Militaria
La Casa Bianca: supersoldati USA schierati nel raid contro Maduro
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt la scorsa settimana ha rilanciato le affermazioni secondo cui i membri delle forze speciali americane, definiti «super soldati», avrebbero fatto ricorso a tecnologie militari avanzate durante l’operazione di cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro.
Leavitt ha condiviso su X un presunto resoconto di una guardia di sicurezza del complesso di Maduro, originariamente pubblicato dall’attivista politico californiano Mike Netter – noto per la sua campagna contro il governatore della California Gavin Newsom. Il racconto descrive l’arrivo degli operatori della Delta Force in condizioni di buio totale, dopo l’improvvisa disattivazione dei sistemi radar.
🚨This account from a Venezuelan security guard loyal to Nicolás Maduro is absolutely chilling—and it explains a lot about why the tone across Latin America suddenly changed.
Security Guard: On the day of the operation, we didn’t hear anything coming. We were on guard, but… pic.twitter.com/392mQuakYV
— Mike Netter (@nettermike) January 10, 2026
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«Il giorno dell’operazione, non abbiamo sentito nulla arrivare. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire», ha dichiarato la guardia di sicurezza del complesso di Maduro. Questo resoconto è apparso sufficientemente credibile da indurre Leavitt a ripubblicarlo.
Il resoconto completo della guardia, che sottolinea l’incapacità delle forze venezuelane di fronteggiare un campo di battaglia moderno dominato da droni, armi soniche e ottiche avanzate con Intelligenza Artificiale integrate nei caschi, include la descrizione di un vero e proprio «massacro». La guardia ha affermato: «sì, ma è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità… sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla».
«Il giorno dell’operazione, non abbiamo sentito nulla arrivare. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire» dice la guardia.
«E le tue armi? Non ti sono state d’aiuto?» chiede l’intervistatore.
«Nessun aiuto» risponde la guardia. Perché non erano solo le armi. A un certo punto, hanno lanciato qualcosa… non so come descriverlo… è stata come un’onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall’interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci».
« E i tuoi compagni? Sono riusciti a resistere?» viene domandato.
«No, per niente. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a stare in piedi dopo quell’arma sonica o qualunque cosa fosse».
«Quindi pensa che il resto della regione dovrebbe pensarci due volte prima di affrontare gli americani?»
«Senza dubbio. Sto lanciando un avvertimento a chiunque pensi di poter combattere gli Stati Uniti. Non hanno idea di cosa siano capaci di fare. Dopo quello che ho visto, non voglio mai più trovarmi dall’altra parte. Non bisogna scherzare con loro» risponde la guardia.
«E ora che Trump ha detto che il Messico è nella lista, pensa che la situazione cambierà in America Latina?» viene chiesto ancora
«Tutti ne parlano già. Nessuno vuole passare quello che abbiamo passato noi. Ora tutti ci pensano due volte. Quello che è successo qui cambierà molte cose, non solo in Venezuela ma in tutta la regione» conclude il venezuelano intervistato.
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Secondo un articolo del New York Times che ha approfondito i dettagli dell’Operazione Absolute Resolve, nessun operatore della Delta Force ha perso la vita durante l’azione. Tuttavia, il rapporto ha precisato che «uno degli elicotteri è stato colpito» e che, secondo due funzionari statunitensi, circa una mezza dozzina di soldati americani sono rimasti feriti nell’intera operazione.
Non esiste al momento una verifica indipendente del post su X di Netter, e l’intera vicenda appare come parte di una guerra narrativa, amplificata dalla Casa Bianca, probabilmente finalizzata a intimorire i governi latinoamericani di orientamento socialista.
La rimozione di Maduro si inserisce pienamente nella strategia di difesa emisferica del presidente Trump, nota come «Dottrina Donroe» (una crasi tra Donald e Monroe), volta a riaffermare il dominio incontrastato degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale e a contrastare l’influenza cinese, russa e socialista.
A un livello più profondo, la Dottrina Donroe sembra estendersi oltre il Venezuela, indicando un progetto per integrare le economie dell’emisfero occidentale in un blocco fortemente allineato agli USA, che inizia a somigliare a una sorta di Superstato, scrive Zerohedge.
Questo potrebbe rappresentare l’obiettivo a lungo termine per una futura amministrazione guidata da figure come JD Vance.
Il tema dei supersoldati è emerso varie volte pubblicamente in questi anni in America.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa un rapporto del Pentagono esplorava la guerra basata sulla biotecnologia parlando di «peste, cyborg e supersoldati». Cinque anni fa è stato detto che l’esercito americano stava testando sui suoi soldati pillole anti-invecchiamento.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina – hanno negli anni accusato apertamente i funzionari dell’Intelligence americana – sta lavorando alacremente da tempo alla produzione di supersoldati geneticamente modificati.
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Militaria
Gli Stati Uniti rimandano i bombardamenti notturni sull’Iran a dopo la finale dei Mondiali
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 20, 2026Il CENTCOM non ha fornito motivazioni sulla scelta dei tempi né ha suggerito che l’operazione fosse stata intenzionalmente sincronizzata con l’evento calcistico globale. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva assistito alla partita al MetLife Stadium nel New Jersey, conclusasi ai tempi supplementari, e aveva preso parte alla cerimonia di premiazione, terminata poco prima dell’inizio degli attacchi. Il comunicato non faceva inoltre riferimento a ritorsioni per la morte di soldati americani né indicava il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdaran) come bersaglio specifico. Al contrario, il comunicato della sera precedente descriveva l’azione come volta a «punire rapidamente» i responsabili.
Sailors prepare U.S. Marine Corps F-35B stealth fighter jets for takeoff aboard USS Boxer (LHD 4) while transiting the Arabian Sea. Boxer is the flagship for the Boxer Amphibious Ready Group / 11th Marine Expeditionary Unit. pic.twitter.com/hyNJILD17i
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 19, 2026
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Militaria
La Russia continua a colpire Kiev con missili e droni
La capitale ucraina e la sua periferia sono state colpite da un attacco su larga scala, condotto con armi di precisione e droni nelle prime ore di domenica mattina, secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa russo. Mosca sostiene di colpire esclusivamente installazioni militari e a duplice uso in risposta agli «attacchi terroristici» indiscriminati dell’Ucraina.
Le prime esplosioni a Kiev si sono udite poco dopo l’una di notte, ora locale, seguite da ulteriori deflagrazioni in diverse ondate. I media locali hanno riportato oltre 40 attacchi missilistici entro le 3 del mattino. Il sindaco Vitaly Klitschko ha segnalato numerosi incendi nei pressi di edifici residenziali, centri commerciali e strutture «non residenziali» non specificate.
Diversi video non verificati condivisi sui social media mostravano numerose esplosioni e incendi successivi dentro e intorno alla capitale ucraina.
🇷🇺 More footage from the MASSIVE Russian strike package on Kiev last night.
BOMBA!!! pic.twitter.com/J6vvRynEgM
— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) July 19, 2026
Selon les médias ukrainiens, une frappe massive de missiles des forces armées russes a détruit un complexe logistique AMTEL près de Kiev.
Il occupait une superficie de plus de 100 000 mètres carrés. C’était le principal centre de distribution, d’où les flux de marchandises se… pic.twitter.com/pLrLJ2HUQx
— Brainless Partisans 🏴☠️☢️☣️🪆 (@BPartisans) July 19, 2026
📍YENİ/ÖNEMLİ — Rus ordusu, Ukrayna’nın başkenti Kiev’e onlarca balistik füze ile şiddetli saldırılar düzenliyor; yaklaşık 40 füze ile saldırı gerçekleştirildiği rapor ediliyor.
▪️Vurulan hedefler arasında metro istasyonları, alışveriş merkezleri ve sivil binalar da var.
▪️Kiev… pic.twitter.com/sBNajPDriL— Bedrettin (@bedbolukbasi) July 19, 2026
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Il ministero della Difesa russo ha affermato che armi di precisione lanciate da aria e da terra, nonché droni d’attacco, hanno preso di mira impianti militari-industriali e centri logistici ucraini a Kiev e nella regione circostante.
Secondo il ministero della Difesa di Mosca, l’operazione ha preso di mira anche le infrastrutture del porto di Yuzhny, nella regione di Odessa, utilizzate per ricevere e immagazzinare merci militari e rifornimenti di carburante destinati a sostenere le forze ucraine.
A fronte delle significative battute d’arresto sul campo di battaglia, l’Ucraina ha intensificato i raid con droni a lungo raggio in profondità nel territorio russo, colpendo spesso edifici residenziali e prendendo di mira deliberatamente altre infrastrutture civili.
Sabato, sette lavoratori del turno di notte sono stati uccisi e altri 25 feriti in un attacco mirato a un centro logistico gestito dal rivenditore online russo Wildberries nella regione di Tambov. Contemporaneamente, un altro centro logistico di Wildberries è stato attaccato durante la notte a Elektrostal, a circa 50 km a Est di Mosca, provocando il ferimento di altre 24 persone.
Ucrania ataca con drones dos grandes centros logísticos en la región de Moscú y deja al menos 8 muertos
Los ataques alcanzaron instalaciones de Wildberries, la conocida plataforma de comercio electrónico rusa, en Elektrostal y Kotovsk, además de un depósito de petróleo cerca de… pic.twitter.com/T0ePijw6jW
— DW Español (@dw_espanol) July 18, 2026
Kiev accusa regolarmente la Russia di colpire deliberatamente obiettivi civili, ma ha una lunga storia di utilizzo di strutture civili, tra cui magazzini, edifici pubblici e siti industriali, per scopi militari.
Il mese scorso, i media ucraini hanno accidentalmente rivelato la presenza di un impianto di produzione di droni all’interno di uno studio cinematografico colpito dalla Russia. Nel corso del conflitto, Kiev ha compiuto notevoli passi per decentralizzare la sua catena di produzione di armi, creando piccoli siti di assemblaggio che producono principalmente droni FPV e ad ala fissa a lungo raggio utilizzando componenti provenienti dall’estero.
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Immagine screenshot da Twitter
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Il Lussemburgo va alla guerra
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