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Rapporto Open Doors 2024: in Asia perseguitati 2 cristiani su 5

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Presentata la World Watch List, lista dei 50 Paesi in cui si registrano i più alti livelli di discriminazioni ai danni di cristiani: 365 milioni i più colpiti nel mondo, dato in aumento dal 2023. La Corea del Nord stabile al primo posto. Per l’Asia seguono Yemen, Pakistan, Iran e Afghanistan. Nell’India undicesima preoccupa l’aumento degli atti ostili alla vigilia delle elezioni.

 

 

In Asia 2 cristiani su 5 subiscono alti livelli di persecuzione e discriminazione per ragioni di fede. Si tratta della macro-area al mondo maggiormente colpita da questa ferita, seguita da Africa (1 su 5) e America Latina (1 su 16). Su scala globale, i cristiani perseguitati sono oltre 365 milioni (1 su 7): la cifra più alta degli ultimi 31 anni. Gli atti ostili comprendono aggressioni, torture, rapimenti; nei casi estremi uccisioni. Ma non è solo violenza fisica: si riscontrano anche maltrattamenti e pressioni quotidiane sul luogo di lavoro, nell’accesso a sanità, istruzione e luoghi di culto, e una burocrazia spesso asfissiante.

 

È il triste quadro che emerge dal rapporto annuale dell’ong internazionale Open Doors sulla persecuzione dei cristiani nel mondo (World Watch List 2024) diffuso oggi, riferito al periodo ottobre 2022 – settembre 2023.

 

In Italia la WWL è stata presentata nella sala stampa della Camera dei Deputati, su invito dell’Intergruppo per la tutela della libertà religiosa dei cristiani nel mondo, rappresentato per l’occasione dall’on. Emanuele Loperfido. Presenti anche Timothy Cho, attivista nord coreano, e Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors dal 2015. «In 31 anni di ricerca registriamo un costante aumento della persecuzione anticristiana in termini assoluti. Il 2023 è stato un anno record», ha affermato quest’ultimo.

 

La World Watch List di Open Doors è realizzata ogni anno seguendo una specifica metodologia. L’organizzazione si serve del sostegno «dei cristiani perseguitati in oltre 70 Paesi», si legge nel rapporto, svolgendo ricerca sul campo grazie a numerose «reti locali». A queste si aggiungono ricercatori, esperti e analisti, per un totale di circa 4mila persona coinvolte. Sono circa 100 i Paesi «potenzialmente interessati dal fenomeno della persecuzione» e da questi ne emerge ogni anno una lista di 50, che rappresentano le situazioni più preoccupanti di persecuzione e discriminazione nei confronti dei cristiani appartenenti a tutte le denominazioni e confessioni.

 

Nella lista diffusa oggi la Corea del Nord, come accade ormai da anni, si conferma stabile al primo posto, seguita al secondo e terzo da Somalia e Libia. I Paesi che registrano un «livello estremo» di persecuzione sono saliti da 11 a 13 rispetto allo scorso rapporto. Guardando all’Asia e al Medio Oriente, oltre a Pyongyang sono presenti anche Yemen, Pakistan, Iran, Afghanistan, India, Siria e Arabia Saudita. A livello globale si rileva un crescendo dell’instabilità nell’area dell’Africa subsahariana, con un aumento della violenza perpetrata per motivi religiosi.

 

Diminuiscono invece le uccisioni di cristiani, da 5621 dello scorso anno alle 4998 registrate in questo rapporto. Il motivo è il calo rilevato in Nigeria, ma il Paese rimane lo stesso “epicentro di massacri” come purtroppo accaduto anche a Natale.

 

Preoccupante il numero, in aumento e difficile da raccogliere, delle vittime di «abusi, stupri e matrimoni forzati»: 3231 persone.

 

Aumento «senza precedenti» anche degli attacchi contro le chiese: da 2110 a 14766. Ad aggravare il quadro, poi, l’esportazione del «modello di persecuzione digitale» cinese e le violenze in India, cresciute con l’avvicinarsi delle elezioni. A ciò si aggiunge una rapida diffusione del fenomeno della Chiesa «profuga», accelerata dall’influenza di Cina e Russia. In Medio Oriente e Nord Africa, inoltre, «i cristiani si sentono sempre meno a casa», sottolinea il rapporto 2024.

 

Dando uno sguardo generale alla situazione in Asia e Medio Oriente, la Corea del Nord mantiene la prima posizione a causa della politica di «tolleranza zero per i cristiani» adottata dal regime di Pyongyang. Tra gli atti persecutori più rilevanti si annoverano «i rimpatri forzati di fuggitivi nordcoreani da parte della Cina», spiega Open Doors, che la configurano come un Paese in cui «essere scoperti cristiani è a tutti gli effetti una condanna a morte».

 

Segue lo Yemen, in quinta posizione. Si tratta, come Somalia e Libia, di una nazione rigidamente islamica dove l’«intolleranza anticristiana», alimentata da dinamiche tribali, «estremismo attivo» e «instabilità endemica», spinge i cristiani a vivere la loro fede spesso in segreto. Al settimo posto si trova il Pakistan, Paese stabile nei primi posti della lista da molti anni: dopo la Nigeria, è «la seconda nazione al mondo dove si manifesta più violenza anticristiana», si legge nella WWL.

 

Indicativo di ciò è l’attacco avvenuto a Jaranwala nell’agosto 2023. Segue al nono posto l’Iran, che scende di una posizione rispetto al rapporto 2023. Qui i cristiani, «cittadini di seconda classe», sono costretti a «incontrarsi in piccoli gruppi in casa»; il regime islamico infatti percepisce le chiese come «minacce», viene sottolineato. Al decimo posto si posiziona l’Afghanistan, dove si registra una diminuzione del «punteggio relativo alla violenza contro i cristiani», dovuta all’attenzione dedicata dai Talebani al consolidamento del proprio potere.

 

L’India è invece stabile all’undicesimo posto. «Denunciamo da anni il declino delle libertà fondamentali della minoranza cristiana, bersaglio di violenze e discriminazioni», comunica Open Doors. Segue al dodicesimo posto la Siria, Paese in cui «le sfide dei cristiani continuano ad essere numerose e gravi» e, infine, l’Arabia Saudita, al tredicesimo.

 

Qui il «piccolo numero di cristiani sauditi è lentamente cresciuto», spiega Porte Aperte, ma «ad un costo»: quello di maltrattamenti e vessazioni, nei confronti anche delle persone più giovani, perché la conversione dall’islam al cristianesimo è diffusamente considerata «inaccettabile».

 

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Chiesa ortodossa canadese con opere d’arte inestimabili distrutta da un incendio

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La sera del 30 settembre una chiesa ortodossa di 68 anni, ricca di icone, vetrate e opere d’arte di grande valore, è stata ridotta in macerie a Meadow Lake, nel Saskatchewan, a poca distanza dalla riserva indigena Flying Dust First Nation. Lo riporta LifeSite.   L’episodio, che ha lasciato devastati parrocchiani e comunità locale, si inserisce in una sequenza di incendi e danneggiamenti a luoghi di culto cristiani divenuta purtroppo frequente in Canada negli anni del governo liberale.   «È con immenso dolore che vi informiamo che la nostra amata parrocchia di Ognissanti è stata distrutta da un incendio la scorsa notte. Nessuno è rimasto ferito, e di questo siamo immensamente grati», ha scritto la Chiesa in un post su Facebook. «Sebbene la nostra incrollabile speranza in Cristo non sia confinata ad alcuna struttura, piangiamo comunque la perdita della nostra splendida sala, delle sue numerose icone e degli anni di cura e dedizione profusi in questo spazio sacro».  

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La parrocchia ha precisato che al momento non si celebrano funzioni e che ulteriori aggiornamenti arriveranno a breve. Ha inoltre scritto: «Signore, abbi pietà, Signore, abbi pietà, Signore, abbi pietà». I vigili del fuoco di Meadow Lake hanno fatto tutto il possibile per contenere le fiamme, ma icone, vetrate e opere d’arte sono andate perdute.   Le autorità locali non hanno ancora indicato una causa. La data, però, coincide con la Giornata della verità e della riconciliazione, e questo alimenta preoccupazione. L’incendio di Meadow Lake è solo l’ultimo di una serie di episodi che appaiono come attacchi a luoghi di culto cristiani. Ad agosto una chiesa cattolica storica, centenaria, nel New Brunswick è stata completamente distrutta da un rogo che, secondo le autorità, potrebbe essere doloso.   La festività federale del 30 settembre è stata istituita dal governo dell’ex primo ministro Justin Trudeau per richiamare l’attenzione sul retaggio delle scuole residenziali per indigeni. Nel 2021 e nel 2022 i principali media hanno diffuso affermazioni incendiarie e dubbie secondo cui centinaia di bambini sarebbero stati sepolti e abbandonati da sacerdoti e suore cattolici che gestivano alcuni di quei collegi. Dopo quattro anni, però, non è stata scoperta alcuna fossa comune nei collegi residenziali.   Nonostante le accuse si siano rivelate infondate, dalla primavera del 2021 oltre 130 chiese — in maggioranza cattoliche, molte situate su terre indigene e al servizio della popolazione locale — sono state rase al suolo, vandalizzate o profanate. Nel 2024 il giudice in pensione del Manitoba Brian Giesbrecht ha affermato che i canadesi vengono «deliberatamente ingannati dal proprio governo», dopo aver criticato aspramente l’ex governo Trudeau per aver «perseguito attivamente» una politica che attribuisce alla Chiesa cattolica la responsabilità infondata delle «morti e delle sepolture segrete» di bambini indigeni.   Nel novembre 2025 la deputata conservatrice Kelly Block ha presentato il disegno di legge C-255, di iniziativa parlamentare, che inasprirebbe le pene per chi viene condannato per atti vandalici contro luoghi di culto. Il provvedimento è attualmente bloccato alla Camera dei Comuni.   In Canada gli incendi dolosi contro le chiese sono più che raddoppiati dopo il 2021. Un rapporto del Macdonald-Laurier Institute ha rilevato che meno del 4% dei casi ha portato a un’incriminazione. Uno degli esempi più recenti è la chiesa di Saint-Romain, in Quebecco, costruita nel 1893 e distrutta da un incendio ad aprile, il cui incendio è stato trattato come doloso.

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Mesi fa la storica chiesa cattolica di San Paolo Montréal, in Quebecco, è stata ridotta quasi in macerie da un enorme incendio. A inizio 2024 due storiche chiese cristiane in Canada sono state date alle fiamme intenzionalmente.   Dalla primavera del 2021, ben oltre 100 chiese, la maggior parte cattoliche, sono state bruciate o vandalizzate in tutto il Canada. Tali attacchi alle chiese sono avvenuti poco dopo la scoperta di tombe anonime in scuole residenziali ora chiuse, un tempo gestite dalla Chiesa in alcune parti del Canada, nella primavera dello scorso anno, uno scandalo anticlericale in realtà già smontato come bufala da tempo, al quale tuttavia ha dato nuova vita la visita di Bergoglio nel Paese con annesse scuse e riti di negromanzia pagana con i First Nation, gli indigeni canadesi. Nello stesso periodo altre due storiche chiese cristiane in Canada erano state date alle fiamme intenzionalmente.   Come riportato da Renovatio 21, video promozionale per l’ultimo singolo della pop star Katy Perry, ora compagna di Trudeau, ha sucistato scalpore per aver accostato il testo di una canzone che parla di «guardarla bruciare» allo sfondo di una chiesa.   Come riportato da Renovatio 21, attacchi incendiari alle chiese si stanno verificando in questi anni in tutto il mondo, dall’Europa alle Americhe, all’Asia, all’Africa.  

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Colombia, la FSSPX lasciata fuori dalla basilica di Chiquinquirá

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Giunti in pellegrinaggio alla Madonna di Chiquinquirá, patrona della Colombia, i fedeli della Fraternità San Pio X non sono potuti entrare nella basilica per rinnovare anche quest’anno la consacrazione della Casa Autonoma dell’America Centrale e dei Caraibi.

 

Il pellegrinaggio annuale della Fraternità San Pio X a Chiquinquirá si è svolto il 26, 27 e 28 settembre 2026. Due giorni prima del loro arrivo al santuario, la Fraternità era stata informata che sarebbe stato loro negato il permesso di rinnovare la consacrazione all’interno della basilica. Domenica 28 settembre, dopo la Messa e la processione, i pellegrini si sono riuniti sulla scalinata della basilica, dove padre Ezequiel Rubio, Superiore della Casa Autonoma, ha rinnovato la consacrazione.

 

Questo divieto segna una rottura con gli anni precedenti. Nel luglio 2023, con l’accordo delle autorità ecclesiastiche locali, la Fraternità aveva ottenuto l’autorizzazione a celebrare una Messa solenne all’altare maggiore della basilica, davanti all’immagine miracolosa della Madonna di Chiquinquirá. Circa 700 fedeli avevano partecipato.

 

Nel 2024 e nel 2025, nella basilica si continuavano ancora a celebrare messe della Fraternità. Il rifiuto giunge quindi quest’anno, dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026, rese necessarie per garantire la continuità del ministero della Fraternità, e le sanzioni ingiustamente comminate in seguito a tali consacrazioni.

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Esortazione di don Ezequiel Rubio FSSPX

Cari pellegrini,

 

siamo giunti alla casa di nostra Madre. Siamo giunti alla Basilica di Nostra Signora di Chiquinquirá per rinnovare la consacrazione della Casa Autonoma dell’America Centrale e dei Caraibi al Cuore Materno di nostra Madre, Maria.

 

Quest’anno, però, non celebreremo questa consacrazione all’interno, bensì all’esterno. Quest’anno la celebreremo qui, su questi gradini. Non per preferenza, non per desiderio di innovazione, non perché vorremmo cambiare qualcosa. La celebreremo qui fuori perché non ci è permesso entrare.

 

Nonostante i nostri migliori desideri, l’autorità competente del luogo ci ha negato il permesso persino di avvicinarci ai piedi di nostra Madre per rinnovare questa consacrazione.

 

Abbiamo ricevuto questo rifiuto solo due giorni fa. Abbiamo quindi colto l’occasione per rispondere al Vescovo e al parroco locale, per esprimere la nostra sorpresa, la nostra tristezza e le ragioni per cui non condividiamo questa decisione.

 

Oggi, che la gerarchia ama proclamare l’apertura, e tutti voi lo sapete bene quanto me; oggi, che sentiamo dire che siamo in una Chiesa aperta, una Chiesa che ascolta, una Chiesa disposta ad accompagnare e non a condannare; oggi, che siamo in una Chiesa che ora si definisce «sinodale», questo stesso discorso sembra applicarsi a tutti tranne che alla Fraternità.

 

E perché? Qual è il motivo? Qual è la nostra colpa? Qual è la ragione? Aderire pienamente, completamente alla nostra santa fede cattolica, apostolica e romana.

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Oggi, che sentiamo con tanta tristezza la proliferazione di errori ed eresie; oggi, mentre la dottrina diventa più umana che divina, mentre la morale diventa relativa, piena di princìpi soggettivi e umani; oggi, mentre la liturgia viene desacralizzata, mentre la liturgia si innova, riceve l’inculturazione; oggi, mentre la struttura stessa della Chiesa appare così disgiunta; Noi che desideriamo difendere la nostra Santa Madre Chiesa, noi che desideriamo preservare questa fede, questa morale, questa liturgia millenaria e questa disciplina ecclesiale, veniamo respinti, screditati, condannati, etichettati, come abbiamo scritto al Vescovo nella lettera che gli abbiamo inviato di recente.

 

Le porte della Basilica di Chiquinquirá, chiuse per noi, sono ben diverse dal Cuore Immacolato e materno di Maria. Le porte saranno chiuse, ma il Cuore Immacolato rimane aperto ai suoi figli. Noi che siamo figli della Vergine, noi che siamo figli della Chiesa, oggi ci troviamo fuori.

 

Ma questo non dovrebbe alimentare il risentimento, bensì farci crescere: crescere in questo amore per la Chiesa, crescere in questo spirito di perseveranza sul cammino tracciato per noi dal nostro amato fondatore, mons. Lefebvre.

 

Questo non dovrebbe scoraggiarci; al contrario. Dobbiamo offrire questo sacrificio, dobbiamo offrire questa persecuzione, dobbiamo offrire questo rifiuto per la Chiesa, per la salvezza delle anime.

 

Tertulliano disse, parlando dei martiri, che essi erano il seme dei cristiani. Ebbene! Questi sono i martiri fisici, coloro che hanno versato il proprio sangue… noi, che dobbiamo sopportare questo martirio morale ricevendo ingiuste critiche, offriamolo affinché la nostra Madre in Cielo ci benedica, benedica le nostre famiglie, benedica i nostri figli, moltiplichi le vocazioni, moltiplichi le famiglie cristiane.

 

E allora, perché non essere ancora più numerosi l’anno prossimo?

 

Possa il ricordo di questa Messa celebrata qui, sotto questo grande tendone, e della processione che abbiamo appena concluso, sostenere in noi questo fervore, questo desiderio di perseverare.

 

E perché no? E perché non conservare, qui, in questa terra di Chiquinquirá, un ricordo vivido di questo evento, per tutti coloro che hanno potuto assistere a queste benedette consacrazioni episcopali? Ora ci inginocchieremo per rinnovare la consacrazione alla Beata Vergine davanti all’immagine della nostra Beata Madre.

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Atto di Consacrazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X alla Madonna di Chiquinquirá

O Vergine di Chiquinquirá, eccoci qui oggi, prostrati con fiducia davanti alla tua santa immagine.

 

Mentre il diavolo attacca incessantemente la Chiesa e la società per distruggere il Cristianesimo, noi crediamo e professiamo che troveremo in te consolazione nei nostri dolori e forza nelle terribili battaglie che dobbiamo affrontare ogni giorno contro di lui, contro noi stessi e contro il mondo.

 

Prostràti ai tuoi piedi, veniamo a consacrarti l’apostolato della Casa Autonoma dell’America Centrale e dei Caraibi della Fraternità San Pio X, in particolare in queste terre colombiane, affinché sia ​​interamente tuo.

 

Rendilo un baluardo contro gli errori che si diffondono nel mondo, una fonte inesauribile di grazie e benedizioni, e una dimora di santità.

 

Accogli sotto la tua protezione il suo Superiore, i sacerdoti che vi svolgono il loro apostolato e i loro fedeli.

 

Regni ovunque l’unità nella carità e nella verità. A te affidiamo anche tutte le nostre preoccupazioni spirituali e temporali.

 

Desideriamo affidarci e consacrarci a te, noi che siamo figli ed eredi spirituali del nostro venerato ed eroico fondatore, l’Arcivescovo Marcel Lefebvre, e membri della sua opera, consapevoli di essere solo una piccolissima, infinitesimale parte della Santa Chiesa Cattolica, Corpo Mistico di Cristo, ma al tempo stesso consapevoli di portare la fiaccola della fede e il faro della Tradizione, fonti di vera restaurazione.

 

In questi tempi in cui il mondo, e in particolare la Chiesa, soffre di una crisi e di uno smarrimento senza precedenti, affidiamo a Te tutti coloro che un tempo hanno beneficiato del nostro apostolato ma che, purtroppo, se ne sono allontanati, chiedendo che rimangano nella grazia di Dio.

 

Sacro Cuore di Gesù, desideriamo consacrare a Te anche le nostre famiglie, affinché rimangano fedeli ai princìpi della Chiesa Cattolica, alla nostra patria e alle nostre tradizioni.

 

Benedici padri e madri, mariti e mogli nel loro lavoro.

 

A Te affidiamo gli adolescenti e i giovani, affinché in ogni fase della loro vita sappiano rivolgersi alla Tua protezione per preservare la virtù e la fede.

 

A Te affidiamo i bambini, affinché conservino sempre la loro innocenza e docilità.

 

A Te affidiamo gli ammalati, affinché trovino in Te, se non la guarigione, almeno sollievo e la grazia di una profonda conversione.

 

Affidiamo a Te gli anziani, affinché nel crepuscolo della loro vita non manchi loro il sostegno della Tua forza.

 

Infine, Ti supplichiamo per tutti coloro che ci hanno preceduto e che hanno chiuso gli occhi al tempo, affinché tu li apra all’eternità, e possano presto godere di riposo, luce e pace.

 

Infine, eleviamo le nostre preghiere per le nostre patrie, affinché Tu le preservi dalle leggi ingiuste che provocano l’ira divina.

 

Che sorga nelle nostre famiglie una generazione zelante per la fede cattolica, affinché le nostre terre tornino a essere cristiane.

 

La nostra Casa autonoma è ora, o Regina di Colombia, Tua proprietà.

 

Custodiscila nell’unità e nella santità.

 

Che sia un ramo vivo e fecondo della Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.

 

Rialzaci se cadiamo, ravviva la nostra carità se si raffredda e preserva la nostra volontà di servire Tuo Figlio e la Chiesa.

 

E, rafforzati dal nostro titolo di apostoli di Gesù e Maria, o Madre Corredentrice, promettiamo di lavorare fino all’ultimo respiro per la restaurazione di ogni cosa in Cristo e per il glorioso trionfo del tuo Cuore Addolorato e Immacolato.

 

Accetta, o Madre nostra, questa consacrazione, affinché un giorno, in Paradiso, possiamo, con tutta la famiglia della Tradizione e gli angeli, cantare le tue lodi.

 

Viva il Cuore Immacolato di Maria!

Viva il Sacro Cuore di Gesù!

Viva Cristo Re!

 

Messa della Fraternità Sacerdotale San Pio X nella Basilica di Nostra Signora di Chiquinquirá il 21 luglio 2024.

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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Vandali francesi arrestati dopo aver profanato oscenamente statua della Madonna

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Due giovani vandali sono stati arrestati in Corsica dopo aver distrutto una statua della Beata Vergine Maria tra la tarda serata di mercoledì e le prime ore di giovedì. Nel corso della giornata decine di persone si sono poi radunate per protestare e per riparare all’offesa.   Un video integrale del fatto mostra due uomini non identificati che profanano la statua, collocata all’uscita sud di Porto-Vecchio, prima di abbatterla. Diversi residenti hanno condannato subito il gesto sacrilego e giovedì pomeriggio si sono ritrovati sul luogo del danneggiamento per manifestare contro la profanazione.   «È oltraggioso perché stanno profanando ciò che è più sacro», ha dichiarato ai media francesi don Thibault Lambert, parroco della parrocchia proprietaria della statua, che ha anche annunciato di aver presentato una denuncia formale.  

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«VERGOGNA!» ha scritto in un post su Facebook il sindaco di Porto-Vecchio, Jean-Christophe Angelini, condannando la profanazione. Lo stesso amministratore aveva avuto un ruolo nella collocazione della statua nei pressi dell’uscita della città.   «All’inizio del nostro primo mandato, su richiesta di padre Constant, abbiamo installato una statua della Vergine Maria sotto l’arco della rotonda di Stabiacciu», ha ricordato il sindaco. «Questo simbolo, a cui gli abitanti di Porto-Vecchio sono profondamente legati, è stato vandalizzato e distrutto la scorsa notte da uno o più individui irresponsabili», ha aggiunto. «A nome della Città, e anche a nome mio personale, condanno fermamente questo atto indicibile».   L’Angelini ha inoltre chiesto «una risposta ferma e rapida» alle autorità locali.   Stando alla stampa francese, la Procura distrettuale di Ajaccio ha confermato l’apertura di un’indagine, dopo le forti reazioni suscitate dal video dell’accaduto, che ha provocato indignazione e inviti a far sentire la propria voce.   I media locali riferiscono che le forze dell’ordine hanno arrestato i due giovani sospettati e che sui social sarebbe circolato un video dell’arresto.    

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Sempre secondo la stampa francese, diverse decine di persone si sono recate davanti alla stazione di polizia per protestare contro il reato commesso e contro chi ne era sospettato, mentre una testata ha parlato di oltre cento manifestanti. In un video diffuso in rete si vedono i dimostranti portare una bara vuota davanti al cancello della struttura e apporvi i nomi dei sospettati a mo’ di monito, esprimendo l’indignazione collettiva della comunità.   All’indomani della profanazione, la parrocchia cattolica proprietaria della statua ha lanciato un appello alla calma e ha invitato i residenti a ritrovarsi giovedì sera presso la rotonda di Stabiacciu per celebrare l’inizio del mese del Santo Rosario, una funzione che si sarebbe dovuta tenere nella chiesa locale e che è stata spostata proprio a causa dell’atto vandalico.  

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Si sono radunate grandi folle, addolorate per la profanazione ma anche confortate dalla possibilità di riparare alla Beata Vergine Maria un’offesa così grave. Pubblicando diverse foto dell’evento su Facebook, la parrocchia ha scritto: «Stasera i nostri cuori sono colmi di tristezza, ma anche confortati: abbiamo potuto dire ancora una volta alla nostra Santa Maria quanto la amiamo! Questo momento di preghiera e unità ha dato lustro alla parrocchia e alla città di Porto-Vecchio. Evviva Maria!».   Dal canto suo, il sindaco Angelini ha assicurato: «La statua distrutta verrà sostituita al più presto, nel rispetto delle nostre tradizioni, dei desideri dei cittadini di Porto-Vecchio e della nostra volontà politica».

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