Intelligenza Artificiale
La prossima strategia nazionale di Trump si concentrerà sui robot umanoidi
La strategia industriale nazionale del presidente Trump si concentra sull’espansione del predominio degli Stati Uniti nei settori dei semiconduttori, dell’Intelligenza Artificiale, della produzione di terre rare, delle tecnologie pulite, dello spazio e di altre tecnologie emergenti che dovrebbero dominare l’economia globale negli anni Trenta. In seguito alla spinta dell’amministrazione ad accelerare la costruzione di data center basati sull’AI e l’ammodernamento della rete elettrica il prossimo obiettivo principale sarà la robotica umanoide. Lo riporta Politico.
Secondo fonti della testata, il segretario al Commercio Howard Lutnick ha incontrato i dirigenti delle principali aziende tecnologiche e sta valutando un ordine esecutivo per il prossimo anno per stimolare lo sviluppo e la produzione nazionale di robot umanoidi, mentre il dipartimento dei Trasporti sta istituendo un gruppo di lavoro sulla robotica .
La tempistica è degna di nota: la Tesla di Elon Musk si sta preparando ad aumentare la produzione del suo robot Optimus a un milione di unità entro la fine del prossimo anno. All’inizio di questo autunno, Tesla avrebbe effettuato un massiccio ordine di attuatori lineari dalla Cina, suggerendo che la produzione di Optimus è destinata ad aumentare nel breve termine.
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Un portavoce del dipartimento del Commercio ha dichiarato al quotidiano: «siamo impegnati nella robotica e nella produzione avanzata perché sono fondamentali per riportare la produzione critica negli Stati Uniti».
«Anche a Capitol Hill si registra un crescente interesse. Un emendamento repubblicano al National Defense Authorization Act avrebbe creato una commissione nazionale per la robotica. L’emendamento non è stato incluso nel disegno di legge. Sono in corso altri lavori legislativi» scrive Politico.
L’amministrazione Trump è consapevole che questo periodo rappresenta un momento di trasformazione nella storia dell’umanità e un punto in cui è essenziale una strategia nazionale per incrementare rapidamente la capacità industriale e posizionare gli Stati Uniti come leader nell’IA, nei robot, nei droni e nei chip, mentre il mondo si frantuma in uno stato bipolare nel mezzo di una corsa alla superpotenza tecnologica con la Cina che entrerà nel vivo nel prossimo decennio.
Nelloro rapporto Global Insight pubblicato all’inizio di quest’anno, il reparto Autos and Industrials della banca d’affari Morgan Stanley hanno stimato che l’adozione cumulativa globale di umanoidi potrebbe raggiungere 1 miliardo entro il 2050. In genere ipotizzano un ritmo di adozione relativamente lento fino alla metà degli anni 2030 , dopodiché ritengono che il ritmo inizierà ad accelerare materialmente verso la fine degli anni 2030 e gli anni 2040, dato 1) il progresso tecnologico nei modelli di base hardware e AI, che potrebbe richiedere più di un decennio per creare umanoidi «veri» per scopi generali in grado di svolgere la stragrande maggioranza dei compiti utili; 2) il calo dei prezzi con la maturazione delle tecnologie e lo sviluppo delle catene di fornitura; e 3) una maggiore accettazione sociale e politica.
Ciò che Trump sta facendo oggi è preparare gli USA per gli anni 2030. Le catene di approvvigionamento devono essere localizzate, le terre rare devono essere abbondanti e gli Stati Uniti devono avere la capacità industriale per sviluppare queste tecnologie innovative a livello nazionale o su coste amichevoli.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa la commissione di programmazione economica nazionale della Repubblica Popolare Cinese ha ammonito che settore cinese dei robot umanoidi è esposto al pericolo di una bolla speculativa.
Il mese scorso, lil CEO di Tesla, Elon Musk, secondo cui una «legione di robot» potrebbe materializzarsi in un orizzonte temporale prossimo.
L’umanoide di Tesla, Optimus, ha già debuttato in occasioni societarie compiendo operazioni basilari; una variante aggiornata, Optimus V3, è attesa per il primo trimestre del 2026.
Musk, che sostiene che in cinque anni i robot supereranno i chirurghi umani, ha sostenuto che questi automi potrebbero rivoluzionare la società, rilevando il lavoro manuale o rendendolo opzionale per l’umanità. Elone intende inoltre iniziare la colonizzazione di Marte a partire dai robot.
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Arte
Peppa Pig divorata dall’AI: ai doppiatori chiedono di cedere la propria voce ai computer
Hasbro, la società di intrattenimento statunitense nota per la produzione della serie televisiva animata per bambini Peppa Pig, sta chiedendo ai doppiatori bambini di cedere i diritti di utilizzo delle loro voci per l’Intelligenza Artificiale in base a nuovi termini contrattuali, come riportato questa settimana dalla testata Deadline.
La notizia ha suscitato critiche da parte dei rappresentanti dei giovani artisti, i quali affermano che solleva preoccupazioni in merito al consenso e all’uso dell’IA.
La controversia riflette interrogativi più ampi sul crescente utilizzo di strumenti di AI nell’industria dell’intrattenimento. I progressi nella tecnologia di clonazione vocale digitale hanno permesso alle aziende di ricreare voci umane con sempre maggiore precisione, spingendo gli artisti a mettere in guardia sul fatto che il loro lavoro potrebbe essere replicato senza il loro consenso o un adeguato compenso, riducendo la domanda complessiva di doppiatori professionisti.
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Fonti del settore hanno riferito a Deadline che le clausole sull’intelligenza artificiale stanno comparendo sempre più spesso nei contratti dei giovani attori nel cinema e in televisione, ma hanno sottolineato che l’approccio di Hasbro al franchise per bambini ha destato particolare preoccupazione.
Secondo quanto riportato, quasi 1.000 professionisti del settore hanno firmato una lettera aperta organizzata dall’Agents of Young Performers Association (AYPA), criticando l’uso di termini relativi all’intelligenza artificiale nei contratti legati a un «franchise internazionale per bambini». Sebbene la lettera, il cui testo integrale è stato pubblicato da Deadline, non menzioni Peppa Pig, fonti del settore citate dalla testata affermano che si riferisce alla serie.
La lettera avverte che tali clausole vengono spesso presentate con la formula «prendere o lasciare» e potrebbero consentire la clonazione e il riutilizzo della voce di un bambino in contenuti generati dall’intelligenza artificiale, sollevando preoccupazioni in merito al consenso e al controllo a lungo termine sull’identità degli artisti.
La lettera aperta chiedeva che i giovani artisti fossero completamente esentati dagli accordi a tempo indeterminato sui diritti di utilizzo della voce tramite intelligenza artificiale, sostenendo che nessun bambino dovrebbe vedere la propria identità professionale plasmata da sistemi che non è in grado di comprendere appieno.
Un portavoce di Hasbro ha dichiarato alla testata giornalistica che l’azienda era a conoscenza della lettera, ma non ha commentato i termini contrattuali specifici, sottolineando il suo impegno a proteggere i giovani artisti e ad affrontare le questioni relative all’intelligenza artificiale «in modo responsabile e trasparente», man mano che gli standard del settore si evolvono.
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La notizia giunge in un momento di crescente controversia sulla clonazione vocale tramite intelligenza artificiale, riguardante la riproduzione non autorizzata di voci e le relative rivendicazioni in materia di pubblicità, copyright, falsa approvazione e concorrenza sleale. Tra gli esempi più noti si annoverano la disputa del 2024 tra Scarlett Johansson e OpenAI sulla voce «Sky» di ChatGPT, i casi emblematici che hanno coinvolto Bette Midler e Ford Motor Company, così come Tom Waits e Frito-Lay, e la canzone «Heart on My Sleeve», generata dall’IA, che imitava le voci di Drake e The Weeknd.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa James Earl Jones, l’attore afroamericano che diede l’indimenticabile voce baritonale al personaggio di Darth Vader, prima della sua morte lavorò con una società ucraina per ricreare artificialmente la sua voce tramite Intelligenza Artificiale, di fatto immortalizzando l’unica parte attoriale davvero necessaria ad ogni futura produzione che includa l’iconico Lord Fener (come, per qualche ragione, veniva chiamato nell’edizione italiana del primo Guerre Stellari).
È ovvio che la domanda che ci poniamo tutti è che cosa i robot e l’Intelligenza Artificiale non potranno sostituire: lavoratori di fast food, soldati, artisti, piloti da caccia.
Pure i doppiatori – casta ben remunerata che in Italia è composta anche da casati che dinasticamente si tramandano il mestiere – sembrano al capolinea, quindi: basta vedere già i tentativi di doppiaggio automatico, interamente realizzato dall’AI, su YouTube. A dolersene potrebbe essere anche il doppiatore ucraino dell’orso Paddington, Volodymyr Zelens’kyj, il quale tuttavia negli ultimi anni ha cambiato lavoro.
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Immagine di ChrisTheDude via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
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