Connettiti con Renovato 21

Animali

Gattini ipoallergenici: nuovo traguardo della bioingegneria CRISPR

Pubblicato

il

La tecnica di editing genetico CRISPR è stata testata in cellule feline sui geni che causano reazioni allergiche negli esseri umani, aprendo potenzialmente la strada ai gatti ipoallergenici. Lo riporta BioNews.

 

Le reazioni allergiche umane ai gatti sono causate da reazioni con una singola proteina felina, chiamata Fel d 1, nel 60-90% dei casi. Questa proteina è formata dai prodotti di due geni, CH1 e CH2.

 

Gli scienziati che lavorano presso la società con sede in Virginia Indoor Biotechnologies hanno condotto lo studio pilota per determinare se l’ approccio CRISPR potrebbe essere utilizzato per inattivare CH1 e CH2 , che teoricamente impedirebbero la maggior parte delle risposte immunitarie.

 

Nell’articolo, pubblicato sul CRISPR Journal, i ricercatori hanno affermato che i loro risultati «dimostrano che Fel d 1 è un bersaglio praticabile per la delezione genica, che dovrebbe migliorare sostanzialmente la salute dei pazienti allergici ai gatti rimuovendo efficacemente l’allergene alla fonte».

 

«Gli scienziati hanno sviluppato metodi CRISPR per inattivare separatamente CH1 e CH2 . Queste strategie hanno dimostrato di essere efficaci fino al 55% nell’introdurre mutazioni nelle cellule feline cresciute in una piastra di laboratorio, quasi tutte si prevedeva che inattivassero i geni. L’analisi dei geni ha anche suggerito che la loro inattivazione potrebbe essere innocua per la salute dei felini, sebbene ciò debba essere confermato» scrive Bionews.

 

In pratica, ci stanno dicendo che non è ancora chiaro se vi siano effetti collaterali nella modifica di questi geni – effetti collaterali che potrebbero interessare non solo i gatti OGM, ma anche la loro prole, e l’intera linea germinale felina.

 

Il targeting per Fel d 1 è stato precedentemente studiato come un modo per prevenire le allergie ai gatti. La società Purina ha rilasciato un cibo per gatti che hanno osservato ridurre i livelli di Fel d 1 nella pelliccia di gatto fino al 47% . La società svizzera Saiba Animal Health sta inoltre sviluppando un vaccino contro il Fel d 1 che verrebbe somministrato ai gatti per ridurre la produzione di proteine.

 

Esiste già un mercato significativoper i gatti ipoallergenici. Il CEO di Indoor Biotechnologies, il dottor Martin Chapman, ha osservato che, sulla base di precedenti tentativi di commercializzazione da parte di altre società, questo potrebbe arrivare «fino a 7000 dollari a pezzo».

 

Il «pezzo», in questo caso, sarebbe la creatura pelosa, pronta ad essere immessa in una famiglia borghese con bambini allergici – resi allergici da che cosa, poi, non è dato sapere. L’importante è che non pensiate che l’incredibile aumento delle allergie sia dovuto al contestuale aumento delle vaccinazioni pediatriche dopo il 1986, anno in cui Reagan spostò i risarcimenti dei danni da vaccini dalla responsabilità privata di Big Pharma ad un tribunale pubblico federale nel cosiddetto National Vaccine Injury Compensation Program, che ha socializzato gli eventuali indennizzi per i danni da vaccino – in Italia, come in altri Paesi, è stata quindi introdotta una legge analoga, la 210/93.

 

Tornando ai gatti CRISPR a 7000 dollari al pezzo, non è che abbiamo dubbi che stiamo per arrivare in cui al pezzo saranno venduti i bambini, che di fatto, per la sensibilità borghese della società utilitarista, non sono così distanti per funzione domestica (carezze, coccole, antidoto alla solitudine, etc.).

 

Anzi, ricordiamo, come ricordato da Renovatio 21, che v’è un Paese dove cliniche per la fertilità (espressione orwelliana per significare laboratori di produzione e uccisione in serie di embrioni umani) già cercano di vendere bambini bioingegnerizzati: è l’Ucraina, martire fra le Nazioni e pioniere della riproduzione artificiale massiva e dell’affitto di uteri da praticarsi anche in situazioni estreme, nei bunker e nei quartieri bombardati.

 

Sissì, proprio l’Ucraina, quella che siete tenuta a sostenere con le vostre bandierine e il vostro danaro pubblico, che finisce in «aiuti» vari e grandi quantità di armi.

 

Se il lettore è da poco su Renovatio 21, faccia un piccolo sforzo per capire cosa, tra le altre cose, sta davvero difendendo l’Occidente moderno in Ucraina: il passo successivo al micio ipoallergenico CRISPR.

 

 

Continua a leggere

Animali

Pavoni malvagi invadono il Ravennate e aggrediscono le persone

Pubblicato

il

Da

Pavoni aggrediscono un uomo nel Ravennate, ferendolo, all’interno del quadro disperato di un paese invaso dagli altezzosi e violenti pennuti. È accaduto in settimana, e farne le spese è stato un anziano.

 

La boriosa violenza dei bipedi piumati contro l’essere umano si è consumata a Punta Marina, una frazione del capoluogo romagnolo. La vittima ha raccontato all’inviato di un programma RAI di aver trovato tre pavoni all’interno della propria abitazione, addirittura in cucina. «C’erano tre pavoni qua, dentro in cucina», ha riferito il residente, descrivendo un incontro ravvicinato inatteso e spaventoso. Inizialmente aveva pensato che gli animali potessero uscire da soli senza creare problemi. Successivamente, però, la situazione è degenerata.

 

«Io ero qui e pensavo che passassero. Uno ha preso il volo e mi ha tagliato sul naso e al labbro. Adesso un pezzettino è guarito», ha spiegato l’uomo davanti alle telecamere. Secondo il suo racconto, l’impatto è stato improvviso e violento, tanto da provocargli una ferita al volto. Il residente ha poi aggiunto che l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze anche più gravi: «Veniva giù il sangue forte. L’ho respinto, sennò mi portava via anche l’occhio. Gli altri due sono usciti dopo. Io sono andato via, non sono più entrato. Mi sono curato da solo».

Sostieni Renovatio 21

Non si tratta del primo caso di questo tipo. Nel gennaio 2024 un pavone attaccò proditoriamente un bambino nel parco Bucci di Faenza, sempre a Ravenna. Il Pronto Soccorso ha certificato ferite al volto provocate dal becco dalla crudele creatura.

 

La vicenda della colonia di pavoni a Punta Marina, località balneare vicino a Ravenna, rappresenta un caso emblematico di come l’introduzione incontrollata di una specie esotica in un contesto urbano possa trasformarsi in una grave emergenza sociale e ambientale. Quello che inizialmente era nato come un fenomeno limitato a pochi esemplari ornamentali si è tramutato in un problema fuori controllo. La riproduzione indisturbata e l’assenza di predatori naturali hanno spinto oltre un centinaio di volatili ad abbandonare la pineta per insediarsi stabilmente tra le case, occupando strade, tetti e cortili privati.

 

L’impatto sulla vita quotidiana dei residenti ha superato la soglia della tollerabilità, esasperando gli animi e creando profonde tensioni. Uno dei lati più logoranti della vicenda è l’inquinamento acustico intollerabile che caratterizza il lungo periodo riproduttivo. I pavoni emettono versi striduli e acuti, simili a grida umane, che si ripetono incessantemente di giorno e di notte, compromettendo gravemente il sonno e la salute psicofisica degli abitanti. Un altro problema è quello dei tetti danneggiati, con coppi spostati dai bisbetici volatili.

 

A questo stress si sommano pesanti disagi igienici. Strade, auto e aree comuni sono costantemente imbrattate da grandi quantità di guano, che emana cattivi odori e rende i marciapiedi scivolosi.

 

I danni materiali sono rilevanti. I cittadini assistono alla devastazione dei propri giardini, dove i volatili distruggono fiori e orti. Inoltre, attirati dal proprio riflesso sulle carrozzerie lucide o sui vetri delle auto in sosta, i pavoni – notoriamente bestie stupide – scambiano la propria immagine per un rivale e attaccano furiosamente i veicoli con becco e speroni, provocando profondi graffi e costose ammaccature.

 

Si possono registrare forti rischi anche per la sicurezza stradale, poiché gli animali occupano improvvisamente le carreggiate, costringendo gli automobilisti a manovre d’emergenza e frenate brusche che aumentano il rischio di incidenti – e quindi di danni non solo economici, ma anche biologici ed emotivi per gli esseri umani ravennati.

Aiuta Renovatio 21

Le istituzioni sono rimaste a lungo paralizzate in un’impasse decisionale, strette tra le proteste dei residenti esausti e l’opposizione degli animalisti contrari al trasferimento, alimentando un clima di forte esasperazione.

 

Come riportato da Renovatio 21, nelle scorse settimane avevamo assistito al caso del gallo cedrone in Val di Fassa che aggredisce i turisti: le autorità  invece che rispondere a dovere alla violenza urogallica si sono subito messe a vietare agli esseri umani parte del sentiero dove il pennuto attacabrighe ha attaccato delle povere persone.

 

È interessante notare come la crisi dell’eccezionalismo umano – cioè la percepita superiorità dell’uomo nei confronti delle altre creature, come codificato nella Bibbia – sia oramai un tema con ramificazioni municipali. La postcristianità, di fatto, impatta sulle decisioni comunali, mentre il popolo soffre sotto i colpi di inutili animali infami.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Animali

Cane spara a donna

Pubblicato

il

Da

La polizia che indaga su una sparatoria avvenuta a Scottsbluff, in Nebraska, ha scoperto che il responsabile non era un uomo, bensì un cane che aveva accidentalmente premuto il grilletto, ferendo un passante, secondo quanto riportato dai media locali.   Sabato, gli agenti sono intervenuti presso un negozio dopo essere stati informati che una persona era stata colpita da un colpo di fucile, come riferito dall’emittente locale KNOP. Giunti sul posto, hanno trovato un pick-up con una portiera divelta, il che ha fatto subito pensare che lo sparo fosse partito dall’interno del veicolo.   Hanno accertato che il proprietario del camion aveva lasciato il suo cane sul sedile posteriore mentre entrava nel negozio. L’animale si era spostato da un lato all’altro del sedile, impigliando la zampa nel grilletto di un fucile a pompa carico. L’esplosione ha trapassato la carrozzeria del veicolo e un proiettile ha colpito una donna seduta a un semaforo poco distante, con il braccio fuori dal finestrino della sua auto.   La donna è stata trasportata in ospedale e curata per ferite non mortali. Non è chiaro se il proprietario del cane sia stato incriminato. Tuttavia, il dipartimento di polizia di Scottsbluff ha ricordato ai residenti del Nebraska che è illegale viaggiare con un’arma da fuoco carica all’interno di un veicolo.

Sostieni Renovatio 21

Non si tratta del primo caso di cane sparatore.   Lo scorso novembre, un uomo della Pennsylvania è rimasto gravemente ferito quando il suo cane è saltato sul letto e ha fatto partire un colpo di fucile che si trovava carico sul materasso, con la sicura disinserita.   Sei mesi prima, un episodio simile si era verificato a Memphis, nel Tennessee, quando un pitbull terrier era saltato sul letto del suo padrone mentre questi e la sua ragazza giacevano lì con un’arma da fuoco carica. La zampa del cane si era incastrata nel grilletto dell’arma, secondo quanto riferito dalla polizia, provocando lo sparo accidentale e un proiettile che aveva sfiorato la coscia dell’uomo.   Nel Kansas, nel 2023, un cane seduto sul sedile posteriore di un pick-up ha accidentalmente azionato il meccanismo di sparo di un fucile carico, colpendo mortalmente un uomo alla schiena.   L’episodio realizza parzialmente il grande insegnamento giornalistico secondo cui: «cane morde uomo» non è una notizia, ma «uomo morde cane» lo è.   In realtà, anche «donna spara a cane» è una notizia: pensiamo a quando nelle sue memorie l’ex segretario della Homeland Security Kristi Noem confessò di aver ucciso, durante i suoi anni di vita rurale, un cucciolo di cane perché problematico e disobbediente.   La Noem è ora uscita dalla politica ed è stata colpita da un tremendo scandalo famigliare, con il marito sorpreso a chattare e finanziare donne con il seno gargantuesco, una nuova perversione che lo avrebbe spinto a provare lui stesso a travestirsi da ultramaggiorata.   Anche in questo caso, possiamo trarre un insegnamento di grande giornalismo: «politica con grandi tette finte» non è una notizia; «marito con grandi tette finte» invece sì.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Animali

La polizia arresta un pitone. Non è la prima volta

Pubblicato

il

Da

La polizia dell’Ohio ha dichiarato che una segnalazione di «strisci indesiderati» in un quartiere di Westlake ha portato al fermo di un pitone reale.

 

Il dipartimento di polizia di Westlake ha dichiarato sui social media che gli agenti «non sanno mai cosa riserverà la giornata» e che la chiamata di lunedì è stata particolarmente insolita.

Gli agenti sono intervenuti dopo aver «ricevuto una segnalazione di presenza indesiderata di rettili» e hanno trovato un pitone reale che vagava libero, si legge nel post. «Era in buona salute e ha già trovato una famiglia per sempre», ha scritto la polizia.

 

Sostieni Renovatio 21

I pitoni reali, la specie di pitone più piccola, sono originari dell’Africa e vengono comunemente tenuti come animali domestici.

 

L’Italia ha la sua dose di arresti di ofidi esotici. Nel cosiddetto caso dell’Olgiata (Roma), un pusher era stato arrestato nella sua villa dove, oltre a 1.500 dosi di droga, le forze dell’ordine hanno sequestrato cinque gatti rari e un pitone.

 

Ci fu poi sempre nella capitale l’operazione Shyla Connection, dove La Guardia di Finanza AVEVA arrestato 12 persone sequestrando 5 chili di cocaina e un rarissimo esemplare di pitone albino.

 

Nel 2005, ad Aosta, l’«Operazione Pitone» condotta dalle forze dell’ordine ha portato all’arresto di diverse persone e a successive condanne per un vasto giro di spaccio di cocaina sul territorio.

 

La cronaca criminale e i pitoni si sono toccate anche nel caso dell’arresto di un boss camorrista nel rione Don Guanella di Napoli. Il giovane boss della camorra custodiva un pitone in un rettilario all’interno del proprio appartamento come status symbol.

 

L’abbandono in spazi pubblici di esemplari come il Python regius (pitone reale) senza le dovute certificazioni legali costituisce reato penale e può comportare l’arresto fino a sei mesi o forti ammende pecuniarie per violazione della tutela della fauna selvatica.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine da Twitter

Continua a leggere

Più popolari