Geopolitica
Trump: «l’Ucraina dovrebbe accettare immediatamente la proposta di Putin sui colloqui»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esortato l’Ucraina ad accettare «immediatamente» la proposta di colloqui diretti e incondizionati avanzata domenica mattina dal presidente russo Vladimir Putin.
Scrivendo su Truth Social, Trump ha suggerito che i negoziati diretti proposti aiuterebbero almeno a chiarire le posizioni delle parti in conflitto e a dimostrare «se un accordo è possibile o meno».
«Il presidente russo Putin non vuole un accordo di cessate il fuoco con l’Ucraina, ma piuttosto vuole incontrarsi giovedì in Turchia per negoziare una possibile fine del BAGNO DI SANGUE. L’Ucraina dovrebbe accettare IMMEDIATAMENTE», ha scritto il leader statunitense.
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Se dovesse diventare chiaro che non è possibile raggiungere un accordo, «i leader europei e gli Stati Uniti sapranno a che punto è la situazione e potranno procedere di conseguenza», ha affermato Trump.
«Comincio a dubitare che l’Ucraina raggiungerà un accordo con Putin», ha aggiunto.
In precedenza, il presidente russo aveva proposto che «le autorità di Kiev riprendessero i negoziati interrotti nel 2022» senza precondizioni il 15 maggio a Istanbul. Il processo di pace deve iniziare con i colloqui, che potrebbero in ultima analisi portare a «una sorta di nuova tregua e a un nuovo cessate il fuoco», ha aggiunto Putin.
«Siamo decisi a intraprendere negoziati seri con l’Ucraina. Il loro obiettivo è eliminare le cause profonde del conflitto e raggiungere una pace duratura e a lungo termine, in una prospettiva storica», ha sottolineato il presidente.
L’offerta russa è stata criticata da Kiev e dai suoi sostenitori occidentali, che chiedono che i colloqui siano preceduti dall’istituzione di una tregua di almeno 30 giorni. Questa posizione è stata ribadita da Volodymyr Zelens’kyj pochi minuti dopo le dichiarazioni di Trump. Il leader ucraino ha chiesto che una tregua fosse annunciata lunedì.
«Aspettiamo un cessate il fuoco completo e duraturo, a partire da domani, per fornire le basi necessarie alla diplomazia. Non ha senso prolungare le uccisioni. E aspetterò Putin in Turchia giovedì. Personalmente. Spero che questa volta i russi non cerchino scuse», ha scritto Zelens’kyj su X.
Nel 2022, Zelens’kyj ha esplicitamente vietato qualsiasi negoziato con la Russia finché Putin sarà al potere. Sebbene il divieto sia ancora in vigore, Zelens’kyj ha recentemente ammorbidito la sua posizione, sostenendo che in realtà si applicasse a tutti in Ucraina tranne che a lui.
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Geopolitica
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Geopolitica
Il governo israeliano triplica la spesa per le campagne di influenza negli Stati Uniti
«Israele sta perdendo consensi negli Stati Uniti e sta investendo decine di milioni di dollari nel tentativo di cambiare la situazione». Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz.
La spesa del governo israeliano per riconquistare i sostenitori repubblicani cristiani è ora tre volte superiore al budget iniziale e supera i 40 milioni di dollari. Nell’ambito della campagna è stata creata una rete di siti di propaganda anti-palestinesi e filo-israeliani, presentati come neutrali, per influenzare i risultati dei motori di ricerca e dei chatbot basati sull’intelligenza artificiale.
Nonostante questi sforzi, Haaretz rileva che il sostegno a Israele tra la destra americana è ulteriormente peggiorato, soprattutto tra i giovani repubblicani dopo la guerra contro l’Iran.
Secondo un sondaggio Pew Research Center, il 41% dei repubblicani e il 57% dei giovani sotto i 50 anni hanno un’opinione negativa di Israele. Complessivamente, circa il 60% degli americani vede Israele in modo negativo.
L’obiettivo attuale della propaganda è difendere la guerra contro l’Iran, «svelando la verità sull’Iran» e negando che Israele abbia trascinato gli Stati Uniti nel conflitto.
Le pratiche di influenza di Israele sull’ecosistema mediatico statunitense hanno subito una profonda evoluzione digitale, come confermato dalle dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu. Durante un incontro a Nuova York con diversi creatori di contenuti americani, il primo ministro ha esplicitamente definito i social media come l’arma più importante nella guerra informativa contemporanea per blindare il consenso negli Stati Uniti.
Nello specifico, il Netanyahu ha descritto il passaggio di TikTok sotto il controllo di un consorzio statunitense guidato da figure e investitori vicini a Israele, tra cui il fondatore di Oracle Larry Ellison, ebreo sionista, come l’acquisizione geopolitica più rilevante del momento, in grado di alterare la moderazione algoritmica e arginare i trend pro-palestinesi tra i giovani americani.
Ellison, tra i primi uomini più ricchi del pianeta e grande finanziatore delle forze israeliane, ha guidato un consorzio per rilevare il social media cinese, popolarissimo tra i giovani, negli USA tramite Oracle, con il probabile obiettivo, neanche tanto occultato, di controllare l’algoritmo di TikTok e limitare il dissenso pro-Palestina.
Tale scalata al colosso informatico straniero si unisce alle mosse della sua famiglia: il figlio David ha infatti acquisito Paramount Global (che controlla il canale televisibi CBS), espandendo l’influenza degli Ellison dall’intrattenimento televisivo ai flussi informativi dei social network americani. A capo della CBS Ellison ha messo la giovane giornalista lesbo-sionista Bari Weiss, da moltissimi considerata senza alcuna esperienza per tale lavoro, ma la cui fede nella causa dello Stato Giudaico è totale.
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Documenti depositati presso il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ai sensi del Foreign Agents Registration Act (FARA) hanno svelato l’esistenza del progetto segreto denominato Progetto Esther. Attraviso questa operazione finanziata dal ministero degli Esteri israeliano e mediata da agenzie di pubbliche relazioni come Havas, lo Stato Ebraico ha stanziato ingenti budget per remunerare influencer americani con compensi fino a settemila dollari a post, con l’obiettivo di orientare la narrazione sul conflitto di Gaza.
Questa strategia aperta si affianca a campagne clandestine tracciate da società di sicurezza informatica, caratterizzate dall’uso di reti di profili falsi e bot basati sull’intelligenza artificiale per condizionare deputati ed elettori del Partito Democratico. [
Il ministero degli Esteri israeliano ha inoltre finanziato una massiccia operazione di sorveglianza e tracciamento digitale nelle chiese degli Stati Uniti. Attraverso l’agenzia Show Faith by Works, registrata ai sensi del FARA, lo Stato degli ebrei ha stanziato oltre tre milioni di dollari per applicare un sistema di geofencing: si tratta di barriere virtuali basate sulla geolocalizzazione dei telefoni inserite intorno a centinaia di megachiese e campus protestanti ed evangelici in California, Arizona, Nevada e Colorado.
Il piano punta a contrastare il calo di consenso verso Israele riscontrato tra i giovani cristiani americani. Rilevando i dispositivi mobili dei fedeli riuniti per il culto domenicale, il sistema raccoglie i dati di tracciamento per inondarli di annunci digitali mirati, video e messaggi personalizzati sulla guerra a Gaza.
La campagna acquisisce l’identità dei presenti per continuare a bersagliarli con propagande pro-Israele e anti-palestinesi, trasformando i luoghi di culto in un bacino di raccolta dati geopolitici.
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Immagine di Ted Eytan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Cina
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