Persecuzioni
Trump crea una task force per «sradicare i pregiudizi anticristiani» nel governo federale USA
Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo volto a «sradicare i pregiudizi anticristiani» nel governo con una nuova task force per estirpare ogni traccia residua dell’ostilità della precedente amministrazione verso la religione e i valori basati sulla fede.
«La mia amministrazione non tollererà l’armamento anticristiano del governo o condotte illecite che prendono di mira i cristiani», si legge nell’ordine. «La legge protegge la libertà degli americani e dei gruppi di americani di praticare la loro fede in pace, e la mia amministrazione farà rispettare la legge e proteggerà queste libertà. La mia amministrazione garantirà che qualsiasi condotta, politica o pratica illecita e impropria che prenda di mira i cristiani venga identificata, interrotta e rettificata».
A tal fine, istituisce una «Task Force per sradicare i pregiudizi anticristiani», guidata dal Procuratore generale Pam Bondi, il cui compito sarà quello di esaminare tutte le agenzie del ramo esecutivo per «identificare eventuali politiche, pratiche o condotte anticristiane illegali»; cercare input da individui e gruppi esterni interessati da tale condotta e formulare raccomandazioni per azioni amministrative, modifiche alle regole o nuove leggi.
Trump aveva annunciato i piani per la task force in precedenza, durante la National Prayer Breakfast, un evento annuale che raccoglie la politica di Washington e figure della religione cristiana organizzata. «La missione di questa task force sarà quella di fermare immediatamente tutte le forme di discriminazione e di attacchi anticristiani all’interno del governo federale, incluso il dipartimento della Giustizia, che è stato assolutamente terribile, l’IRS [l’agenzia delle entrate USA, ndr], l’FBI, terribile, e altre agenzie», ha detto il presidente rieletto.
“As the Bible says, ‘Blessed are the peacemakers.’ And in that end, I hope my greatest legacy when it’s all finished, will be known as a peacemaker and a unifier.” —President Donald J. Trump pic.twitter.com/ArXe38r1EY
— The White House (@WhiteHouse) February 8, 2025
L’amministrazione Biden ha mostrato un modello di ostilità verso il cristianesimo, soprattutto quando si è intersecato con questioni di vita e sessualità. scrive LifeSite. Nel 2022, l’annullamento della sentenza Roe v. Wade da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti – con la fine dopo quattro decadi dell’aborto come diritto federale – ha ispirato un’ondata di minacce e atti vandalici contro chiese e centri per la gravidanza, ma i responsabili sono rimasti per lo più impuniti, con l’ex procuratore generale Merrick Garland che ha citato la presunta difficoltà di raccogliere prove. Al contrario, l’amministrazione ha perseguito aggressivamente numerosi pacifici sostenitori pro-life per aver violato il Freedom of Access to Clinic Entrances (FACE) Act federale.
Come riportato da Renovatio 21, all’inizio del 2023, un promemoria trapelato dall’FBI sosteneva che quella che veniva definita «ideologia cattolica radicale tradizionalista (RTC)» era un potenziale fattore motivante per «estremisti violenti motivati da motivi razziali o etnici», citando un rapporto del gruppo di estrema sinistra Southern Poverty Law Center (SPLC).
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L’FBI ha ritrattato quel promemoria, che Garland in seguito ha rinnegato come «spaventoso». Tuttavia indagini successive hanno dimostrato come il programma di infiltrazione e controllo delle messe in latino era più dettagliato di quanto precedentemente si pensasse. Nell’estate del 2023, la Commissione giudiziaria della Camera ha ottenuto documenti che rivelavano che, contrariamente alle precedenti rassicurazioni, più uffici sul campo dell’FBI erano coinvolti nello spionaggio delle comunità cattoliche.
Nelle sue prime settimane di ritorno alla Casa Bianca, Trump ha adottato diverse misure per iniziare a invertire l’operato del suo predecessore, tra cui la grazia per i 23 detenuti pro-life del FACE Act, nuovi limiti rigorosi all’uso futuro del FACE Act e la fine del procedimento giudiziario nei confronti di un informatore che aveva denunciato pratiche di mutilazione infantile in un ospedale del Texas.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa era trapelata una diapositiva di una presentazione dell’esercito americano che definiva le organizzazioni per la vita come «gruppi terroristici».
Come riportato da Renovatio 21, in campagna elettorale Trump aveva dichiarato che «i cattolici sono letteralmente perseguitati».
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Immagine da Twitter
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Vandalizzata statua della Madonna delle vette
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Persecuzioni
Pastore protestante fa distruggere ai bambini le statue della Madonna e degli angeli
Un pastore di una congregazione protestante battista in Texas ha permesso ai bambini di distruggere statue di angeli e della Beata Vergine Maria sul palco come ricompensa durante un’esercitazione biblica. Lo riporta LifeSite.
Dopo una recente funzione religiosa presso la Stedfast Baptist Church di Cedar Hill, in Texas, il pastore Jonathan Shelley ha pubblicato, tra il 12 e il 13 ottobre, dei video dal suo account @bannedpastorX in cui si vedevano dei bambini distruggere «statue della Vergine Maria» e «idoli cattolici», giustificando le sue azioni anticattoliche come una difesa del Secondo Comandamento. Aveva predicato un sermone sul tema del Secondo Comandamento e del culto degli idoli.
“We got a Mary, for all the Catholics.”
At Steadfast Baptist Church, pastor Jonathan Shelley leads the kids into ‘bible drills,’ with the winner rewarded with smashing statues of Mary and various angelic figures. pic.twitter.com/GN6nGZCKL6
— Protestia (@Protestia) October 14, 2026
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Nel video si vede lo Shelley sorridere mentre una ragazzina abbatte con un martello una statua della Vergine Maria davanti al pulpito della chiesa. La clip, pubblicata sull’account Protestia X, ha totalizzato oltre 100.000 visualizzazioni e suscitato numerose polemiche sia tra i protestanti che tra i cattolici.
Il pastore Shelley è stato in passato al centro di numerose controversie, predicando che gli omosessuali sono «meritevoli di morte», il che ha portato allo sfratto della sua chiesa dall’edificio nel 2022 per violazione dei termini del contratto di locazione, a causa di minacce e incitamento alla violenza. Il predicatore ed evangelista fondamentalista ha difeso le sue affermazioni sulla comunità LGBT sostenendo di «credere in ciò che dice la Bibbia».
La furia contro le immagini sacre definite «idoli» è ciò che accomuna il protestantismo con l’islam radicale. Sia il wahhabismo (l’islam fondamentalista che regge l’Arabia Saudita) sia molte correnti del protestantesimo storico, soprattutto quelle riformate e calviniste, condividono la convinzione che il culto sia stato corrotto dall’aggiunta di pratiche umane e che vada riportato alla purezza originaria.
Il primo punto di contatto tra le due sette è l’idolatria. Entrambi leggono il divieto biblico e coranico di rappresentare il divino come una condanna di ogni mediazione materiale: i calvinisti svuotarono chiese e spogliarono altari nel Cinquecento, mentre i wahhabiti demolirono tombe, mausolei e luoghi di venerazione dei santi, a partire dal XVIII secolo e poi a Medina e alla Mecca nel XX.
Il secondo è il rifiuto dell’intercessione. I protestanti respingono il culto dei santi e della Madonna come intermediari, e i wahhabiti condannano come shirk (associazionismo) l’invocazione di santi e la visita devozionale alle tombe.
Il terzo è il ritorno alle sole fonti scritturali: sola Scriptura da una parte, Corano e Sunna dei «pii antenati» (salaf) dall’altra, con diffidenza verso tradizione, clero e scuole interpretative stratificate.
Il quarto è il rigorismo morale e una certa austerità comunitaria, visibile nel puritanesimo come nel salafismo.
L’iconoclastia protestante toccò l’apogeo nel XVII secolo, ma come evidente non si piò essere esaurita nei rivoli del fondamentalismo luteranoide americano.
Per l’islam il caso di estrema iconoclastia più documentato è il cimitero di Jannat al-Baqi a Medina, dove sono sepolti familiari e compagni di Maometto: le cupole e i mausolei furono demoliti dalle forze wahhabite nel 1806 e di nuovo nel 1925-26, dopo la conquista saudita del Hijaz. Nel Novecento e fino ai giorni nostri sono poi scomparsi, tra Mecca e Medina, numerosi edifici legati ai primi tempi dell’islam, spesso per far posto all’ampliamento delle moschee e a nuove strutture, con giustificazioni di ordine pratico oltre che dottrinale. Tra questi ci sono la casa di Khadija, prima moglie del Profeta, e quella di Abu Bakr. La casa natale di Maometto a Mecca fu invece trasformata in una biblioteca.
Si dice che nel 1800 e nel 1925 i wahhabiti avessero valutato di abbattere la casa di Maometto a Medina, ma non lo fecero, probabilmente per la reazione che avrebbe suscitato nel mondo musulmano.
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Immagine di Nheyob via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
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Il cardinale Pizzaballa piange la morte delle donne cattoliche uccise da un raid aereo israeliano
«El Señor me lo dio, el Señor me lo quitó: ¡bendito sea el nombre del Señor!» (Job 1,21)
Funeral de Maysa Khader Abu Daoud, y de su hija, Mari Hafez Abu Daoud. https://t.co/aCu9DntCsd — P. Gabriel Romanelli (@PGabRomanelli) October 5, 2026
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