Gender
«Non siamo burattini dell’Occidente»: deputato del Ghana difende la legge che vieta la sodomia e la promozione LGBTQ
Sam George, membro del parlamento del Ghana, ha recentemente difeso un disegno di legge che criminalizzerebbe il comportamento omosessuale – e la sua promozione – contro le pressioni dell’Occidente per annullare la legislazione. Lo riporta LifeSite.
«Il Ghana non è il 51esimo stato degli Stati Uniti. Il Ghana è uno stato sovrano di per sé», ha detto George su New Dawn Africa Channel quando gli è stato chiesto di commentare la denuncia del portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller del disegno di legge, che è stato sponsorizzato da George.
«Mi aspetterei che Matthew Miller rispetti i principi della democrazia», ha detto George, sottolineando che il Ghana è «opposto all’imperialismo culturale» e aggiungendo che Miller «dovrebbe essere più interessato alla perdita della vita dei bambini nelle scuole americane per la violenza armata».
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La legislazione, che non è ancora stata trasformata in legge, punisce il comportamento omosessuale con la reclusione da sei mesi a tre anni, e punisce anche il sostegno o la promozione di tale comportamento con la reclusione da tre a cinque anni.
Il disegno di legge include il divieto assoluto del matrimonio tra persone dello stesso sesso, dell’adozione tra persone dello stesso sesso e di altre manifestazioni pubbliche di comportamento omosessuale o transgender. Il disegno di legge cerca anche di reprimere l’ideologia transgender vietando le procedure di mutilazione per individui con confusione di genere.
New Dawn ha chiesto a George se fosse preoccupato che il Ghana potesse subire un trattamento da parte dell’Occidente simile alla punizione economica imposta all’Uganda quando ha promulgato la propria legge anti-omosessualità. La Banca Mondiale ha interrotto tutti i nuovi prestiti all’Uganda nel 2023 dopo l’approvazione della legge, spingendola a cercare fondi dalla Cina, e l’amministrazione Biden ha ufficialmente rimosso l’Uganda da un accordo commerciale africano l’anno scorso in risposta alla legge anti-sodomia.
«Mi aspetto che i leader del nostro Paese… stiano al passo e dicano al popolo americano: o fate affari con noi alle nostre condizioni oppure potete andarvene», ha risposto George. «Le imprese americane che operano in Ghana non sono in Ghana a causa della comunità LGBTQ. Sono in Ghana perché realizzano profitti».
George ha consigliato alle aziende che «vogliono perdere 100 milioni di dollari di profitto» di «fare le valigie e andarsene», perché «un’altra azienda entrerà in Ghana e farà affari».
«Non siamo burattini e tirapiedi dell’Occidente», ha dichiarato George. Ha sottolineato che i paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, sono ipocriti nel continuare a commerciare con Paesi del Medio Oriente come il Qatar, che puniscono legalmente l’omosessualità con il carcere. Secondo lui, ciò è dovuto al fatto che gli Stati Uniti traggono grandi profitti dagli affari con queste nazioni.
«Il Qatar ha speso 22 miliardi di dollari per ospitare la Coppa del Mondo nel 2022. Diciotto miliardi di questi 22 miliardi sono andati alle imprese americane e occidentali. Il Qatar acquista ogni anno dall’America attrezzature militari per un miliardo di dollari», ha osservato George.
Il politico del Ghana ha anche sottolineato il fatto che le banche internazionali come il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca Mondiale sacrificano i profitti rifiutando i prestiti delle nazioni africane. Di fronte alla pressione commerciale contraria ai valori africani, George ha invitato i paesi africani a commerciare di più tra loro.
Alla richiesta di spiegare perché la legge anti-sodomia del Ghana è così importante, George ha suggerito che è legata alla definizione di famiglia, che a sua volta è fondamentale per l’identità di una nazione.
«Ricordiamo che le persone che perdono la propria identità hanno perso la propria nazione. Le comunità e le società europee e americane hanno fallito perché hanno ridefinito la famiglia. Hanno perso il senso di cosa significhi essere una famiglia», ha detto George, affermando che le nazioni occidentali stanno tentando di «importare» il «disturbo mentale» dell’omosessualità in Ghana.
«La nostra identità di ghanesi è una questione fondamentale per noi», ha detto. «Ed è per questo che abbiamo promosso questo disegno di legge». Il politico africano inoltre sottolineato che l’omosessualità comporta un costo sia finanziario che psicologico per i paesi, citando il denaro speso per prendersi cura dei pazienti affetti da AIDS, nonché il costo del suicidio, più comune tra gli omosessuali.
«Nel 2021, la Ghana AIDS Commission ha speso 200 milioni di dollari per acquistare farmaci antiretrovirali per curare l’HIV/AIDS per le persone che hanno scelto di fare sesso con uomini… Sapete quanti edifici scolastici nella mia circoscrizione elettorale avrebbero costruito 200 milioni di dollari, o come quanti posti letto d’ospedale si sarebbero creati?»
«E quindi quando qualcuno dice che non è un problema urgente, è perché non capisce il pieno effetto dell’omosessualità sulla società», ha detto George. «Andate a controllare il sistema americano e vedete quante persone si suicidano a causa dell’effetto dell’omosessualità (…) Il CDC afferma che gli omosessuali hanno il 400% in più di probabilità di suicidarsi».
Il George ha chiarito che il disegno di legge anti-sodomia del Ghana prevede sanzioni più severe per chi sostiene il comportamento LGBTQ che per l’atto di sodomia in sé, e che prende di mira «tutte le piattaforme tecnologiche e mediatiche» che potrebbero promuovere tale comportamento.
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«Non puoi usare piattaforme tecnologiche e mediatiche per diffondere cose che sono illegali in Ghana… non puoi essere un influencer dei social media e creare contenuti contrari alla legge del paese», ha detto, aggiungendo che non si possono usare i media per promuovere qualcosa. questo è illegale in Ghana, compreso, ad esempio, il riciclaggio di denaro.
«In effetti, se guardi il nostro disegno di legge… la punizione per il patrocinio è più alta della punizione per l’atto stesso, perché vogliamo proteggere l’innocenza dei nostri figli», ha detto George.
I liberali e i principali media hanno spesso protestato contro il disegno di legge del Ghana temendo che possa aumentare il maltrattamento degli omosessuali, ma George ha sottolineato che la legislazione in realtà punisce coloro che maltrattano gli omosessuali.
«In realtà imponiamo una pena fino a tre anni a chiunque effettui trattamenti extragiudiziali… non puoi decidere da solo se picchiare o linciare una persona. Se lo fai, finirai in prigione», ha detto George. «Quindi questa legge è una legge molto equilibrata che cerca di proteggere i diritti umani fondamentali di tutti i tipi di persone».
Il politico ha sottolineato che gli estensori della costituzione del Ghana erano «molto preoccupati per la moralità del nostro Paese e per la fibra morale del nostro Paese (…) Se leggi l’articolo 39 della nostra Costituzione, in realtà impone allo Stato il dovere di garantire che le adeguate… norme sociali e culturali siano integrate nella fibra morale dello Stato».
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la massima corte dell’Uganda conferma quasi tutta la legge anti-sodomia entrata in vigore nel Paese, facendo infuriare l’amministrazione Biden, che aveva già espulso Kampala dal programma commerciale USA.
Vari Paesi africani – e le loro conferenze episcopali – sembrano rivoltarsi con forza all’imposizione di quello che è stato definito «imperialismo omosessualista».
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Immagine di Tryongliph via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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I trans stravincono pure i tornei femminili di golf
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I legislatori di Nuova York cercano di rilanciare i bagni pubblici gay: nessuno teme più l’AIDS?
Una nuova proposta lanciata nello Stato di Nuova Yorklegalizzerebbe il sesso nelle saune e nei bagni pubblici di tutta la città, abrogando una legge degli anni Ottanta che accusava questi incontri sessuali sfrenati di diffondere l’AIDS tra gli omosessuali. Lo riporta il New York Post.
Il senatore statale Erik Bottcher e il deputato Tony Simone, che rappresentano il West Side di Manhattan, zona considerata aperta alla comunità LGBT, hanno affermato che è giunto il momento di sostituire il vecchio e polveroso divieto sulle «saune per adulti».
«Dovremmo farli uscire allo scoperto», ha dichiarato Simone durante un’intervista la scorsa settimana, sostenendo che i bagni pubblici sarebbero più sani e sicuri se fossero regolamentati. «Faceva parte della cultura gay. Queste persone sono adulte. Il sesso è consensuale», ha affermato il Simone, che è il primo membro dell’assemblea apertamente gay a rappresentare il 75° distretto dell’Assemblea statale di Nuova York. Pure il Bottcherro, 47enne, è dichiaratamente omosessuale e che ha raccontato a favor di stampa di aver avuto pensieri suicidi quando al liceo era omosessuale non dichiarato.
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La legge vigente stabilisce: «Nessun locale può mettere a disposizione strutture per attività sessuali in cui si pratichino rapporti anali, vaginali o fellatio. Tali strutture costituiscono una minaccia per la salute pubblica». Tuttavia la nuova legge che la abroga riconosce che le saune sono state per decenni importanti luoghi di ritrovo per le persone omosessuali, prima di essere chiuse durante il picco dell’epidemia di HIV/AIDS per contenere i contagi e i decessi.
«Siamo nel 2026, non nel 1986: le pratiche basate su dati concreti, frutto degli ultimi 30 anni di ricerca nel campo della salute pubblica, dimostrano chiaramente che dovremmo abrogare il divieto di accesso a bagni pubblici e saune per adulti», ha dichiarato il deputato Simone in un comunicato stampa che annunciava il disegno di legge. «Le persone queer di Nuova York sono costrette a vivere nell’ombra… sappiamo tutti che questi posti esistono», ha affermato.
In effetti, diverse spa e stabilimenti termali nella Grande Mela sono già noti per essere luoghi frequentati da coppie senza scrupoli, con segnalazioni di incontri sessuali in pubblico allo Spa Castle nel Queens e all’East Side Club, una sauna aperta 24 ore su 24 a Midtown.
Allen Roskoff, veterano attivista LGBT che ha perso persone care a causa dell’AIDS, ha affermato che il divieto delle saune gay è stato un tema controverso nella comunità gay negli anni Ottanta, con molti omosessuali favorevoli e contrari alla chiusura. Tuttavia ha affermato che è giunto il momento del ritorno dei bagni pubblici. «Per decenni, le saune gay di Nuova York sono state parte integrante della vita omosessuale», ha affermato Roskoff, presidente del Jim Owles Liberal LGBT Democratic Club.
Il decano dell’attivismo omotransessualista neoeboraceno ha detto al NY Post che i bagni pubblici erano luoghi di socializzazione e di sesso, ma che erano molto di più. «Erano simboli della nostra comunità, della nostra cultura e della nostra lotta per i diritti civili e la liberazione sessuale. Ho trascorso gran parte della mia giovinezza in quei luoghi», ha detto il Roskoffo, raccontando che i leader politici hanno fatto campagna elettorale in quei locali e che artisti come Bette Midler e Barry Manilow vi si sono esibiti.
Roskoff sosteneva che si trattava di attrazioni turistiche, frequentate da omosessuali provenienti da tutto il mondo. «Uomini gay provenienti da tutto il mondo si recavano in questo luogo simbolo di Nuova York. È ora di scrollarsi di dosso la paura e lo stigma del passato e permettere la sua riapertura», ha affermato.
Il Bottcher e il Simone hanno inoltre sottolineato che ora esistono trattamenti efficaci per l’HIV/AIDS, come la PrEP, la PEP, i test di routine per l’HIV e altre strategie di prevenzione. «Le misure di emergenza di un’altra epoca non dovrebbero diventare politiche pubbliche permanenti», ha affermato Bottcher, presidente della Commissione Città del Senato statale, nella dichiarazione congiunta.
«Le misure adottate al culmine della crisi dell’AIDS sono anacronistiche rispetto alla realtà moderna. La scienza è cambiata. La prevenzione è cambiata. Le cure sono cambiate. È ora che cambino anche le nostre leggi». Dall’inizio dell’epidemia di AIDS, oltre 100.000 cittadini neoboraceni sono morti a causa di malattie correlate all’AIDS.
I due politici, al pari di tanti attivisti omotransessualisti in tutto il mondo, tanno parlando di forme di cura della malattia che taluni ritengono inevitabile – qualora non si voglia rinunciare allo stile di vita di promiscuità assoluta (con saune e club gay, assieme ai cespugli e alle piazzole di sosta in autostrada a rappresentarne il teatro d’elezione) e di sesso perverso come nelle dark room et similia – se non addirittura desiderabile, come dimostra il fenomeno dei bugchaser e dei giftgiver: esistono omosessuali che vogliono apertamente prendere il virus e altri che vogliono darlo.
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Per quanto allucinante – il programma scandalistico-progressita Le Iene ci fece un servizio anni fa andando in cortocircuito – il fenomeno di epidemizzazione volontaria dell’HIV esiste e ci interroga sulle radici stesse dell’omosessualismo. Da una parte c’è chi tenta di giustificare razionalmente la scelta di ammalarsi dicendo che vuole farlo per non pensarci più e vivere con le cure (in Europa garantite dallo Stato) che adesso permettono di vivere a lungo – una malattia più trattabile del diabete, dice il luogo comune diffuso tra i gay; dall’altra è visibile un impulso di morte di tipo sadomasochista sia in chi riceve il male sia in che lo dà volontariamente.
Grande frequentatore delle saune gay a San Francisco, capitale globale LGBT, fu il filosofo francese Michel Foucault, che contrasse l’AIDS e ne morì. La voce secondo cui egli sarebbe divenuto per ragioni filosofiche un untore volontario del virus sono raccolte del libro di James Miller La passione di Michel Foucault (1983), dove però si dice di non averne trovato prove. Foucault era omosessuale e sadomasochista, frequeantore nella città nordcaliforniana dei club di perversione. Secondo la biografia di Miller, il Foucalto omprò l’attrezzatura tipica (giacca e cappello di pelle, manette, fruste, pinze per capezzoli, ecc.) e partecipò a pratiche che includevano bondage, fist-fucking e altri giochi di potere e dolore consensuali.
Il filosofo di Sorvegliare e punire non lo nascondeva. In interviste degli anni Ottanta (per esempio quella pubblicata su The Advocate, storica rivista dell’omosessualismo statunitense) ne parlò in modo esplicito e positivo: non lo vedeva come liberazione di una violenza nascosta, ma come invenzione di nuovi piaceri, lo definiva un’«impresa creativa» che erotizza parti del corpo normalmente ignorate e «desessualizza» il piacere (lo stacca dal solo sesso genitale), lo interpretava come un gioco strategico di potere in cui i ruoli (padrone e schiavo) sono reversibili e sempre negoziati, quindi come continuazione del suo pensiero filosofico sul potere.
Foucault è idoltrato oggidì anche in Italia da impiegati della greppia dell’Istruzione di Stato e da laureati di filosofia perditempo da essa sfornati.
Ulteriore frequentatore delle saune gay era, per motivi di studio, il dottor Anthony Fauci, che all’epoca si era lanciato nella ricerca del morbo che decimava gli omosessuali. Gli errori ascritti a Fauci sono di portata mostruosa: promuovendo come cura il farmaco anticancro AZT avrebbe cagionato la morte di migliaia di omosessuali. La storia è in parte raccontata nel film Texas Buyers Club (2013).
Come riportato da Renovatio 21, Fauci anche a quel tempo pontificava beato sui media sparando bufale a tavoletta, come quando disse che l’HIV poteva trasmettersi in casa senza contatto.
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Fauci era divenuto quindi una sorta di nemico pubblico del movimento omosessuale, con un attivista che arrivò a scrivergli una storica lettera pubblica in cui lo definiva «idiota e incompetente».
Secondo il libro di John F. Kennedy jr. The Real Anthony Fauci, il dottore avrebbe eseguito studi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.
Fauci, che è come lo definisce Robert Kennedy jr. il tessitore della narrazione pandemica era anche il socio di Robert Gallo, l’altro virologo connesso alla scoperta dell’AIDS. Montagnier e Gallo si disputarono la scoperta e la scienza dell’AIDS per anni. Anche in un ambiente non prono alle scenate, come quello dell’alta medicina, fu uno spettacolo poco edificante, tenuto in piedi anche da Fauci, che secondo alcuni ha favorito come ha potuto – con il potere sanitario che già accumulava – il socio Gallo. Alla fine, a risolvere furono, addirittura, i presidenti di USA e Francia, che siglarono una pace per le pretese scientifiche e soprattutto le questioni di brevetti e proprietà intellettuale.
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Mons. Strickland: perché i leader della Chiesa continuano a sostenere l’agenda LGBT?
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