Militaria
Israele bombarda il Libano meridionale dopo averlo dichiarato «zona di combattimento»
Israele ha effettuato intensi attacchi nel Libano meridionale dopo aver proclamato l’intera area «zona di combattimento». RT ha seguito le evacuazioni prima dei bombardamenti.
L’escalation di mercoledì è arrivata dopo che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno impartito ordini di evacuazione per diverse zone in preparazione di quelli che hanno descritto come attacchi contro obiettivi di Hezbollah. Le mappe diffuse dall’IDF in mattinata evidenziavano vaste porzioni della regione libanese di Tiro da abbandonare, e il portavoce militare Avichay Adraee ha ammonito che tutte le aree a sud del fiume Zahrani erano considerate una «zona di combattimento».
Dal distretto di Tiro, in Libano, il giornalista di RT Ali Rida Sbeity ha riferito che i residenti hanno cominciato a lasciare la città, precisando che molti «erano rimasti per tutta la durata della guerra, anche al suo culmine e dopo il cessate il fuoco, ma ora stanno prendendo questa strada verso Saida e Beirut, in cerca di zone più sicure».
צה”ל תקף מבנים צבאיים, מפקדות ואתרי שיגור בבקעא: מתחילת השבוע הותקפו כ-550 מטרות של ארגון הטרור חיזבאללה בלבנון
לאורך היום, צה”ל תקף בבקעא ובמספר מרחבים בדרום לבנון מבנים צבאיים, מפקדות ואתרי שיגור בשימוש ארגון הטרור חיזבאללה.
תקיפת המפקדות בצור נמשכות גם ברגעים אלו pic.twitter.com/E0qkGQ3Knt
— צבא ההגנה לישראל (@idfonline) May 27, 2026
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In una dichiarazione diffusa ore dopo su X, l’IDF ha sostenuto di aver colpito edifici militari, centri di comando e siti di lancio presumibilmente impiegati da Hezbollah nella valle della Bekaa e nel Libano meridionale. L’esercito ha affermato che circa 550 obiettivi legati a Hezbollah sono stati colpiti dall’inizio della settimana, precisando che le operazioni intorno a Tiro sono tuttora in corso.
I media libanesi hanno segnalato attacchi aerei in varie località del sud, tra cui Deir Amas, Braiqaa, Srifa e Toura. L’esercito libanese ha comunicato che un suo soldato è stato ucciso nei pressi di una postazione militare nella regione della Bekaa.
Hezbollah sostiene che i suoi combattenti proseguono le operazioni di rappresaglia contro le truppe israeliane nel Libano meridionale. Il gruppo ha ribadito più volte di agire in risposta alle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Israele.
L’intensificarsi dei bombardamenti si verifica nel quadro di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran, con Teheran che afferma che Israele deve interrompere le sue operazioni militari contro Hezbollah affinché il cessate il fuoco con Washington possa essere esteso. Il presidente statunitense Donald Trump aveva precedentemente dichiarato che Israele dovrebbe limitarsi in Libano a operazioni militari «chirurgiche».
Secondo il ministero della Salute libanese, almeno 3.213 persone sono state uccise e 9.737 ferite da quando Israele ha avviato la sua operazione militare contro Hezbollah in seguito all’attacco israelo-americano all’Iran alla fine di febbraio.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Vietato l’accesso alle scuole militari francesi agli studenti della FSSPX
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Militaria
L’Ucraina non produrrà missili Patriot nonostante la promessa di Trump
Nonostante la promessa del presidente statunitense Donald Trump di concedere a Kiev la relativa licenza, è improbabile che l’Ucraina inizi a produrre i propri missili di difesa aerea Patriot, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, che cita fonti informate.
Durante l’incontro a margine del recente vertice NATO ad Ankara, in Turchia, mercoledì, Trump ha detto al presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj: «Vi daremo la licenza per produrre i Patriot. È una cosa fantastica. In questo modo, non potrete lamentarvi che non ne forniamo a sufficienza». Tuttavia, il presidente ha ribadito che Washington non fornirà direttamente gli intercettori tanto richiesti.
Venerdì l’agenzia Reuters ha riferito che, secondo le sue fonti, per l’Ucraina non è sicuro avviare la produzione di missili Patriot finché persistono i combattimenti entro i suoi confini dichiarati.
Secondo due persone a conoscenza delle trattative, i nuovi intercettori saranno probabilmente prodotti in Germania o in un altro paese europeo. Le due fonti dell’agenzia hanno aggiunto che la produzione potrebbe essere trasferita in Ucraina solo dopo la fine del conflitto con la Russia.
Lo Zelens’kyj ha ripetutamente accusato l’Occidente della carenza di munizioni per la difesa aerea, in un contesto di continui attacchi missilistici e con droni russi contro obiettivi militari in tutta l’Ucraina, attacchi che, secondo Mosca, sarebbero una risposta agli attacchi terroristici di Kiev contro infrastrutture energetiche e civili in Russia.
Gli Stati Uniti e i loro alleati stanno affrontando una grave carenza di missili Patriot a causa del loro massiccio impiego nel conflitto in Ucraina e nella guerra israelo-americana contro l’Iran. Negli ultimi mesi, Washington è stata costretta a ritardare le consegne di questi intercettori ad alcuni clienti in Europa e in Asia.
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Il presidente ucraino ha dichiarato venerdì su Telegram che lui e Trump avevano «raggiunto un accordo politico» sulle licenze per la produzione dei missili intercettori Patriot in Ucraina. Ha aggiunto che ora i dettagli tecnici del processo dovranno essere definiti dai team di Kiev e Washington.
Lo Zelens’kyj ha inoltre affermato che nei prossimi giorni Kiev riceverà un altro pacchetto di aiuti militari dagli americani, che includerà un numero imprecisato di missili PAC-3 per i sistemi Patriot.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato venerdì che «per quanto riguarda il Patriot, sì, è un fatto ovvio che gli Stati Uniti continuano a fornire all’Ucraina armamenti e tecnologie militari su vasta scala. Lo sappiamo. Allo stesso tempo, però, c’è una certa dualità nella posizione degli Stati Uniti: a differenza degli europei, gli Stati Uniti mantengono il desiderio di facilitare un passo verso un processo di pace», ha sottolineato Peskov.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha insistito sul fatto che il vertice di Ankara è stato «umiliante» per lo Zelens’kyj, poiché i membri della NATO «non hanno offerto alcuna risposta significativa» alle sue richieste di fornire più armi.
I missili Patriot sono forniti a Kiev da anni, e secondo i russi sarebbero coinvolti anche in casi eclatanti di fuoco amico, come contro un F-16 o un aereo che trasportava prigionieri di guerra ucraini.
In passato lanciatori Patriot, inviati in grande copia da Joe Biden, sono stati oggetto di attacco da parte di missili ipersonici di Mosca. In altri traffici veduti all’inizio del conflitto gli USA hanno mandato Patriot in Slovacchia, che in cambio mandava i missili di produzione russa S-300 in Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, di recente Trump ha affermato che le case automobilistiche americane potrebbero inziare a produrre missili.
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Immagine di Ministerie van Defensie via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Trump contro Netanyahu per la vendita di F-35 alla Turchia
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