Animali
Squalo ruba una macchina fotografica e filma dalle sue fauci
Un video condiviso su Instagram mostra uno squalo che ingoia una telecamera subacquea Insta360, riuscendo a mostrarci prospettive di visione inusuali dall’interno della bocca della creatura marina, prima di risputarla fuori perché non l’ha trovata – giustamente – di suo gradimento.
Sorprendentemente lo squalo riesce persino a catturare uno scorcio di tre subacquei vicini, immortalati dall’interno delle sue fauci.
«Gli squali tigre di Tiger Beach hanno un hobby unico: rubare macchine fotografiche», ha scritto Andrea Ramos Nascimento nella didascalia del post su Instagram. «Gli oggetti, le luci e i suoni catturano la loro attenzione, e poiché non hanno le mani, esplorano tutto con la bocca».
Visualizza questo post su Instagram
Aiuta Renovatio 21
«Alcuni subacquei hanno visto le loro GoPro scomparire nella bocca di uno squalo, solo per vederlo nuotare via come se avesse appena vinto un premio», ha aggiunto il sub. «È stato dimostrato che l’alloggiamento di Insta360 X4 è resistente al morso di squalo tigre».
Il Nascimento ha detto che la guida subacquea ha dovuto inseguire lo squalo per recuperare la telecamera, la quale è stata strappata da una scatola di alimentazione dello squalo.
Immergersi con gli squali tigre alle Bahamas è una popolare attrazione turistica destinata alle persone più audaci e coraggiose. Tiger Beach, che si trova a una trentina di chilometri a Nord-Ovest della città delle Bahamas del West End e offre acque cristalline e un’enorme varietà di vita marina, tra cui delfini, tartarughe e squali martello.
Ma avvicinarsi troppo a questi animali potrebbe non essere una buona idea. Secondo il National Geographic, gli squali tigre sono «secondi solo ai grandi bianchi nell’attaccare le persone». Alcuni esemplari possono crescere fino a 7 metri e possono pesare più di 900 chili.
Non si tratta dell’unico caso di pescecane-filmaker. Un video non dissimile è emerso due mesi fa da un’immersione alle Maldive.
I casi di animali che si filmano o si fotografono sono in aumento. In una occasione abbiamo visto un gabbiano prima rubare una telecamera e poi videoregistrarsi impunemente.
The seagull steals a Traveler’s camera and then returns it 👏😅 pic.twitter.com/ld3LuciUsB
— Aviationdaily✈️الطيران يوميآ (@Aviationdailyy) October 5, 2018
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Nel 2011, nel parco naturale di Tangkoko a Sulawesi (Indonesia), il fotografo britannico David Slater lasciò incustodita la sua macchina fotografica. Una scimmia macaca nigra, poi chiamata Naruto, la prese e si scattò diverse selfie divertenti e iconiche, con espressioni buffe e denti in mostra.
Le foto divennero virali. Lo Slater le pubblicò in un libro rivendicando il copyright, sostenendo che l’impostazione della camera era opera sua. Wikimedia Commons le caricò come public domain, perché un animale non può detenere diritti d’autore secondo la legge USA.
Nel 2015 PETA fece causa allo Slater a nome di Naruto (Naruto v. Slater), chiedendo che la scimmia fosse riconosciuta autrice e proprietaria delle immagini, con i proventi destinati alla tutela delle macaques crestate.
Il tribunale distrettuale respinse: gli animali non hanno standing per intentare cause di copyright. La Corte d’Appello del Nono Circuito confermò nel 2018: la legge sul copyright non si applica agli animali. Nel 2017 le parti raggiunsero un accordo extragiudiziale: lo Slater donerà il 25% dei futuri introiti da quelle foto a progetti di conservazione delle scimmie. Il caso ha acceso un dibattito filosofico e giuridico sui diritti degli animali e sui limiti del copyright.
Renovatio 21 ha dedicato al fenomeno degli animali filmanti vari articoli, come quello sull’inaccettabile bullismo dei gatti di quartiere o quello sull’orrore che si prova guardando un video GoPro registrato da un delfino.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Instagram
Animali
Turista trascinata fuori dalla tenda e sbranata a morte dagli orsi: la Russia avvia programma di abbattimento
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Animali
Ecco la gara internazionale di corsa per cagnolini Corgi
La quinta edizione della Corgi Race di Vilnius ha attirato cani e proprietari al parco Vingis della capitale lituana sabato scorso, in quella che gli organizzatori hanno definito l’edizione più grande di sempre. Lo riporta l’agenzia Associated Press.
Tra i partecipanti figuravano concorrenti provenienti da Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Germania, Ucraina, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Gran Bretagna, il Paese più strettamente legato alla razza, celebre per essere stata una delle preferite della defunta regina Elisabetta II.
Novantaquattro cani hanno preso parte alla gara principale, affrontando qualificazioni, semifinali e finale.
Nella finale, disputata su una distanza di 25 metri, il vincitore è risultato l’americano GG, abbreviazione di Gustave the Girl Dog. Un altro partecipante statunitense, Mr. Corgington, si è classificato secondo per un soffio. La lituana Moka, due volte campionessa in passato, ha ottenuto il terzo posto.
Gran parte del programma, tuttavia, andava oltre la velocità per valorizzare le altre abilità dei cani e dei loro proprietari.
🐶🎀 À Vilnius, les corgis défilent… et courent en costumes !
Des milliers de personnes se sont réunies à Vilnius, en Lituanie, pour assister à une course internationale de corgis… dont certains ont revêtu leurs plus beaux déguisements ! 🐾 pic.twitter.com/uUpxzafIq3
— GEO (@GEOfr) August 18, 2026
Aiuta Renovatio 21
Si è tenuta una sfilata in costume con 38 corgi vestiti in abiti differenti, tra cui un costume da dinosauro, un abito elegante e un completo sportivo per cani. Amigo ha trionfato sia nella votazione della giuria composta da quattro giudici, sia nel voto del pubblico su Facebook, grazie a un costume impeccabile che richiamava un cavaliere.
Nella sfida del «naso più intelligente», i cani hanno cercato bocconcini nascosti. I corgi lettoni Tora e Rusty si sono spartiti la vittoria.
E poi c’era la gara di abbaio più forte. Il primo concorrente britannico, Duke, un Pembroke Welsh Corgi di 12 anni proveniente da Sedbergh, nel nord-ovest dell’Inghilterra, non ha preso parte alla gara principale a causa della sua età avanzata, ma era un serio candidato alla gara di abbaio dopo, come ha riferito il suo proprietario, essersi allenato per tutta la vita.
È stata tuttavia il signor Corgington a conquistare la gara di abbaio più forte.
Era uno dei concorrenti che aveva percorso la distanza maggiore. La gara finale gli offriva la rivincita dopo il secondo posto ottenuto contro GG in un’importante corsa all’Emerald Downs di Auburn, Washington, dove lei aveva vinto per la seconda volta consecutiva.
Metà dei corgi iscritti a Vilnius quest’anno partecipavano per la prima volta. Ma sei veterani – Amigo, vincitore del premio per il miglior costume, Foksas, Foksis, Madeira, Bulka e Dziugas – hanno preso parte a tutte le edizioni.
Il termine Corgi deriva dal gallese cor, «nano», e ci. La stramba razza di cane da pastore viene dal Galles. Esistono due razze distinte: il Pembroke Welsh Corgi e il Cardigan Welsh Corgi.
Il Cardigan è il più antico: i suoi antenati arrivarono con i Celti intorno al 1200 a.C. e appartengono al gruppo Teckel (simile al bassotto). Il Pembroke deriva invece da cani di tipo Spitz portati dai Vichinghi e dai tessitori fiamminghi tra il X e il XII secolo. Entrambi erano usati per guidare il bestiame, mordendo i talloni delle mucche e schivando i calci grazie alla bassa statura. Furono riconosciuti come razze separate nel 1934.
Entrambi i gruppi hanno corpo allungato, zampe corte e robuste, testa a forma di volpe e orecchie erette. Il Pembroke è più piccolo (altezza 25-30 cm, peso fino a 14 kg), con coda corta o assente e orecchie appuntite. Il Cardigan è più grande (27-32 cm, 11-17 kg), con coda lunga e folta e orecchie arrotondate. Il mantello è doppio, impermeabile, nei colori rosso, sabbia, nero focato o tricolore.
Sono cani resistenti, agili e longevi, in grado di vivere anche 12-15 anni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Daniel Stockman via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Animali
Orca di Gibilterra vista con possibili ferite da armi da fuoco: e ora cosa succederà?
Il giornale Guardian, che è britannico come varie vittime dell’infame banda orcina, riporta che «venerdì, il ministero dell’ambiente spagnolo ha dichiarato che Toñi, il membro vivente più anziano del branco, era stata avvistata mentre nuotava nello Stretto di Gibilterra con segni sulla pinna dorsale “compatibili con colpi di fucile ad aria compressa”». Capito, la belva ha un nome carino, anzi cariñoso, Toñi. Tipo: l’orca assassina Antonietta. A dire la verità, per inciso, qualche anno fa Renovatio 21, che tiene conto del fenomeno e in generale non vuole dimenticare le cose, aveva già veduto immagini di un marinaio che apre il fuoco su di un’orca che gli stava affondando la barca. Che volete farci: Renovatio 21, a differenza dei giornali, non è fatta per indurre il lettore all’oblio, ma per ricordare tutto quanto può essere necessario a comprendere il mondo moderno.El Gobierno investiga si la orca Toñi ha sido tiroteada en su aleta con perdigones en el Estrecho de Gibraltar https://t.co/aO6qyBsMaf pic.twitter.com/H1mMaKP6Vw
— 20minutos.es (@20m) August 14, 2026
Sostieni Renovatio 21
Nah lmao orcas are dope. Dolphins can get it tho https://t.co/il5h7ule9I https://t.co/3eRKq4Jpsn
— ronny 🇧🇮 (@notronnyrick) June 20, 2023
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Occulto2 settimane faMedjugorje, per sei membri della Commissione vaticana «non è spiegabile senza l’intervento del Maligno»
-



Occulto2 settimane faFunzionario vaticano esegue il rituale della Pachamama in vista della visita di Leone in Perù
-



Occulto1 settimana faMons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
-



Pensiero2 settimane faStoria di rune e cani che abbaiano
-



Economia2 settimane faHormuz e la situazione energetica in Italia. Intervista al prof. Pagliaro.
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faI Data Center faranno costare tutto di più. Le macchine hanno già vinto?
-



Catastrofi1 settimana faTerremoto di «intensità insolita» colpisce la città dove si è praticata l’idolatria di Pachamama
-



Bioetica3 giorni faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti













