Guerra cibernetica
Un’ondata di minacce informatiche di massa colpisce uno stato africano
Mercoledì, il ministro per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione della Namibia, Emma Theofelus, ha dichiarato all’Assemblea nazionale che nella prima metà del 2025 il Paese ha registrato oltre un milione di minacce informatiche e un numero simile di vulnerabilità di sistema.
Gli incidenti, rilevati dal Namibian Cybersecurity Incident Response Team (NAMSIRT), includevano frodi su schede SIM, furti d’identità e truffe online.
Theofelus ha aggiunto che il Ministero sta implementando una Strategia Nazionale per la Sicurezza Informatica e un Piano di Sensibilizzazione in collaborazione con SALT Essential IT, Lifeline Childline Namibia e UNICEF Namibia. La campagna prevede formazione gratuita, sia in presenza che virtuale, per promuovere pratiche online più sicure.
Aiuta Renovatio 21
Secondo un’agenzia di stampa locale che cita un rapporto del NAMSIRT, tra il 1° gennaio e il 30 giugno sono state rilevate 1,1 milioni di minacce informatiche e quasi 1 milione di vulnerabilità di sistema.
Nel 2024 la Namibia ha subito oltre 1,1 milioni di attacchi informatici. Come riportato da The Namibian, l’esperta in frodi certificata Melanie Meiring ha osservato che questi attacchi hanno colpito aziende, enti governativi e cittadini, con Telecom Namibia «che ha subito una grave violazione che ha esposto oltre 626 gigabyte di dati sensibili».
Questi dati riflettono una tendenza più ampia a livello continentale. Secondo il rapporto dell’Interpol di maggio, oltre due terzi dei Paesi africani considerano la criminalità informatica una minaccia di livello medio o alto, rappresentando oltre il 30% di tutti i reati segnalati nell’Africa orientale e occidentale.
Ad agosto, l’Interpol ha coordinato un’importante operazione contro la criminalità informatica, denominata Serengeti 2.0, in collaborazione con le forze dell’ordine di 18 Paesi africani.
L’operazione ha portato all’arresto di oltre 1.000 sospettati e al recupero di quasi 100 milioni di dollari di fondi illeciti, identificando più di 88.000 vittime in casi che includevano truffe ereditarie, attacchi ransomware e compromissioni di email aziendali.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Guerra cibernetica
Ex capi dell’Intelligence polacca accusati di utilizzo dello spyware israeliano Pegasus
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Guerra cibernetica
L’UE chiede capacità ciber-offensive
L’Unione Europea dovrebbe sviluppare capacità informatiche offensive al fine di rafforzare le proprie difese contro le minacce percepite, ha dichiarato a Politico la responsabile tecnica dell’Unione, Henna Virkkunen.
I Paesi europei membri della NATO hanno da tempo invocato la presunta aggressione russa imminente per motivare il loro significativo potenziamento militare, incluse le promesse di elevare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL. Mosca ha definito tali affermazioni «assurdità» e allarmismo privo di fondamento. L’UE ha inoltre espresso preoccupazioni riguardo ai presunti rischi per la sicurezza informatica derivanti dalla Cina.
Intervistata da Politico a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, tenutasi venerdì, Virkkunen ha indicato che l’Unione sta considerando misure proattive nel dominio cibernetico. «Non basta difendersi… Dobbiamo anche avere capacità offensive», ha affermato.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Virkkunen ha inoltre rilevato che l’UE intende ridurre la dipendenza da tecnologie straniere e sviluppare un’industria tecnologica e informatica interna. «Non vogliamo avere dipendenze rischiose in settori critici», ha precisato.
La proposta della Commissione sulla sicurezza informatica, presentata il mese scorso, prevede l’eliminazione graduale delle tecnologie ad alto rischio dalle catene di approvvigionamento. I funzionari dell’UE hanno più volte avvertito che i fornitori cinesi potrebbero costituire rischi per la sicurezza e potrebbero essere sfruttati per raccogliere dati sensibili, accuse che Pechino ha respinto definendole «protezionismo puro e semplice».
Questa iniziativa si inserisce in un contesto in cui diversi Stati membri dell’UE, tra cui Germania e Lettonia, stanno valutando con maggiore favore l’idea di condurre operazioni informatiche offensive. A novembre Politico ha riportato, citando fonti ufficiali, che i membri europei della NATO stavano considerando azioni di questo tipo contro la Russia. Alla fine del 2024, l’alleanza militare a guida statunitense ha annunciato i piani per istituire un nuovo centro integrato di difesa informatica presso il proprio quartier generale in Belgio, con entrata in funzione prevista entro il 2028.
Come riportato da Renovatio 21, ancora tre mesi fa Stati europei dell’Alleanza Atlantica avevano dichiarato che stavano esaminando l’opportunità di lanciare azioni cibernetiche offensive coordinate contro Mosca, come indicato da due alti esponenti governativi dell’UE e tre addetti diplomatici
I membri della NATO hanno accusato la Russia di aver violato server governativi, di aver interferito con i segnali GPS degli aerei e di aver fatto sorvolare droni nel loro spazio aereo. Mosca ha respinto tali accuse come propaganda bellicista e ha qualificato le sanzioni e gli aiuti occidentali all’Ucraina come «aggressione ibrida».
Mosca ha messo in guardia dal fatto che una «militarizzazione rabbiosa» potrebbe provocare un conflitto più ampio sul continente. La scorsa settimana il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha dichiarato che la Russia non ha «alcun motivo» di attaccare l’UE o la NATO a meno che non venga attaccata per prima. Secondo RED Security, gli attacchi informatici contro la Russia sono aumentati del 46% nel corso dell’anno scorso.
Tra gli episodi più significativi figura l’hacking del database della principale compagnia aerea russa, Aeroflot, avvenuto a luglio e rivendicato da due gruppi filo-ucraini. Nelle ore successive all’attacco contro la compagnia aerea di bandiera russa, il Roskomnadzor ha bloccato lo strumento di misurazione delle prestazioni di Internet Speedtest, gestito dalla società statunitense Ookla, citando minacce all’infrastruttura digitale nazionale.
Come riportato da Renovatio 21, cinque mesi fa i principali aeroporti europei erano stati colpiti da un colossale attacco hacker.Non è stato il primo: ad inizio 2023, diversi aeroporti nel mondo, specialmente in Germania avevano subito un attacco hacker. Qualcuno ricorderò che era successo anche all’intero sistema informatico della Sanità del Lazio durante il roll out della campagna vaccinale.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
I lettori di Renovatio 21 possono inoltre ricordare le ipotesi riportate da questo sito all’altezza del grande shutdown dell’intero sistema di aviazione americana di due anni fa, quando, per la prima volta dall’11 settembre, tutti gli aerei furono lasciati a terra. Era l’11 gennaio 2023. L’incidente era stato preceduto da uno del tutto simile nelle Filippine e seguito dalla medesima situazione in Canada. Fu ipotizzato che sotto poteva esserci un gruppo di hacker (di Stato o meno) che ha lanciato un attacco ransomware, ossia che blocca i computer attaccati chiedendo danaro per liberarli. Alcuni osservatori, dunque, dissero che se fosse stato così – mentre la versione ufficiale di Washington parlava di un semplice disguido a causa un tecnico che aveva digitato male su una tastiera – allora la situazione poteva leggersi in un possibile aumento del prezzo del Bitcoin.
I ciberguastatori dei ransomware, infatti, si fanno solitamente pagare in Bitcoin. Ci sono in ogni Paese enormi esempi di enti pubblici e privati che hanno pagato quello che era richiesto, e basta. Quando c’è un’immensa richiesta di quantità Bitcoin, il suo prezzo sale. Ed è stato proprio così. Il prezzo del Bitcoin è salito da 17 mila dollari e rotti agli oltre 22 dei giorni successivi.
Come riportato da Renovatio 21, i voli aerei sono messi a rischio anche dal fenomeno dello spoofing, una modalità di hacking che interrompe che il sistema di navigazione computerizzato di un aereo, il che può far sì che il pilota voli pericolosamente fuori rotta o a una quota non effettiva, in base ai dati falsi ricevuti dal computer di navigazione del pilota automatico.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Guerra cibernetica
Airbus molla Google per problemi di sicurezza
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Spirito2 settimane faLa profezia di padre Malachi Martin avvertì nel 1990: «potremmo trovarci finalmente di fronte a un falso papa»
-



Oligarcato2 settimane faEpstein aveva proposto a JPMorgan un piano per ottenere «più soldi per i vaccini» da Bill Gates
-



Cina6 giorni faEnigmi femminili cinesi alle Olimpiadi
-



Vaccini2 settimane faVaccini e COVID, l’architetto chiave della lista contro la «disinformazione» si dimette dopo l’uscita dei documenti Epstein
-



Spirito1 settimana faL’élite ostracizza chi si non si converte all’ideologia infernale del globalismo: omelia di mons. Viganò nel Mercoledì delle Ceneri
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò sul set della «Resurrezione» del cattolico tradizionalista Mel Gibson
-



Predazione degli organi7 giorni faUn cuore «bruciato», due vite spezzate dalla predazione degli organi
-



Oligarcato2 settimane faEpstein e Gates hanno finanziato un portale di ricerca per controllare il dibattito scientifico














