Geopolitica
Il presidente colombiano Petro promette di «prendere le armi» qualora gli USA attaccassero
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha promesso di «prendere le armi» in caso di attacco da parte degli Stati Uniti.
La sua dichiarazione fa seguito alle molteplici minacce del presidente Donald Trump in seguito all’attacco statunitense di sabato al Venezuela e al rapimento del suo leader, Nicolas Maduro.
Parlando domenica con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, il presidente degli Stati Uniti ha accusato Petro di aver orchestrato il traffico di cocaina e ha lasciato intendere che presto potrebbe essere rimosso. Alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero lanciato un’operazione militare contro la Colombia, Trump ha risposto: «Mi sembra una buona idea».
In un post di lunedì, Petro ha promesso di resistere.
«Sebbene non sia stato un militare, conosco la guerra e la clandestinità. Ho giurato di non toccare più un’arma dal Patto di Pace del 1989, ma per la Patria riprenderò le armi con riluttanza», ha detto.
Aiuta Renovatio 21
Prima di essere eletto primo presidente di sinistra della Colombia nel 2022, Petro faceva parte del gruppo guerrigliero comunista M-19, che accettò di deporre le armi e unirsi alla politica colombiana dominante alla fine degli anni ’80.
Secondo Petro, durante il suo mandato ha represso il traffico di cocaina nel Paese.
«Ho fermato la coltivazione di foglie di coca e ho avviato un grande piano di sostituzione volontaria delle colture da parte dei contadini coltivatori di coca», ha affermato, sostenendo che i suoi attacchi aerei contro i cartelli locali necessitavano di una precisione chirurgica per evitare di uccidere bambini e contadini, in modo da non ingrossare le fila dei gruppi insurrezionalisti colombiani.
Dopo le accuse di narcotraffico di Trump e la minaccia di un intervento militare, Petro ha dichiarato di aver chiesto le dimissioni di tutti gli ufficiali militari «che preferiscono la bandiera degli Stati Uniti a quella della Colombia».
Dopo la condanna da parte di Colombia e Cuba dell’attacco statunitense al Venezuela, Trump ha anche lanciato una velata minaccia contro l’isola caraibica, affermando che «è pronta a cadere».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
«Ya viene Giacarta»: la CIA in Indonesia
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21

Copertina di TIME, voll. 88, 15 luglio 1955. Diritti di TIME magazine
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Il Cremlino: Kiev nelle «ultime manifestazioni di agonia»
Gli attacchi a lungo raggio dell’Ucraina contro le infrastrutture civili ed energetiche russe, incluso il raid su San Pietroburgo, non sono altro che disperati tentativi di Kiev di cambiare il corso del conflitto e non avranno successo, ha affermato il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov.
Una persona è rimasta uccisa e altre cinque ferite a San Pietroburgo durante un raid aereo notturno condotto dall’esercito ucraino, secondo quanto dichiarato dal governatore locale Aleksandr Beglov. L’attacco ha inoltre danneggiato oltre una dozzina di palazzi residenziali e provocato un incendio in un terminal petrolifero locale.
Peskov ha descritto l’attacco come «un’ultima manifestazione dell’agonia» dell’Ucraina, aggiungendo che, sebbene «il regime di Kiev stia reagendo, non può cambiare il corso della storia».
Secondo il portavoce del Cremlino, la Russia ha costantemente risposto agli attacchi ucraini con importanti raid sistematici, che «producono risultati».
Sostieni Renovatio 21
Mosca ha accusato Kiev di aver deliberatamente preso di mira infrastrutture civili e zone residenziali con droni a lungo raggio, nel tentativo di compensare le battute d’arresto sul campo di battaglia, dove le forze russe hanno continuato ad avanzare.
Kiev continua inoltre a prendere di mira le infrastrutture petrolifere russe, nonostante le richieste del presidente statunitense Donald Trump di porre fine agli attacchi, che a suo dire sono la causa dell’impennata dei prezzi globali dell’energia. Trump aveva precedentemente accusato Volodymyr Zelens’kyj di «creare problemi» agli Stati Uniti e al mondo intero, suggerendo che l’Ucraina avesse bisogno di un «nuovo presidente».
All’inizio di questo mese, Washington ha anche raggiunto un accordo con Mosca per alleviare la crisi dei carburanti in vista delle elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre. L’accordo prevedeva che gli Stati Uniti allentassero le restrizioni sulle esportazioni di gasolio da Mosca e rinunciassero alle sanzioni «devastanti», tra cui dazi del 500% sulle importazioni dalla Russia e del 100% sui principali acquirenti di petrolio e gas russi, in cambio della fornitura di gasolio da parte di Mosca al mercato globale e potenzialmente anche agli Stati Uniti.
La Russia ha risposto agli attacchi terroristici di Kiev intensificando la sua campagna di missili a lungo raggio e droni contro le infrastrutture militari, industriali e logistiche dell’Ucraina. Il ministero della Difesa russo sostiene che le forze armate non prendono di mira i civili e che gli attacchi sono diretti esclusivamente contro obiettivi militari e infrastrutture a supporto delle forze ucraine.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
L’Egitto promette supporto militare all’Arabia Saudita contro gli Houthi
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Occulto2 settimane faConsiglio comunale si apre con la preghiera «Ave Satana»
-



Essere genitori1 settimana faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Epidemie2 settimane faVirus della peste fuggito da un laboratorio in Siberia?
-



Necrocultura1 settimana faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Bizzarria2 settimane faDonna ebbra commette atti osceni autogeni in volo: indaga l’FBI
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò: la fallacia del Concilio «letto alla luce della Tradizione»
-



Pensiero1 settimana faPapa Leone «medical dimension»
-



Spirito2 settimane fa«L’Europa consegna i suoi Paesi ad una nuova invasione». Mons. Viganò, messaggio per Lepanto














