Immigrazione
Sondaggio: un tedesco su cinque vorrebbe una nazionale di calcio «più bianca»
Il 21% dei tedeschi vorrebbe vedere più giocatori dalla pelle bianca rappresentare il proprio paese nei tornei internazionali di calcio, secondo un recente sondaggio. Gli utenti dei social media e gli operatori professionali si sono affrettati ad attaccare l’emittente statale ARD per aver posto la domanda in primo luogo.
L’indagine è stata condotta all’inizio di aprile dal sondaggista Infratest dimap e ha intervistato 1.304 tedeschi aventi diritto di voto. Lo studio è stato commissionato nell’ambito di un documentario intitolato «Unità, giustizia e diversità – La squadra nazionale tra razzismo e identificazione».
Secondo i risultati del sondaggio pubblicato sabato, il 21% degli intervistati è d’accordo con l’affermazione: «Preferirei che più giocatori bianchi giocassero nella nazionale tedesca». Questo sentimento non è stato condiviso dal 65% degli intervistati.
Inoltre, il 17% ha dichiarato al sondaggista di non essere soddisfatto del fatto che la squadra sia guidata da Ilkay Gundogan a causa delle sue origini turche. Al contrario, il 67% degli intervistati non ha avuto problemi con l’etnia del capitano.
Dall’indagine è emerso che tra i sostenitori del partito Alternativa per la Germania (AFD), il 47% afferma che vorrebbe vedere una squadra «più bianca”. Gli elettori dei Gruene, il Partito dei Verdi, si collocano all’estremità opposta dello spettro, con solo il 5% che lo dice.
Joshua Kimmich, membro della nazionale di calcio tedesca, ha espresso sgomento sabato, definendo i risultati «assolutamente razzisti». «Il calcio può unire diversi colori di pelle e religioni», ha affermato.
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La stella del Bayern Monaco ha inveito contro anche l’emittente che ha commissionato il sondaggio. «È assolutamente assurdo porre una domanda del genere prima degli Europei di calcio casalinghi, quando in realtà si tratta di unire l’intero Paese», ha affermato il giocatore.
«Questo sondaggio dell’ARD è assolutamente controproducente», ha concluso il Kimmich.
«Noi stessi siamo scioccati dal fatto che i risultati siano così come sono, ma sono anche una rappresentazione della situazione sociale nella Germania di oggi», hanno sottolineato i realizzatori dell’inchiesta demografica.
Nel frattempo nel Paese e pure fuori impazza il coro «Ausländer raus», che i giovani germanici intonano ovunque (negli stadi, nelle discoteche, al mare, per strada, a Maiorca) sulle note della hit dance di un quarto di secolo fa «L’amour toujour» del DJ torinese Gigi D’Agostino.
«Ausländer raus! Ausländer raus! Deutschland den Deutschen, Ausländer raus!» dice il canto tratto dalla canzone elettronica tunza-tunza. «Fuori gli stranieri». Fuori gli stranieri. La Germania ai tedeschi, fuori gli stranieri».
Non solo il coro, ma pure la canzone stessa è stata proibita dall’Oktoberfest.
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Immagine di Jimmy Baikovicius via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Immigrazione
La violenza studentesca contagia anche il Belgio
Belçika’nın Liege kentinde öğrenciler, hükümet karşıtı protesto gösterileri düzenliyor. pic.twitter.com/peDq12gwOL
— gdh (@gdhdijital) October 5, 2026
Manifestation des étudiants de plusieurs écoles liégeoises ce vendredi place Saint-Léonard pour dénoncer la réforme de l’enseignement et l’augmentation du coût de la vie dont notamment les tarifs du bus. @DESQUESNESF @valerieglatigny @WBE_officiel @Fil_law pic.twitter.com/HniBxkoPgd
— L-Post (@lpost10) October 2, 2026
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Gender
Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»
I migranti LGBT sono stati deportati dall’amministrazione Trump verso Paesi terzi «ostili». Lo riporta l’agenzia Reuters.
Almeno 40 migranti LGBT sono stati rimandati in Paesi africani che criminalizzano le relazioni omosessuali o che il Dipartimento di Stato americano ha definito «ostili» a tali relazioni.
«Reuters ha seguito il destino di tutte e 40 le persone, provenienti da tutta l’Africa, nonché da Iraq, Giamaica e Russia, intervistando una dozzina di deportati e avvocati specializzati in immigrazione e analizzando centinaia di pagine di documenti legali», riporta l’agenzia.
«Sedici di loro si trovano ancora nei paesi in cui sono stati deportati e alcuni sono tuttora detenuti. Altri sedici (…) sono stati rimpatriati nei loro Paesi d’origine contro la loro volontà. Nove si nascondono in Paesi terzi. Un uomo ghanese non è più in contatto con i suoi avvocati o parenti», hanno affermato.
I Paesi indicati come ostili sono la Sierra Leone, la Guinea Equatoriale, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e l’Eswatini, in precedenza Swaziland.
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Le espulsioni verso Paesi terzi, cioè i casi in cui una persona viene rimpatriata in un Paese diverso da quello di residenza, erano rare durante la prima amministrazione Trump, ma sono diventate una delle politiche migratorie centrali della seconda. La misura, adottata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna nel marzo 2025, consente ai funzionari di espellere cittadini stranieri in sole sei ore.
L’amministrazione Trump ha accordi con diverse decine di Paesi per accogliere deportati che non sono loro cittadini. In Africa figurano Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Guinea Equatoriale, Ghana, Ruanda e Uganda. In America Latina hanno accettato di accogliere migranti di Paesi terzi anche Costa Rica, Guatemala, El Salvador e Honduras.
Reuters afferma che almeno 40.000 persone sono state deportate in Paesi terzi, di cui circa 900 in Africa.
A metà settembre una corte d’appello ha bloccato la politica, sostenendo che l’amministrazione non permetteva ai migranti di esprimere le proprie preoccupazioni sui maltrattamenti prima di essere deportati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Immigrazione
Catastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
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🚨 Vicenza, circa mille giovanissimi, quasi tutti di origine straniera, richiamati su TikTok dall’influencer “Ilvucumpra” per una “Aura Battle”. Il raduno finisce nel caos, con danni a Campo Marzo.
Chi sbaglia deve rispondere. Anche le famiglie vanno responsabilizzate. pic.twitter.com/0d8UwRpqpV — Lara Magoni (@LaraMagoni) October 4, 2026
Balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie.
Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano… pic.twitter.com/wKwOTdDtmB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 4, 2026
Balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie.
Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano… pic.twitter.com/wKwOTdDtmB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 4, 2026
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Peschiera del Garda de los pueblos más bonitos del Lago de Garda, uno de los más fáciles de visitar porque está muy bien comunicado con Milán y Verona. #italia #inseguridadciudadana Igual se han dado cuenta que no todas las culturas son respetables?. Y que pasan de integrarse ? pic.twitter.com/MqEwiHlMQe
— Politeia (@Politeia_ESP) June 9, 2022
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Nel 2005, nell’articolo Synthesizing Tyranny, Francis ribadiva: «Ciò che abbiamo oggi in questo paese, dunque, è sia anarchia (l’incapacità dello Stato di far rispettare le leggi) sia, allo stesso tempo, tirannia: l’applicazione delle leggi da parte dello Stato a fini oppressivi; la criminalizzazione dei cittadini onesti e innocenti attraverso una tassazione esorbitante, una regolamentazione burocratica, l’invasione della privacy e la manipolazione delle istituzioni sociali, come la famiglia e le scuole locali; l’imposizione del controllo del pensiero attraverso “corsi di sensibilizzazione” e programmi di studio multiculturali, leggi sui “crimini d’odio”, leggi sul controllo delle armi che puniscono o disarmano cittadini altrimenti rispettosi della legge, ma non hanno alcun impatto sui criminali violenti che si procurano armi illegalmente, e un vasto labirinto di altre misure. In una parola, anarchia-tirannia».
La questione è, come sempre, che se il sistema produce l’anarco-tirannia, allora significa che quello è lo scopo: secondo la celebre definizione, il punto di ogni sistema è ciò che fa. Secondo Francis, «lo Stato non “omette” di far rispettare le altre leggi; non ha alcuna intenzione di farle rispettare né alcun desiderio di farlo. L’anarchia-tirannia è del tutto deliberata, una trasformazione calcolata della funzione dello Stato, da uno Stato impegnato a proteggere i cittadini rispettosi della legge a uno Stato che tratta il cittadino rispettoso della legge come, nella migliore delle ipotesi, una patologia sociale e, nella peggiore, un nemico».Sostieni Renovatio 21
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