Occulto
Satanista arrestato nel Campidoglio del Kansas. Eroe cattolico protegge l’Ostia gettata al suolo
Il leader del gruppo Satanic Grotto che aveva pianificato di celebrare una «messa nera» al Campidoglio dello Stato americano del Kansas è stato arrestato dopo aver colpito a pugni un giovane che aveva interrotto il suo rituale.
Il filmato mostra chiaramente un giovane che cerca di afferrare un pezzo di carta dalla mano di Stewart mentre quest’ultimo sta scrivendo la sua «dedica», e Stewart risponde colpendo l’uomo in faccia.
Immagini dell’arresto sono state diffuse da LifeSite.
EXCLUSIVE | Leader of Satanic Grotto ARRESTED at Kansas Capitol Building for attempting ‘Black Mass’ pic.twitter.com/VjLQ4pvqMs
— LifeSiteNews (@LifeSite) March 28, 2025
Altre immagini stanno affiorando in queste ore in rete.
Kansas is no longer part of the Bible Belt.
A Satanic Grotto leader was detained after an altercation inside the Capitol building in Topeka. The Black Mass, organized by the Satanic Grotto, was initially set for inside the Statehouse but was later moved outside by officials. pic.twitter.com/kwcVPMzhzR
— Fizzyteacher💥 (@fizzyteacher732) March 28, 2025
WATCH – I was upstairs in the #Kansas State Capitol Building when Michael Stewart of the Satanic Grotto group began chanting & continuing his protest inside the rotunda. People of Christan churches & organizations attempted to stop him & take Michael’s papers when he punched one. pic.twitter.com/pyGTOq49LD
— Alex Love (@AlexKCTV5) March 28, 2025
🚨BREAKING: The leader of the Satanic Grotto gets arrested at Kansas State Capitol for assaulting a Catholic during a “Black Mass” attempt. pic.twitter.com/oo55sxO0SN
— CatholicVote (@CatholicVote) March 28, 2025
Grok says it best “Michael Stewart, the leader of the Satanic Grotto, was arrested at the Kansas State Capitol on Friday for assaulting a Catholic protestor during an attempted ‘Black Mass’.”
Notably, the Catholic protester kept on grabbing and trying to steal his stuff,… pic.twitter.com/Y4ImPrvmyd
— Protestia (@Protestia) March 28, 2025
The leader of the Satanic Grotto was arrested at the Kansas State Capitol for assaulting a Catholic during an attempted “Black Mass.”
— Adam Bourgeois (@ThAdamBourgeois) March 29, 2025
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Secondo un articolo della stampa locale che descriveva in dettaglio i preparativi per l’arresto, i membri delle forze dell’ordine del palazzo del governo avevano «accolto Stewart sulla porta, dicendogli che era il benvenuto all’interno dell’edificio, ma che non poteva fare alcuna dimostrazione». Stewart avrebbe acconsentito, ma dopo essersi «diretto verso la rotonda» avrebbe «alzato le braccia al cielo e fatto una dedica» al diavolo.
È stato allora che una «donna lo ha affrontato, dicendogli che non gli era permesso farlo, mentre un uomo si avvicinò tenendo in mano un medaglione e pregando».
I membri del Satanic Grotto avevano dichiarato in precedenza che avevano intenzione di sfidare l’ordine del governatore del Kansas Laura Kelly che proibiva che la loro blasfema «messa nera» avesse luogo all’interno del Campidoglio dello Stato americano.
Anche l’arcivescovo di Kansas City Joseph Naumann ha ripetutamente denunciato l’evento profano. In una recente lettera ai fedeli, ha affermato che «il diavolo non ha alcun potere su di noi».
Prima di entrare all’interno, dove è avvenuto l’alterco ed è stato arrestato, lo Stewart aveva tenuto un rituale-comizio dove venivano megafonati brani di letteratura satanista, culminato con l’impugnazione di un’Ostia che è stata gettata al suolo e, a quanto pare di vedere, calpestata dal leader satanista.
A quel punto è spuntato fuori un uomo, rimasto ai margini in silenzio tutto il tempo, che si è gettato al suolo per consumare la specie eucaristica oltraggiata, ricevendo, mentre era steso al suolo intento a proteggere quello che poteva essere corpo di Nostro Signore, una gragnuola di pugni dallo Stewart.
Le forze di polizia, tuttavia, non hanno in quel momento fermato il satanista, ma portato via l’eroe cattolico.
Un satanista intentó profanar la Sagrada Hostia en el Capitolio del Estado de Kansas mediante algún tipo de conjuro.
Sin embargo, en un acto de valentía y devoción, un hombre católico intervino rápidamente, tomó la Hostia y la consumió para evitar la profanación.
¡Así es! Un… pic.twitter.com/x3UGLLCnyq
— Carolina ❤️🔥 (@realCarola2Hope) March 29, 2025
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Come riportato da Renovatio 21, il capo del Satanic Grotto aveva dichiarato che non avrebbe usato un’Ostia consacrata, tuttavia cioè è impossibile da verificare – né, per logica, è possibile avere fiducia in qualcuno che adora il padre della menzogna. La Santa Eucarestia è, come noto, l’ingrediente principale della messa nera, che consiste, in ultima analisi, nella sua oscena umiliazione.
Come logico per tutti, tranne che per la Chiesa post-conciliare, la distribuzione della Santa Comunione nella mano non può che aver favorite enormemente il traffico di Ostie e quindi le messe nere in tutto il mondo.
Al momento non è dato sapere il nome dell’eroe cattolico che ha tentato di riparare alla profanazione pubblica intentata dai satanisti.
Il gruppo diabolico ha, tuttavia, le leggi dalla sua parte: come ha insistito a più riprese Renovatio 21, nello Stato moderno, che si vuole «laico» (perché concepito in Occidente tra Settecento e Ottocento da élite massoniche in Francia, America, Italia, etc.), non è possibile togliere ai satanisti il diritto alle loro celebrazioni, in ottemperanza di quella «libertà religiosa» di cui cianciano anche i conservatori cattolici vaticanosecondisti.
La domanda da porsi, quindi, è: lo Stato moderno è la forma di Stato inevitabile per il XXI secolo?
Perché non è possibile, invece, uno Stato cristiano?
A questa semplice domanda Renovatio 21 ha provato a rispondere tante volte. E la risposta, per chi può comprenderlo, può aprire ad abissi politici e metafisici non indifferenti.
Perché è sotto i nostri occhi, è sotto la nostra responsabilità, l’ascesa del satanismo, e di cose perfino peggiori (che altro non sono che l’opera di Satana, ma mascherata da «diritti» e «medicina») nella nostra società.
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Immagine screenshot da YouTube
Bioetica
Gruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
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Occulto
A Cusco, la Pachamama precede Leone XIV
Pochi mesi prima della visita annunciata di Papa Leone XIV in Perù, un incontro organizzato a Cusco con la partecipazione di diversi prelati si aprì con un «pagamento alla terra», un rito pagano di offerta a Pachamama. Le immagini mostrano un vescovo e un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede che depongono personalmente foglie di coca.
Il 13 e 14 agosto 2026 si è tenuto a Cusco, in Perù, un incontro macroregionale dal titolo «Intrecciare voci per la dignità: per i diritti umani e il bene comune». L’incontro ha riunito rappresentanti della Conferenza episcopale peruviana, organizzazioni sociali, comunità indigene e diversi gruppi provenienti da varie regioni del Paese.
Tra i partecipanti figuravano il vescovo Lizardo Estrada Herrera, vescovo ausiliare di Cusco e segretario generale del Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (CELAM), il vescovo Miguel Ángel Cadenas, vescovo di Iquitos, e il vescovo Jordi Bertomeu, funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede e Pontificio Commissario nel caso Sodalicio, una società di vita apostolica di cui è incaricato dello scioglimento a seguito di scandali.
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Un’offerta a «Madre Terra»
Secondo i video resi pubblici e riportati da InfoVaticana, l’incontro non inizia con una preghiera cristiana o un’invocazione della Santissima Trinità, bensì con un rito mutuato dalla visione pagana andina.
Una donna spiega ai presenti che il mese di agosto è dedicato a «Madre Terra», presentata come amorevole, benevola e dispensatrice di sostentamento. Vengono quindi distribuite foglie di coca. I partecipanti sono invitati a meditare, a eseguire esercizi di respirazione e poi a soffiare sulle foglie prima di offrirle. Questo gesto è chiamato «pago a la tierra», «pagamento alla terra», legato al culto di Pachamama.
Le immagini visionate da diverse testate giornalistiche mostrano il vescovo Estrada e il vescovo Bertomeu mentre eseguono personalmente il rituale: ciascuno si avvicina con delle foglie di coca e le depone nel recipiente ardente preparato per l’offerta. Il commento orale che accompagna il rito parla di riportare le offerte al fuoco e di chiedere alla «Madre Fuoco» di ricevere i messaggi portati dai partecipanti e, a sua volta, di concedere loro la «saggezza».
È difficile ridurre la scena a una semplice rappresentazione folcloristica di un’usanza locale. Il gesto viene compiuto in un contesto esplicitamente religioso: la terra e il fuoco vengono invocati e ricevono offerte.
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Il precedente del 2019
La scena richiama inevitabilmente alla mente gli scandalosi eventi del Sinodo sull’Amazzonia dell’ottobre 2019. Statuette raffiguranti una donna incinta furono utilizzate durante una cerimonia svoltasi nei giardini vaticani, alla presenza di Papa Francesco, e successivamente esposte nella chiesa di Santa Maria in Traspontina e portate in diverse occasioni legate al Sinodo.
Il 21 ottobre, diverse di queste statue furono rimosse dalla chiesa e gettate nel Tevere da un uomo. Francesco si scusò quindi per la loro scomparsa e si riferì a esse come alle «statue di Pachamama», affermando che erano state presenti «senza intenti idolatrici».
La vicenda aveva suscitato forti reazioni; in particolare, il cardinale Robert Sarah denunciò l’infiltrazione del paganesimo nella Chiesa e si chiese: perché presentare Pachamama anziché la Madonna di Guadalupe, veramente venerata dai popoli cattolici dell’America Latina?
Sette anni dopo, le immagini provenienti da Cusco dimostrano che il problema sollevato nel 2019 è tutt’altro che scomparso.
Inculturazione o sincretismo?
La Chiesa non ha mai preteso che i popoli che evangelizza abbandonassero tutto ciò che appartiene alla loro cultura; è sempre stata capace di adottare e purificare costumi, lingue, forme artistiche e persino certi simboli naturali, purché potessero acquisire un significato conforme alla fede cattolica.
Una foglia di coca, ad esempio, non è ovviamente di per sé idolatrica; fa parte della vita quotidiana e della cultura di molte popolazioni andine da secoli. Ben diversa è la situazione quando un oggetto diventa lo strumento di un’offerta religiosa rivolta a una forza della natura considerata «Madre Terra», o quando il fuoco viene invocato come una «Nonna» capace di ricevere richieste e impartire saggezza.
Su questo punto la Rivelazione è inequivocabile: «Adorerai il Signore Dio tuo e a lui solo renderai culto» (Mt 4,10). L’inculturazione cattolica consiste nel purificare le culture alla luce dell’Apocalisse, e non nel reintrodurre nella pratica della Chiesa i culti pagani e idolatri dai quali l’evangelizzazione aveva liberato i popoli.
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Un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede
La presenza attiva dell’arcivescovo Jordi Bertomeu conferisce particolare rilevanza alla questione, in quanto funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede e incaricata di svolgere missioni di fiducia come commissario pontificio della Santa Sede. Secondo InfoVaticana , dopo aver parlato della Sodalicio durante l’incontro, l’arcivescovo Bertomeu avrebbe girato il cartello con il suo nome prima di lasciare il suo posto. Il media spagnolo riferisce di aver tentato invano di contattarlo per ottenere chiarimenti.
Sarebbe ovviamente auspicabile che la persona in questione spiegasse pubblicamente il significato che attribuiva alle sue azioni. Ma a prescindere dalla sua intenzione soggettiva, resta la natura oggettiva della cerimonia a cui ha partecipato. Mentre un ufficiale del dicastero ha il compito di salvaguardare l’integrità della fede cattolica, viene visto prendere parte a un rito in cui si invocano elementi naturali e si ricevono offerte.
Un incontro con obiettivi più ampi
L’ Istituto Lepanto osserva che le organizzazioni e le rivendicazioni rappresentate a Cusco andavano ben oltre le questioni puramente sociali relative alle popolazioni indigene.
L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Coordinamento Nazionale per i Diritti Umani (CNDDHH), che ha esplicitamente incluso le “persone LGBTIQ+” tra le categorie rappresentate. L’ Istituto Lepanto sottolinea che la sua identità visiva raffigura una donna con un foulard verde, simbolo dei movimenti pro-aborto in America Latina, accanto a una persona vestita con i colori dell’arcobaleno LGBT.
Le fotografie pubblicate da Ruth Luque, parlamentare peruviana presente all’evento, mostrano anche i partecipanti che espongono una bandiera transgender, mentre i documenti di lavoro menzionano specificamente “l’accesso a un’assistenza sanitaria completa per le persone LGBTIQ+ (trans/nb)”. Bruno Montenegro ha partecipato a questi incontri in qualità di rappresentante della Fraternità Transmaschile del Perù.
L’ inchiesta dell’Istituto Lepanto mette in luce anche la partecipazione della Confederación Campesina del Perú (CCP), storicamente strettamente legata alla sinistra rivoluzionaria peruviana. Per decenni, è stata guidata da attivisti appartenenti al Partito Comunista Peruviano. Questa organizzazione internazionale, che si definisce in un’ottica anticapitalista, sostiene anche le rivendicazioni per il diritto all’aborto e i diritti LGBT.
La dichiarazione finale redatta a Cusco chiede, in particolare, politiche pubbliche che promuovano «la parità di genere» e «un’educazione sessuale completa nelle scuole». Secondo i suoi autori, questo testo è stato ufficialmente presentato a Leone XIV e si prevede che gli venga consegnato durante la sua visita in Perù. Cosa ne farà?
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Il silenzio imbarazzante di Vatican News
Vatican News, il sito di notizie ufficiale della Santa Sede , ha pubblicato un resoconto favorevole dell’incontro, sottolineando come esso abbia «offerto uno spazio per condividere esperienze provenienti da diverse regioni, individuare sfide comuni e sviluppare proposte in risposta alle principali problematiche relative ai diritti umani che affliggono il Paese». Tuttavia, come hanno fatto notare InfoVaticana e altri osservatori, il resoconto ufficiale non menziona né il rito di apertura della Pachamama, né la partecipazione del vescovo Bertomeu ad esso.
L’omissione è difficile da comprendere. Se il «pagamento alla terra» era considerato una pratica culturale perfettamente compatibile con la fede cattolica, perché non menzionarlo nel resoconto di un evento ecclesiastico? Se, al contrario, poneva una difficoltà dottrinale, perché dei prelati cattolici, e ancor più un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede, vi presero parte attivamente?
Leone XIV conosceva a fondo il Perù, avendo a lungo ricoperto la carica di ministro e possedendo la cittadinanza peruviana. La sua prossima visita nel Paese, dall’11 al 17 novembre, darà inevitabilmente particolare risalto a tutto ciò che riguarda il rapporto tra il cattolicesimo e le culture indigene.
Cusco, dove si è appena svolto questo «pagamento alla terra», è tra le quattro città che il papa visiterà. Sette anni dopo lo scandalo Pachmama in Vaticano, quale posizione adotterà Leone XIV in quel luogo?
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Estonian Foreign Ministry via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Occulto
Mons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
A Cusco, nei giorni scorsi, in preparazione al prossimo viaggio di Leone in Perù, alti prelati della chiesa sinodale hanno preso parte — non come spettatori distratti, ma come partecipanti attivi — a un rito pagano di invocazione all’idolo infernale della Pachamama. È lo stesso… pic.twitter.com/VbRfyCpnFr
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) August 20, 2026
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