Geopolitica
Trump interromperà «tutti gli scambi commerciali» con la Spagna
Gli Stati Uniti sospenderanno tutti gli scambi commerciali con la Spagna a seguito della decisione di Madrid di negare agli Stati Uniti il permesso di utilizzare le sue basi militari congiunte per attaccare l’Iran, ha annunciato il presidente Donald Trump. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha condannato l’intervento «ingiustificato e pericoloso» di Trump contro l’Iran.
Parlando alla Casa Bianca martedì, Trump ha affermato che «taglieremo tutti gli scambi commerciali con la Spagna» e che non «vuole avere nulla a che fare» con la nazione mediterranea. Trump ha anche specificato quando entrerà in vigore il suo presunto embargo commerciale.
Lunedì, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha dichiarato che il suo governo non permetterà agli Stati Uniti di utilizzare la base navale di Rota o la base aerea di Morón – entrambe condivise dalle forze spagnole e americane – nella guerra in corso con l’Iran. Albares ha affermato che le basi non sono state utilizzate per effettuare i primi attacchi contro l’Iran di sabato, «né saranno utilizzate» per tutta la durata del conflitto.
🚨 HOLY CRAP! President Trump is now CUTTING OFF all trade with Spain after their leftist PM said to not use bases in their country to strike Iran
“Spain has absolutely nothing we need…we’re gonna cut off ALL TRADE with Spain. We don’t want ANYTHING to do with Spain.”
FAFO!🔥 pic.twitter.com/z6V931JmLW
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) March 3, 2026
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«La Spagna ha effettivamente detto che non possiamo usare le loro basi, e va bene così», ha detto Trump ai giornalisti, prima di affermare che avrebbe potuto semplicemente ignorare il divieto se avesse voluto. «Potremmo usare le loro basi se volessimo», ha detto. «Potremmo semplicemente volare lì e usarle, nessuno ci dirà di non usarle».
Entrambe le basi sono state ampiamente utilizzate da aerei cargo e da combattimento americani durante l’invasione dell’Afghanistan del 2001 e l’invasione dell’Iraq del 2003. La base aerea di Morón è stata la base principale per il rifornimento di carburante degli aerei cisterna durante i bombardamenti NATO in Libia del 2011. Più di una dozzina di aerei cisterna hanno lasciato Rota e Morón lunedì, dopo che la Spagna ha annunciato il divieto.
Il conflitto con l’Iran ha messo in luce le divisioni tra gli alleati europei degli Stati Uniti. Sánchez è l’unico leader dell’UE a condannare apertamente gli attacchi statunitensi contro l’Iran, descrivendo l’«Operazione Epic Fury» come un «intervento militare ingiustificato e pericoloso, al di fuori del diritto internazionale».
L’europarlamentare spagnuola Irene Montero ha chiesto ieri la dipartita del Regno di Spagna dalla NATO. «Gli Stati Uniti e Israele sono attualmente le principali minacce alla sicurezza e alla stabilità dell’umanità» ha dichiarato la pasionaria del partito Podemos. «Le persone non devono pagare per le invasioni illegali di Trump. Dobbiamo prevenire e limitare il prezzo dell’energia, del cibo e dei prodotti di base fin da ora, rendere gratuiti i trasporti pubblici e uscire dalla NATO perché essere alleati degli Stati Uniti ci mette in pericolo».
Come riportato da Renovatio 21, la Montero si era resa nota anni fa quando da ministro per l’uguaglianza aveva parlato di diritto di aborto ed educazione sessuale per i bambini, affermando che i bambini hanno il diritto amare o avere rapporti sessuali con «chi vogliono».
Londra ha inizialmente negato agli Stati Uniti l’uso delle sue basi militari, finché il primo ministro Keir Starmer non ha fatto dietrofront domenica e ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le strutture per attacchi «difensivi limitati» contro l’infrastruttura missilistica iraniana. Anche Francia e Germania si sono dichiarate «disposte a consentire azioni difensive necessarie e proporzionate» contro l’Iran.
I membri più filoamericani dell’UE si sono spinti oltre: il consigliere presidenziale lituano Asta Skaisgirytė ha dichiarato che il suo Paese si unirebbe all’operazione se Trump glielo chiedesse.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Netanyahu vuole portare Erdogan alla Corte Penale Internazionale
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Geopolitica
La Russia colpisce data center e siti logistici in Ucraina. Bombardata anche Vodafone
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’esercito russo ha preso di mira i data center degli operatori di telefonia mobile, oltre a numerosi magazzini e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina.
Domenica il ministero ha aggiornato l’ultima serie di attacchi a lungo raggio, elencando gli obiettivi. Nella regione di Kiev è stato colpito un grande magazzino del gruppo Zammler, usato per stoccare e distribuire gli aiuti militari occidentali destinati all’Ucraina.
Filmati online mostrano una colonna di fumo nero dal centro logistico nel villaggio di Krasilovka. Il magazzino avrebbe subito danni consistenti e gli impatti avrebbero innescato un incendio durato diverse ore.
Местни медии разпространяват кадри от удар по Киев през изминалата нощ.
Според кмета Кличко е ударен склад, което е предизвикало пожар.
Руското министерство на отбраната съобщава,
че руските сили са нанесли удар по център за данни на Vodafone в Киев – един от големите… pic.twitter.com/qzRYtJwZTW— Стамен Тошков (@StamenToskov) September 27, 2026
🇷🇺🇺🇦⚡️ — Le conseguenze di un attacco contro un centro logistico appartenente alla società di trasporti Zammler Group nell’oblast di Kiev. pic.twitter.com/yTlMOcrjjJ
— Erny110393 🇮🇹🇷🇺 (@erny110393) September 28, 2026
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Gli attacchi hanno colpito anche un data center a Kiev di Vodafone Ucraina. Il ministero ha descritto il principale fornitore come una delle «maggiori aziende che forniscono servizi di comunicazione mobile e internet ad alta velocità» all’esercito ucraino. Più tardi, nello stesso giorno, sono stati colpiti anche i data center del provider Omega Telecom e dell’operatore Kievstar.
Di recente Mosca ha concentrato l’attenzione sui data center ucraini: diversi fornitori di internet e telefonia hanno segnalato danni e problemi di connettività.
Les forces armées russes 🇷🇺 ont frappé un centre de traitement de données de l’entreprise britannique 🇬🇧 Vodafone.
Elle fournit des services de téléphonie mobile et d’internet aux forces armées 🇺🇦
Vodafone est l’un des plus grands opérateurs de téléphonie mobile au monde. pic.twitter.com/ER2MSN7Bs8
— Benoit Martin (@benoitm_mtl) September 27, 2026
Russia continues to strike Ukrainian internet providers. And really, what do Ukrainian Nazis need the internet for? 😂
In Kiev, a strike hit the office of the mobile operator Vodafone in the Lukyanivka district. pic.twitter.com/UnErf050cY
— Victor vicktop55 commentary (@vick55top) September 27, 2026
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Secondo il ministero, due magazzini usati per lo stoccaggio di droni d’attacco sono stati colpiti nell’oblast’di Nikolaev, e un altro deposito per droni intercettori a Odessa. In precedenza il produttore ucraino Pegasus Arms aveva sospeso le attività, sostenendo che lo stabilimento era stato gravemente danneggiato dai raid russi all’inizio di questa settimana. L’azienda aveva già interrotto le operazioni a fine anno scorso per gli attacchi, per poi riprenderle dopo il trasferimento della produzione.
La città portuale di Kiliya, sul Danubio, è stata colpita duramente nell’ultima ondata. Secondo il ministero sono stati presi di mira siti infrastrutturali portuali, una base navale, un posto di guardia di frontiera e quattro magazzini di equipaggiamento militare. Inoltre l’esercito ha colpito due navi da carico al largo di Odessa, ritenute usate per il trasporto di materiale militare e merci a duplice uso per le forze ucraine.
Nelle ultime settimane sia Kiev sia Mosca hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio dopo che l’Ucraina ha lanciato la sua «campagna di pressione» durante l’estate. La Russia ha risposto ampliando in modo marcato il raggio d’azione dei raid in tutto il Paese, paralizzando di fatto il traffico marittimo ucraino nei porti del Mar Nero e causando gravi interruzioni alla logistica in altre zone.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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