Spazio
Tempesta solare record colpisce la Terra: aurore boreali eccezionali ovunque, le immagini
Una tempesta geomagnetica protrattasi per oltre 42 ore, la seconda più intensa degli ultimi cinque anni, ha investito il nostro pianeta questa settimana, come riferito da esperti di vari Paesi. L’evento naturale ha generato spettacolari aurore boreali multicolori su gran parte dell’emisfero boreale.
L’episodio ha avuto genesi nella medesima zona che, appena due giorni prima, aveva innescato un’esplosione ancora più vigorosa, responsabile della tempesta geomagnetica più furiosa dal maggio 2024.
In un’analisi distinta, l’ente ha valutato che la perturbazione solare abbia toccato un picco di G4.7 sulla scala NOAA per le tempeste geomagnetiche, con una durata approssimativa di 42 ore. Il sistema di classificazione della National Oceanic and Atmospheric Administration statunitense è lo standard globale per questi fenomeni, dove il grado G5 denota un evento «estremo».
A spectacular view of an aurora borealis pic.twitter.com/ATOq1AF3wj
— ✨ (@astro4pics) November 13, 2025
Imagine what our ancestors thought. pic.twitter.com/XKeFnicn5q
— Vincent Kennedy (@VincentCrypt46) November 12, 2025
ALASCA: Auroras vermelhas intensas foram vistas logo após o pôr do sol esta noite ao sul de Fairbanks, no Alasca. Um morador disse: “São algumas das cores mais deslumbrantes que já vi em uma aurora boreal.”
📚 Apoiar a ciência é valorizar as raízes e abrir novos caminhos.
Com a… pic.twitter.com/ljVd1UXo3M— Sacani (Space Today) – AKA Gordão Foguetes (@SpaceToday1) November 13, 2025
Tuesday night a severe geomagnetic storm pushed the aurora borealis far south, lighting skies as far as Florida, Texas, and California.
Even under city lights and near the Mexican border, the northern lights delivered a rare, colorful show. https://t.co/TOeHezj8lz pic.twitter.com/IwYmSU4QFe
— The Washington Post (@washingtonpost) November 12, 2025
NASA Aurora from Space Clip just dropped ‼️
Where do you even begin 🤡🌎 pic.twitter.com/g1ImVSgxNG
— Concerned Citizen (@BGatesIsaPyscho) November 14, 2025
Going to leave you tonight with another crazy video of the vibrant red aurora we saw in Alaska a few nights ago. Incredible naked-eye colors that made the sky look like it was on fire. pic.twitter.com/id2w1lsbIA
— Vincent Ledvina (@Vincent_Ledvina) November 14, 2025
Aurora was so bright the ground turned green.pic.twitter.com/DBo2RnpBPB
— The Random Guy (@RandomTheGuy_) November 15, 2025
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Mercoledì, il British Geological Survey ha reso noto che la cosiddetta «tempesta cannibale» ha compromesso le comunicazioni e l’accuratezza dei satelliti del sistema di posizionamento globale (GPS).
Una tempesta geomagnetica scaturisce quando particelle cariche dall’atmosfera solare vengono scagliate verso la Terra mediante espulsioni di massa coronale. Queste ultime consistono in colossali deflagrazioni di plasma e campi magnetici dalla corona solare, proiettate nello spazio. Tali particelle, cariche elettricamente, impattano poi il campo magnetico terrestre, con potenziali effetti negativi su tecnologie e individui particolarmente vulnerabili.
L’ultima perturbazione ha innescato esibizioni di aurore boreali nell’emisfero settentrionale, avvistate in modo particolare in Canada e Stati Uniti negli ultimi giorni. Tali fenomeni luminosi, di norma relegati alle latitudini prossime al Circolo Polare Artico, questa settimana si sono estesi fino a regioni meridionali come Florida e Alabama.
Venerdì, il sito Space.com ha riportato le parole di un responsabile NASA, secondo cui gli astronauti e i cosmonauti sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sono stati costretti a rifugiarsi in una sezione più schermata per il pericolo accresciuto di radiazioni derivante dalle particelle ad alta energia in arrivo.
L’aurora boreale ha fatto capolino anche in Italia, con immagini spettacolari dalla Valle d’Aosta e dal Lago di Garda.
#Italy: A rare aurora borealis illuminated the sky above the Matterhorn in Aosta Valley, painting it in shades of red. The stunning display of northern lights, visible across parts of Europe, was triggered by a powerful G4 geomagnetic storm. pic.twitter.com/mxKQ8sSvKz
— DD News (@DDNewslive) November 13, 2025
Aurora boreale del lago di Garda.
Mandatami da amici.#Buongiorno #mecoledi pic.twitter.com/I6CrOO4gK1— A.M.Z. VIOLA DEI PENSIERI. (@carlanna35) October 23, 2024
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Immagine screenshot da Twitter
Spazio
Musk accusa l’oligarca indiano Ambani di bloccare Starlink
Starlink is licensed in over 165 countries and has spent five years complying with every single law and requirement of the government of India, so why still no license?
Is Ambani the real boss of India? — Elon Musk (@elonmusk) October 8, 2026
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Reliance Industries, il gruppo di Mukesh Ambani, è il maggiore conglomerato privato indiano, con attività che vanno dal petrolio alla chimica, dalle telecomunicazioni al commercio al dettaglio, dai media alle energie rinnovabili. Ambani è anche il secondo uomo più ricco dell’India, con un patrimonio netto di 86,3 miliardi di dollari secondo Forbes. Come riportato da Renovatio 21, Ambani, fa parte del consiglio di amministrazione del World Economic Forum di Davos. Il post di Musk ha attirato il leader dell’opposizione indiana Rahul Gandhi, che ha replicato: «Benvenuto in India, Elon. Aspetta di scoprire l’altro». Il Gandhi sembrava alludere all’uomo più ricco del Paese, Gautam Adani, con l’espressione «l’altro». Adani proviene dallo stesso Stato del primo ministro Narendra Modi, il Gujarat, e Gandhi lo ha più volte accusato di ricevere un trattamento di favore dal governo. Come riportato da Renovatio 21, bombardamenti da parte dell’esercito regolare indiano in aree tribali, dove è forte la presenza dei naxaliti (guerriglieri maoisti) coincidono con la costruzione delle miniere di materie prime cui ambiscono grandi aziende tra cui quelle appartenenti al gruppo Adani. Il giorno prima l’uomo più ricco del mondo aveva accusato non meglio precisati «oligarchi» di bloccare Starlink per mantenere una «presa monopolistica» sui consumatori indiani. Giovedì ha anche rilanciato una serie di post che ribadivano l’utilità di Starlink per l’India. Lo sfogo è coinciso con la decima edizione dell’India Mobile Congress, inaugurata da Modi a Nuova Delhi. Starlink, Jio Satellite Communications di Ambani ed Eutelsat OneWeb, sostenuta dal gruppo Bharti, si trovano sostanzialmente allo stesso stadio di autorizzazione normativa per la connettività internet satellitare nel Paese, con verifiche di sicurezza in corso, secondo il ministero delle Comunicazioni indiano. Starlink deve ancora completare la valutazione di sicurezza e l’assegnazione dello spettro prima di poter avviare i servizi commerciali, pur disponendo già di una licenza di telecomunicazioni indiana e dell’autorizzazione per la propria costellazione satellitare. L’azienda ha realizzato 20 siti gateway con centinaia di antenne in India e ha introdotto controlli di sicurezza specifici per il Paese, pensati per mantenere i dati degli utenti indiani all’interno dei confini nazionali, ha dichiarato la vicepresidente Lauren Dreyer all’India Mobile Congress poco prima che Musk accendesse la polemica su X. In passato Musk e Ambani si erano già contrapposti sulla politica indiana dello spettro satellitare. Reliance aveva chiesto l’asta dello spettro, sostenendo che avrebbe garantito parità di condizioni, mentre Starlink preferiva l’assegnazione amministrativa. Alla fine Nuova Delhi ha scelto la procedura amministrativa. Jio si prepara a sua volta a lanciare una rete satellitare concorrente in orbita terrestre bassa. Il colosso indiano delle telecomunicazioni prevede una costellazione di circa 1.600 satelliti, con un costo potenziale fino a 15 miliardi di dollari, nell’ambito della strategia di espansione dalla banda larga terrestre alla connettività satellitare.Dear Prime Minister Ambani,
Please accept my humble apologies for not realizing that you are the real boss of India. Naturally, you would prefer to maintain your monopolistic exploitation of the great people of India, but would you nonetheless consider allowing Starlink to compete? There are many areas of India, as there are in all countries, with no Internet access, which denies children the opportunity for education and for small businesses the opportunity to sell their goods to a global market. Starlink would change their lives for the better. Thank you 🙏 — Elon Musk (@elonmusk) October 9, 2026
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Spazio
Starship, grande missile di Elon Musk, esplode dopo aver portato a termine la sua missione orbitale
La SpaceX di Elon Musk è riuscita per la prima volta a mettere in orbita Starship, rilasciando 26 satelliti Starlink di nuova generazione. La missione è però stata interrotta in anticipo e la navicella è esplosa in una palla di fuoco dopo l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico.
La navicella è partita da Starbase, in Texas, intorno alle 7:49 ora locale di lunedì e ha raggiunto lo spazio circa otto minuti dopo. Durante la salita uno dei sei motori si è spento prima del previsto, spingendo SpaceX a valutare se la navicella fosse in condizioni di proseguire la parte orbitale della missione.
Nonostante l’inconveniente, i controllori hanno infine dato il comando di «via libera per l’orbita», con un singolo motore riavviato per una combustione di 19 secondi, portando Starship a circa 275 km sopra la Terra.
Starship achieved orbit on its first attempt and successfully delivered Starlink V3 satellites to space for the first time → https://t.co/LwJ4g6dNZ3 pic.twitter.com/pnd3k8x6E0
— SpaceX (@SpaceX) September 28, 2026
Starship has begun deploying its payload of 26 @Starlink V3 satellites. This deployment sequence will take ~30 minutes pic.twitter.com/ycIdAx5Lbe
— SpaceX (@SpaceX) September 28, 2026
Starship is preparing for its deorbit burn pic.twitter.com/431iz2S60G
— SpaceX (@SpaceX) September 28, 2026
Splashdown confirmed. Congratulations to the entire SpaceX team on the first orbital flight of Starship! pic.twitter.com/urjmiwnvNl
— SpaceX (@SpaceX) September 28, 2026
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In seguito Starship ha rilasciato tutti i 26 satelliti Starlink V3 che trasportava. Ciascuno ha una capacità di download di circa 1 terabit al secondo e di upload di 160 gigabit al secondo, circa dieci e ventidue volte quella dei satelliti V2. La nuova generazione è pensata per offrire una capacità di download circa dieci volte superiore al predecessore, secondo SpaceX, permettendo a ogni satellite di gestire un traffico internet molto maggiore.
Tom Clarke, redattore scientifico e tecnologico di Sky News, ha detto che la sonda spaziale non verrà recuperata «perché è semplicemente esplosa, in modo piuttosto spettacolare», al momento dell’impatto con l’Oceano Pacifico.
All’inizio la missione di lunedì prevedeva che Starship orbitasse intorno alla Terra sei volte in circa dieci ore. SpaceX ha poi interrotto il volo, annunciando che la navicella sarebbe rientrata nell’atmosfera dopo circa tre ore, con l’obiettivo di ammarare nell’Oceano Pacifico a nord delle Hawaii.
Tutti i 13 voli precedenti di Starship avevano seguito traiettorie suborbitali studiate per riportare naturalmente la navicella nell’atmosfera. Si pensava che Starship avrebbe compiuto sei orbite complete intorno alla Terra in circa 10 ore, per poi effettuare un ammaraggio controllato nell’Oceano Pacifico a ovest del Cile.
L’astronave ha però avuto un problema tecnico in ascesa, costringendo il centro di controllo missione ad annullare le orbite previste e a far rientrare il veicolo sulla Terra circa 3 ore dopo il lancio, con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico che ha provocato un’esplosione.
SpaceX aveva già avuto gravi problemi nella precedente missione di prova alla fine di luglio: il razzo vettore ha avuto problemi ai motori per il ghiaccio durante il rientro, con solo otto dei 13 motori previsti che si sono riaccesi per la manovra di atterraggio, provocando un ammaraggio brusco.
Raggiungere un’orbita stabile è un passaggio decisivo per SpaceX, perché Starship non si limita più a una traiettoria ad alta velocità destinata comunque al rientro in atmosfera. Una volta in orbita, la navicella può restare in circolazione intorno alla Terra, elemento essenziale per i piani di SpaceX di usare Starship per lanci di satelliti su larga scala e, in seguito, per missioni oltre l’orbita terrestre.
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SpaceX sostiene che le missioni future di Starship potrebbero portare fino a 60 satelliti V3 e aggiungere oltre 20 volte la capacità della rete Starlink in un solo lancio rispetto alle attuali missioni del Falcon 9.
Lo Starship è pensato per essere un colossale lanciatore completamente riutilizzabile di SpaceX: circa 124 m di altezza (il razzo Super Heavy misuro 72 m, più 52 m di veicolo) e 9 m di diametro, con capacità di oltre 100 tonnellate in orbita bassa in configurazione riutilizzabile. Il booster ha 33 motori Raptor a metano e ossigeno liquido; il veicolo ne ha 6 (3 motori atmosferici e 3 motori vacuum). La struttara del megarazzo è in acciaio inossidabile, scudo termico e atterraggio propulsivo per riuso rapido.
Nel programma Artemis della NASA, la variante HLS porterà gli astronauti dall’orbita lunare alla superficie dopo rifornimento in orbita terrestre. Serve alle missioni successive ad Artemis III; il primo allunaggio con equipaggio è previsto intorno al 2028.
Per il pianeta Marte, SpaceX punta a voli cargo non abitati nelle prossime finestre di trasferimento, poi missioni con equipaggio. Lo Starship è pensato per decine di persone e grandi carichi, con produzione di propellente sul pianeta (ISRU) verso una presenza permanente e, nel progetto a lungo termine di Elon Musk, una città autosufficiente.
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Immagine da Twitter
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La Russia lancia in orbita un nuovo mezzo militare
Russian Soyuz-2.1b rocket blasts off from Plesetsk Cosmodrome with Defense Ministry payload pic.twitter.com/0ujZfDQ0ie
— RTRussia (@RT_Russia_) September 18, 2026
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