Connettiti con Renovato 21

Occulto

Sacerdote si scaglia contro la massoneria: «si oppone alla Chiesa cattolica e ha la sua caduta come uno dei suoi obiettivi»

Pubblicato

il

Il vicario generale della diocesi di Evansville, Indiana, ha ricordato con forza ai cattolici che la Chiesa non consente ai suoi membri di aderire alle logge massoniche. Lo riporta il sito canadese Lifesitenews.

 

«Non possiamo sostenere le organizzazioni … che si oppongono alla Chiesa cattolica e hanno la sua caduta come uno dei loro obiettivi», afferma padre Alex Zenthoefer ha spiegato in The Message, il giornale della diocesi, all’inizio di questo mese.

 

Padre Zenthoefer ha detto al sito Lifesitenews che un numero crescente di laici si è avvicinato a lui negli ultimi mesi informandolo che sono massoni.

 

«Su richiesta di alcuni fedeli… ho scritto questo articolo, in primo luogo, con l’intenzione di aiutare le persone a prendere coscienza dei principi della massoneria» ha dichiarato il sacerdote, che opera nella zona dell’Indiana dove nel XX secolo furono attive numerose figure di spicco del Ku Klux Klan. Secondo quanto riportato, i massoni avrebbero messo radici nello Stato già ai primi dell’Ottocento, con persistenti oggidì oltre 400 logge e 50 mila «fratelli».

 

 

La massoneria è stata condannata da più di sette papi nel corso della storia della Chiesa, a cominciare da Clemente XII nel 1738. Tuttavia, il Codice di diritto canonico del 1983 rivisto non ne faceva esplicita menzione. Il precedente Codice di diritto canonico del 1917, invece, puniva i cattolici con la scomunica automatica se ritenuti colpevoli di associazione con la massoneria.

 

Nel novembre del 1983, il Cardinale Joseph Ratzinger, che prestava servizio come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, emanò una «Dichiarazione sulle Associazioni massoniche» che cercava di chiarire l’omissione. Il «giudizio negativo» della Chiesa nei confronti della Massoneria «rimane immutato», ha detto. Ogni cattolico che diventa massone è «in uno stato di peccato grave e non può ricevere la Santa Comunione». La scomunica per i «liberi muratori», dunque, è ribadita.

 

Nel suo articolo sul giornale diocesano, don Zenthoefer fa riferimento alla dichiarazione di Ratzinger del 1983 per sostenere la sua conclusione secondo cui esiste una «esplicita ostilità nella tradizione massonica nei confronti della Chiesa cattolica».

 

Il sacerdote indica quindi anche quelli che crede siano tre problemi principali con la Massoneria, il primo è che «sminuisce il ruolo della fede e propone un fondamento alternativo per vivere la propria vita».

 

«Durante il rito di iniziazione – scrive padre Zenthoefer – il candidato esprime il desiderio di cercare la “luce”, ed è assicurato che riceverà la luce dell’istruzione spirituale che non potrebbe ricevere in un’altra Chiesa, e che otterrà il riposo eterno nella “loggia celeste” se vive e muore secondo i principi massonici. Tale secolarismo mette i membri a rischio di perdere di vista Gesù Cristo come Signore della vita e della salvezza».

 

Il secondo punto è che i rituali massonici mettono i cattolici in contrasto con la loro fede.

 

«Poiché la massoneria coinvolge non cristiani, l’uso del nome di Gesù è proibito all’interno della loggia. Quando si raggiunge il 30° grado nella gerarchia massonica, chiamato Kadosh, la persona schiaccia con il piede la tiara papale e la corona reale, e giura di liberare l’umanità “dalla schiavitù del dispotismo e dalla schiavitù della tirannia spirituale». Dei rituali inquietanti della framassoneria Renovatio 21 ha scritto in passato.

 

L’ultimo problema menzionato da Zenthoefer è l’odio che i leader massonici nutrono per la Chiesa.

 

«C’è un’esplicita ostilità nella tradizione massonica nei confronti della Chiesa cattolica. Negli Stati Uniti, uno dei leader della massoneria, il generale Albert Pike (morto nel 1891) definì il papato “un nemico mortale e infido” e scrisse: “Il papato è stato per mille anni il torturatore e la maledizione di l’umanità, l’impostura più spudorata, nella sua pretesa di potere spirituale di tutte le età”. Tali parole, insieme ai riti massonici, illustrano una divisione reale e inconciliabile tra cattolicesimo e massoneria».

 

Come riportato da Renovatio 21 quando un paio di anni fa Black Lives Matter ne tirò giù inconsapevolmente la statua, il Pike (sospetto fondatore del Ku Klux Klan e unico militare confederato ad essere commemorato con una statua, tirata giù un paio di anni fa da Black Lives Matter) sarebbe stato – secondo documenti messi in dubbio da alcuni storici – corrispondente di Giuseppe Mazzini, ipermassone terrorista al soldo di Londra e di altri poteri oscuri che è riuscito nella grande combo di essere considerato «padre della patria» dell’Italia unita (che ancora gli dedica piazze e vie centrali) e a morire latitante – evidentemente era più coperto di Bin Laden o Messina Denaro.

 

Nella sorprendente corrispondenza tra Pike e Mazzini, è ben delineata l’idea di provocare guerre mondiali per spazzar via la religione cristiana e sostituirla con un culto illuminista dai tratti satanici.

 

«La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli “Illuminati” di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo» riassume il commodoro della marina canadese William Guy Carr nel libro Pawns in the Game. «Le divergenze suscitate dagli agenti degli “Illuminati” fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni» scrive Carr.

 

L’afflato religioso di questo processo di trasformazione storica è leggibile direttamente nelle lettere tra i due massoni.

 

«Dobbiamo creare un Rito superiore che rimarrà ignoto – scrive Mazzini a Pike il 22 gennaio 1870 – al quale apparterranno quei massoni di alto Grado che sceglieremo. Nei confronti dei nostri Fratelli in Massoneria, questi uomini dovranno impegnarsi alla segretezza più severa (…) attraverso questo Rito supremo governeremo ogni Massoneria, ed esso diverrà l’unico centro internazionale, il più potente perché la sua direzione sarà sconosciuta (…) allora ovunque i cittadini (…) e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l’adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!»

 

Le denunce papali della massoneria erano un evento comune nella Chiesa prima del Concilio Vaticano II. L’enciclica Humanum Genus di Papa Leone XIII del 1884 è forse la più nota. In esso, definisce la massoneria una «piaga fatale» il cui «scopo ultimo» è «il totale rovesciamento di quell’intero ordine religioso e politico del mondo che l’insegnamento cristiano ha prodotto».

 

Interrogato sull’argomento, tuttavia, padre Zenthoefer non ha dato una risposta netta all’infiltrazione della massoneria nella chiesa cattolica.

 

Come riportato da Renovatio 21, una conferma abbastanza netta potrebbe arrivare dalle ultime dichiarazioni della sorella dello spericolato giornalista Mino Pecorelli, trucidato nel marzo 1979 quando – sostiene la signora – stava per andare in Vaticano a consegnare al papa l’elenco dei membri di una vera e propria loggia massonica vaticana, con nomi di cardinale e vescovi, pubblicata dalla sua rivista OP qualche tempo prima.

 

A sostenere l’influenza massonica sulla chiesa del Novecento fu l’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che ha sostenuto come nei decenni successivi al Concilio Vaticano II l’abbraccio da parte del Concilio della libertà religiosa, dell’ecumenismo e della collegialità fosse un’implicita approvazione da parte della Chiesa dei principi massonici di libertà, uguaglianza, e fraternità.

 

Il sacerdote cattolico americano Charles Murr, l’autore del libro Murder in the 33rd Degree («Assassinio al 33° grado»), crede che nel 1978 Papa Giovanni Paolo I sia stato assassinato da forze massoniche, scrivendo che il monsignor Annibale Bugnini, il principale architetto del «nuova messa» negli anni ’60 con cui si sostituiva il rito tridentino, apparteneva a una loggia massonica.

 

Tuttavia, dall’elezione al Soglio di Bergoglio una fase di affetto caloroso verso la chiesa pare essere scoppiata nei cuori dei massoni, ammesso che li abbiano, anche fuori da quelli già abbondantemente infiltrati in Vaticano e nelle diocesi di tutto il mondo.

 

Dopo il conclave, partì la dichiarazione festante dell’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi: «con papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale.

 

Il vertice della massoneria italiana pareva essere andato in sollucchero alla visione del gesuita uscito dal conclave.

 

«La semplice croce che ha indossato sulla veste bianca lascia sperare che una Chiesa del popolo ritrovi la capacità di dialogare con tutti gli uomini di buona volontà e con la massoneria che, come insegna l’esperienza dell’America Latina, lavora per il bene e il progresso dell’umanità, avendo come riferimenti Bolivar, Allende e José Martí, solo per citarne alcuni. È questa la ‘fumata bianca’ che aspettiamo dalla Chiesa del nostro tempo».

 

Nel 2021, la Gran Loggia massonica di Spagna ha lodato Papa Francesco per le sue osservazioni sulla «Giornata internazionale della fraternità umana». Il gruppo grembiulista lo ha ringraziato pure per la sua enciclica del 2020 Fratelli Tutti. «L’ultima enciclica di papa Francesco mostra quanto sia lontana l’attuale Chiesa cattolica dalle sue precedenti posizioni», hanno scritto. Di fatto, già la parola «fratelli» nel titolo aveva fatto storcere il naso a quanti hanno fiuto per gli odori massonici.

 

Nel 2022 il Bergoglio ha nominato il cardinale Matteo Zuppi presidente della Conferenza episcopale italiana. Zuppi aveva ricevuto grandi elogi da Gioele Magaldi, ex Gran Maestro del Grande Oriente Democratico e dominus di tale movimento Roosevelt durante un’intervista ad Adnkronos. «Conosco però il mondo Vaticano e tra i cardinali quello che stimo di più è Matteo Zuppi, che tra l’altro mi ha sposato. Sarebbe un ottimo Papa». (Il papabile secondo loggia ci mancava, o forse no. Va così)

 

Lo Zuppi, che ora dovrebbe gestire il supposto piano vaticano per la pace in Ucraina (già rifiutato da Zelens’kyj, pure in faccia allo stesso papa), non è l’unico nome di cardinale da fare: nel 2016 ci fu il caso conclamato del cardinale Gianfranco Ravasi, già monsignore televisivo poi presidente del Pontificio Consiglio della Cultura vaticano, che scrisse sul Sole 24 ore una lettera indirizzata ai «Fratelli massoni», informandoli che nonostante le passate ostilità tra Chiesa e Massoneria, le «varie dichiarazioni sull’incompatibilità delle due appartenenze non impediscono, però,  il dialogo». Davvero il caso di dire Fratelli Tutti.

 

«Da 340 anni a questa parte, vale a dire da quando nel 1738 papa Clemente XII scomunicò i massoni, non c’era mai stato un intervento di questo tipo da parte di un alto esponente delle gerarchie ecclesiastiche come Ravasi» replicò stimolato il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi.

 

Questi sviluppi, così come altri, hanno indotto l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, a concludere che attualmente il Vaticano è un collaboratore consapevole nella struttura di potere massonica globale che ha come scopo l’introduzione del regno dell’anticristo.

 

Monsignor Carlo Maria Viganò nel 2020 aveva definito Fratelli Tutti come «il manifesto ideologico di Bergoglio – la sua Professio fidei massonicae – e la sua candidatura alla presidenza della Religione Universale, ancella del Nuovo Ordine Mondiale».

 

 

 

 

 

 

Immagine di Arielinson via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

Continua a leggere

Occulto

I rituali della Pachamama collegati a sacrifici umani

Pubblicato

il

Da

Un articolo pubblicato recentemente dall’informatissimo sito ispanofono InfoVaticana sostiene che casi documentati in Bolivia collegano i rituali di Pachamama ai sacrifici umani.

 

Il 16 marzo 2026, InfoVaticana ha diffuso un articolo in cui si afferma che inchieste giornalistiche e procedimenti giudiziari in Bolivia hanno identificato casi in cui persone sono state uccise e offerte in rituali legati al culto di Pachamama, in particolare in contesti minerari. Tali affermazioni si basano su precedenti articoli apparsi sui media boliviani e internazionali, che citano specifici casi penali, testimonianze e indagini in corso a sostegno delle proprie tesi.

 

«Quando nel rito viene incorporato sangue innocente, il fenomeno cessa di essere semplicemente pagano e rivela una dimensione inequivocabilmente demoniaca», si legge nell’articolo di InfoVaticana, che evidenzia un caso criminale riportato dal quotidiano boliviano El Deber il 15 marzo 2024.

Sostieni Renovatio 21

Secondo la fonte, un tribunale di El Alto ha condannato due uomini, di 56 e 68 anni, rispettivamente a 20 e 30 anni di reclusione, per reati connessi alla scomparsa di una donna di 25 anni, Shirley HRA, avvenuta nel 2021. L’accusa li ha imputati di tratta di esseri umani aggravata e associazione a delinquere. La vittima, madre di due figli, è stata vista l’ultima volta il 20 ottobre 2021, quando è stata convocata in un luogo di El Alto da un conoscente.

 

Le conclusioni del tribunale indicano che la donna fu drogata, trasportata priva di sensi e condotta in una miniera locale. Lì, secondo le indagini, fu sepolta come offerta a Pachamama. Il corpo non è stato ritrovato, ma il tribunale ha accettato la ricostruzione dei fatti presentata dall’accusa, basata su testimonianze oculari e prove investigative. Non è chiaro se la sepoltura sia avvenuta mentre la donna era ancora in vita, ma è considerata plausibile, data la natura sacrificale del crimine.

 

«I sacrifici si basano sulla credenza che Pachamama richieda il sangue per essere placata, in quanto rappresentano un modo per ringraziarla dei beni materiali ricevuti», si legge su El Deber. «Come parte del rituale, i minatori allestiscono tavoli con incenso, erbe e radici, che poi cospargono di alcol e birra. Quindi tagliano la gola ed estraggono il cuore di diversi lama, in una cerimonia nota come wilancha».

 

Ulteriori dettagli riportati da El Deber descrivono il coinvolgimento di più individui. La vittima sarebbe stata attirata in una trappola da una donna identificata come praticante di riti magici, insieme al marito. Questi individui avrebbero coordinato le loro azioni con altre persone, tra cui intermediari che facilitavano i contatti con i minatori. Secondo l’accusa, i partecipanti avrebbero ricevuto il pagamento e ripreso le loro normali attività, convinti che il crimine non sarebbe stato scoperto.

 

Il reportage di InfoVaticana fa riferimento anche a un’inchiesta giornalistica separata pubblicata da La Prensa, che includeva la testimonianza di uno specialista di riti, o yatiri. In tale testimonianza, il praticante affermava che le offerte umane vengono tuttora effettuate, in particolare in relazione a progetti di costruzione e attività minerarie.

 

La Pachamama è considerata la «Madre Terra» della cosmologia andina, una divinità venerata dagli Inca e da diverse popolazioni indigene come dea della fertilità e dell’abbondanza. Rimane centrale nei rituali tradizionali in Perù, Bolivia e altre regioni andine.

 

Spesso sincretizzata con elementi cristiani, rappresenta uno dei pochi culti pagani sopravvissuti che ancora prevedono non solo offerte vegetali, soprattutto foglie di coca, ma anche sacrifici animali e, secondo alcune testimonianze, in casi estremi e criminali, persino sacrifici umani. Tra i riti più noti c’è la wilancha, in cui gli animali, soprattutto lama e alpaca adulti, vengono uccisi versando il loro sangue sulla terra come offerta. Un altro rituale prevede la sepoltura di feti di lama, spesso essiccati o bruciati. Questi esemplari si trovano comunemente nei mercati locali.

Aiuta Renovatio 21

Il 4 ottobre 2019, nei Giardini Vaticani, alla vigilia del Sinodo sull’Amazzonia, papa Francesco ha partecipato a una cerimonia pagana con statue di Pachamama raffiguranti donne nude e incinte e danze rituali. Il Papa ha «benedetto» una statua. Le statue sono state esposte nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, vicino al Vaticano, e portate in processione fino alla Basilica di San Pietro, suscitando un grave scandalo tra i cattolici.

 

Il 21 ottobre 2019, alcuni laici cattolici hanno prelevato tre statue dalla chiesa e le hanno gettate nel Tevere. Il 25 ottobre successivo, Francesco si è scusato pubblicamente per l’accaduto: «Come vescovo della diocesi di Roma, chiedo perdono a coloro che sono stati offesi da questo gesto».

 

Ora la Pachamama torna al centro del discorso con l’emersione di foto del 1995 che ritraggono il futuro papa Leome XIV inginocchiato durante un rito alla Pachamama in Brasile.

 

Il tema del ritorno del sacrificio umano persino nella liturgia cattolica è stato discusso da Renovatio 21 nei casi del rito maya e del rito amazzonico fiancheggiati durante il papato bergogliano.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Occulto

Emergono ulteriori foto del futuro papa Leone al rito idolatrico della Pachamama

Pubblicato

il

Da

Nuove immagini del rito idolatrico della Pachamama a cui ha assistito nel 1995 il futuro pontefice Leone XIV emergono dagli archivi.   Dopo lo scoop di padre Murr per il sito nordamericano LifeSiteNews, anche il sito tradizionalista Novus Ordus Watch, che stava raccogliendo informazioni sul caso dall’anno passato, ha pubblicato nuovo materiale fotografico.   Le nuove immagini sembrano essere state raccolte in un video degli agostiniani dell’America Latina pubblicato su YouTube diversi anni fa.  

Sostieni Renovatio 21

«Per chi non lo sapesse: significa che l’attuale “Papa” si è macchiato di un atto di palese idolatria – un peccato mortale contro il Primo Comandamento – durante una conferenza sull'”ecoteologia” a San Paolo, in Brasile, nel gennaio del 1995» scrive Novus Ordus Watch. «All’epoca, Prevost lavorava come missionario in Perù per gli Agostiniani, dove era in missione dagli anni Ottanta».   Il simposio del 1995 sull’«ecoteologia» fu il quarto di una serie di conferenze sulla “rilettura” di Sant’Agostino «da una prospettiva latinoamericana». I tre simposi precedenti si erano svolti, rispettivamente, a Lima, in Perù, nel 1985 (su Sant’Agostino e la liberazione), a Cochabamba, in Bolivia, nel 1989 (su pratica e contemplazione) e a Moroleón, in Messico, nel 1992 (sull’inculturazione).   Il libro di Ecoteologia che contiene le foto di Prevost in adorazione di Pachamama è una traduzione spagnola dall’originale portoghese. L’edizione portoghese è stata pubblicata da Paulus a San Paolo nel 1996. Tuttavia, non contiene foto; solo l’edizione spagnola le include (e contiene anche più testo).   È da ricordare in questo contest la nomina recentissima, avvenuta il 19 gennaio 2026, di Sofía Nicolasa Chipana Quispe a consulente del Dicastero vaticano per il Dialogo Interreligioso è. Secondo il sito InfoVaticana la Chipana Quispe è «associata a correnti indigene, femministe e decoloniali, e sostiene di promuovere la “preghiera con Pachamama”; cita inoltre una dichiarazione del 2025: “Noi non siamo Pachamama… noi apparteniamo a Pachamama”».   «La domanda è: queste condanne si applicano ora anche a Papa Leone XIV? Ciò che Francesco ha scandalosamente permesso in sua presenza, Leone lo ha effettivamente fatto» si chiede John-Henry Westen di LifeSite.   Durante il Sinodo sull’Amazzonia del 2019, nei Giardini Vaticani si è svolta una cerimonia in onore di Pachamama alla presenza di papa Francesco, cardinali e vescovi. Un gruppo, tra cui frati francescani, si è inginocchiato e prostrato, con la fronte a terra, davanti a due statue lignee della dea della terra Pachamama. Il rituale è stato guidato da una donna con il volto dipinto e un copricapo, che in seguito si è avvicinata a papa Francesco e gli ha messo degli anelli al dito. Una seconda donna gli ha portato una statua di Pachamama, davanti alla quale Francesco si è benedetto, ha benedetto la statua e l’ha presa in dono dalla donna.   Dopo la cerimonia, le statue di Pachamama furono portate in processione nell’Aula Paolo VI, dove il papa, i cardinali e i vescovi si riunirono per discutere del Sinodo sull’Amazzonia. Successivamente, la statua di Pachamama fu portata in processione nella Basilica di San Pietro, dove, ancora una volta, il papa e i cardinali si riunirono intorno ad essa in preghiera.   Diversi ecclesiastici e intellettuali cattolici di spicco hanno condannato immediatamente il palese atto di idolatria. In una lettera aperta, il vescovo Athanasius Schneider ha definito la Pachamama il nuovo «vitello d’oro»: «in virtù della mia ordinazione a vescovo cattolico (…) condanno la venerazione del simbolo pagano di Pachamama nei Giardini Vaticani, nella basilica di San Pietro (…) La reazione onesta e cristiana alla danza intorno alla Pachamama, il nuovo vitello d’oro, in Vaticano dovrebbe consistere in una protesta dignitosa».   In un’intervista all’emittente televisiva indipendente francese TVLibertés, il cardinale Raymond Burke ha definito la Pachamama una «forza demoniaca» e ha chiesto riparazione per l’idolatria: «è accaduto qualcosa di molto grave… Un idolo è stato introdotto nella Basilica di San Pietro – la figura di una forza demoniaca (…) Perciò è necessaria una riparazione (…) affinché le forze diaboliche che sono entrate con questo idolo vengano sconfitte».   Renovatio 21 ha riportato negli anni le parole dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che tante volte ha tuonato contro l’idolo indio portato fin nel cuore della gerarchia cattolica per realizzare piani globalisti di morte e distruzione.    

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
 
Continua a leggere

Occulto

Esorcista dice che «la situazione per l’anticristo è ormai prossima»

Pubblicato

il

Da

L’esorcista padre Chad Ripperger ha avvertito in un’intervista pubblicata giovedì che il palcoscenico è quasi completamente pronto per l’arrivo dell’Anticristo. Lo riporta LifeSite.

 

Anche se non possiamo essere certi di quando l’Anticristo apparirà pubblicamente, la situazione necessaria per il suo arrivo «è praticamente presente», ha detto don Ripperger al podcaster ed ex Navy SEAL statunitense Shawn Ryan.

 

I Padri della Chiesa affermano che ci sarà una «implosione mondiale della moralità delle persone» prima dell’arrivo dell’Anticristo, cosa che abbiamo visto fin dagli anni Cinquanta, ha osservato don Chad. C’è stata una diffusa sfida alle leggi di Dio e alla legge naturale.

 

Un’altra condizione per il suo governo è «l’unificazione dell’economia mondiale», ha detto l’esorcista, perché è attraverso l’economia che l’Anticristo controllerà le persone, anche se «avrà il controllo anche sui governi».

 

Padre Ripperger ha affermato che una simile unificazione mondiale delle economie sembra essere «un po’ più avanti». «Quindi non credo che sia proprio dietro l’angolo, ma potrei sbagliarmi», ha aggiunto.

 

Sostieni Renovatio 21

L’esorcista r fa riferimento anche alle profezie cattoliche, come quella di Nostra Signora di La Salette, che affermano che ci sarà un castigo che implicherà una guerra, che sarà «brutale anche per coloro tra noi che sono buoni e che sono preparati ad affrontarla».

 

Riguardo al Marchio della Bestia, don Ripperger ha detto: «Ci siamo quasi». «Potrebbero letteralmente decidere che, a meno che tu non decida di approvare certe cose, non avrai accesso alla valuta digitale che [loro] stanno per promulgare in tutto il mondo», ha affermato il sacerdote.

 

«Penso che questo sia uno dei modi in cui controllerà le persone, attraverso le valute digitali», ha continuato, sottolineando che queste valute possono essere utilizzate per impedire alle persone di accedere a beni e servizi. «Ed è così che sostanzialmente faranno morire di fame le persone se non saranno disposte a sottoscrivere il governo dell’Anticristo», ha detto don Chad, affermando a Ryan che questo potrebbe o potrebbe essere attuato come un punteggio di credito sociale.

 

Ryan ha chiesto all’esorcista cosa avrebbero dovuto fare le persone una volta che il Marchio della Bestia fosse stato introdotto. «Cosa dovremmo fare se non riusciamo a mangiare, a prenderci cura di noi stessi, a provvedere alle nostre famiglie?»

 

Il sacerdote ha sottolineato la natura del marchio, che secondo lui sarà «qualcosa nel nostro corpo che ci darà accesso» ai beni, come un chip RFID che può essere scansionato, o coinvolgerà un dispositivo simile a Neuralink.

 

«I Padri della Chiesa affermano che non si potrà ottenere quel chip senza una qualche forma di rinuncia a Cristo», ha affermato don Ripperger. Questo significa che le persone devono accettare qualcosa che «sanno essere contrario alla volontà di Dio e alla volontà di Cristo». In definitiva, per rifiutare il marchio, «dobbiamo essere disposti a sacrificare il bene minore per raggiungere il bene maggiore».

 

Tuttavia, ha sottolineato che Dio può aiutare le persone a sopravvivere senza il marchio. «Dio provvederà molto spesso alle persone. Se è Sua volontà che sopravvivano a quel lasso di tempo, Egli renderà possibile tutto questo», ha affermato l’esorcista, che ha consigliato alle persone di «essere intelligenti e di apprendere le tecniche di sopravvivenza di base e di imparare a cavarsela da sole».

 

Padre Chad ha aggiunto, tuttavia, che «sarà estremamente difficile anche solo riuscire a eludere il rilevamento», dato l’attuale livello tecnologico.

 

Nel corso dell’intervista ha sottolineato l’opinione dei Padri della Chiesa, a lui nota, secondo cui il Tempio ebraico di Gerusalemme non verrà mai ricostruito. Secondo i Padri della Chiesa, il riferimento della Scrittura all’«abominio della desolazione» che si erge nel luogo santo «è in realtà un riferimento alla Chiesa cattolica» che subisce una profanazione.

 

Ciò significa che la Chiesa cattolica «verrebbe compromessa in tale processo».

 

Durante la sua intervista di quattro ore con Ryan, padre Ripperger ha parlato anche dei diversi livelli di guerra spirituale, del satanismo e dell’occulto, dell’esorcismo, delle gerarchie e manifestazioni demoniache, della difesa spirituale e molto altro.

 

Come riportato da Renovatio 21, don Ripperberger l’anno scorso aveva pubblicato una preghiera per l’insediamento del presidente Donaldo Trump.

 

L’esorcista aveva due anni fa spiegato che il documento vaticano Fiducia Supplicans sulle benedizioni omosessuali in chiesa «spalanca la porta al demoniaco».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

Continua a leggere

Più popolari