Bioetica
«Ritirato» studio che si opponeva alla pillola abortiva
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
Il mondo accademico non è solo tè e focaccine nella sala comune degli anziani. A volte è uno sport cruento, con vincitori e vittime, vincitori e perdenti. Alzare la testa al di sopra dei parapetti attaccando l’aborto in una rivista scientifica è un modo sicuro per attirare un maggiore controllo – e possibilmente una ritrattazione.
Sage Publications ha appena ritirato tre articoli di ricercatori pro-vita pubblicati sulla rivista Health Services Research and Managerial Epidemiology. Sebbene vi siano state alcune preoccupazioni circa la modalità di presentazione dei dati, la questione principale sembra essere stata un potenziale conflitto di interessi.
L’avviso di ritiro diceva:
«Un lettore ha contattato la rivista con dubbi sull’articolo del 2021 sul fatto che la presentazione dei dati nelle Figure 2 e 3 sia fuorviante, se vi siano difetti nella selezione dei dati di coorte e se le affiliazioni degli autori con organizzazioni di difesa della vita, compreso il Charlotte Lozier Institute, presentano conflitti di interessi che gli autori avrebbero dovuto dichiarare come tali nell’articolo».
Ciò che ha reso questi articoli un bersaglio per le critiche è stato il fatto che erano stati citati dal giudice distrettuale statunitense Matthew Kacsmaryk in una sentenza sul farmaco abortivo mifepristone. Gli articoli pretendevano di dimostrare che il farmaco sarebbe probabilmente pericoloso. Kacsmaryk ha accettato questo, insieme ad altre prove, e la ha usato per sospendere l’approvazione del mifepristone da parte della FDA (che fu successivamente annullata).
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Gli autori erano indignati. Secondo il Daily Wire:
«Il dottor James Studnicki, autore elencato di tutti e tre gli studi in questione, ha dichiarato al Daily Wire che le ritrattazioni erano “completamente ingiustificate” e che le ritrattazioni avevano lo scopo di screditare la ricerca scientifica che sfidava il pregiudizio pro-aborto radicato nel mondo accademico».
«Penso che Dobbs abbia davvero accelerato questo processo, penso che ci sia un senso di disperazione tra coloro che operano nel settore dell’aborto», ha detto al Daily Wire prima della ritrattazione, che era prevista. «Hanno sempre avuto la letteratura per sé. Tutte le principali associazioni sanitarie sono a favore dell’aborto, la maggior parte dei giornali sono a favore dell’aborto, tutti i dipartimenti accademici delle università sono a favore dell’aborto».
Questa non è certo la prima volta che articoli sottoposti a revisione paritaria che mettono in discussione aspetti dell’aborto legalizzato vengono «cancellati» attraverso la pratica formale della ritrattazione.
L’articolo di Priscilla Coleman, «The Turnaway Study: A Case of Self-Correction in Science Upended by Political Motivation and Unvetted Findings», è stato pubblicato su Frontiers in Psychology nel 2022. Citando «interessi concorrenti non divulgati», il giornale ha pubblicato una ritrattazione più tardi nel anno. La Coleman protestò vigorosamente, inutilmente.
Non è tutto traffico a senso unico, però. Nel 2015, Elard Koch, dell’Istituto MELISA, a Concepción, in Cile, e colleghi hanno pubblicato uno studio su BMJ Open da cui è emerso che il tasso di mortalità materna a Città del Messico era aumentato quando è stato legalizzato l’aborto. Nel 2016, sulla rivista Contraception è stato pubblicato un articolo che criticava la ricerca di Koch con quello che ha definito «un tono accusatorio o ad hominem». Koch studiò l’articolo e scoprì che aveva completamente interpretato male i dati. Ha chiesto che l’articolo fosse ritirato e alla fine così è stato.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di Robin Marty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Bioetica
Mons. Viganò loda Alberto di Monaco, sovrano cattolico che non ha ratificato la legge sull’aborto
Il Principe Alberto di Monaco, coerentemente con la Fede che egli professa e con l’autorità sacra che legittima la sua funzione di sovrano del Principato di Monaco, non ratifica la proposta di legge per la depenalizzazione dell’aborto, crimine esecrando. Nel 1990 fa il Re… https://t.co/6mGMkIamVd
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) November 24, 2025
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Bioetica
Nuovo libro per bambini insegna ai bambini di 5 anni che l’aborto è un «superpotere»
Amelia Bonow, fondatrice del movimento social Shout Your Abortion («grida il tuo aborto») e tra le attiviste pro-aborto più note negli Stati Uniti, ha pubblicato un libro per bambini intitolato Abortion is Everything («L’aborto è tutto»), destinato a lettori dai 5 agli 8 anni. Lo riporta LifeSite.
Annunciato sui canali ufficiali di Shout Your Abortion, il volume – scritto insieme a Rachel Kessler e illustrato da Emily Nokes – presenta l’aborto in termini esclusivamente positivi e accessibili, definendolo un «superpotere unicamente umano»: la capacità di «immaginare il futuro e fare scelte che ci portino alla vita che desideriamo».
Nei post promozionali su Instagram e altri social si legge: «Genitori, educatori e operatori sanitari cercavano da tempo uno strumento per parlare ai bambini dell’aborto, soprattutto con tutto il rumore politico che lo circonda». Il libro, spiegano, «parla direttamente ai bambini di cos’è l’aborto, di come ci si sente e del perché lo si sceglie», omettendo completamente che l’aborto termina la vita di un essere umano.
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Un post descrive l’aborto come «uno strumento che permette agli esseri umani di plasmare il proprio destino e che ha plasmato il mondo intero che ci circonda». Il messaggio si chiude affermando che il libro serve a «riscrivere fin dalle basi i nostri copioni culturali sull’aborto».
I commenti sotto i post sono entusiastici: «Lo adoro. Parlo di aborto ai miei figli da quando erano piccoli ed è bellissimo sentire una bimba dire: “Non devi restare incinta se non vuoi”». Un’altra utente: «Lo compro oggi per la mia futura prole!!».
Molti degli stessi che celebrano questo libro per l’infanzia accusano invece Meet Baby Olivia – un video educativo che mostra semplicemente lo sviluppo prenatale umano, senza menzionare l’aborto – di essere «propaganda» e «lavaggio del cervello» ai bambini piccoli, solo perché si basa su fatti scientifici.
La Bonow non è nuova a iniziative di questo tipo. Nel 2019 era apparsa nella serie YouTube «Kids Meet» con l’episodio «I bambini incontrano una persona che ha abortito», dove aveva già annunciato l’imminente uscita di un libro per bambini sull’argomento. Il video originale è stato rimosso dalla piattaforma ufficiale, ma è ancora disponibile altrove.
Il libro rappresenta l’ultimo capitolo di una lunga tradizione di materiale pro-aborto rivolto a bambini e adolescenti, spesso finanziato anche con fondi pubblici.
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Nel video della serie «Kids Meet», Amelia Bonow racconta ai bambini (soprattutto preadolescenti e adolescenti) di essere rimasta incinta dopo un rapporto non protetto con il fidanzato, ma ha negato di essere stata irresponsabile e ha precisato che il compagno aveva appoggiato la decisione di abortire.
La maggior parte dei piccoli intervistati rimane impassibile alle sue parole; solo un ragazzo manifesta disagio ed è stato subito rimproverato dalla Bonow, che descrive l’intervento figlicida con termini volutamente disumanizzanti e imprecisi: «l’abortista ha semplicemente succhiato via la gravidanza», evitando di parlare di bambino o anche solo di feto. I bambini presto adottano lo stesso linguaggio riduttivo.
Un ragazzo più grande paragona il feto a un «cetriolo di mare», ridendo: «Non pensa, sta solo vivendo. È come il tuo braccio: non ha pensieri complessi. E nemmeno un bambino nel grembo». Bonow scoppia a ridere e ha replicato: «Mi piace la tua opinione».
Quando una bambina dice che «a volte l’aborto può essere sbagliato», la Bonow la interrompe bruscamente: «non lo so, non sono d’accordo. Vogliamo davvero che la gente faccia tutti quei bambini?». La donna poi scredita l’adozione, insinuando che far crescere il proprio figlio in un’altra famiglia sia peggio che eliminarlo con un aborto.
La Bonowa ha anche attaccato i pro-life: «non li chiamo pro-life, li chiamo anti-scelta. Quelli che si dicono pro-life non si curano delle persone che hanno figli che non possono mantenere e finiscono in povertà assoluta. Vogliono negare l’accesso all’assistenza sanitaria. Io dico: voi non siete pro-life. Io sì che sono pro-life».
Resta da capire contro quale «scelta» siano gli anti-scelta e a favore della vita di chi si dichiari «pro-life» mentre difende l’uccisione intenzionale di un essere umano – che, tra le altre cose, viene privato per sempre anche dell’«accesso all’assistenza sanitaria».
Un’altra attivista pro-aborto, Mary Walling Blackburn, aveva già pubblicato un libro per l’infanzia in cui i bambini abortiti venivano presentati come «fantasmi felici».
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Bioetica
«Estrema irrazionalità bioetica al servizio della biopolitica»: vescovo spagnolo denuncia la «tragedia dei 73 milioni di aborti» all’anno
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