Ogni lotto dei vaccini mRNA può essere testato con cellule di feto abortito, dice l’esperta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lifesitenews ha pubblicato una densa intervista a Pamela Acker, esperta in vaccini autrice del libro di recente uscita Vaccination: a Catholic Perspective.

 

«Alcuni stanno dicendo che questi vaccini sono morali perché l’mRNA creato non toccherebbe mai cellule fetali, Ma questa non è tutta la storia se guardi al modo in cui questi vaccini sono stati sviluppati».

La carriera della dottoressa Acker  ha subito un arresto quando, al lavoro in un laboratario che riceveva finanziamenti anche dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, si chiesa cosa fossero le celluke HEK-293 che progettavano di utilizzare per gli esperimenti.

 

Quando le fu spiegato che HEK sta per Human Embryonic Kidney («rene di embrione umano»), la Acker approfondì il tema biologico e morale di queste linee cellulari e il loro uso nella ricerca scientifica e nella produzione farmaceutica, in particolare nei vaccini. Dovette, come prevedibile, lasciare il suo laboratorio.

 

Nella lunga intervista la Hacker tocca diversi temi, e fornisce una spiegazione esauriente di molti concetti relativi all’uso delle linee cellulari da feto abortito che sono per lo più sconosciuti o fraintesi dal grande pubblico.

 

 

«La proteina spike codificata dal vaccino è stata in origine essenzialemente sviluppata in cellule di feto abortito».

Il discorso va fatto per entrambi i vaccini attualmente in uso, il Pfizer e il Moderna, i quali sono basati sulla tecnologia mRNA, mai prima d’ora approvata per uso umano.

 

«Alcuni stanno dicendo che questi vaccini sono morali perché l’mRNA creato non toccherebbe mai cellule fetali» dice Acker «Ma questa non è tutta la storia se guardi al modo in cui questi vaccini sono stati sviluppati».

 

«I paper originali della ricerca documentano l’uso delle cellule HEK-293 nella produzione di questi due vaccini», dichiara la ricercatrice, che ricorda che il loro uso in fase di ricerca è dovuto al fatto che la proteina spike prodotta dagli scienziati era instabile e andava quindi testata in una coltura di cellule umane, come si usa fare.

 

Non è solo la ricerca ad essere interessata dall’uso delle cellule di aborto. Esse sono utilizzate, e in modo massivo, anche per il controllo qualità durante la produzione del vaccino

«La proteina spike codificata dal vaccino è stata in origine essenzialemente sviluppata in cellule di feto abortito».

 

In realtà, questo è solo uno degli utilizzi delle linee cellulari da feto abortito. Esperimenti ulteriori, per determinare la funzionalità in ambito cellulare umano, sono stati condotti nei medesimi termine.  «Questo è stato pubblicato in letteratura e ho letto due paper che documentano che entrambi i vaccini usano cellule HEK-293 nei loro test».

 

Tuttavia non è solo la ricerca ad essere interessata dall’uso delle cellule di aborto. Esse sono utilizzate, e in modo massivo, anche per il controllo qualità durante la produzione del vaccino.

 

«È una cosa comune avere un test di controllo qualità così in laboratorio. Quindi i test con queste cellule fetali potrebbero esseri continui nella produzione di questi vaccini»

«Ogni volta che devo fare un nuovo lotto di mRNA, che è sintetizzato conte tecniche di laboratorio, devo essere sicuro che esso sia attuabile».

 

«È una cosa comune avere un test di controllo qualità così in laboratorio. Quindi i test con queste cellule fetali potrebbero esseri continui nella produzione di questi vaccini».

 

Si tratta infatti di una procedura scientifico-industriale abitudinaria: «In genere quando aumenti la produzione del vaccino oltra alla tua Ricerca e Sviluppo, per testare l’aumento usi le stesse procedure che hai usato per i tuoi lotti più piccoli».

 

«Questo è un modo molto fattibile di testare per i ricercatori, non è morale, ma molto fattibile, perché le cellule sono ottimizzate per l’uso laboratoriale».

C’è un intero settore industriale basato su queste cellule fetali di aborto nella ricerca scientifica di base. Credo che la gente non sappia»

 

Le cellule di aborto sono quasi ubique. «sono quasi dappertutto nella ricerca sulle colture, sfortunatamente ci sono tanti laboratori in giro per il modo che usano le cellule HEK-293». Esse sono quindi «specificatamente dei prodotti ottimizzati  per avere una condizione di crescita ideale».

 

Questo non è compreso nemmeno dalla nicchia  popolazione che discute del fenomeno: «c’è un intero settore industriale basato su queste cellule fetali di aborto nella ricerca scientifica di base. Credo che la gente non sappia».