Militaria
La Francia si inquieta per il riarmo tedesco
La Francia manifesta crescenti preoccupazioni per il rafforzamento militare della Germania, temendo che tale processo possa modificare l’equilibrio politico e militare in Europa e ridimensionare la propria influenza continentale. Lo riporta Bloomberg, che cita fonti vicine al dossier.
La testata riferisce che Parigi osserva «con timore reverenziale e disagio» l’avvio da parte di Berlino di una campagna di riarmo definita «storica», con l’impegno a destinare oltre 500 miliardi di euro alla difesa entro il 2029. Per il solo 2026, il bilancio militare tedesco dovrebbe attestarsi intorno ai 109 miliardi di euro. Inoltre, la Germania ha allentato i vincoli di indebitamento, consentendole una velocità di riarmo che pochi altri Paesi europei potrebbero eguagliare a causa delle rigide regole fiscali vigenti.
Se da un lato la NATO ha salutato con favore i piani tedeschi, dall’altro in Francia prevale un sentimento ambivalente. Sebbene Parigi abbia a lungo sollecitato Berlino a farsi carico di maggiori responsabilità in ambito difensivo, quattro funzionari francesi hanno confidato a Bloomberg l’esistenza di «un generale malessere» riguardo alla crescente potenza militare tedesca e alle ricadute politiche che ne conseguono.
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«La Francia si trova in una situazione fragile e il fatto che la Germania si stia impegnando con tanta determinazione creerà ovviamente una dinamica che potrebbe lasciarci ai margini della strada», ha dichiarato all’agenzia il deputato francese Francois-Xavier Bellamy.
Le tensioni si manifestano anche nei progetti di difesa congiunti: la Francia si sente emarginata dall’iniziativa tedesca European Sky Shield per la difesa missilistica e dalla scelta di Berlino di acquistare caccia F-35 di produzione statunitense invece di velivoli europei. Inoltre, il programma comune per un caccia di sesta generazione rischia di naufragare a causa di prolungate dispute tra industrie francesi e tedesche sulla ripartizione delle quote di produzione.
A incrementare il disagio contribuisce anche l’evoluzione politica interna tedesca: secondo un sondaggio INSA di dicembre, la destra euroscettica di Alternativa per la Germania (AfD) raccoglie circa il 26% dei consensi.
Come riportato da Renovatio 21, nelle scorse settimane la Germania amplia la definizione di conflitto militare considerando le azioni ibride – quali cyberattacchi e campagne di disinformazione – come fasi preparatorie che possono condurre a un conflitto militare aperto.
Il livello di preparazione della Germania alla guerra è tale che mesi fa è stato riportato che il ministero degli Interni tedesco sta consigliando alle scuole di preparare i bambini alle crisi e alla guerra. Politici e giornali dell’establishment parlano ripetutamente di coscrizione militare dei giovani.
Un anno fa il Militärischer Abschirmdienst (MAD) –il servizio di controspionaggio militare tedesco (MAD) potrebbero presto essere concessi ulteriori poteri per proteggersi dalle infiltrazioni di presunti nemici, in particolare la Russia.
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Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi anni in Germania scenari di guerra drammatici vengono ciclicamente fatti filtrare alla stampa nazionale.
Truppe tedesche sono schierate da mesi sul fronte orientale per combattere la Russia, come non accadeva dalla Seconda Guerra Mondiale.
Come riportato da Renovatio 21, la ri-militarizzazione tedesca – un’idea che va contro la stessa idea dietro la NATO: tenere gli americani dentro, i russi fuori, i tedeschi sotto – è oramai un fatto indisputabile, con la Grundgesetz (la «legge base», cioè la Costituzione) cambiata dal Bundestag per aumentare il tetto della spesa militare.
A spingere per la guerra, e perfino per la dotazione di armi atomiche europee, sono i socialisti dell’SPD, così come i verdi – partiti che erano conosciuti in passato per il loro pacifismo più o meno moderato. Il Merz ha dichiarato di non volere dotare la Germania di armi atomiche (una possibilità recentemente ventilata per qualche ragione, sia pure come pure ipotesi, anche dall’ente atomico ONU, l’AIEA), tuttavia il parlamentare democristiano gay Jens Spahn due settimane fa ha dichiarato la necessità di chiedere l’accesso alle testate termonucleari di Francia e Gran Bretagna.
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Immagine di Lupus in Saxonia via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
Gli americani colpiscono tre petroliere iraniane
Thanks to the precision and professionalism of American service members, the M/T Kylo sank in the Gulf of Oman today and joined Iran’s navy at the bottom of the sea. pic.twitter.com/OwSDMl8SSQ
— U.S. Central Command (@CENTCOM) September 6, 2026
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Iran targets 3 oil tankers on an unauthorized route in the Strait of Hormuz and 3 US-affiliated vessels in response to the US attack on Iranian oil tankers.
Follow Press TV on Telegram: https://t.co/GHI09iA8ru pic.twitter.com/t3hjJ0pFEj — Press TV 🔻 (@PressTV) September 5, 2026
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🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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Intelligenza Artificiale
L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
L’ex ministro della Difesa ucraino Mikhaylo Fedorov ha annunciato il lancio di una nuova società di tecnologia militare, di cui Alex Karp, CEO di Palantir, sarà il principale investitore.
Da quando il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj lo ha rimosso dall’incarico a metà luglio, in seguito a presunte tensioni con l’allora comandante in capo Aleksandr Syrsky, il Fedorov è rimasto molto attivo nel mondo degli affari e della politica. L’ex ministro ha inoltre assunto un atteggiamento sempre più critico nei confronti dello Zelensk’yj (del quale aveva curato le campagne web), sostenendo di essere stato rimosso a causa della sua lotta alla corruzione e chiedendo elezioni, ripetutamente rinviate durante il periodo di legge marziale.
La scorsa settimana, Fedorov è emerso inaspettatamente come consigliere per le «innovazioni in materia di difesa» del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, affermando che il suo ruolo consisterà nell’aiutare Roma a «sviluppare tecnologie belliche moderne» e a «migliorare il settore della difesa».
Questa settimana, Fedorov ha annunciato la creazione di «una nostra società di tecnologia per la difesa» con l’amministratore delegato di Palantir, la famigerata azienda statunitense di data mining e tecnologia militare che fornisce soluzioni di Intelligenza Artificiale all’esercito ucraino, destinato a diventare il suo principale investitore. Fedorov ha condiviso un video del suo incontro con Karp, in cui il magnate della tecnologia elogia l’ex ministro.
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor.
Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ
— Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
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«Abbiamo lavorato insieme per cinque anni. Sono rimasto profondamente colpito da ciò che tu e gli ucraini avete realizzato e sono estremamente lieto di aver potuto dare il nostro contributo. Tu e i tuoi colleghi state lanciando un’azienda che, a mio avviso, sarà un punto di riferimento a livello mondiale, mettendo a disposizione dei paesi alleati la vostra conoscenza e la vostra competenza nell’arte della guerra», ha detto il Karp al Fedorov.
I legami tra il Fedorov e il Karp risalgono a ben prima dei sei mesi in cui l’ex ministro ha ricoperto la carica di ministro della Difesa. Prima di assumere tale incarico a metà febbraio, il Fedorov ha supervisionato la trasformazione digitale dell’Ucraina in diverse posizioni. Subito dopo la sua rimozione dall’incarico, il Fedorov ha affermato di aver ricevuto un’offerta di lavoro dal Karp.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro Fedorov fu a capo del lancio del sistema di identificazione digitale ucraino, con l’app Diia, lanciata a Kiev pochi giorni prima del conflitto, con il nome di Diia, che consentiva di interfaccia tra il cittadino e lo Stato e di fungere da «portafogli elettronici», nel quale lo Stato versava 40 dollari ad avvenuta vaccinazione COVID.
Parimenti, da ministro del digitale il Fedorov aveva promesso che il governo ucraino e le aziende dette «Big Tech» sarebbero divenuti «strettamente interconnessi», e che ciò trasformerà il Paese in «un Israele europeo», invocando la fiducia nell’archiviazione dei dati sui server delle aziende Big Tech, come Amazon e Microsoft, i quali a suo dire «non possono essere distrutti dai missili».
Fedorov era quindi entrato nel governo nel 2019 con il background della trasformazione digitale e si era legato strettamente alla guerra con i droni di Kiev e alla rapida integrazione di tecnologie civili nelle operazioni militari. Dopo aver assunto la guida del ministero della Difesa a gennaio, aveva intensificato i rapporti dell’Ucraina con Palantir, azienda statunitense controversa attiva nel data mining e nelle tecnologie militari.
Durante un incontro tenutosi a maggio con l’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, Fedorov aveva discusso dell’ampliamento della cooperazione in ambito di Intelligenza Artificiale, analisi dei dati sul campo di battaglia e pianificazione militare. Il ministero della Difesa ucraino aveva dichiarato che la partnership puntava ad aiutare Kiev a identificare bersagli aerei, prevedere attacchi e, in ultima analisi, «trasferire la guerra sul territorio russo».
Palantir era stata coinvolta anche nella creazione della Brave1 Dataroom, che consente agli sviluppatori ucraini di accedere a informazioni reali dal campo di battaglia per addestrare modelli di IA. Kiev aveva sostenuto che la tecnologia dell’azienda era già integrata nell’elaborazione dell’Intelligence e nella pianificazione di attacchi a lungo raggio. Karp aveva in precedenza affermato che il software di Palantir era responsabile della «maggior parte degli obiettivi» individuati dall’Ucraina.
Commentatori russi notano che sebbene i media occidentali e ucraini abbiano ampiamente dipinto Fedorov come un visionario militare incentrato sulla guerra con i droni, l’aumento degli attacchi a lungo raggio contro la Russia durante il suo mandato si è basato principalmente sull’espansione della produzione di droni in Europa occidentale, ottenuta grazie ai suoi predecessori.
I critici fanno notare che ripetute promesse del Fedorov di riformare il caotico sistema di mobilitazione ucraina non si sono concretizzate, e la pratica di prelevare uomini a caso per strada e arruolarli forzatamente nell’esercito è probabilmente diventata ancora più violenta sotto la sua guida.
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Come riportato da Renovatio 21, aveva destato scalpore l’uscita di un vero e proprio manifesto di Palantir in 22 punti che riassume i temi del libro di Karp La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente (2025). Il testo sosteniene che la Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare alla difesa nazionale, che il «potere militare» si baserà sul software e che le armi basate sull’Intelligenza Artificiale sono inevitabili.
I critici lo hanno definito un progetto per il «tecnofascismo». In molti sostengono che la spinta data dal governo Trump, il cui vicepresidente JD Vance ha lavorato per il fondatore di Palantir Peter Thiel, sia quella di portare verso una società di sorveglianza totale – perfino con algoritmi di predizione dei crimini – alimentata dai software di Palantir.
Renovatio 21 ha pubblicato un sunto del contenuto del libro-manifesto.
A luglio il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir.
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Immagine screenshot da Twitter
Economia
La Corea del Sud valuta un dispiegamento militare nello Stretto di Ormuzzo
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