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Essere genitori

Obiezione vaccinale attiva, la lettera di due genitori

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Pubblichiamo questa esemplare lettera di Alessandro Corsini e sua moglie, sostenitori e amici di Renovatio 21 sin dalla prima ora. 

 

Chi lo desiderasse, può utilizzare questa lettera a mo’ di modulo scaricando da questo link, inserendo e sostituendo i propri dati per spedire alle istituzioni interessate.

 

 

 

 

RACCOMANDATA A.R.

 

Spett.le Azienda Unità Sanitaria Locale 

 

e p.c.

Al Sig. Sindaco del Comune 

 

 

In base alle argomentazioni esposte in questa lettera, esercitiamo il nostro diritto a non sottoporre nostra figlia alle vaccinazioni previste da calendario

 4 maggio 2020

 

                                                            

 

Oggetto: Obiezione Attiva alle Vaccinazioni obbligatorie ai sensi del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73

 

 

Gentilissimo Responsabile,

Noi sottoscritti Corsini Alessandro e D.G.F., genitori della minore C.G.,  attenti e sensibili al tema delle vaccinazioni, preso atto della copiosa documentazione medico-scientifica da noi consultata responsabilmente negli ultimi anni e delle sentenze intervenute (anche di recente) siamo consapevoli della possibile comparsa di reazioni avverse in seguito alle vaccinazioni.

 

Siamo consapevoli della possibile comparsa di reazioni avverse in seguito alle vaccinazioni

Tali reazioni possono causare un ventaglio ampio di danni più o meno gravi alla salute, sia a breve che a medio/lungo termine, e in alcuni casi dimostrati, persino condurre alla morte.

 

Con riferimento alla convocazione del 14/05/2020  per effettuare le vaccinazioni, in qualità di genitori, esercenti la potestà genitoriale e responsabili per la salute del minore oggetto della convocazione, vogliamo affermare con chiarezza che è nostro preciso dovere tutelare, nel prevalente e superiore interesse del medesimo, la sua salute.

 

Con la presente intendiamo sinteticamente esporre le profonde motivazioni che ci spingono, al momento, a rinunciare alle vaccinazioni pediatriche, proposteci dalla AUSL

Pertanto, con la presente, intendiamo sinteticamente esporre le profonde motivazioni che ci spingono, al momento, a rinunciare alle vaccinazioni pediatriche, proposteci dalla AUSL, per nostra figlia G.; tali informazioni reperite negli anni attraverso una ricerca libera e priva di ogni possibile pregiudizio, si basano su fatti evidenti, riscontrabili da tutti, che non possono e non devono lasciarci indifferenti in quanto coinvolgono financo aspetti etici e morali profondi, nei confronti dei quali, come genitori cristiani, abbiamo il dovere di opporci.

 

Contenuto dei vaccini

Iniziamo citando il famoso studio degli scienziati Montanari e Gatti e pubblicato il 23/01/2017 dal titolo New Quality Control Investigations on Vaccines: Micro and Nanocontamination, in cui, al fine di fornire nuove informazioni mai approfondite prima, è stato applicato un metodo di indagine finalizzato alla verifica della presenza di contaminanti solidi mediante un microscopio elettronico a scansione ambientale dotato di una micro-sonda a raggi X.

 

Informazioni reperite negli anni attraverso una ricerca libera e priva di ogni possibile pregiudizio, si basano su fatti evidenti, riscontrabili da tutti, che non possono e non devono lasciarci indifferenti in quanto coinvolgono financo aspetti etici e morali profondi, nei confronti dei quali, come genitori cristiani, abbiamo il dovere di opporci

I risultati di questa nuova indagine mostrano la presenza di micro e nano particelle, composte da elementi inorganici, nei campioni di vaccini analizzati.

 

Una parte considerevole di questi contaminanti è riportata in letteratura come non biodegradabile e non biocompatibile.

 

In questa circostanza ci limiteremo ad approfondire i due vaccini più utilizzati per le campagne vaccinali degli ultimi anni in Emilia Romagna (anche se avremmo i dati per approfondire le problematiche di molti dei vaccini somministrati ai bambini nelle aziende USL della nostra regione): l’Esavalente Infanrix Hexa e il  quadrivalente Priorix Tetra.

 

Nel dettaglio, gli studiosi hanno verificato la presenza in molti casi, di sali di alluminio, oltre alla presenza di micro, submicro e nanoparticelle, veri e propri corpi estranei inorganici (che vanno da 100 nm a circa dieci micron), la cui presenza non è dichiarata nei foglietti illustrativi dei vaccini stessi (vedere l’estratto di tabella seguente in cui abbiamo evidenziato i due vaccini in esame; Gatti AM, Montanari S (2016) New Quality Control Investigations on Vaccines: Micro- and Nanocontamination):

 

Una parte considerevole di questi contaminanti è riportata in letteratura come non biodegradabile e non biocompatibile

 

Come si può notare, sono state individuate nanoparticelle contenenti nichel (di cui, tra l’altro, risulta essere ufficialmente allergica F., la madre di G.), oro, tungsteno ecc. (addirittura nel vaccino Infanrix Hexa sono state identificate particelle contenenti acciaio inossidabile).

 

Lo studio pubblicato da Montanari e Gatti evidenzia come queste particelle, attraverso nano-bio-interazioni con il nostro organismo, possano a medio/lungo termine indurre effetti avversi, poiché non riconosciute dal nostro corpo.

Lo studio pubblicato da Montanari e Gatti evidenzia come queste particelle, attraverso nano-bio-interazioni con il nostro organismo, possano a medio/lungo termine indurre effetti avversi, poiché non riconosciute dal nostro corpo

 

La tabella seguente riassume il numero e la morfologia dei “detriti” identificati, in termini di singole particelle, gruppi di particelle o aggregati (composti organici-inorganici), mentre il grafico mostra il numero totale di particelle (particelle più cluster più aggregati) identificati per 20 microl di ogni vaccino.

 

“Dopo essere state iniettate, quelle microparticelle, nanoparticelle e aggregati possono rimanere attorno al sito di iniezione formando gonfiori e granulomi. Ma possono anche essere trasportati dalla circolazione sanguigna, sfuggendo a qualsiasi tentativo di previsione su quale sarà la loro destinazione finale.  Riteniamo che in molti casi vengano distribuiti in tutto il corpo senza causare alcuna reazione visibile, ma risulta probabile che, in alcune circostanze, raggiungano alcuni organi, nessuno escluso e compreso il microbiota, in discrete quantità”

 

Traducendo letteralmente dalla pubblicazione degli scienziati modenesi evidenziamo come “La quantità di corpi estranei rilevati e, in alcuni casi, le loro insolite composizioni chimiche, ci hanno sconcertato. Le particelle inorganiche identificate non sono né biocompatibili né biodegradabili, ciò significa che sono  biopersistenti e possono indurre effetti evidenti sia nell’immediatezza dell’iniezione che in un tempo più dilatato. È importante ricordare che le particelle (cristalli e non molecole) sono corpi estranei all’organismo e si comportano come tali. Di più, in particolare, la loro tossicità è per alcuni aspetti diversa da quella degli elementi chimici che li compongono, aggiungendo a quella tossicità che, comunque, è sempre presente, quella tipica dei corpi estranei. Per tale motivo, inducono una reazione infiammatoria. Dopo essere state iniettate, quelle microparticelle, nanoparticelle e aggregati possono rimanere attorno al sito di iniezione formando gonfiori e granulomi. Ma possono anche essere trasportati dalla circolazione sanguigna, sfuggendo a qualsiasi tentativo di previsione su quale sarà la loro destinazione finale.  Riteniamo che in molti casi vengano distribuiti in tutto il corpo senza causare alcuna reazione visibile, ma risulta probabile che, in alcune circostanze, raggiungano alcuni organi, nessuno escluso e compreso il microbiota, in discrete quantità. Come succede con tutti i corpi estranei, in particolare quelli piccoli, potrebbero indurre una reazione infiammatoria cronica perché la maggior parte di quelle particelle non possono essere smaltite. Inoltre, l’effetto della corona proteica (dovuto a una nano-bio-interazione) può produrre particelle composite organiche/inorganiche in grado di stimolare il sistema immunitario in modo indesiderato. È impossibile non aggiungere che particelle di dimensioni come quelle individuate nei vaccini  potrebbero entrare nei nuclei cellulari interagendo con il DNA stesso”.

Priorix Tetra: è stato poi individuato “DNA genomico contaminante (inteso come residuo di lavorazione) in quantità notevolmente elevate rispetto a quelli riscontrabili in altri vaccini (…), di cui il 78% è DNA genomico umano, il 4% è estratto da cellule embrionali di pollo e il 14% da virus della varicella”

 

 

Oltre allo studio pubblicato da Montanari e Gatti evidenziamo anche le analisi su vari lotti di vaccini commissionate dall’associazione Corvelva, con il sostegno dell’Ordine Nazionale dei Biologi, in cui sono emerse diverse criticità tra le quali: antigeni mancanti, presenza di molecole appartenenti alla categoria delle tossine e molteplici contaminazioni chimiche.

 

In riferimento al Priorix Tetra, vaccino antimorbillo, parotite, rosolia e varicella, sono state riscontrate varianti genetiche degli antigeni rispetto all’antigene dichiarato nella scheda tecnica: il genoma del virus della varicella contenuto nel vaccino ha mostrato quattro mutazioni (…); il genoma del virus della parotite contenuto nel vaccino ha mostrato una mutazione”.

 

È stato poi individuato “DNA genomico contaminante (inteso come residuo di lavorazione) in quantità notevolmente elevate rispetto a quelli riscontrabili in altri vaccini (…), di cui il 78% è DNA genomico umano, il 4% è estratto da cellule embrionali di pollo e il 14% da virus della varicella”. Le analisi, secondo Corvelva, hanno anche evidenziato l’”assenza dell’antigene (RNA) della rosolia”, che invece dovrebbe essere presente.

 

nell’Infanrix hexa ci aspettavamo di trovare i tre tossoidi e gli altri antigeni non modificati dai trattamenti con formaldeide e glutaraldeide, separabili tra loro e digeribili dall’enzima specifico per le proteine (tripsina). È stato invece trovato un vero e proprio polimero, insolubile e indigeribile, costituito dall’insieme degli antigeni legati chimicamente tra loro. Questa macromolecola non è stata riconosciuta dalle banche dati delle proteine, quindi, di fatto, risulta essere un composto solido di struttura chimica sconosciuta”

E veniamo all’Infanrix hexa, esavalente pediatrico per difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite e Haemophilus influenzae b. Nell’esposto si legge che è stata riscontrata “assenza (o presenza dubbia) degli antigeni virali della poliomielite”. Oltre alle prime analisi, Corvelva ha commissionato ulteriori indagini chimiche e metagenomiche in cui sono emersi ulteriori dati preoccupanti sulle contaminazioni e sulla natura di questi prodotti. 

 

Per esempio”, spiegano gli scienziati coinvolti nello studio, “nell’Infanrix hexa ci aspettavamo di trovare i tre tossoidi e gli altri antigeni non modificati dai trattamenti con formaldeide e glutaraldeide, separabili tra loro e digeribili dall’enzima specifico per le proteine (tripsina). È stato invece trovato un vero e proprio polimero, insolubile e indigeribile, costituito dall’insieme degli antigeni legati chimicamente tra loro. Questa macromolecola non è stata riconosciuta dalle banche dati delle proteine, quindi, di fatto, risulta essere un composto solido di struttura chimica sconosciuta. Oppure ancora, nel Priorix Tetra sono state individuate tracce associabili a diversi antibiotici, a diserbanti, erbicidi, acaricidi e metaboliti della morfina. Insomma, riteniamo sia assolutamente necessario che le autorità sanitarie e la magistratura vadano a fondo della questione senza nascondere la testa sotto la sabbia”.

 

Esaurendo in questa breve sintesi le tematiche fisiche e chimiche legate al contenuto assai discutibile di alcuni vaccini (ci siamo soffermati sui più utilizzati dalle AUSL), passiamo ora a evidenziare brevemente un tema per noi fondamentale e cruciale: la presenza nei vaccini di linee cellulari di feti abortiti.

 

 

Implicazioni morali ed obiezione di coscienza

Un tema per noi fondamentale e cruciale: la presenza nei vaccini di linee cellulari di feti abortiti

Gli studi resi noti da CDC, (Centers for Disease Control) e l’NCBI, il National Center for Biotechnology Information (Centro Nazionale per le Informazioni Biotecnologiche degli Stati Uniti), parlano apertamente di WALVAX 2 e delle altre linee cellulari che lo hanno preceduto (WI-38, MRC-5, RA 27-3, WI-26 VA4, HEK 293, PER C-6).

 

In uno degli articoli troviamo detto quanto segue: “Abbiamo sviluppato un nuovo ceppo di cellule diploidi umane, Walvax-2, che abbiamo derivato dal tessuto polmonare di un feto di 3 mesi”.

 

E ancora: “Abbiamo ottenuto 9 feti attraverso uno screening rigoroso basato su criteri di inclusione accuratamente specificati. Il ceppo di Walvax-2 ha soddisfatto tutti questi criteri e si è rivelata la migliore linea cellulare dopo un’attenta valutazione. Quindi è stato usato per creare un ceppo di cellule diploidi umane. Walvax-2 è stato derivato da un tessuto polmonare fetale, simile a WI-38 e MRC-5, ed è stato ottenuto da un feto femminile di 3 mesi”.

 

Anche riguardo alla “qualità” del feto, l’NCBI non si fa problemi a descrivere nel dettaglio le modalità di ricerca e di sperimentazione ottenute anche grazie al Dipartimento Ginecologico di Yunnan: “Il materiale fetale è stato fornito dal Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Yunnan, con accordi legali ed etici del donatore. Prima dello studio, abbiamo utilizzato criteri d’inclusione rigorosa e completa per garantire un ceppo di cellule di alta qualità: 1) età gestazionale da 2 a 4 mesi; 2) l’induzione del parto con il metodo del water bagging”.

 

Nel foglietto illustrativo del quadrivalente Priorix Tetra, la GlaxoSmithKline stessa indica, nella composizione qualitativa e quantitativa del vaccino, la dicitura “coltivato in cellule diploidi umane MRC-5

Per tornare ai vaccini proposti e offerti dal PNPV, non c’è nemmeno bisogno di affaticarsi in faticose ricerche in quanto, per esempio, nel foglietto illustrativo del quadrivalente Priorix Tetra, la GlaxoSmithKline stessa indica, nella composizione qualitativa e quantitativa del vaccino, la dicitura “coltivato in cellule diploidi umane MRC-5” (vedere immagine sotto):

 

 

 

 

Senza pretendere di approfondire in questo documento assai contenuto l’orribile e omicida campionario di immoralità che si nascondono dietro a tutte le linee cellulari umane contenute in molti vaccini, ne elenchiamo le due più utilizzate:

La linea WI-38 è stata sviluppata dal tessuto polmonare di una bambina svedese che è stata abortita nel 1962, a circa tre mesi di gestazione, perché “la famiglia aveva troppi bambini

 

LINEA CELLULARE WI-38 (Winstar Institute 38, numero ATCC®, CCL-75)

(contenuta in MMRVaxPro come indicato dal bugiardino stesso)

La linea WI-38 è stata sviluppata dal tessuto polmonare di una bambina svedese che è stata abortita nel 1962, a circa tre mesi di gestazione, perché “la famiglia aveva troppi bambini”. Questo feto è stato scelto appositamente dal Dr. Sven Gard per essere utilizzato come coltura per produrre vaccini. Fu preparato e sviluppato da Leonard Hayflick nel 1964 [L. Hayflick, 1965; G. al di et di Sven., 1969] e fu catalogato come biomateriale al registro ATCC numero CCL -75. WI-38 è usato per la preparazione del vaccino storico RA 27/3 contro la rosolia [S.A. Al di et di Plotkin 1965].

 

È possibile reperire ulteriori informazioni che comprovano la veridicità di tali fatti alla sezione “collezioni di colture“, disponibile sul sito governativo del Ministero della Salute britannico, dalla quale è possibile consultare altre preziose informazioni in merito a descrizione, specie, tessutomorfologiametodo di sviluppoprofilo del DNA, sottocolture, cariotipo, prodotti e sostanze utilizzate nella preparazione di questa linea colturale “finalizzata alla preparazione di vaccini destinati ad esseri umani“.

 

LINEA CELLULARE MRC-5 (Medical Research Council 5, numero ATCC®, CCL-171)

(contenuta in Priorix Tetra come indicato dal bugiardino stesso)

La linea cellulare umana MRC-5, con fibroblasti di polmone umano, proviene da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche

La linea cellulare umana MRC-5, con fibroblasti di polmone umano, proviene da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche” da una donna di 27 anni nel Regno Unito. L’aborto è stato intenzionale, non eseguito per scopi di sviluppo del vaccino, ma MRC-5 è stato comunque preparato e sviluppato da J.P. Jacobs nel 1966 [J.P. Al di et di Jacobs 1970]. Anche in questo caso ulteriori informazioni sono accessibili alla voce collezioni di colture“, disponibile sul sito governativo del Ministero della Salute britannico, dalla quale si apprende che “questa collezione si compone di oltre 1100 linee cellulari provenienti da più di 45 specie diverse e una grande varietà di tessuti“. Alcune varianti di tale linea cellulare rappresentano un derivato clonale del noto SV40, il virus delle scimmie che fu involontariamente trasmesso negli anni ’50 a milioni di persone attraverso i vaccini antipolio di prima generazione.

 

Posti innanzi ad un fatto morale così grave, che in teologia viene comunemente chiamato “cooperazione al male materiale”, crediamo fermamente che debba essere garantito a noi genitori cattolici il diritto all’obiezione di coscienza

Orbene, posti innanzi ad un fatto morale così grave, che in teologia viene comunemente chiamato “cooperazione al male materiale”, crediamo fermamente che debba essere garantito a noi genitori cattolici il diritto all’obiezione di coscienza. A tal proposito, citiamo di seguito un estratto dal documento “RIFLESSIONI MORALI CIRCA I VACCINI PREPARATI A PARTIRE DA CELLULE PROVENIENTI DA FETI UMANI ABORTITI” pubblicato nel 2005 dalla Pontificia Accademia per la Vita:

 

“Ai fedeli e ai cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici, ecc.) spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla ‘Cultura della Morte’ che li sostiene. E da questo punto di vista, l’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto, e una cooperazione materiale passiva immediata alla loro commercializzazione. Inoltre, sul piano culturale, l’uso di tali vaccini contribuisce a creare un consenso sociale generalizzato all’operato delle industrie farmaceutiche che li producono in modo immorale”.

“Ai fedeli e ai cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici, ecc.) spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla ‘Cultura della Morte’ che li sostiene” Pontificia Accademia per la Vita (2005)

 

“Pertanto, i medici e i padri di famiglia hanno il dovere di ricorrere a vaccini alternativi (se esistenti), esercitando ogni pressione sulle autorità politiche e sui sistemi sanitari affinché altri vaccini senza problemi morali siano disponibili. Essi dovrebbero invocare, se necessario, l’obiezione di coscienza rispetto all’uso di vaccini prodotti mediante ceppi cellulari di origine fetale umana abortiva”.

 

“Ugualmente dovrebbero opporsi con ogni mezzo (per iscritto, attraverso le diverse associazioni, i mass media, ecc.) ai vaccini che non hanno ancora alternative senza problemi morali, facendo pressione affinché vengano preparati vaccini alternativi non collegati a un aborto di feto umano e chiedendo un controllo legale rigoroso delle industrie farmaceutiche produttrici”.

 

L’uso di tali vaccini contribuisce a creare un consenso sociale generalizzato all’operato delle industrie farmaceutiche che li producono in modo immorale

Tenendo ben ferma e prioritaria la questione etica, non ci sfugge chiedervi conto persino delle conseguenze in termini di sicurezza che tali aberrazioni farmaceutiche potrebbero avere sull’organismo di un neonato.

 

Cosa accade dopo avervi iniettato DNA umano combinato con virus?

 

Studi recenti dimostrano come si possano formare cellule con un DNA virus/cellula-fetale/vaccinato che potrebbero essere riconosciute come estranee scatenando una «risposta autoimmune» nei soggetti che presentano una predisposizione.

Studi recenti dimostrano come si possano formare cellule con un DNA virus/cellula-fetale/vaccinato che potrebbero essere riconosciute come estranee scatenando una «risposta autoimmune» nei soggetti che presentano una predisposizione

 

Sarà un caso, ma oggi le malattie autoimmuni (oltre un’ottantina, tra cui: diabete tipo-1, artrite reumatoide, lupus, tiroidite, sclerosi, ecc.) sono in crescita esponenziale tra la popolazione infantile e adulta.

 

Inoculando nel corpo di un neonato di due/tre mesi privo di un sistema immunitario maturo, batteri, virus, metalli pesanti (come alluminio e mercurio), antibiotici, formaldeide si corrono gravissimi rischi: disbiosi intestinali, infiammazioni, tra cui le pericolosissime encefaliti, malattie autoimmuni, allergie, ecc.

 

Ma cosa succede quando a finire nel sangue sono frammenti di DNA “alieno”?

 

Esistono studi che dichiarino false le ricerche della Dr.ssa Theresa Deisher, ricercatrice in Fisiologia Cellulare e Molecolare presso la Stanford University, la quale a più riprese ha incolpato i frammenti di DNA fetale umano presenti nei vaccini come una delle cause d’insorgenza dell’autismo correlata alla pratica vaccinale?

Esistono studi che dichiarino false le ricerche della Dr.ssa Theresa Deisher che ha incolpato i frammenti di DNA fetale umano presenti nei vaccini come una delle cause d’insorgenza dell’autismo correlata alla pratica vaccinale?

 

Allo stesso modo, la Dr.ssa Theresa Deisher incolpa i frammenti di DNA fetale umano presenti nei vaccini come una delle cause d’insorgenza di cancro infantile. Può essere provato che tutto ciò sia falso?

 

Capite come ogni dettaglio risulti per noi molto importante al fine di avere una chiara e trasparente visione di una tematica così strettamente legata alla morale, alla nostra Fede e alla salute di nostra figlia.

 

 

Sicurezza e reazioni avverse

La Dr.ssa Theresa Deisher incolpa i frammenti di DNA fetale umano presenti nei vaccini come una delle cause d’insorgenza di cancro infantile

A proposito di sicurezza, crediamo sia molto interessante farvi pervenire i dati ufficiali richiesti alla Regione dal “Coordinamento Libera Scelta Emilia Romagna” sul tema reazioni avverse e risarcimenti ai sensi della Legge n.210 del 1992 (INDENNIZZO A FAVORE DEI SOGGETTI DANNEGGIATI DA COMPLICANZE DI TIPO IRREVERSIBILE A CAUSA DI VACCINAZIONI OBBLIGATORIE, TRASFUSIONI).

 

I dati sono stati acquisiti tramite accesso agli atti (FOIA), relativi ai danneggiati ufficialmente riconosciuti in Emilia Romagna secondo la Legge 210/92 e s.m.i. a seguito di complicanze irreversibili dovute alla vaccinazione, esclusi i danni da trasfusioni ed emoderivati, a partire dal trasferimento delle competenze di cui alla Legge 210/92 dal Ministero della Salute alle Regioni (DPCM 26/05/2000), a loro volta trasferite dalla Regione Emilia Romagna alle singole AUSL (LR 18/02/2002, n.2). I dati sono stati elaborati al fine di sintesi e divulgazione:

Capite come ogni dettaglio risulti per noi molto importante al fine di avere una chiara e trasparente visione di una tematica così strettamente legata alla morale, alla nostra Fede e alla salute di nostra figlia.

 

  • Risarcimenti al 31/12/2018: 6 milioni di euro
  • 5 decessi confermati
  • 44 danneggiati gravi in maniera irreversibile

 

Evidenziamo come tali dati siano sottostimati rispetto alla realtà dei casi, in quanto non tutte le AUSL hanno risposto alla richiesta di dati. 

 

Nella pagina seguente riportiamo l’elenco dei danneggiati per AUSL di competenza, tipo di vaccino, danno riconosciuto, soggetto in carico o deceduto: 

 

Considerato che oggi si nega pubblicamente senza pudore quanto è già provato e assodato, se non dai dati stessi, da una Legge dello Stato esistente dal 1992 che regola i risarcimenti da danno da vaccinazione (perché mai prevederla se i vaccini sono così sicuri?), a cosa va incontro chi questi danni li sta subendo ora, sulla propria pelle o su quella dei propri figli, in virtù di scelte politiche che erodono i diritti di tutti e che per sopravvivere devono necessariamente negare queste evidenze?

 

 

Questo è quanto già riconosciuto dallo Stato ufficialmente: una sottostima di quello che emergerà dopo cause di riconoscimento troppo spesso interminabili e sfiancanti per le famiglie coinvolte.

Il raddoppio negli ultimi due anni sarebbe difficilmente spiegabile senza tirare in ballo l’imposizione obbligatoria di  un alto numero di vaccinazioni, coincidente nel 2017 con il picco evidenziato (Legge “Lorenzin”?)

 

Considerato che oggi si nega pubblicamente senza pudore quanto è già provato e assodato, se non dai dati stessi, da una Legge dello Stato esistente dal 1992 che regola i risarcimenti da danno da vaccinazione (perché mai prevederla se i vaccini sono così sicuri?), a cosa va incontro chi questi danni li sta subendo ora, sulla propria pelle o su quella dei propri figli, in virtù di scelte politiche che erodono i diritti di tutti e che per sopravvivere devono necessariamente negare queste evidenze?

 

Nel grafico seguente vengono indicate le segnalazioni di eventi avversi in seguito alla somministrazione di farmaci e vaccini, dal 1999 al 2018 in Emilia Romagna.

 

Il raddoppio negli ultimi due anni sarebbe difficilmente spiegabile senza tirare in ballo l’imposizione obbligatoria di  un alto numero di vaccinazioni, coincidente nel 2017 con il picco evidenziato (Legge “Lorenzin”?).

 

A nostro parere, poco importa che il 67% dei casi censiti gravi sia di carattere transitorio; ricordiamoci sempre che stiamo parlando di vite umane, nella stragrande maggioranza dei casi appena sbocciate tra le braccia dei propri genitori, che le hanno viste nascere sane e che di colpo, a causa di un trattamento sanitario reso obbligatorio da una legge coercitiva dello Stato, vedono i propri figli peggiorare anche gravemente nelle condizioni di salute, spesso senza spiegazioni da parte di chi li dovrebbe assistere nella trasparenza e nell’obiettività

 

Vogliamo consultare una fonte ancora più attendibile e difficilmente manipolabile? 

 

Consultiamo allora il Rapporto Vaccini 2018 dell’AIFA:  Nella tabella 4 a pagina 23 di questo documento è riportato l’andamento delle segnalazioni inserite nel solo 2018 per anno di insorgenza della reazione e per gravità (ovviamente l’indagine è allargata a tutto il territorio nazionale):

 

 

Si può notare come ben il 16,5% delle reazioni avverse segnalate nel 2018 siano catalogate come gravi, ben 1202 casi su 7267 totali. 

 

Approfondendo la lettura del documento dell’AIFA e andando, per esempio, ad individuare le reazioni avverse dell’esavalente Infanrix Hexa scopriamo che nel solo 2018 sono state inserite 779 segnalazioni di cui il 16,3% identificate come gravi (127 casi); come atteso in base al calendario vaccinale, la maggior parte delle segnalazioni si riferisce a bambini sotto i due anni di età (85%) e alla somministrazione contemporanea di esavalente e altri vaccini.

 

Dove c’è un rischio, dove c’è una possibilità di danno, qualsiasi tipo di danno, ci deve essere libertà di scelta

La somministrazione del vaccino Priorix Tetra nel 2018 ha causato ben 1201 segnalazioni di cui il 22% con caratteristiche gravi (264 casi). La quasi totalità delle segnalazioni a seguito di vaccinazione MPRV si riferisce a bambini sotto i 12 anni.

 

A nostro parere, poco importa che il 67% dei casi censiti gravi sia di carattere transitorio; ricordiamoci sempre che stiamo parlando di vite umane, nella stragrande maggioranza dei casi appena sbocciate tra le braccia dei propri genitori, che le hanno viste nascere sane e che di colpo, a causa di un trattamento sanitario reso obbligatorio da una legge coercitiva dello Stato, vedono i propri figli peggiorare anche gravemente nelle condizioni di salute, spesso senza spiegazioni da parte di chi li dovrebbe assistere nella trasparenza e nell’obiettività. Dove c’è un rischio, dove c’è una possibilità di danno, qualsiasi tipo di danno, ci deve essere libertà di scelta.

“Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero ed informato. Questa persona riceve innanzitutto un’informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente, ritirare il proprio consenso”. Convenzione internazionale sui diritti umani (1997)

 

Ricordiamo come il 4 aprile 1997, ad Oviedo, fu stipulata una Convenzione internazionale sui diritti umani, particolarmente mirata a salvaguardare il corpo umano e la sua integrità, mettendo al primo posto la persona, come scopo del trattamento medico e non viceversa; l’articolo 5 infatti recita che “un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero ed informato. Questa persona riceve innanzitutto un’informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente, ritirare il proprio consenso”.

 

In base alle argomentazioni esposte in questa lettera, che coinvolgono soprattutto aspetti morali e religiosi, in mancanza, al momento, di valide alternative eticamente accettabili e prive di zone d’ombra dal punto di vista della sicurezza, noi genitori di G., esercitiamo il nostro diritto a non sottoporre nostra figlia alle vaccinazioni previste da calendario.

 

In attesa di un Vostro cortese riscontro, 

 

porgiamo Distinti Saluti.

 

 

I Genitori

 

Alessandro Corsini

 

F.D.G.

 

 

 

 

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Essere genitori

I bambini sono effettivamente immuni al COVID-19: ecco le prove

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Esistono prove biologiche e molecolari che i bambini sono effettivamente immuni al COVID e possono essere considerati già vaccinati. Lo sostiene il dottor Paul Elias Alexander in un articolo pubblicato su Lifesitenews.

 

«Le iniezioni di [vaccino] COVID non offrono ai bambini alcuna opportunità di beneficio e solo potenziali opportunità di danno.» 

 

«I bambini non devono essere vaccinati con questi vaccini COVID; la questione chiave è che i vaccini non sono necessari. Nessun funzionario della sanità pubblica ha ancora argomentato spiegando perché i bambini devono ricevere questi vaccini. Inoltre, gli sviluppatori non hanno seguito i vaccini per un periodo di tempo adeguato, e questo è molto preoccupante perché quindi non sappiamo cosa riserverà il futuro ai destinatari».

 

«I bambini non hanno bisogno del vaccino COVID; può potenzialmente ucciderli»

«Non abbiamo idea di come questi vaccini si comporteranno a lungo termine nei bambini e potrebbero danneggiare gravemente i nostri bambini o addirittura ucciderli. I bambini hanno una protezione naturale in quanto non hanno le basi molecolari e biologiche che hanno gli adulti per essere infettati da questo virus e ammalarsi gravemente».

 

Il medico canadese sostiene di dover avvertire l’ente regolatore americano FDA «che se approvano questo vaccino per i bambini, corriamo il rischio di uccidere migliaia di bambini americani (e bambini del mondo), danneggiandoli con miocardite e altre gravi condizioni di cui sono stati risparmiati finora dal loro naturale protezione».

 

«Il vaccino e la proteina spike entrano in circolo e possono avere conseguenze devastanti sul sistema vascolare dei nostri bambini. Possono causare coaguli, sanguinamento/emorragia, etc».

 

«Non c’è alcun motivo medico, e supplico la FDA di fermarsi».

 

In particolare, il dottore formula a chiare lettere l’orrore utilitarista per cui la minoranza dei bambini andrebbe sacrificata per proteggere gli adulti, per i quali, peraltro, esistono effocaco cure precoci (che, ricordiamo, se riconosciute, toglierebbero ogni alibi all’emergenza e all’obbligo vaccinale).

 

«Le iniezioni di [vaccino] COVID non offrono ai bambini alcuna opportunità di beneficio e solo potenziali opportunità di danno.» 

«I bambini non sono fatti per proteggere gli adulti e non abbiamo bisogno dell’immunità dei bambini per porre fine alla pandemia. Abbiamo un trattamento precoce» dice il medico.

 

Sì, dobbiamo raddoppiare e triplicare adeguatamente la protezione dei nostri anziani e ad alto rischio e offrire un trattamento precoce, ma non dobbiamo ignorare l’immunità naturale già costruita nella società e l’immunità che i bambini già possiedono.

 

Tornano alla mente alcune catastrofi vaccinali, di cui Renovatio 21 ha dato puntualemente conto. Ad esempio, la strage nelle Filippine scatenata dal vaccino contro la dengue ..

 

«Il disastro più recente ai bambini del vaccino dengvaxia  per la febbre dengue fornisce cautela. I bambini ne sono stati gravemente danneggiati» .

 

Il dottor Alexander ricorda che tasso di mortalità per infezione stimato (IFR) è vicino allo  zero per bambini e ragazzi.

 

«I dati più aggiornati  dall’American Academy of Pediatrics ha mostrato che “I bambini sono stati lo 0,00% -0,19% di tutti i decessi per COVID-19 e 10 stati [USA] hanno riportato zero decessi infantili. Nelle segnalazioni degli stati, lo 0,00%-0,03% di tutti i casi di COVID-19 infantili ha provocato la morte».

«I bambini non sono fatti per proteggere gli adulti e non abbiamo bisogno dell’immunità dei bambini per porre fine alla pandemia. Abbiamo un trattamento precoce»

 

I bambini, ripete il dottore, vanno considerati come già immunizzati.

 

«In effetti, la loro immunità è migliore di quella degli adulti vaccinati con queste iniezioni sub-ottimali (…) Abbiamo una forte ricerca di Patel  e Bunyavanich (ricerca sul recettore ACE 2), Loske (che mostra che l’immunità innata antivirale preattivata [compartimento mucoso] nelle vie aeree superiori dei bambini), Yang (i bambini  hanno cellule memoria B che possono legarsi alla SARS- CoV-2, che indica il potente ruolo dell’esposizione nella prima [precedente] infanzia ai comuni coronavirus del raffreddore),  Weisberg e Farber et al. le cellule T dei bambini … hanno una migliore capacità di rispondere ai nuovi virus) e  Galow  (che mostra che i bambini non diffondono il COVID-19 ad altri bambini, mentre sono gli adulti che diffondono il COVID-19 ai bambini).» 

 

Per quanto riguarda la dinamica epidemiologica, il medico cita uno studio sulle Alpi francesi.

 

«Hanno seguito un bambino infetto che ha visitato tre diverse scuole e ha interagito con altri bambini, insegnanti e vari altri adulti. Gli autori non hanno riportato alcun caso di trasmissione secondaria nonostante le strette interazioni. Questi dati sono disponibili per il CDC e altri esperti di salute da oltre un anno».

 

Su «quasi 2 milioni di scolari che sono stati seguiti in Svezia, senza obbligo di mascherina, è stato riferito che ci sono stati zero decessi per COVID e solo pochi casi di trasmissione e ospedalizzazione minima» 

 

«Anche in questo caso, i bambini hanno una protezione ACE 2 naturale e non dobbiamo aggirarla entrando nei loro deltoidi e quindi nei loro flussi sanguigni. Finora sono stati risparmiati dalle morti che si sono verificate negli adulti a causa dei vaccini, ed è a causa di questa protezione naturale e delle ragioni molecolari che ho delineato sopra. Lasciali in pace».

 

In conclusione: «i bambini non hanno bisogno del vaccino COVID; può potenzialmente ucciderli».

 

«Il CDC e il NIH e gli sviluppatori di vaccini stanno ingannando la Nazione e non hanno svolto la ricerca adeguata. Questo è altamente avventato e pericoloso. Il dottor Anthony Fauci deve fermare questa follia, questa follia, questa spinta implacabile che deve iniettare a tutti i bambini. Fino ad oggi non può spiegare perché. È sempre stato illogico, irrazionale, insensato e senza alcun merito scientifico (…) I genitori devono alzarsi in piedi e respingere questa follia di Fauci, Collins, Walensky e degli esperti medici televisivi spericolati e capziosi».

 

Vengono rammentati altri disastri vaccinali di cui è puntellata la storia, ma che sono convenientemente dimenticati:

 

« È doveroso ricordare l’aumento  dell’incidenza della narcolessia  nei bambini nei paesi scandinavi a seguito del  vaccino influenzale H1N1 adiuvato ASO3  utilizzato per la pandemia del 2009 (programma di vaccinazione influenzale Pandemrix ) (….) vengono in mente anche i danni causati dal vaccino contro la  dengue nei bambini nelle Filippine. Sanofi Pasteur ha  sospeso i vaccini nel 2017 a causa del rischio molto pericoloso di sindrome da perdita di plasma simile all’Ebola».

«I bambini sono effettivamente immuni da COVID e possono essere considerati già completamente vaccinati secondo la spiegazione biologica e molecolare di cui sopra»

 

Eventi come «il  vaccino antipolio contaminato con bambini malati e paralizzati a morte nel 1955 negli Stati Uniti sono degni di essere esaminati in questo contesto».

 

«Il danno che può derivare da un rapido dispiegamento della vaccinazione di massa per i bambini non si è dimostrato sicuro in tutti i casi. Forse vale la pena notare questo commento del Dr. Efrat Schurr: “Nel 1977, ad esempio, una tripla vaccinazione (contro la difterite, la  pertosse  e il tetano) da un lotto difettoso ha lasciato diversi bambini ciechi, sordi e disabili per sempre».

 

Quindi, per riassumere:

 

«I bambini sono effettivamente immuni da COVID e possono essere considerati già completamente vaccinati secondo la spiegazione biologica e molecolare di cui sopra».

 

Qualcuno che lo può spiegare al governo italiano, e a tutto il seguito di boiardi virologici, poliziotti pandemici, volonterosi carnefici del COVID, c’è?

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Essere genitori

Video: il pianto del bambino costretto alla mascherina

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Un video da un asilo di Nuova York sta avendo una certa diffusione in rete.

 

Un bambino piccolo, Mason, piange e rifiuta la mascherina, e se la leva varie volte mentre le maestre di asilo insistono.

 

Si tratta di un concentrato di pura crudeltà verso gli innocenti. Cioè, della cifra dell’ora presente.

 

Come siamo arrivati a tutto questo?

 

Alcuni utenti hanno sottolineato il fatto che le maestre dell’asilo hanno continuato a toccare il viso e la maschera del bambino durante la lotta, annullando completamente il motivo per cui gli si mette la mascherina.

 

In seguito su Facebook la madre del bambino Mason, Walker, ha chiarito di non essere arrabbiata con l’asilo nido di suo figlio, ma piuttosto con il governatore di New York Kathy Hochul, che la scorsa settimana ha emesso un ordine che impone ai bambini di due anni di indossare maschereine per poter frequentare strutture per l’infanzia regolamentate dallo Stato.

 

«Non sono arrabbiata con il suo asilo nido che stanno cercando di rispettare il mandato. Amo dov’è. Sono incazzata con il nostro governatore e l’OCFS che pensano che sia assolutamente necessario obbligare un bambino di due anni a indossare una maschera 7-10 ore al giorno. #unmaskourbabies», ha scritto la Walker.

 

La domanda di fondo rimane.

 

Come siamo arrivati a tutto questo?

 

 

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Essere genitori

Mascherine a scuola: le poche idee funzionali vengono scartate

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I nostri bambini sono costretti a portare una mascherina a scuola con la scusa di controllare la circolazione del COVID.

 

Eppure un’idea per monitorare intere classi scolastiche era venuta ad Agostino Miozzo, ex membro del CTS.

 

La proposta prevedeva l’esecuzione di periodica di tamponi salivari (molecolari) collettivi. Ma non solo per i bambini.

 

La proposta prevedeva l’esecuzione di periodica di tamponi salivari (molecolari) collettivi. Ma non solo per i bambini

Era il 26 Marzo 2021 e ne parlò su Il Messaggero:

 

«Lo screening di massa, tra gli studenti, diventa ancora più praticabile se si ricorre ai salivari, soprattutto con la tecnica dell’esame di gruppo: si esamina la saliva di tutti gli alunni di una classe e solo se risulta la presenza del virus, allora si passa all’esame dei singoli, per capire chi è il positivo; altrimenti si prosegue con altre classi, risparmiando molto tempo».

 

«Per questa operazione di test di massa – antigenici o salivari – c’è chi vorrebbe coinvolgere squadre dell’esercito o, più semplicemente, medici delle ASL e volontari della Protezione civile; servirebbero almeno 10mila team, seguendo l’esempio dell’esperienza del Regno Unito».

 

Qualora si adottasse la prospettiva del governo riguardo mascherine, bambini e coronavirus, si dovrebbe ammettere che quello di Miozzo rappresenterebbe un metodo facile, scalabile, veloce ed e economico.

Essa permetterebbe ai bambini di eliminare le mascherine, salvando l’ossessione del controllo del contagio portata avanti dall’autorità

 

Esso permetterebbe ai bambini di eliminare le mascherine, salvando l’ossessione del controllo del contagio portata avanti dall’autorità.

 

L’opzione tuttavia no mai ha mai avuto un seguito.

 

Il pensiero che può assalire il cittadino è quindi che lo scopo non sia controllare la circolazione del contagio, bensì far tenere la mascherina ai nostri figli e magari farli vaccinare

Il pensiero che può assalire il cittadino è quindi che lo scopo non sia controllare la circolazione del contagio, bensì far tenere la mascherina ai nostri figli e magari farli vaccinare.

 

Del resto, il nuovo ordine biotico richiede un segno visibile di riconoscimento alla sottomissione pandemica – stampato sulla faccia di ciascuno – e, più intimo, un marchio impresso direttamente nelle carni delle genti, un marchio che arriva a toccare perfino la loro genetica cellulare.

 

 

Gian Battista Airaghi

 

 

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