Nucleare
Putin: la Russia «non brandisce» armi nucleari
Mosca non è mai stata la prima a ricorrere ad una retorica nucleare aggressiva, ha dichiarato venerdì il presidente Vladimir Putin in un panel di domande e risposte al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF). La dottrina nucleare della nazione consente l’uso delle armi atomiche solo in «casi eccezionali» e la situazione attuale non lo è, ha aggiunto. Lo riporta il sito governativo russo RT.
Alla domanda se la Russia debba «salire la scala dell’escalation nucleare più velocemente», Putin ha risposto che Mosca non ha mai avviato tale escalation.
La Russia «non ha mai detto» di essere «pronta a premere il pulsante rosso», ha affermato il presidente della Federazione Russa, aggiungendo che Mosca ha sempre invitato le altre nazioni a trattare tali questioni «seriamente», ma è stata invece accusata di usare la spada nucleare.
«Non brandiamo» le armi nucleari, ha dichiarato Putin.
La dottrina nucleare russa afferma chiaramente che le armi atomiche possono essere utilizzate solo in presenza di una «minaccia alla sovranità e all’integrità territoriale» del Paese, ha affermato il presidente. «Non credo che sia così adesso».
Ha avvertito, tuttavia, che modifiche alla dottrina «non sono escluse».
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Il presidente ha espresso la speranza che «non si arrivi mai» ad uno scambio nucleare tra Mosca e l’Occidente. Ha detto che la Russia possiede un efficace sistema di allarme rapido e un vasto arsenale nucleare, comprese armi nucleari tattiche, che sono tre o quattro volte più potenti delle bombe sganciate dagli Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki.
L’UE non dispone di entrambi e solo gli Stati Uniti hanno capacità paragonabili, ha aggiunto.
Mosca «non ha motivo nemmeno di pensare» all’uso delle armi nucleari, secondo Putin. La Russia supera di gran lunga il suo nemico quando si tratta di carri armati e aviazione, ha detto il presidente. Anche la produzione di munizioni in Russia è aumentata di un multiplo di 20 a causa del conflitto in corso, ha aggiunto.
Putin ha poi invitato i funzionari russi a non «toccare» nemmeno il tema delle armi nucleari a meno che non sia assolutamente necessario.
Come riportato da Renovatio 21, la dottrina nucleare russa era stata ribadita più volte durante il corso del conflitto ucraino. Il Cremlino aveva dichiarato ad aprile 2022 che l’Ucraina stava sviluppando armi atomiche, mentre in Polonia, in quei giorni, si ipotizzava su di una fornitura a Kiev di bombe termonucleari. Il portavoce della presidenza russa Dmitrij Peskov a inizio conflitto aveva detto pubblicamente che l’operazione militare speciale di Mosca serviva ad impedire la guerra nucleare.
Sono avanzate a Mosca in questi mesi riflessioni sull’uso delle atomiche e sui cambi della dottrina nucleare come quelle del politologo, membro onorario del presidio del Consiglio Russo per la Politica Estera e di Difesa (SVOP) Sergej Karaganov, il quale ha più volte sollevato in diversi articoli la questione delle armi nucleari e ha suggerito alla Russia di prendere in considerazione la possibilità di effettuare, prima o poi, attacchi nucleari preventivi contro obiettivi in Europa.
Putin poco prima dell’inizio delle ostilità, Putin aveva parlato di una «guerra nucleare in Europa senza vincitori».
L’attacco degli scorsi giorni con droni contro la base radar russa di Krasnodar per i missili nucleari intercontinentali, seguita da un attacco non dissimile a Orenburgo, va verso l’idea di un’escalation sempre più inevitabile.
Due anni fa l’ammiraglio Charles Richard, il comandante uscente del Comando Strategico degli Stati Uniti, in una conferenza aveva lasciato trasparire la sua preoccupazione riguardo il fatto che l’attuale costrutto di deterrenza nucleare degli Stati Uniti possa non funzionare sia contro la Russia che contro la Cina, che descrive come potenze nucleari «quasi pari» con cui gli Stati Uniti sono in concorrenza.
Un nuovo studio degli scienziati della Rutgers University pubblicato due mesi fa rivela che più di cinque miliardi di persone morirebbero di fame a seguito di uno scambio di armi atomiche tra USA e Russia.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Nucleare
Medvedev: siamo a pochi secondi dalla fine del mondo
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Nucleare
Il Parlamento lituano voterà sulla possibilità di autorizzare la presenza di armi nucleari sul territorio
Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha aperto la sessione autunnale. Tra i punti all’ordine del giorno figurano l’abrogazione del divieto costituzionale di armi nucleari sul territorio lituano e l’approvazione di una Strategia di sicurezza nazionale aggiornata. Lo riporta LRT.
Il presidente del Parlamento, Juozas Olekas, ha detto che per «adottare questo specifico articolo della Costituzione» occorrerà allungare un po’ la sessione autunnale, eventualmente fino al 13 gennaio 2027. A suo avviso, per via di quel vincolo costituzionale la Lituania «spicca come un pugno in un occhio nel contesto della NATO».
Il Seimas dovrà votare l’emendamento costituzionale due volte, a tre mesi di distanza. Serve una maggioranza qualificata: 94 deputati su 141.
L’agenzia di Stato russa TASS scrive che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva già avvertito che la disponibilità degli Stati baltici, Lituania inclusa, a ospitare armi nucleari non renderebbe la regione più sicura. Al contrario, ha detto Peskov, una scelta del genere spingerebbe la Russia a prendere contromisure per tutelare la propria sicurezza.
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Come riportato da Renovatio 21, parlamentari lituani avevano avanzato un emendamento alla Costituzione per eliminare il divieto nazionale di ospitare armi nucleari due mesi fa.
Il presidente Gitanas Nauseda aveva sottolineato che la Lituania è ormai praticamente l’unico membro della NATO a mantenere un veto autoimposto sull’ospitare armi nucleari, citando la vicina Finlandia, anch’essa membro della NATO e dell’UE, che ha recentemente revocato il proprio divieto sulle armi nucleari, consentendone ora l’importazione, la produzione, lo stoccaggio e il dispiegamento sul proprio territorio.
«Sarebbe davvero un peccato se diventassimo l’anello debole o una zona grigia all’interno della NATO», aveva affermato il Nausėda.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev aveva detto che se Svezia e Finlandia avessero aderito alla NATO, la Russia non avrebbe più aderito allo status non nucleare della regione del Baltico. Le dichiarazioni furono poi ridimensionata dal portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Tuttavia un avvertimento era stato lanciato anche dal viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko.
«È chiaro che il nostro confine con la Finlandia è lungo 1.300 km. Ciò significherà un cambiamento radicale nella situazione militare e politica ed è comprensibile che saremo costretti ad adottare misure di sicurezza e difesa che riterremo necessarie», aveva detto il Grushko all’agenzia TASS.
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Immagine di Saeima via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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