Storia
Putin contro «Napoleone» Macron
Alcuni ancora «non riescono a superare» la sconfitta di Napoleone da parte della Russia, ha detto il presidente Vladimir Putin. Ha fatto i suoi commenti dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha etichettato Mosca come una minaccia in un suo discorso.
In un discorso televisivo di mercoledì, Macron ha definito la Russia una «minaccia per la Francia e l’Europa» e ha affermato che stava valutando l’idea di ampliare l’ombrello nucleare di Parigi per proteggere gli altri stati membri dell’UE.
Il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov ha definito il discorso di Macron «altamente provocatorio» e ha affermato che Parigi «sta apparentemente contemplando la guerra». Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva paragonato il presidente francese a Napoleone, la cui disastrosa invasione della Russia ne determinò la caduta.
Putin ha anche fatto riferimento alla guerra con Napoleone durante il suo incontro con i membri della Fondazione dei Difensori per la Pace a Mosca tenutosi ieri. Uno dei partecipanti ha menzionato una chiesa a Smolensk, una città nella Russia occidentale che fu brevemente occupata dalle truppe di Napoleone nel 1812.
«Hai menzionato Smolensk, il suo museo e la chiesa che esiste dall’invasione di Napoleone», ha detto Putin. «Alcune persone non riescono ancora a superarlo. Ci sono ancora persone che vogliono tornare ai tempi di Napoleone, ma stanno dimenticando come è finita».
Dopo aver sottomesso la maggior parte dell’Europa continentale, Napoleone guidò la sua Grande Armée di 600.000 uomini in Russia, che all’epoca era governata dall’imperatore Alessandro I. Nonostante avesse occupato Mosca dopo la sanguinosa battaglia di Borodino, Napoleone non fu in grado di far arrendere i russi e fu costretto a ritirarsi frettolosamente, perdendo la maggior parte del suo esercito nel processo.
I Paesi dell’UE si sono affrettati a trovare alternative alla presenza militare americana in Europa dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invertito le politiche del suo predecessore di «isolamento» della Russia sulla scena mondiale e si è rifiutato di incolpare Mosca per il conflitto in Ucraina. Lunedì, avrebbe interrotto tutte le consegne di armi a Kiev.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0), immagine tagliata.
Intelligence
Le origini della CIA e la nascita delle operazioni coperte
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Storia
Milei pubblica i documenti segreti di Adolfo Eichmann
All’inizio del 2025 il presidente argentino Javier Milei ha declassificato e reso pubblici oltre 1.850 fascicoli (migliaia di pagine) che documentano gli sforzi dell’Argentina per individuare e monitorare migliaia di criminali nazisti rifugiatisi in Sud America dopo la Seconda guerra mondiale. L’iniziativa è partita su pressione del senatore repubblicano statunitense Chuck Grassley e del Simon Wiesenthal Center.
Come riportato da Renovatio 21, la pubblicazione dei file nazisti era stata annunziata dalle autorità argentine ad inizio anno.
I documenti, digitalizzati e caricati sul sito dell’Archivio generale della nazione, coprono soprattutto gli anni tra la fine dei Cinquanta e gli Ottanta e includono decreti presidenziali segreti dal 1957 al 2005. Sono organizzati in sette grandi sezioni dedicate ai principali ricercati: Adolf Eichmann (catturato a Buenos Aires nel 1960 dal Mossad sotto il falso nome di Ricardo Klement), con prove che il governo peronista sapeva della sua presenza e in alcuni casi lo protesse; Josef Mengele, il medico di Auschwitz che visse per anni in Argentina prima di riparare in Paraguay e Brasile; Martin Bormann, Ante Pavelić, Rudolf Höss e Klaus Barbie.
Harley Lippman, membro della Commissione statunitense per il patrimonio americano all’estero e del board dell’Associazione Ebraica Europea, ha sottolineato l’importanza storica della pubblicazione: «Da un lato è vergognoso che l’Argentina abbia tenuto nascosti questi documenti per decenni; dall’altro va riconosciuto il coraggio dell’attuale governo nel renderli accessibili. Più che per gli ebrei, è fondamentale che gli argentini stessi facciano i conti con il proprio passato».
Sostieni Renovatio 21
A maggio 2025, durante il trasferimento degli archivi della Corte Suprema, sono state scoperte nel seminterrato 83 casse sigillate dal 1941: contenevano materiale di propaganda nazista intercettato alla dogana argentina su una nave giapponese diretta all’ambasciata tedesca di Buenos Aires. Il governo Milei ha annunciato che anche questi documenti saranno digitalizzati e declassificati.
Il capo di gabinetto Guillermo Francos ha spiegato la decisione di Milei: «Non esiste più alcun motivo per continuare a nascondere queste informazioni; non è nell’interesse della Repubblica Argentina mantenere tali segreti».
Lippman ha collegato la declassificazione al ritorno dell’antisemitismo globale: «Dopo l’“età dell’oro” di circa 80 anni in cui l’odio antiebraico sembrava sopito, il 7 ottobre 2023 e la successiva narrazione che dipinge israeliani ed ebrei come “genocidi” hanno riaperto vecchie ferite. Molti giovani sotto i 30 anni ignorano l’Olocausto o ne sottovalutano la portata: questi documenti possono ricordare che lo sterminio sistematico di sei milioni di ebrei è avvenuto appena 80 anni fa».
I fascicoli, ha aggiunto Lippman, potrebbero anche fare luce sul ruolo delle banche svizzere e argentine nel riciclaggio dell’oro e dei beni sottratti agli ebrei, nonché sul destino degli U-Boot carichi di valori nazisti arrivati in Argentina e sulle cosiddette «ratlines» che, con la complicità di alcuni governi locali, permisero a migliaia di criminali di guerra di rifarsi una vita in Sud America.
Come riportato da Renovatio 21, della conversione al giudaismo di Javier Milei si parla da tanto tempo, e abbondano immagini e video in cui il personaggio sventola in pubblico grandi bandiere israeliane, invita l’ambasciatore dello Stato Ebraico alle riunioni emergenziali di gabinetto, piange copiosamente sul muro del Pianto, rituale inflitto a tutti i politici nordamericani ed ora pure sudamericani. Vari giornali argentini hanno ricostruito i rapporti di Milei con rabbini influenti e con oligarchi ebrei legati a Giorgio Soros.
Come riportato da Renovatio 21, la scorsa primavera documenti CIA hanno rivelato la ricerca segreta di Hitler negli anni Cinquanta.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Intelligence
Breve storia dei fratelli Dulles, tra nazismo e CIA
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Eutanasia2 settimane faIl vero volto del suicidio Kessler
-



Spirito2 settimane faLangone e le ceneri delle gemelle suicide Kessler «brave post-cristiane»
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò: i traditori demoliscono la Chiesa dall’interno e spingono nell’eterna dannazione le anime
-



Scuola1 settimana faScuola: puerocentrismo, tecnocentrismo verso la «società senza contatto». Intervento di Elisabetta Frezza al convegno di Asimmetrie.
-



Eutanasia2 settimane faGemelle Kessler, Necrocultura Dadaumpa
-



Geopolitica6 giorni faCandace Owens afferma che il governo francese ha dato il «via libera» al suo assassinio
-



Spirito6 giorni faGiovane convertita esorta papa Leone a non andare all’inferno
-



Salute1 settimana faIl malori della 47ª settimana 2025

Acquista la t-shirt











