Politica
Sulla fiducia a Mosca è scontro tra i collaboratori di Trump
I principali consiglieri del presidente degli Stati Uniti Donald Trump non sono d’accordo sul fatto che Mosca voglia davvero una risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti anonime.
Un gruppo guidato dal Segretario di Stato Marco Rubio e dall’inviato per l’Ucraina Keith Kellogg sollecita un maggiore scetticismo, si legge nel rapporto. Trump, tuttavia, si schiera con l’assistente diplomatico Steve Witkoff, che si dice nutra maggiore fiducia in Mosca. La scorsa settimana, Witkoff ha incontrato il Presidente Vladimir Putin, dopo che i due avevano già avuto colloqui a marzo.
Mosca sostiene di essere sempre stata disposta a raggiungere i suoi obiettivi principali nel conflitto attraverso mezzi diplomatici, mentre Kiev e i suoi sostenitori occidentali hanno sostenuto l’escalation. Il governo russo, tuttavia, ha affermato che non accetterà un congelamento del conflitto, che porterebbe solo a una ripresa delle ostilità in futuro, citando le violazioni da parte dell’Ucraina di una moratoria proposta dagli Stati Uniti sugli attacchi alle infrastrutture energetiche come prova dell’inaffidabilità di Kiev.
Come esempio della presa di posizione di Trump dalla parte di Witkoff, il WSJ ha citato l’attacco missilistico sulla città di Sumy di domenica, in cui Kiev ha affermato che Mosca ha deliberatamente preso di mira i civili, uccidendone 34. Trump, tuttavia, ha definito l’incidente un «errore», mentre il Dipartimento di Stato di Rubio lo ha definito «orribile» e Kellogg ha affermato che ha oltrepassato «ogni limite di decenza».
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato che i missili sono stati lanciati durante «un altro incontro tra leader militari ucraini e colleghi occidentali», spacciandosi per mercenari. Il ministero della Difesa ha stimato che l’attacco abbia ucciso circa 60 militari, sostenendo che Kiev abbia usato i civili come scudi umani per l’incontro.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha dichiarato domenica alla CBS News che le critiche di Trump alla sua leadership indicano che «le narrazioni russe stanno vincendo negli Stati Uniti».
Il principale negoziatore russo, Kirill Dmitrev, ha espresso preoccupazione per la vulnerabilità americana alle pressioni straniere dopo un incontro con alti funzionari statunitensi all’inizio di questo mese, accusando i media occidentali di aver condotto una campagna coordinata per minare la normalizzazione delle relazioni.
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«Assistiamo a tentativi di interpretare male i messaggi russi, di travisare la Russia e i suoi leader. Questo accade ogni giorno», ha affermato, aggiungendo che «il dialogo diretto è il modo migliore per sconfiggere questa disinformazione».
In un’intervista rilasciata lunedì alla Fox News, lo Witkoff ha dichiarato che il suo incontro di quasi cinque ore con Putin è stato “avvincente” e ha messo il processo di pace in Ucraina «sull’orlo» di una svolta.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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