Persecuzioni
Uomo assassinato durante una messa a Istanbul
Domenica due uomini armati mascherati hanno sparato e ucciso una persona durante una messa in una chiesa cattolica a Istanbul, hanno confermato funzionari turchi.
Il ministro dell’Interno Ali Yerlikaya ha detto che l’attacco di domenica alla chiesa cattolica italiana di Santa Maria nel distretto di Sariyer, nella parte nord-orientale della parte europea di Istanbul affacciata sul Bosforo, è avvenuto alle 11:40 ora locale.
Yerlikaya ha aggiunto che la persona uccisa sembrava essere stata deliberatamente presa di mira dagli assassini, le cui identità erano nascoste da maschere. «È stata avviata un’indagine approfondita sulla questione e sono stati avviati i lavori per catturare gli aggressori», ha scritto domenica Yerlikaya sui social media.
#WATCH ???? Footage of the shooting in a Catholic church in Istanbul, where one person died, has emerged. The Turkish Ministry of Internal Affairs has already detained 47 suspects in connection with the case. The police do not rule out the involvement of ISIS in the attack.… pic.twitter.com/oel4rNOupK
— Voice of Europe ???? (@V_of_Europe) January 29, 2024
Il governatore di Istanbul Davut Gul ha detto che la vittima era un cittadino turco e che non ci sono altri feriti legati all’incidente, secondo la Reuters. Gul ha anche specificato che «il movente dell’attacco non è stato immediatamente chiarito».
Il presidente turco Tayyip Recep Erdogan ha espresso il suo dolore per l’incidente telefonando al sacerdote della chiesa, a un funzionario locale del partito AK al governo e al console generale della Polonia a Istanbul, ha aggiunto l’agenzia di stampa.
Erdogan ha detto che gli assassini sarebbero stati trovati «entro 24 ore» e che sarebbero state prese le «misure necessarie» per localizzare i sospettati. Su internet circola la notizia, non si sa quanto verificata, che sarebbero stati già arrestati due membri dell’ISIS di etnia russa e tagica.
BREAKING:
Islamist terror attack against an Italian church in Istanbul, Turkey.
2 gunmen attacked the church during Sunday mass.
Fatalities reported pic.twitter.com/cORonjRTv7
— Visegrád 24 (@visegrad24) January 28, 2024
A dicembre, le forze di sicurezza turche avevano arrestato 32 sospetti per presunte connessione dell’ISIS, con gli investigatori a sostenere che questi stessero progettando attacchi contro chiese e sinagoghe e contro l’ambasciata irachena. Il precedente più sanguinoso di un attentato firmato dall’ISIS a Istanbul fu l’attacco compiuto la notte di Capodanno del 2017 contro un locale notturno del quartiere Beşiktaş, dove centinaia di persone stavano festeggiando il nuovo anno. Ben 39 persone rimasero uccise e altre 69 ferite.
Anche papa Francesco ha espresso le sue condoglianze dopo la preghiera settimanale dell’Angelus dal Vaticano domenica. «Esprimo la mia vicinanza alla comunità della chiesa Saint Mary Draperis di Istanbul che ha subito un attacco armato durante la messa che ha causato un morto», ha detto il Pontefice, riferendosi alla cappella con il suo titolo inglese.
Le telecamere a circuito chiuso ottenute dai media turchi mostrano l’attacco in dettaglio. Due uomini armati entrano nella chiesa, apparentemente seguendo un uomo vestito di nero prima che venga colpito e ferito a morte, mostra il filmato. Successivamente i due aggressori lasciano tranquillamente la chiesa.
Lo zio della vittima, che AsiaNews dice si chiamava Tuncer Cihan, ha detto che il 52enne intendeva diventare cristiano ma non era ancora stato battezzato. Parlando con l’Associated Press, il nipote della vittima ha sottolineato come l’obiettivo degli attentatori fosse la chiesa e non suo zio, che «era un disabile mentale che non aveva legami con la politica o con organizzazioni criminali. Era stato invitato alla celebrazione ed è stato vittima del destino».
La Turchia è un Paese a maggioranza musulmana: si stima che solo lo 0,2% della popolazione sia cristiana o appartenga ad altre religioni riconosciute come l’ebraismo.
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Persecuzioni
Sacerdote cattolico ucciso da un bombardamento israeliano in Libano
Breaking: Father Pierre Al-Rahi, parish priest of Qlayaa in South #Lebanon, was killed today after refusing to leave his village despite escalating violence. His final message: “These are our homes and we will not leave.” Please pray for him and for the protection of civilians 🙏 pic.twitter.com/Q99QUAkKOe
— Eastern christians (@Easternchristns) March 9, 2026
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Persecuzioni
Da Ginevra a Tokyo, la Chiesa è preoccupata per gli ostacoli alla fede
Il cappio si stringe attorno alla fede. Tra le offensive diplomatiche alle Nazioni Unite e la silenziosa emarginazione sociale in Giappone, la libertà di credo sembra essere solo un’ingombrante reliquia della modernità. Ma la Chiesa intende difendere le sue libertà.
A Ginevra, il tono non è sempre quello della diplomazia sommessa dei salotti lussuosi. Davanti al Consiglio per i diritti umani, la Santa Sede lancia l’allarme: la libertà di coscienza sta diventando un diritto di «seconda classe».
L’ ONU e la dittatura dei «nuovi diritti»
L’osservazione è cruda: un’ondata di «nuovi diritti», alimentata da agende ideologiche occidentali, sta saturando lo spazio giuridico internazionale. Sotto la maschera del progresso, queste norme stanno trasformando convinzioni secolari in ostacoli da superare.
Per il Vaticano, il pericolo è chiaro: l’etica della vita e la struttura familiare vengono sacrificate sull’altare di un conformismo globalizzato che non tollera più il dissenso religioso. La tolleranza, un tempo baluardo per le minoranze, è diventata lo strumento per mettere a tacere la fede.
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Giappone: «Persecuzione educata» o l’ arte dell’esclusione
Mentre i diplomatici si scontrano all’ONU , i cristiani in Giappone vivono una realtà più insidiosa. Il cardinale Manyo Maeda non parla di spargimento di sangue o di prigione, ma di «persecuzione educata».
In questo arcipelago dove l’armonia sociale regna sovrana, la fede cristiana è percepita come un granello di sabbia nella macchina. Non c’è violenza fisica, ma un rullo compressore invisibile: quello del conformismo. Le carriere sono ostacolate, le famiglie sono divise e prevale il disprezzo culturale…
Il credente non viene bandito, viene neutralizzato. In questa società ultra-secolarizzata, testimoniare il Vangelo equivale a commettere un passo falso sociale. È una lenta morte civile, orchestrata con spietata cortesia.
Il soffocamento globale
Il paradosso del nostro secolo è messo a nudo. Da un lato, le istituzioni internazionali propugnano la libertà individuale assoluta ; dall’altro, orchestrano la cancellazione delle identità religiose, principalmente quelle cristiane. Che sia attraverso la legge a Ginevra o la pressione sociale a Tokyo, l’obiettivo è lo stesso: la neutralizzazione della fede nella sfera pubblica.
È tempo di riscoprire la voce di un sant’Ambrogio di Milano per ricordare al Principe i suoi doveri temporali verso la religione fondata da Gesù Cristo: ma per questo sarà necessario porre fine a una falsa concezione della libertà religiosa nata sulla scia di una modernità che ha mostrato chiaramente i suoi limiti.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Ludovic Courtès via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Cina
Papa Leone dice che «non può commentare» la condanna a Jimmy Lai per aver criticato la Cina comunista
Pope Leo XIV told EWTN News he “cannot comment” on Jimmy Lai, the Catholic founder and publisher of the outspoken pro-democracy tabloid Apple Daily, who was sentenced Feb. 9 on charges Chinese authorities say violate national security laws. The pope instead urged for peace,… pic.twitter.com/QEgXLPqR9t
— EWTN News (@EWTNews) March 3, 2026
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