, ripetuto, pubblicizzato: possiamo pensare che la distribuzione di feti in barattoli trasparenti possa significare anche questo?
Forse è così. Ma forse c’è qualcosa di più.
I culti pagani di ogni regione del mondo hanno spesso, come noto, insegnamenti e riti riguardo le direzioni geografiche: nelle religioni precolombiane dell’America Settentrionale come dell’America meridionale, così come nella stregoneria europea (compreso il suo revival attuale, la Wicca) il rito contiene, in genere in partenza, un appello alle «potenze» di punti cardinali, dove talvolta dimorano delle vere e proprie entità che agiscono come guardiani.
C’è, nelle cose sacre, una disposizione geografica, territoriale.
È rimasta anche presso certo cattolicesimo profondo l’usanza di piazzare del sale esorcizzato in vari punti della casa, di modo da tenere lontani dal proprio domicilio i demoni.
Di fatto, nel tradizionismo – cioè, in quel mondo che autenticamente frequenta una messa antica – è ancora pienamente visibile come l’atto della benedizione dell’acqua e del sale – necessari per fare l’acqua santa da mettere nelle acquasantiere – sia in realtà un rito di esorcismo.
Negli anni ho pubblicato video di questo rito registrato presso la Santa Messa Tradizionale che frequento. Uno di questi, filmato forse un lustro fa, fece un pienone di visualizzazioni, con quantità incredibili di commenti da tutto il mondo. Forse l’algoritmo era impazzito a causa del titolo: exorcismus salis et acquae, esorcismo del sale e dell’acqua, attirando masse di visualizzazioni mai viste – o forse, semplicemente, sono in tanti a riconoscere la potenza e la necessità dell’esorcistato cattolico.
Non riesco a trovare quello specifico video ora – potrebbe essere sparito: dovete sapere che quando Facebook chiuse la pagina di Renovatio 21 decise di chiudere anche la pagina della Santa Messa – ma potete accontentarvi di questo.
Chi è stato ad un battesimo secondo la Chiesa tradizionale avrà notato la stessa cosa: il rito è, innanzitutto, un grande esorcismo, cosa evidentissima nella prima parte, dove la «creatura» non può nemmeno entrare nell’edificio sacro.
E quindi, come non pensare che uno stesso pensiero rituale, totalmente invertito come da ordinanza diabolica, non sia ora in uso presso un tipo di satanismo che ancora non si è rivelato?
I feti nel barattolo piazzati nell’erba sono una parte di un rito? Costituiscono un «sacramento»?
Sono forse una forma di rivendicazione del sacro postmoderno (in questa zona facciamo gli aborti!)?
Sono segnali, come pietre miliari, di un network di occultismo femminista, o qualcosa del genere?
Oppure, scendendo nel numinoso, sono dei totem direzionali, delle effigi dei classici demoni dei punti cardinali?
Oppure, ancora più fuori dalla tradizione satanista, agiscono, nella mente di chi li piazza, come delle antenne, come dei modi di diffondere sul territorio il loro significato, il loro «spirito»?
Se la Santa Messa – intesa secondo millenaria tradizione – con tutti i suoi riti è una grande opera di esorcismo, cosa stanno tentando di fare nascondendoci sotto il naso sacrifici umani in barattolo? Stanno per caso tentando di controbattere all’esorcismo con un procedimento di ri-possessione demoniaca della Terra?
I feti nei barattoli disseminati nelle città e nelle campagne, nei cimiteri e lungo i fiumi sono «antenne» del mondo post-satanista, oppure vere e proprie porte messe lì per fare entrare i diavoli in questo piano dell’esistenza?
Dobbiamo collegare questo fenomeno con quello degli aborti connessi ai vaccini? Con le storie delle linee cellulari da feto abortito usate dall’industria alimentare e quella cosmetica? C’è un programma per distribuire, simbolicamente e materialmente, il feticidio in tutto il mondo, dentro i nostri corpi, dietro le nostre case?
Sono domande che mi faccio, conscio che non vi sono molti che hanno il coraggio, o forse la fantasia, o forse la determinazione, per farsele.
Il lettore, se è arrivato fin qui, probabilmente mi è compagno – e se ne fotte di chi sghignazza, di chi storce il naso, di chi vuole tornare subito ad occuparsi di altro, del solito, delle quisquilie da nerd liturgici, delle geremiadi anti-Bergoglio, delle litanie monomaniacale antivaccinare, della NATO e di Putin, etc.
Perché, davanti ad un essere umano imbottigliato e nascosto – sta intorno a noi – non c’è altra reazione possibile. Se sei un uomo rimasto tale, una donna rimasta tale, non è che puoi evitare di pensarci. Non puoi non chiederti perché. Non puoi non interrogarti fino a perdere ore di sonno. Questa cosa deve avere un senso, occulto quanto volete, ma leggibile. Questa cosa deve essere affrontata.
Perché quel feto, che ti guarda attraverso il vetro, è un essere umano. E quel gesto, distribuito nei giardini dietro casa, è un sacrificio umano.
Da qualche parte, per risolvere questa cosa, dovremo pure iniziare. Va bene anche solo rendersi conto del fenomeno. E continuare ad unire i puntini.
Ognuno aiuto che offrirete in questo senso sarà un gesto pionieristico, rivoluzionario, necessario: perché la battaglia contro il Male, ve ne rendiate conto oppure no, la stiamo combattendo per davvero.
Roberto Dal Bosco
Occulto
I massoni francesi prendono di mira le scuole cattoliche: proposta per porre fine all’istruzione privata
Il capo di una loggia massonica francese, che ha rivendicato per i massoni il merito di orientamenti politici nazionali come la nuova legge sull’eutanasia, ha dichiarato l’intenzione di concentrarsi sulle scuole cattoliche indipendenti del Paese. Lo riporta il National Catholic Register.
Guillaume Trichard, rieletto Gran Maestro del Grand Orient de France (GODF), ha detto a Le Figaro il 28 agosto che la sua loggia intende incidere sulle elezioni presidenziali del 2027, a partire dalla pubblicazione di «un libro bianco sulla scuola della Repubblica, con numerose proposte».
Trichard ha preso di mira gli istituti che operano senza un contratto con lo Stato, noti come «scuole non contrattuali», sostenendo che «non hanno posto nella Repubblica». Le scuole non contrattuali non ricevono finanziamenti pubblici ordinari e godono quindi di maggiore autonomia, pur restando soggette a ispezioni statali e a determinati requisiti educativi minimi.
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Sebbene la maggior parte di queste scuole non convenzionate non sia legata ad alcuna religione, si indica che un «numero considerevole» sia cattolico e spesso di orientamento tradizionalista.
Interrogato da Le Figaro su cosa si attendesse dalle proposte in materia di istruzione dei candidati alle presidenziali del 2027, Trichard ha risposto: «Il Grande Oriente di Francia è un fervente sostenitore di un’istruzione pubblica gratuita e laica».
«Tutti conoscono il ruolo svolto dalla massoneria nelle leggi Jules Ferry [le leggi del 1881-1882 che resero l’istruzione primaria francese gratuita, laica e obbligatoria], ma credo che le scuole private non convenzionate non abbiano posto nella Repubblica», ha affermato.
«Perché “non contrattuale” significa che non esiste un contratto con la Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale, il che può aprire la porta a gravi abusi».
Il dirigente massonico ha aggiunto che entro il 2027 il Grande Oriente di Francia pubblicherà un manifesto più ampio che presenterà «le nostre speranze per la Francia, l’Europa e il mondo» su temi che vanno dalle politiche pubbliche all’Intelligenza Artificiale. «Ci auguriamo che i candidati (alla presidenza) si ispirino a queste prossime proposte nei loro programmi e nelle loro argomentazioni», ha dichiarato.
Il Grande Oriente di Francia ha già tentato in modo deciso di ostacolare l’istruzione cattolica. Nel luglio 2025 il GOF si è unito ad altre 23 organizzazioni laiche e massoniche firmando una dichiarazione congiunta contro l’apertura dell’Académie Saint-Louis de Chalès, un collegio cattolico maschile finanziato dal miliardario cattolico Pierre-Édouard Stérin. La dichiarazione accusava il modello di «educazione integrale» cattolica della scuola di indottrinamento e di violazione del «consenso repubblicano» sulla coeducazione, in cui ragazzi e ragazze studiano insieme. La loro «petizione» non ha avuto esito.
La giornalista Gabrielle Cluzel ha scritto sul sito Boulevard Voltaire di ritenere che i massoni prendano di mira le scuole non convenzionate perché «sono essenzialmente confessionali, ovvero cattoliche», definendo le scuole non convenzionate «il campione di controllo incontaminato, tenuto al sicuro dal grande esperimento pedagogico apprendista-stregone» del sistema scolastico nazionale.
Solo circa una scuola su sei delle 2.557 scuole non convenzionate francesi (censite nell’anno scolastico 2025-2026) è cattolica, ma tra queste figurano molti degli istituti cattolici più radicati, comprese decine legate a ordini religiosi tradizionali, tra cui la Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) e la Società di San Pio X (SSPX), scrive LifeSite.
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In Francia la massoneria vanta una lunga e documentata storia di opposizione al Cattolicesimo, derivante dall’ostilità di principio che la massoneria nutre verso la religione di Cristo. Ad esempio, nel caso dei «Fiches» (1904-1905), le logge del Grande Oriente in Francia fornirono al ministero della Guerra informazioni sulla frequenza alla Messa degli ufficiali militari e sull’educazione religiosa dei loro figli. I fascicoli furono usati per ostacolare la promozione di chi era considerato fortemente cattolico o monarchico.
L’avversione verso le scuole e gli istituti cattolici tradizionali e indipendenti in Francia emerge anche da altre componenti del governo, dell’esercito e del sistema scolastico nazionale. Quest’estate è risultato che agli studenti provenienti da scuole cattoliche tradizionali francesi è stato precluso l’accesso ai licei militari, circostanza che ha innescato azioni legali per presunta discriminazione.
Il Gran Maestro Trichard ha dichiarato a Le Figaro che la nuova legge francese sull’eutanasia dimostra che le posizioni sostenute dal Grande Oriente di Francia finiscono per essere legalizzate. «La promulgazione della legge il 18 agosto non è arrivata dal nulla», ha affermato. «Guardate quanta strada abbiamo fatto».
Immagine di Dolet via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported, 2.5 Generic, 2.0 Generic e 1.0 Generic; immagine modificata.
Arte
La figlia di Stanley Kubrick parla dei «20 minuti mancanti» da Eyes Wide Shut
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Eyes Wide Shut: i 20 minuti mancanti
Sapete, questo è il momento giusto per affrontare finalmente la questione dei 20 minuti mancanti di Eyes Wide Shut. È una storia che circola da molti anni, quindi lasciatemi dire cosa so e cosa non so. Per contestualizzare, mio padre faceva sempre incenerire le scene scartate una volta terminato un film, proprio per impedire alla casa di produzione di rimontare in seguito il suo lavoro o di crearne versioni alternative. Si è molto speculato sul fatto che circa 20 minuti di Eyes Wide Shut siano stati rimossi dopo la sua morte. Questo sarà sicuramente una delusione per molti, ma io non ho sentito nulla al riguardo all’epoca, né ho sentito nulla in seguito che confermi l’esistenza di una simile sezione. Immagino che possiate smettere di leggere qui. Ma se siete interessati ai dettagli, continuate a leggere.EYES WIDE SHUT: THE MISSING 20 MINUTES
You know, this is as good a time as any to finally address the missing 20 minutes from Eyes Wide Shut. It’s a story that has been circulating for many years, so let me tell you what I actually know and don’t know. For context, my father… pic.twitter.com/hsgllDKJnV — Vivian Kubrick (@ViKu1111) September 1, 2026
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Occulto
La massoneria in Francia: trenta giorni di influenza alla luce del sole
Nell’arco di trenta giorni, un cardinale si è rivolto a un’assemblea massonica, la legge sull’eutanasia è stata promulgata dopo una lunga lotta da parte delle logge, due personalità legate alla massoneria hanno ricevuto funerali cattolici, il Grande Oriente ha dichiarato indesiderabile la scuola privata e ottenne, per la prima volta, l’onorificenza dell’Arco di Trionfo.
Una delle grandi battaglie massoniche diventa legge
Il 18 agosto 2026, Emmanuel Macron ha promulgato la legge «relativa al diritto al suicidio assistito». Pubblicato il giorno successivo nella Gazzetta Ufficiale , il testo consente ora a una persona affetta da una malattia grave e incurabile, a determinate condizioni, di ricevere una sostanza letale per autosomministrarsela o, se fisicamente impossibilitata a farlo, di farsela somministrare da un medico o un infermiere. Con un linguaggio volutamente attenuato, la Francia ha così legalizzato il suicidio assistito e l’eutanasia.
La massoneria può rivendicare una parte significativa di quella che considera una vittoria. La lotta fu avviata già nel 1978 dal senatore massone Henri Caillavet, per poi essere portata avanti instancabilmente dalle varie obbedienze massoniche. Convocata davanti all’Assemblea Nazionale nel 2024, la massoneria del Grande Oriente è arrivata persino a chiedere che venisse aperta la questione dell’eutanasia per alcuni minori.
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Con l’avvicinarsi della votazione finale, la pressione si è fatta più esplicita. Il 25 giugno 2026, il Grande Oriente di Francia (GODF) ha espresso la speranza che l’esame del testo si concludesse con successo, ha denunciato le «lobby religiose» e ha proclamato: «rifiutare il suicidio assistito significa anche rifiutare di riconoscere che la libertà si estende fino alla fine della vita». Per il Grande Oriente, il divieto di togliere la vita non deriva dal diritto naturale né dal dovere di proteggere i più vulnerabili, bensì da una concezione morale dalla quale lo Stato laico dovrebbe emanciparsi.
Quando l’Assemblea Nazionale ha adottato definitivamente il testo il 15 luglio, le celebrazioni furono pubbliche. La Gran Loggia Femminile di Francia ha dichiarato la sua «gioia» per questa «grande legge laica» e ha reso omaggio ai suoi artefici dopo «lunghi anni di dibattito». Un mese dopo, la promulgazione ha coronato quest’opera: lo Stato francese ha sancito come diritto la possibilità di causare intenzionalmente la morte di una persona malata.
Questa recente vittoria assume il suo pieno significato alla luce dello stretto rapporto tra le logge e i più alti livelli di governo. Nel maggio 2025, un anno prima dell’entrata in vigore della legge, Emmanuel Macron è diventato il primo presidente in carica a essere ricevuto ufficialmente dalla Gran Loggia di Francia. Nel suo tempio, ha descritto la massoneria come «l’officina della Repubblica», ha celebrato l’operato dell’ex Gran Maestro Pierre Simon a sostegno della contraccezione e dell’aborto, e ha poi descritto il rapporto tra la Repubblica e le logge come un legame forgiato «da secoli di lotta, da una comprensione condivisa e da una complicità che è tutt’altro che una cospirazione».
La tempistica era già significativa: il disegno di legge sull’eutanasia sarebbe stato presentato all’Assemblea Nazionale una settimana dopo. Il presidente della Repubblica si trovava allora in una loggia massonica per riconoscere il ruolo svolto dalle logge nelle prime fasi della rivoluzione morale. Il 18 agosto 2026, una delle loro più antiche rivendicazioni è divenuta legge.
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Édouard Philippe davanti al Grande Oriente
Il 24 giugno 2026 è stata la volta di Édouard Philippe, ex Primo Ministro e candidato ufficiale alle elezioni presidenziali del 2027, ricevuto presso la sede del Grande Oriente di Francia, in rue Cadet a Parigi. La conferenza pubblica, dal titolo «La Repubblica di fronte al presente», si è svolta alla presenza del Gran Maestro Pierre Bertinotti e di una delegazione del Consiglio dell’Ordine.
Édouard Philippe ha innanzitutto giustificato la sua presenza come una questione di «lealtà filiale», ricordando il ruolo significativo che la massoneria aveva avuto nella vita e nella spiritualità di suo padre. Ha poi aggiunto, rivolgendosi alla loggia: «So cosa vi dobbiamo. Voi sapete cosa vi deve la Repubblica; sapete anche cosa dovete alla Repubblica. Ed è bene dirlo».
Queste parole sono state pronunciate alla vigilia della campagna presidenziale, nel tempio principale del Grande Oriente, di fronte a un’istituzione che proclama apertamente la sua intenzione di intervenire nel dibattito pubblico.
Interrogato sul finanziamento delle scuole religiose private, Édouard Philippe non si è impegnato a eliminarlo e ha difeso la libertà di scelta delle famiglie. Ma il punto cruciale era altrove: con la sua presenza e le sue parole, l’ex Primo Ministro ha confermato che il Grande Oriente rimane una forza potente di fronte alla quale coloro che aspirano a governare la Francia ritengono necessario presentarsi, spiegare le proprie posizioni e illustrare il proprio punto di vista.
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La scuola privata designata come indesiderabile
Il 28 agosto 2026, in occasione della 161ª Convention GODF tenutasi a Bordeaux, Guillaume Trichard ha riottenuto la carica di Gran Maestro, già ricoperta nel 2023-2024. Al momento della sua investitura, ha annunciato una massoneria risolutamente orientata all’azione pubblica.
Ciascun membro della rete di circa 1.400 logge è invitato, prima della prossima Convenzione, a intraprendere un’azione pubblica: una conferenza, una mostra, un’iniziativa sociale, ma anche «un intervento nelle scuole o nelle università». L’obiettivo dichiarato dal Grande Oriente è quello di «portare i propri valori nella sfera pubblica».
In un’intervista a Le Figaro, Guillaume Trichard ha annunciato l’imminente pubblicazione di un libro bianco sulle «scuole della Repubblica» e ha affermato inequivocabilmente: «Credo che le scuole private che operano al di fuori dei contratti statali non abbiano posto nella Repubblica».
Questi istituti sono perfettamente legali e sono soggetti al controllo statale per quanto riguarda il rispetto dell’obbligo scolastico, la tutela dei minori, l’ordine pubblico e l’adozione del programma di studi standardizzato. Tuttavia, godono di una libertà pedagogica, religiosa ed educativa molto più ampia rispetto alle scuole pubbliche o private convenzionate.
La nuova dichiarazione del Gran Maestro non si limita quindi a colpire le scuole che violano la legge. Esclude simbolicamente dal quadro statale repubblicano un’intera categoria di istituzioni, tra cui molte scuole cattoliche, unicamente perché sfuggono in parte al monopolio ideologico e pedagogico dello Stato.
Un’offensiva parallela sta prendendo di mira le scuole private che operano tramite contratto. La National Federation of Free Thought (Federazione Nazionale del Libero Pensiero) sostiene una «graduale eliminazione dei finanziamenti pubblici all’istruzione privata nell’arco di sei anni» e chiede l’abrogazione della legge Debré del 31 dicembre 1959. Le due iniziative rimangono giuridicamente distinte, ma la loro convergenza è evidente: le scuole private che operano al di fuori di un contratto verrebbero private della «legittimità repubblicana», mentre quelle che operano tramite contratto verrebbero progressivamente private delle risorse necessarie al loro funzionamento. L’istruzione cattolica si trova in prima linea in entrambi i casi.
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Il Grande Oriente ammesso sotto l’Arco di Trionfo
Due giorni dopo la cerimonia al Convento, il 30 agosto, Guillaume Trichard ha guidato una numerosa delegazione massonica all’Arco di Trionfo. Per la prima volta nella sua storia, il Grande Oriente di Francia ha deposto ufficialmente una corona in suo nome e ha partecipato alla riaccensione della Fiamma presso la Tomba del Milite Ignoto.
Questa visita inaugurale è stata ben lungi dall’essere una semplice visita associativa. Si è svolta nel contesto della solenne cerimonia di commemorazione nazionale, alla presenza delle bandiere e di un distaccamento militare sull’attenti. Tale distaccamento era al comando di un colonnello della Legione Straniera, responsabile delle forze dell’Operazione Sentinelle. Il nuovo Gran Maestro era circondato dai membri del Consiglio dell’Ordine, da rappresentanti dei ranghi più alti, da dignitari di obbedienze straniere, da funzionari eletti della Repubblica e da delegati di diverse logge.
Secondo il Grande Oriente di Francia (GODF), la corona è stata deposta in memoria di coloro che sono caduti per i «valori universali di libertà, uguaglianza e fraternità». Lo stesso sito web massonico 450.fm ha descritto l’evento come l’ingresso del Grande Oriente “nella memoria nazionale” e ha sottolineato che non si trattava di «un mero gesto di protocollo».
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I massoni onorati nelle chiese
Questo riconoscimento politico e civile trova oggi un’eco ancora più significativa nella Chiesa.
Il 25 agosto 2026, l’arcivescovo di Digione Antoine Hérouard ha presieduto personalmente i funerali di François Patriat nella Collegiata di Notre-Dame a Semur-en-Auxois. Ex ministro, senatore della Côte-d’Or e sostenitore di lunga data di Emmanuel Macron, François Patriat era un massone di spicco. In particolare, aveva accompagnato Emmanuel Macron alla sede del Grande Oriente di Francia insieme a Gérard Collomb, anch’egli massone.
Il presidente della Repubblica, che solo la settimana precedente aveva promulgato l’immorale legge sull’eutanasia, è riuscito a pronunciare, come un predicatore, un lungo elogio politico del suo ex alleato dall’ambone della chiesa collegiata.
Nessuna rinuncia alla massoneria, né alcun segno pubblico di pentimento, era stato portato all’attenzione dei fedeli. In tali circostanze, confusione e scandalo erano inevitabili.
Pochi giorni dopo, il 5 settembre, si sono svolti anche i funerali religiosi di Charles Josselin nella chiesa di Sainte-Brigide a Trigavou, Côtes-d’Armor. Ex Ministro della Cooperazione e figura di spicco del socialismo bretone, Charles Josselin era anche un massone, come riportato in particolare nell’opera storica collettiva L’Empire qui ne veut pas mourir. Une histoire de la Françafrique [«L’Impero che non vuole morire. Una storia della Francia», ndt]. In meno di due settimane, quindi, due ex ministri massoni avevano ricevuto solenni funerali cattolici in Francia.
Tuttavia, in Italia, all’inizio di agosto, il cardinale Baldassare Reina, vicario del papa per la diocesi di Roma, ha fatto annullare i funerali cattolici del chitarrista Bruno Battisti D’Amario dopo la rivelazione pubblica della sua appartenenza alla massoneria. Contemporaneamente, il vescovo Antonio Suetta di Ventimiglia-Sanremo ha rifiutato i funerali ecclesiastici di Mario Tarducci, ex Maestro Venerabile di una loggia massonica, prima di ribadire ufficialmente le norme vigenti nella sua diocesi.
Queste pratiche divergenti non possono alterare la dottrina della Chiesa, che rimane la stessa in Francia, in Italia e ovunque. Il Codice del 1917 è stato particolarmente rigoroso: il canone 2335 scomunicava ipso facto i cattolici aderenti alle sette massoniche prese di mira, mentre il canone 1240 privava espressamente della sepoltura ecclesiastica, salvo in caso di segno di pentimento, coloro che erano notoriamente legati “alla setta massonica o a società dello stesso genere”.
Il Codice del 1983 ha adottato una disciplina meno esplicita: non ha nominato più la massoneria e non ha previsto più la scomunica automatica. Tuttavia, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha dichiarato il 26 novembre 1983 che il giudizio della Chiesa rimaneva «immutato», in quanto i principi massonici erano «inconciliabili con la dottrina della Chiesa». I cattolici che aderiscono alle logge sono in stato di peccato grave e non possono ricevere la Santa Comunione. Tale divieto è stato ribadito da Roma nel 2023.
Per quanto riguarda i funerali, il canone 1184 stabilisce che essi devono essere rifiutati, salvo in caso di pentimento preventivo, ai peccatori manifesti ai quali non potrebbero essere concessi senza causare pubblico scandalo ai fedeli. Non si tratta di giudicare l’anima del defunto, ma di impedire che una cerimonia cattolica appaia come una legittimazione pubblica di ciò che la Chiesa condanna.
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Il cardinale Bustillo davanti ai massoni corsi
Un altro evento ha contribuito alla confusione. Il 7 agosto 2026, un centinaio di massoni corsi appartenenti a diverse logge si sono riuniti al Passo del Vergio, a quasi 1.500 metri di altitudine. Il loro ospite principale era il cardinale François Bustillo, vescovo di Ajaccio.
Secondo quanto riportato da Le Canard enchaîné, che ha diffuso la notizia, il cardinale ha parlato a lungo di pace davanti all’assemblea massonica. Ha inoltre partecipato al pranzo, in particolare in compagnia dell’ex deputato autonomista Jean-Félix Acquaviva.
Accettare di essere l’ospite d’onore a un incontro annuale di massoni di varie obbedienze e rivolgere loro un discorso conferisce inevitabilmente all’incontro un’aura di rispettabilità ecclesiastica. Bisognerebbe cercare invano nei resoconti disponibili un qualsiasi avvertimento da parte del cardinale contro l’incompatibilità tra la dottrina cattolica e i principi massonici.
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Un potere abbastanza sicuro da mostrare
Non c’è bisogno di immaginare un governo occulto per osservare l’attuale influenza della massoneria in Francia. I fatti pubblici sono già sufficienti: le logge dichiarano i propri obiettivi, partecipano ai lavori parlamentari, si congratulano per le modifiche legislative per cui hanno lavorato, ricevono leader politici e onorificenze statali.
Non fraintendiamoci: questa crescente visibilità non significa affatto che la massoneria abbia abbandonato la segretezza, che costituisce una delle sue armi essenziali. Piuttosto, dimostra che ora si sente abbastanza potente da sollevare parte del velo. Può mostrare alcuni dei suoi obiettivi e affermare la sua presenza perché non incontra più molti avversari, istituzionali o di altro tipo, sufficientemente istruiti, organizzati e determinati da ostacolarla.
Leone XIII aveva già dissipato l’illusione di una massoneria divenuta trasparente perché organizzava riunioni pubbliche e pubblicava propri giornali. Nell’enciclica Humanum genus del 20 aprile 1884, aveva ammonito:
«Sebbene ora sembrino non gradire più rimanere nell’ombra, sebbene tengano riunioni in pieno giorno e alla vista di tutti, sebbene pubblichino i loro giornali, tuttavia, se si guarda al nocciolo della questione, si può constatare che appartengono alla famiglia delle società clandestine e che ne conservano le caratteristiche».
Il papa ha rilevato l’esistenza di «consigli intimi e supremi», riunioni private e decisioni e metodi di attuazione tenuti segreti al pubblico e persino ad alcuni iniziati. La gerarchia dei ranghi, la compartimentazione delle informazioni e il giuramento di non rivelare i segreti consentono quindi all’organizzazione di mantenere una presenza senza svelare completamente la sua vera natura.
Questa distinzione rimane cruciale. I comunicati del Grande Oriente rivelano le cause che intende sostenere pubblicamente, ma non svelano l’intera gamma delle deliberazioni interne delle logge, i legami personali che uniscono i suoi membri, o gli interventi con cui determinate carriere possono essere promosse, ostacolate o messe da parte. La massoneria agisce quindi come uno stato nello stato: possiede le proprie strutture, gerarchie, disciplina, reti di influenza e obiettivi, pur facendo affidamento, per garantire il proprio predominio, sulle istituzioni della Repubblica, di cui si vanta di aver storicamente contribuito a costruire.
L’ambizione personale si rivela uno strumento particolarmente efficace in questo sistema, e la forza della rete risiede proprio nella capacità di agire senza apparire ufficialmente come l’autore delle decisioni prese.
Leone XIII ha indicato chiaramente l’obiettivo finale che si intendeva perseguire:
«Distruggere completamente ogni disciplina religiosa e sociale derivante dalle istituzioni cristiane e sostituirla con una nuova, plasmata dalle loro idee e i cui principi e leggi fondamentali siano mutuati dal naturalismo».
Gli eventi degli ultimi trenta giorni non solo dimostrano la crescente audacia della massoneria nella Città, ma rivelano anche la resa di coloro che dovrebbero opporsi ad essa. Il 13 dicembre 1908, ricevendo a Roma i pellegrini francesi giunti per la lettura del decreto che riconosceva le virtù eroiche di Santa Giovanna d’Arco, modello di lotta per la fede e la patria, San Pio X li ha messi in guardia contro qualsiasi capitolazione ai nemici dell’ordine cristiano:
«Ora più che mai, la forza principale dei malvagi risiede nella codardia e nella debolezza dei buoni, e le stesse radici del regno di Satana risiedono nella debolezza dei cristiani».
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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