Connettiti con Renovato 21

Bioetica

Bloomberg, candidato presidenziale contro la Vita

Pubblicato

il

 

 

Renovatio 21 pubblica questa traduzione su gentile concessione di LifeSiteNews

 

Fu il Sindaco di New York City New York City Rudy Giuliani a rimettere in piedi la metropoli dopo la disastrosa amministrazione del predecessore, David Dinkins, ed è stato merito di Michael Bloomberg l’aver continuato a migliorare la qualità della vita dopo Giuliani. Ma su due questioni sociali fondamentali, l’aborto e la libertà religiosa, il candidato alle presidenziali è stato un autentico fiasco.

 

Bloomberg è uno dei più radicali politici pro-aborto della storia americana.

 

Quando si candidò la prima volta a sindaco di New York nel 2001, promise di obbligare tutti a seguire corso di ginecologia e ostetricia negli ospedali cittadini per essere in grado di effettuare un aborto. Fu la sede newyorchese della NARAL (National Association for the Repeal of Abortion Laws) a spingerlo verso questa scandalosa politica. Bloomberg emanò un ordine esecutivo, ma alla fine concesse le esenzioni morali e religiose.

 

Bloomberg è uno dei più radicali politici pro-aborto della storia americana

Nel 2012 la Fondazione Susan G. Komen decise di interrompere i finanziamenti a Planned Parenthood. Le reazioni della comunità pro-aborto non si fecero attendere e, tre giorni dopo, la Fondazione ritirò la decisione. Ma in quel breve lasso di tempo Bloomberg era così arrabbiato che decise di donare, dal suo patrimonio personale, 250.000 dollari a Planned Parenthood. L’anno precedente si era battuto a favore di Planned Parenthood quando il Congresso doveva decidere il taglio di 75 milioni di dollari di finanziamenti.

 

La passione di Bloomberg per l’aborto gli permise di mettere mano a 15 milioni di dollari provenienti da transazioni obbligazionarie in favore di Planned Parenthood

La passione di Bloomberg per l’aborto gli permise di mettere mano a 15 milioni di dollari provenienti da transazioni obbligazionarie in favore di Planned Parenthood.

 

Nel 2012, i ricavi delle obbligazioni vennero utilizzati per rinnovare i 10 chilometri quadrati dell’edificio che ospitava il colosso abortista, inclusi arredamento e attrezzature.

 

Il nuovo quartier generale venne finanziato con soldi pubblici, anche se la Planned Parenthood Federation of America aveva presentato un bilancio di oltre un miliardo di dollari nel biennio 2009-2010.

 

Sul tema della libertà religiosa, l’atteggiamento di Bloomberg è ugualmente orribile.

 

Sul tema della libertà religiosa, l’atteggiamento di Bloomberg è ugualmente orribile.

Non riuscì ad accattivarsi le simpatie dei cattolici irlandesi nel 2005, quando dichiarò di voler marciare durante la parata del giorno di San Patrizio in modo da fare pressione sugli organizzatori per autorizzare gli omosessuali a marciare insieme a loro.

 

L’addetta stampa spiegò così il ragionamento di Bloomberg: «Il sindaco crede che il modo migliore per cambiare un’organizzazione sia dall’interno.» Quindi vediamo un agente dello Stato – il comandante esecutivo di New York City – inserirsi in un evento religioso per promuovere un’agenda secolare che ne erode le fondamenta.

 

I tribunali hanno a lungo sancito che i gruppi religiosi hanno il diritto di utilizzare edifici pubblici, ma Bloomberg negò a una chiesa cristiana di tenere gli incontri della domenica in una scuola pubblica, avviando un caso giudiziario. Anche se Bloomberg perse la causa davanti alla corte del distretto federale nel 2005, i suoi tentativi non si sono fermati alla Bronx Household of Faith.

 

Nel 2007, quando un hotel volle esporre nella vetrata all’ingresso una statua di cioccolato alta un metro e ottanta raffigurante Gesù Cristo durante la Settimana Santa., Bloomberg si limitò ad affermare che la statua doveva semplicemente essere ignorata

È capitato che Bloomberg abbia agito in modo codardo sul tema delle libertà religiose.

 

Ad esempio, nel 2007, quando un hotel volle esporre nella vetrata all’ingresso una statua di cioccolato alta un metro e ottanta raffigurante Gesù Cristo, anatomicamente perfetta, durante la Settimana Santa. La Catholic League protestò e l’opinione pubblica spinse l’hotel ad annullare l’esposizione. Bloomberg si limitò ad affermare che la statua doveva semplicemente essere ignorata.

 

Si comportò allo stesso modo quando il proprietario dell’Empire State Building rifiutò di illuminare l’edificio in blu e bianco per commemorare il centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta nel 2010. La Catholic League radunò 3.500 persone davanti al grattacielo per protesta, poiché il proprietario aveva precedentemente autorizzato la commemorazione per il 60° anniversario del regime genocida comunista cinese; ma Bloomberg non si lasciò coinvolgere. Invitò il proprietario ad «essere coerente».

i comportò allo stesso modo quando il proprietario dell’Empire State Building rifiutò di illuminare l’edificio in blu e bianco per commemorare il centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta nel 2010

 

Nel 2011, vietò ogni addobbo natalizio al terminal dei traghetti di Staten Island. Non solo mise al bando i simboli della natività e la menorah, ma anche le decorazioni secolari, come l’albero di Natale.

 

Il maggiore insulto di Bloomberg ai fedeli avvenne durante le celebrazioni per il decimo anniversario dell’11 settembre. Vietò la partecipazione a tutti gli uomini di chiesa, di qualsiasi religione; non permise a nessun prete, pastore, rabbino, imam di tenere un discorso.

 

Peggiorò la situazione quando ebbe la faccia tosta di affermare che «Il governo non dovrebbe imporre la religione». Ma, in qualche modo, è giusto inculcare valori secolari ai fedeli.

 

Lo stesso sindaco che invocava la separazione tra stato e chiesa per istituire il divieto di discorsi religiosi stava promuovendo la costruzione di una moschea vicino a Ground Zero

È stato anche un doppiogiochista. Lo stesso sindaco che invocava la separazione tra stato e chiesa per istituire il divieto di discorsi religiosi stava promuovendo la costruzione di una moschea vicino a Ground Zero. Era del tutto consapevole delle intenzioni degli American Atheists di citare in giudizio la città di New York per lo spostamento di due travi di acciaio che formavano una croce ritrovate fra i detriti delle Torri Gemelle; gli American Atheists protestarono quando vennero spostate dalla chiesa cattolica di St. Peter alla nuova collocazione al 9/11 Memorial.

 

Le politiche di Bloomberg sull’aborto e la libertà religiosa sono sconosciute alla maggior parte degli americani. Ora che ha messo gli occhi sulla Casa Bianca è tempo di far emergere questo sordido lascito.

 

 

Pubblicato su gentile concessione di Lifesitenews

Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Continua a leggere

Bioetica

Il Lussemburgo vuole sancire l’aborto nella sua Costituzione

Pubblicato

il

Da

Seguendo l’esempio della Francia, il Granducato del Lussemburgo si prepara a sancire il «diritto» all’aborto nella sua legge fondamentale. Spinto da una coalizione guidata dal Partito Cristiano Sociale, il Paese sta sprofondando in una deriva ideologica che volta le spalle alla tutela della vita e all’eredità cristiana del Vecchio Continente.

 

«C’è qualcosa di marcio nello stato di Danimarca», fece dire Shakespeare a Marcello. Ma sembra che l’elenco sia ben lungi dall’essere limitato al paese di Amleto: sotto l’impulso del déi Lénk (partito di sinistra) e sostenuto da un’ampia maggioranza parlamentare, il Granducato di Lussemburgo ha compiuto, il 3 marzo 2026, un primo passo decisivo verso l’inserimento della libertà di aborto nella sua Costituzione.

 

Questa votazione, che ha avuto luogo alla Camera dei Deputati, segna un nuovo passo avanti nella secolarizzazione radicale che sta dilagando in Europa, dopo la Francia del 2024.

Iscriviti al canale Telegram

Un tradimento delle radici cattoliche

Per chi sostiene una cultura della vita, lo shock rimane profondo. Il CSV, storico partito cristiano-sociale, ha votato a stragrande maggioranza (circa 16 membri su 21), nonostante la sua eredità cattolica. Accettando questa iscrizione per consolidare la sua coalizione con il Partito Democratico (DP) e altri, sembra allontanarsi dai suoi valori fondanti.

 

Come può un partito che si dichiara cristiano contribuire a stabilire come principio costituzionale ciò che per molti resta un crimine, una tragedia umana e un attentato alla vita innocente?

 

Consacrando questa libertà nella legge fondamentale, lo Stato non si limita più a depenalizzare l’aborto a determinate condizioni (come dal 1978, con recenti allentamenti): lo protegge in modo permanente da qualsiasi arretramento politico, presentandolo come una conquista irreversibile.

Aiuta Renovatio 21

Una grande rottura antropologica

Guidata in particolare dalla ministra per le Pari Opportunità, Yuriko Backes (DP), questa riforma mira a posizionare il Lussemburgo come un «pioniere» dei diritti sociali. Tuttavia, inverte la gerarchia: l’autonomia individuale prevale sul diritto naturale alla vita, spezzando il legame intergenerazionale che obbliga i più forti a proteggere i più deboli.

 

Segno di un generale calo di interesse, il dibattito è stato relativamente calmo, nonostante alcuni accesi scambi di opinioni. Le obiezioni morali rimangono discrete o timide. Eppure, la costituzionalizzazione dell’aborto cambia radicalmente la situazione.

 

Per non parlare della negazione della legge naturale che questa pratica implica, essa minimizza anche il trauma psicologico per molte donne e la mancanza critica di alternative reali – massicce politiche pro-maternità – che potrebbero offrire una vera alternativa all’aborto.

 

Una cosa è certa: mentre l’Europa si trova ad affrontare un inverno demografico senza precedenti , la scelta del Lussemburgo suona come un’ammissione di resa. Di fronte a questo diktat ideologico, cattolici e attivisti pro-life hanno il dovere di testimoniare che ogni vita umana è un dono del Creatore, dal concepimento alla morte naturale, un dono che nessuna maggioranza parlamentare può legittimamente abolire.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 


 

Continua a leggere

Bioetica

Circoncisione, scoppia l’incidente diplomatico: il Belgio convoca l’ambasciatore americano

Pubblicato

il

Da

Giorni fa Belgio ha convocato l’ambasciatore statunitense Bill White dopo che questi ha accusato le autorità del Paese di molestare la comunità ebraica. Si tratta di un importante sviluppo che porta alla luce il cortocircuito della circoncisione, che è di fatto una mutilazione genitale infantile al pari dell’infibulazione ma che, specie in ambito delle comunità ebraiche gode di un qualche status privilegiato, mentre va ricordato come essa abbia una sua storia precipua anche negli Stati Uniti d’America.   In un post su X White aveva chiesto al Belgio di ritirare l’azione penale nei confronti di tre mohel (figure religiose ebraiche che praticano circoncisioni) sospettati di aver eseguito tali procedure ad Anversa – antica capitale del taglio dei diamanti, attività principale di una nutrita comunità di famiglie ebraico-ortodosse – senza una licenza medica.   «Fermate questa inaccettabile molestia nei confronti della comunità ebraica qui ad Anversa e in Belgio», ha scritto White, aggiungendo che i mohel stavano «facendo ciò per cui sono stati addestrati per migliaia di anni».  

Sostieni Renovatio 21

White ha inoltre accusato il ministro della Salute belga Frank Vandenbroucke di essere stato «molto maleducato» e di essersi rifiutato di stringergli la mano o di posare per una fotografia durante il loro primo incontro. «Era chiaro che non ti piaceva l’America», ha scritto White.   Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha condannato le dichiarazioni di White. «Qualsiasi insinuazione che il Belgio sia antisemita è falsa, offensiva e inaccettabile. Il Belgio condanna l’antisemitismo con la massima fermezza», ha scritto Prevot su X.   «Gli attacchi personali contro un ministro belga e l’ingerenza in questioni giudiziarie violano le norme diplomatiche fondamentali», ha aggiunto. Il Prevot ha precisato che, secondo la legge belga, solo i medici qualificati sono autorizzati a eseguire circoncisioni e ha affermato che si asterrà dal commentare il caso specifico.  

Iscriviti al canale Telegram

In seguito lo White ha dichiarato ai giornalisti che «non c’era bisogno di scuse» da parte sua e ha espresso la speranza che il Belgio «legalizzerebbe questo processo in modo che queste persone possano riprendere la loro vita».   Il ministro degli Esteri israeliano Gedeone Saar ha appoggiato White, citando quello che ha descritto come «un forte e continuo aumento degli attacchi antisemiti in Belgio», esortando il Prevot a «guardarsi attentamente allo specchio e riconoscere la realtà».   In risposta, il Prevot ha messo in guardia contro «l’uso inflazionistico del termine antisemitismo» e ha respinto le affermazioni di un diffuso sentimento antiebraico in Belgio – sì, persino nel «laico» (cioè, massonico) Regno del Belgio l’accusa di antisemitismo sembra essersi stinta sino a non significare più nulla, se non la protervia dell’accusatore, che è spesso giudeo o schierato per qualche ragione con gli interessi dello Stato di Israele.   Come riportato da Renovatio 21, accuse di antisemitismo al Paese ospitante erano state mosse anche dall’ambasciatore USA a Parigi, Kushner, palazzinaro giudeo padre del genero di Trump Jared, ex galeotto e grande finanziatore di Netanyahu in Israele (in America, invece, sosteneva il Partito Democratico).   La circoncisione è un tema che nessuno vuole dibattere, tuttavia la sua rivoltante contraddizione talvolta emerge dalla cronaca.   È bizzarro come il mondo «laico», che ritiene il battesimo dei bambini come una forzatura religiosa su di una persona che non può decidere in autonomia, non abbia niente da dire contro questa oscena mutilazione genitale infantile – e dobbiamo ancora trovare qualcuno che ci convinca del fatto che la circoncisione sia diversa dall’infibulazione, quella sì, per qualche motivo, invisa alla società.   «Il taglio genitale non terapeutico priva il bambino, quando diventerà l’adulto, dell’opportunità di rimanere geneticamente immodificato (o intatto)» hanno scritto due bioeticisti oxoniani i due bioeticisti Lauren Notini e Brian D. Earp «Plausibilmente, la persona le cui “parti private” saranno permanentemente influenzate dal taglio dovrebbe avere la possibilità di valutare se è ciò che desidera, alla luce delle loro preferenze e valori a lungo termine»   Di fatto, l’individuo circonciso perde per sempre la sua integrità, vedendosi amputata una parte del corpo straordinariamente ricca di terminazione nervose, che sono quelle che danno il piacere durante l’atto sessuale. Notoriamente, l’infibulazione – condannata da tutte le società occidentali – agisce nello stesso identico modo.   C’è poi la questione della sicurezza dell’operazione mutilativa: i casi di bambini morti per circoncisione abbondano, anche in Italia, Nel 2023 bambino nigeriano è morto pochi giorni fa in zona Castelli Romani dopo una circoncisione fatta in casa. A Tivoli, nel 2018, morì un altro bambino nigeriano di appena due anni: aveva subito la circoncisione da parte di un sedicente medico; in quel caso, almeno, si salvò il gemello, portato d’urgenza in ospedale. Reggio Emilia, marzo 2019: neonato di famiglia ghanese, cinque mesi, morto dopo «diverse ore di agonia». Monterotondo, provincia di Roma, tre mesi prima: bimbo nigeriano di due anni morto per lo stesso motivo. Genova, aprile 2019, neonato morto nel quartiere Quezzi, e condannato a otto anni di carcere il nigeriano 34enne che aveva eseguito il taglio del prepuzio. Torino, giugno 2016: bebè di genitori ghanesi, circonciso in casa, morto in ospedale. Treviso, ottobre 2008: bimbo di due mesi morto per emorragia. Bari, luglio 2008: bambino deceduto per grave emorragia, «causata probabilmente da circoncisione fatta a domicilio».   Secondo dati ripetuti in questi giorni da tutti i giornali, le circoncisioni clandestine in Italia costituirebbero il 40% del totale. Su più di 15.000 circoncisioni richieste all’anno solo 8.500 vengono eseguite su territorio nazionale, mentre 6.500 operazioni di taglio del prepuzio sono effettuate nei Paesi d’origine dove gli immigrati tornano per «turismo etnico» (talvolta, come si è appreso, anche quando si dichiarano «rifugiati» e stanno facendo il percorso burocratico per essere riconosciuti tali totalmente a spese del contribuente italiano).

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Secondo una sigla di medici stranieri operanti in Italia, il 99% delle famiglie musulmane circoncide il bambino quando ha ancora pochi mesi. La realtà è che tuttavia la circoncisione è di fatto istituzionalizzata grazie agli accordi tra lo Stato italiano e la minoranza ebraica.   Come riportato in passato da Renovatio 21, grazie alla legge 101 del 1989 che ratifica l’intesa tra l’Italia e le comunità ebraiche italiane, i maschi di religione ebraica e musulmana possono usufruire di alcuni progetti «clinico-culturali» ed essere circoncisi per 400 euro da un medico in regime di attività libero professionale. La prestazione è da considerarsi al di fuori dei LEA (Livelli essenziali assistenziali). Tra i sottoscrittori il Policlinico Umberto I di Roma, l’Associazione internazionale Karol Wojtyla, la Comunità ebraica di Roma e il Centro islamico culturale d’Italia.   La pressione ebraica si dice abbia fatto cambiare rotta anche all’Islanda, che aveva tentato di liberarsi della pratica barbara. Si tratta della stessa procedura per cui ora, per aver parlato della circoncisione, Kennedy è definito «antisemita».   «Ogni individuo, non importa di che sesso o di quanti anni dovrebbe essere in grado di dare il consenso informato per una procedura che è inutile, irreversibile e può essere dannosa», aveva dichiarato nel 2018 la deputata Silja Dögg Gunnarsdóttir, 44 anni, del Partito progressista dell’Althing, il Parlamento islandese. «Il suo corpo, la sua scelta». «Autonomia» corporale: è lo slogan delle femministe e dell’aborto. È un dogma inscalfibile del mondo moderno.   Il disegno di legge non passò, perché le microcomunità ebraiche e musulmane alzarono un polverone: «l’impatto di questa legge sarebbe sentito molto al di là dei confini dell’Islanda», scriveva una lettera dello spaventatissimo Comitato degli affari esteri della Camera dei Rappresentanti, spiegando che la «mossa renderebbe l’Islanda la prima e unica nazione europea a mettere fuori legge la circoncisione. Mentre le popolazioni ebraiche e musulmane in Islanda possono essere poco numerose, il divieto di questo paese sarebbe sfruttato da coloro che alimentano la xenofobia e l’antisemitismo in Paesi con popolazioni più diversificate».   La circoncisione nel mondo è tollerata, forse, anche per la sua straordinaria diffusione presso la popolazione americana. Contrariamente a ciò che possono pensare beceramente alcuni, la questione in nessun modo è legata ai rapporti tra l’ebraismo e gli USA. La fonte della pratica è la stessa dei cereali che con probabilità il lettore consuma il mattino: John Harvey Kellogg (1852-1943).

Aiuta Renovatio 21

Il Kellogg era un dottore nutrizionista, oltre che un imprenditore di successo e un gran cultore dell’eugenetica. Tuttavia, un pensiero lo ossessionava: quello della riduzione della masturbazione presso la popolazione maschile.   Ecco quindi che raccomandò la circoncisione come rimedio: si taglia subito il prepuzio al bambino e lui non si toccherà crescendo. La cosa ancora più allucinante è che anche i cereali da lui commerciati (da qualche mese di proprietà della Ferrero) avevano in teoria lo stesso scopo: erano sostanze che riteneva «anafrodisiache» e che quindi andavano impiegate in massa per scoraggiare l’onanismo.   Kellogg, che come si è visto godeva di una certa influenza, era convinto sostenitore anche del vestirsi di bianco e dei clisteri, da praticare soprattutto se si erano assorbiti veleni come tè, caffè, cioccolato. Il Kelloggo, inoltre, scoraggiava il mescolarsi tra le razze: a fine carriera si dedicò alla creazione di una «Race Betterment Foundation, («Fondazione per il miglioramento della razza»), che propalava pure eugenetica razzista americana (registri genetici, sterilizzazioni delle «persone mentalmente difettose»), di quella che poi piacque assai allo Hitler, che – cosa poco nota – prese alcune leggi degli Stati americani come suo modello per la Germania nazionalsocialista.   L’America odierna, e il mondo tutto, si trova quindi ancora alle prese con l’eredità di questo tizio: circoncisione e colazione con cereali tostati. L’eugenetica, nel frattempo, la si fa con le provette.   Come riportato da Renovatio 21, l’attuale segretario alla Saluta USA Roberto Kennedy jr. fu sommerso di critiche ed improperi quando osò ricordare studi esistenti che ipotizzano una correlazione tra la circoncisione e l’autismo.
 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Bioetica

Numero record di aborti in Gran Bretagna

Pubblicato

il

Da

In un solo anno, il 2023, in Gran Bretagna sono stati eseguiti quasi 300.000 aborti. Questo record storico significa che oggi, su quell’isola, quasi una gravidanza su tre si conclude con un’interruzione volontaria di gravidanza (aborto).

 

L’aborto nel Regno Unito è un po’ come la popolazione di Newcastle che scompare ogni anno. Come si può spiegare un simile aumento? Il primo punto è un cambiamento legislativo che, con il pretesto di affrontare casi eccezionali, ha finito per portare alla normalizzazione, istituzionalizzando così l’aborto «su richiesta».

 

Con un limite legale di 24 settimane, il doppio di quello della maggior parte dei paesi europei, e un’interpretazione sempre più flessibile dei criteri di «salute mentale», il quadro normativo britannico è scivolato verso un’accessibilità quasi totale.

 

Questa banalizzazione è stata esacerbata dal programma «pillole per posta», introdotto durante la pandemia e reso permanente nel 2022. Eliminando l’obbligo di una visita medica in presenza di un medico, lo Stato ha trasformato un atto grave, come la fine di una vita umana, in una procedura di ordinazione per corrispondenza.

 

Questa mancanza di un colloquio di persona non solo priva le donne dello spazio per riflettere sulla solennità della loro decisione, ma oscura anche la realtà fisica e traumatica dell’aborto farmacologico.

Aiuta Renovatio 21

Un profondo cambiamento culturale

Al di là del quadro giuridico, è in atto una profonda trasformazione sociale. Sebbene i gruppi di sostegno all’aborto citino spesso l’aumento del costo della vita per giustificare queste cifre, questa spiegazione è in gran parte inadeguata. Molte donne denunciano pressioni legate a una cultura della morte che ora presenta la maternità come una «responsabilità quasi insopportabile» o un ostacolo alla realizzazione individuale.

 

Laddove un tempo la vita familiare era la norma, è diventata un’opzione, persino un ostacolo. Questo calo del desiderio di avere figli è accompagnato da una caduta libera del tasso di natalità. Nel 2023, Inghilterra e Galles hanno registrato solo 591.072 nati vivi.

 

Dalle statistiche emerge un paradosso sorprendente: dal 1968, il numero totale di aborti (10,9 milioni) è quasi equivalente al numero di immigrati attualmente residenti nel Regno Unito (10,7 milioni). L’immigrazione sembra quindi diventare il palliativo demografico per una generazione che non nasce più.

 

Una sfida esistenziale per i politici

È giunto il momento del confronto parlamentare, come già accennato da FSSPX.News. Mentre la Camera dei Lord si prepara a discutere gli emendamenti volti alla completa depenalizzazione dell’aborto fino al termine della gravidanza, si levano voci che chiedono il ripristino delle garanzie, in particolare il ritorno delle visite in presenza di un medico. L’obiettivo è duplice: tutelare la salute delle donne, ma anche e soprattutto offrire una vera alternativa alle gravidanze indesiderate.

 

La questione che i legislatori si trovano ad affrontare è ormai esistenziale. Una società che rende l’aborto più semplice di una visita medica di dieci minuti, mentre dipinge la genitorialità come un peso, si sta avviando verso la propria fine. Riscoprire il valore dei figli e sostenere le donne affinché la gravidanza non sia più percepita come una calamità sociale è senza dubbio la sfida più grande che il Regno Unito si trova ad affrontare nella prima metà del XXI secolo.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di internets_dairy via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

Continua a leggere

Più popolari