Immigrazione
Baby gang africana aggredisce 15enne italiana: «Riccione come l’Africa»
Una ragazzina italiana di 15 anni che si trovava a Riccione per la notte bianca della città marittima, è stata aggredita e rapinata da un gruppo di ragazze straniere.
Nel video visibile online – rilanciato in versione offuscata dal leader della Lega Nord Matteo Salvini – è possibile sentire un gruppo di ragazzi urlare, battere le mani e divertirsi dinanzi allo «spettacolo», mentre si odono, tra frasi in arabo, insulti come «italiana del cazzo».
Dopo i fatti di Peschiera, l’orrore organizzato dalle baby gang di stranieri a Riccione. Iniziano a girare i video su internet: qui una 15enne viene aggredita con calci e pugni dal branco al grido di “Italiana del ca**o” e “Riccione come l’Africa”. pic.twitter.com/LTfs6vHHUk
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) July 6, 2022
«Mi hanno pestata e derubata. Presa per i capelli e riempita di calci e pugni» ha dichiarato la 15enne italiana. «Erano ragazze molto giovani, sembrava si divertissero a picchiarmi. Nessuno dei presenti ha mosso un dito per difendersi. Qualcuno ha fatto un video, mentre un gruppo di ragazzini cantava “Riccione come Africa”».
Quest’ultima espressione è quella che dovrebbe inquietare di più.
Perché richiama una sorta di «ordine» che gira nei social dei ragazzi immigrati di seconda generazione. Lo abbiamo visto a Peschiera, ma vi erano riferimenti proprio a Riccione.
Si racconta di una clip che da tempo circola su TiktTok, il social dei giovinastri. Due ragazzini scendono la scalinata del Palazzo dei Congressi e, a un certo punto, dicono «pure quest’ estate Riccione sarà colonizzata».
L’intento di questa nuova violenta sottocultura giovanile eversiva – curiosamente panafricana, fino a quando non verranno tratti nella rete dell’estremismo islamico, dove cadranno come pesci tra qualche anno – è dichiaratamente quello di «liberare» le porzioni di territorio in cui si trovano (Peschiera, Riccione, i parchi acquatici) dal controllo dell’autorità italiana – è, più in generale, dalla Civiltà occidentale.
In breve, sono strumenti mobili di una de-sovranizzazione istantanea. Lo Stato sparisce, la legge pure. Il popolo italiano, pure, di conseguenza: nella legge del più forte, vince giocoforza la banda africana. È la Grande Sostituzione: oltre che etnica, è politica, legale.
I ragazzini immigrati devastatori lo sanno.
Nessuno di loro si vergogna di quanto fanno, nessuno di loro sembra aver alcuna contezza della legge, e se ce l’ha non le dà importanza. Ancora più tremendo: nessuno di loro pare avere paura delle Forze dell’Ordine. Lo abbiamo visto a Peschiera, con le cariche della celere (in schiacciante minoranza numerica rispetto alle migliaia di ragazzini immigrati che avevano «occupato» la cittadina sul Garda) che venivano salutate da scherzi e risate – qualcuno fuggiva, i più rimanevano lì a sghignazzare.
A Napoli abbiamo visto scene simili quando un centinaio di immigrati hanno aggredito e mandato in ospedale 5 vigli urbani che avevano multato una nigeriana che vendeva illegalmente una qualche forma di zuppa fuori dalla stazione. A quanto scrivono i giornali, i pochi arrestati sono ora tutti liberi.
«Al grido “Questa è Africa” hanno stretto d’assedio il lungolago del Garda, tra Peschiera e Castelnuovo. “Siamo venuti a riconquistare Peschiera. Questo è territorio nostro, l’Africa deve venire qui” mi hanno urlato in faccia» aveva dichiarato dopo la presa del Garda il sindaco di Castelnuovo.
In pratica, stanno conquistando, con blitz estemporanei e sempre più violenti, porzioni di territorio della Repubblica Italiana, immettendovi un’altra legge, la legge del più forte, la legge razzista del terzomondismo revanscista afro-islamico. Sappiamo come si chiamano queste zone quando la conquista è permamente: no-go zone. L’Europa, da Malmoe a Moleenbek (Bruxelles), ne è piena. I governi negano, ma i fatti della finale di Champions a Saint Denis lo spiegano meglio di un trattato di sociologia dell’immigrazione.
Come scritto da Renovatio 21 in precedenza, in presenza di una massa compatta e determinata ad annullare lo Stato, non siamo più in presenza di un problema di ordine pubblico, ma con più probabilità di una questione «militare» vera e propria.
Per anni i leghisti hanno parlato di «invasione» – senza peraltro mai essere riusciti a fermarla, e con essa la filiera idrovora del danaro del contribuente che mantiene tutto.
I ragazzini immigrati invece parlano di «colonialismo»: nel senso che grazie a momenti come quello di Peschiera o di Riccione, è l’Africa a colonizzare l’Italia.
È esattamente così. E dietro c’è una volontà lucida, un disegno condiviso.
Ora rispondete a questa domanda: quanti di questi ragazzini africani distruttori e colonizzatori avranno la cittadinanza italiana con lo ius scholae?
Immagine di Bruno Maiolo via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)
Immigrazione
Scontri anti-immigrazione a Belfast dopo l’accoltellamento
Martedì sera a Belfast sono scoppiati scontri di stampo anti-immigrazione, dopo che un richiedente asilo sudanese armato di coltello avrebbe aggredito un uomo nella capitale nordirlandese, tentando, a quanto riportano le cronache, di decapitare il malcapitato.
L’episodio si è inserito in un clima di acceso dibattito sulle politiche migratorie, reso ancora più teso da una serie di reati commessi da cittadini stranieri in varie parti della Gran Bretagna.
Autobus e automobili sono stati incendiati, mentre la polizia invitava la popolazione a mantenere la calma. I video girati sul posto mostravano veicoli completamente avvolti dalle fiamme. Altri filmati ritraevano un’auto in fiamme che rotolava lungo la strada.
🚨 BREAKING: A bus has been set on fire in Belfast amid protests over the attempted beheading of a man pic.twitter.com/FX8maCMalK
— Politics UK (@PolitlcsUK) June 9, 2026
🛑LIVE a burning car can be seen rolling down the road.#belfast #news #riot pic.twitter.com/nzxM8mz4Hl
— RTI OSINT (real time intelligence) (@RTI_imtel) June 9, 2026
Groups of men are going ‘door to door’ “hunting migrants” setting fire to known HMO’s in Belfast… pic.twitter.com/jxr0Rczctm
— Pippa B 🇬🇧🏴 🚜 ❤️ 🇺🇸 (@pippaisright) June 9, 2026
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Folle inferocite hanno dato fuoco a diverse abitazioni e hanno vandalizzato le fermate degli autobus con graffiti anti-islamici. Secondo le testimonianze, in alcune zone della città si sono radunati gruppi di persone che tentavano di fare irruzione nelle case di presunti migranti.
I disordini sono esplosi dopo la diffusione, lunedì, di un video virale che mostrava un aggressore armato di coltello immobilizzare a terra un altro uomo in mezzo alla strada. Diversi passanti sono intervenuti, salvando la vittima, che ha riportato numerose ferite da arma da taglio.
Secondo quanto riportato dalla polizia, il sospettato ha volato da Parigi a Dublino prima di raggiungere Belfast in autobus nel 2023, dove ha presentato richiesta di asilo.
Negli ultimi anni la Gran Bretagna è stata scenario di significative proteste e tumulti contro l’immigrazione, con politici e attivisti di destra che hanno accusato le autorità di non riuscire a controllare l’immigrazione clandestina e di non affrontare in modo adeguato i crimini compiuti da migranti e da altre minoranze etniche.
Nel 2024, a Southport, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, scoppiarono violenti disordini dopo che un uomo di origine ruandese accoltellò a morte tre ragazze in una scuola di danza. L’incidente portò a una serie di arresti per post sui social media che, a quanto pare, incitavano all’odio razziale.
All’inizio di questo mese si sono svolte manifestazioni in memoria di Henry Nowak, uno studente universitario ucciso da un uomo sikh britannico nel 2025. L’indignazione pubblica si è intensificata dopo la diffusione di un filmato ripreso dalle telecamere indossate dagli agenti di polizia, che mostrava gli agenti sul posto ammanettare Nowak, già ferito a morte, anziché il suo aggressore, Vickrum Digwa, che ora è stato condannato all’ergastolo con possibilità di libertà condizionale dopo 21 anni per omicidio.
La Gran Bretagna rimane sotto shock per il perdurante scandalo delle «grooming gang», bande di pakistani che stupravano impunemente migliaia di minorenni nel corso di almeno tre cadi. Particolari rivoltanti, come l’uso di gabbie e di cani per le violenze sessuali, stanno emergendo in questi giorni.
In Irlanda, ma a Dublino, si ebbero tre anni fa rivolte violente a causa dell’aggressione con coltello di una donna e dei bambini da parte di un immigrato. L’anno passato la capitale dell’Eire fu teatro di ulteriori moti dopo che un immigrato venne accusato di aver violentato una bambina di 10 anni.
Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa un sedicente «Nuovo Movimento Repubblicano» ha pubblicato un video in cui, nello stile dei vecchi comunicati terroristici IRA tra bandiere, baschie e passamontagna, minacciava i politici irlandesi per il tema dell’immigrazione e per l’indottrinamento sessuale dei bambini.
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Immigrazione
Migrante africano arrestato a Belfast dopo un presunto tentativo di decapitazione
🚨WATCH: GRAPHIC FOOTAGE shows An African migrant attempting to BEHEAD somebody in North Belfast 🇮🇪
The attack was carried out with a Stanley blade and happened at around 10:30pm last night (Monday 8th June) on Kinnaird Avenue. Every single one must leave, ALL OF THEM 🚫… — BRITAIN IS BROKEN 🇬🇧 (@BROKENBRITAIN0) June 9, 2026
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Immigrazione
Hegseth: potrebbe essere «troppo tardi» per l’UE per fermare l’«invasione» migratoria
Il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha sfruttato una cerimonia in Normandia per commemorare lo sbarco in Normandia, avvertendo che l’Europa è sotto una nuova forma di «invasione» e sollecitando i leader dell’UE ad affrontare il problema della migrazione prima che sia troppo tardi.
In occasione dell’anniversario dello sbarco alleato in Francia del 6 giugno 1944, Hegseth ha affermato che «diverse spiagge europee vengono prese d’assalto da diverse e pericolose ideologie» in Spagna, Italia, Grecia e Bulgaria, dove «arrivano navi e uomini».
«Quando le capitali europee faranno qualcosa per contrastare quest’invasione? O è troppo tardi? Prego di no, e credo di no», ha aggiunto.
Le osservazioni dello Hegseth riecheggiano una narrazione più ampia dell’amministrazione Trump che collega la migrazione al cambiamento culturale, ai rischi per la sicurezza e all’erosione dell’identità nazionale. La Strategia di sicurezza nazionale del 2025 dell’amministrazione avvertiva che l’Europa rischiava la «cancellazione della civiltà» causata dalla migrazione.
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Il presidente statunitense Donaldo Trump ha perseguito una linea dura sull’immigrazione a livello nazionale, intensificando le deportazioni e le operazioni di alto profilo dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement). I critici hanno sollevato preoccupazioni in merito al rispetto del giusto processo e al trattamento delle comunità di migranti.
Le dichiarazioni di Hegseth giungono mentre l’UE si prepara ad attuare la riforma migratoria più ambiziosa degli ultimi anni. Il 1° giugno, i legislatori europei e i rappresentanti degli Stati membri hanno raggiunto un accordo di principio su nuove norme volte ad accelerare l’espulsione dei richiedenti asilo respinti. Le misure sono concepite per integrare il Patto su migrazione e asilo, che riforma le procedure di esame delle domande di asilo, i controlli alle frontiere e la ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri.
Le istituzioni europee e gli esperti di migrazione stimano che solo il 20-30% delle persone a cui viene ordinato di lasciare il blocco lo faccia effettivamente. La Commissione europea afferma che l’immigrazione è necessaria per far fronte alla carenza di manodopera, dato che la forza lavoro dell’UE si riduce di circa un milione di persone all’anno.
Secondo un recente studio condotto a Berlino utilizzando dati Eurostat e delle Nazioni Unite, la popolazione migrante dell’UE ha raggiunto la cifra record di 64,2 milioni nel 2025, di cui 46,7 milioni di persone nate al di fuori del blocco.
Il ministro greco per le migrazioni, Thanos Plevris, ha avvertito il mese scorso che l’UE potrebbe trovarsi sull’orlo di una nuova crisi migratoria, con oltre mezzo milione di persone in attesa nella sola Libia di attraversare il confine con l’Europa.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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