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Grande Reset

Messaggio di Mons. Viganò alla manifestazione di Berna contro le misure pandemiche

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Renovatio 21 pubblica il messaggio dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò per la Manifestazione  contro le misure pandemiche nella Confederazione Elvetica di Berna del 12 Novembre 2021

 

 

 

Cari amici, molti di voi non avrebbero mai pensato che la Svizzera avrebbe alla fine seguito l’Italia ed altre nazioni nell’adeguarsi supinamente ai diktat dell’élite anche in materia di emergenza pandemica.

 

La vostra Confederazione, infatti, è già molto avanti rispetto ad altri Paesi sulla via della globalizzazione e l’impronta del Nuovo Ordine Mondiale è molto marcata nella vita delle grandi città svizzere. E come alla Svezia sono stati risparmiati i lockdown e le mascherine, avreste creduto che anche in Svizzera le misure di presunto contenimento del contagio non avrebbero adottato il fallimentare modello di cui l’Italia è invece tragico esempio.

 

Voi state manifestando contro il green pass ma accettate comunque la narrazione sulla pandemia e sui vaccini, o avete compreso che questa farsa colossale si basa su un virus prodotto in laboratorio, diffuso per creare un’emergenza pandemica che desse il pretesto per mettere sotto controllo l’umanità intera?

D’altra parte, avendo il World Economic Forum la propria sede proprio a Davos, potevate sperare che Klaus Schwab vi avrebbe evitato di sperimentare in prima persona quel che attende l’umanità intera, se solo lasciamo portare a compimento il suo delirante Great Reset (1), condiviso dall’ONU con il nome di Agenda 2030. (2)

 

Eppure, se pensate a quello che vi è stato mostrato il 1° Giugno 2016 con l’inaugurazione del traforo del San Gottardo, vi dovreste essere fatti un’idea circa i principi ispiratori di questo Nuovo Ordine. (3)

 

Voi siete qui, oggi, per protestare contro l’inasprimento di misure sanitarie e di controllo, adottate dal Governo Federale Elvetico con il pretesto della cosiddetta pandemia. Quello che si prospetta per la Svizzera, come sapete, è stato adottato in tutto o in parte anche in altre Nazioni, tra cui l’Italia e la Francia. La discriminazione per i non vaccinati è già una realtà in molti Paesi, così come il tracciamento dei cittadini tramite passaporto vaccinale, la sospensione dello stipendio per chi non si sottopone al controllo e la possibilità per le Autorità pubbliche di legiferare in deroga alle leggi ordinarie e alla stessa Costituzione. 

 

Ma lasciatemi porvi qualche domanda.

 

Voi protestate per una limitazione delle vostre libertà costituzionali, o perché vi rendete conto che queste prime misure di controllo sono solo il primo passo di un progressivo annullamento della vostra libertà individuale, assorbita da uno Stato/Medico che decide al posto vostro come curarvi, di uno Stato/Padrone che decide se e quando potete uscire di casa, lavorare, andare al ristorante, viaggiare? 

 

Voi state manifestando contro il green pass ma accettate comunque la narrazione sulla pandemia e sui vaccini, o avete compreso che questa farsa colossale si basa su un virus prodotto in laboratorio, diffuso per creare un’emergenza pandemica che desse il pretesto per mettere sotto controllo l’umanità intera? 

 

Sono loro che tra un po’ uniranno il green pass con il vostro ID digitale, con il vostro conto corrente, con la vostra posizione fiscale, retributiva, contributiva e sanitaria, e così facendo – per il «vostro bene» – potranno decidere se potete lavorare, viaggiare, andare al ristorante, comprare una bistecca o piuttosto degli insetti

Siete scesi nelle piazze perché vi dà noia dover scannerizzare il vostro QR-code per entrare in ufficio e in fabbrica, e comunque vi siete inoculati il siero genico sperimentale, o vi è ben chiara l’inefficacia di questi cosiddetti vaccini, il rischio di effetti avversi anche gravi a breve e lungo termine, e l’assenza di responsabilità per le case farmaceutiche che vi stanno usando come cavie e che se vi ammalate o morite non dovranno risarcire alcun danno né rispondere penalmente ad alcun tribunale?

 

E infine: avete deciso di protestare perché la libertà che invocate di non essere sottoposti a controllo sanitario, è quella stessa libertà in nome della quale ritenete giusto il diritto di uccidere i figli nel ventre materno, gli anziani e i malati nel letto d’ospedale? Quella stessa libertà che legittimerebbe le unioni omosessuali e la teoria gender? È questa la libertà a cui vi appellate? La libertà di offendere la Legge di Dio, di bestemmiare il Suo Nome, di violare la legge naturale che Egli ha inscritto nel cuore di ogni uomo? 

 

Perché se ciò che voi volete è solo essere liberi di fare quello che vi pare, la vostra manifestazione non ha senso: sono proprio quelli che vi parlano di parità di genere, di diritto alla «salute riproduttiva», di eutanasia, di maternità surrogata e di libertà sessuale che oggi vi tengono tutti in pugno, decidendo cosa è giusto per voi in nome del «vostro bene», della salute pubblica o della tutela del pianeta. Sono loro che tra un po’ uniranno il green pass con il vostro ID digitale, con il vostro conto corrente, con la vostra posizione fiscale, retributiva, contributiva e sanitaria, e così facendo – per il «vostro bene» – potranno decidere se potete lavorare, viaggiare, andare al ristorante, comprare una bistecca o piuttosto degli insetti. 

 

Quella libertà vi ha fatto credere di essere «liberi», mentre chi vi vuole servi obbedienti vi lascia scorrazzare allungando il guinzaglio, dandovi l’illusione di poter fare quello che volete, di avere «il diritto» di abortire, di vivere contro i precetti della Morale naturale e cristiana, di potervi comportare come se Dio non esistesse, come se non doveste mai presentarvi davanti a Lui il giorno del giudizio.

 

La libertà che dovete rivendicare è quella di non accettare supinamente la narrazione mediatica, la colossale frode di un’intera categoria asservita all’élite, impegnata nella diffusione di menzogne e nella censura della verità, pagata per assecondare il potere e reprimere il dissenso

Ma questa non è libertà: è licenza, è libertinaggio. La libertà di dannarvi l’anima, non certo quella di vivere onestamente e di meritare il paradiso. La vera libertà è invece la facoltà di agire nei limiti del Bene, ed è questa la libertà a cui dovete ambire, questa la libertà che dovete rivendicare con coraggio e con fierezza, questa la libertà che «vi farà liberi» (Gv 8, 32). 

 

La libertà di scegliere di non lasciarvi ingannare dalle promesse di chi vi prospetta un futuro migliore ecosostenibile, inclusivo, tollerante, resiliente e gender fluid, mentre vi costringe a comprare solo i prodotti che ha reso disponibili su internet, a ordinare pranzo e cena con il delivery, a farvi curare con la telemedicina, a seguire le lezioni in didattica a distanza, a non andare in ufficio con lo smart working

 

Parlo della libertà di dire di no a chi, prospettando un progresso nel mondo del lavoro e mostrandovi con entusiasmo il tempo libero di cui potrete godere con un orario ridotto, vi sta riducendo lo stipendio, eliminando le tutele sindacali, privando dei mezzi di sussistenza per mantenere una famiglia, costringendo a vivere in appartamenti sempre più piccoli, sempre più anonimi, sempre più in periferia. Dire di no a chi prima vi priva dell’autonomia di un lavoro creando disoccupazione e eliminando le specializzazioni professionali, e poi vi offre il reddito di cittadinanza con cui rendervi schiavi, ricattati da uno Stato che decide a che condizioni potete lavorare. 

 

 

La libertà che dovete rivendicare è quella di non accettare supinamente la narrazione mediatica, la colossale frode di un’intera categoria asservita all’élite, impegnata nella diffusione di menzogne e nella censura della verità, pagata per assecondare il potere e reprimere il dissenso; la libertà di pretendere che i giornalisti ritrovino la dignità dell’etica professionale, della deontologia, e non l’infamia dell’asservimento cortigiano a padroni mai sazi di potere.

 

La libertà di parola che dovreste invocare tutti voi, e soprattutto quanti tra voi hanno ruoli di responsabilità o svolgono professioni legate all’attuale emergenza – medici, paramedici, forze dell’ordine, magistrati, politici – è la libertà di svelare la corruzione, i conflitti di interesse, le connivenze, i silenzi, le complicità di un sistema che si regge sull’inganno, sulla frode, sul terrorismo psicologico e sulla manipolazione della realtà. La libertà di negare il proprio consenso ad un crimine contro l’umanità compiuto con spietata determinazione. 

 

I fautori del Great Reset sono intrinsecamente anticristiani e anticristici, perché questo «Nuovo Ordine» altro non è che il caos infernale.

Possiamo chiederci se, con la vittoria di questo referendum del 28 Novembre, qualcosa cambierà. La Costituzione elvetica privilegia la partecipazione attiva dei cittadini e darà un forte segnale al Consiglio Federale perché desista dai suoi intenti. Ma non pensate che la vostra battaglia per i diritti fondamentali si esaurisca qui: l’attacco è globale ed occorre che ciascuno sia ben consapevole della minaccia che incombe su tutti noi. 

 

Non è, questo, uno scontro nel quale possiamo vincere il comune nemico con sole forze umane: è una battaglia epocale, in cui sono in gioco i destini dell’umanità nel suo insieme e quelli di ciascuno di noi singolarmente, nel tempo e nell’eternità. Ne va della nostra stessa vita, della nostra identità, della nostra individualità. E soprattutto: i fautori del Great Reset sono intrinsecamente anticristiani e anticristici, perché questo «Nuovo Ordine» altro non è che il caos infernale. 

 

Vi è data la possibilità di decidere. Non tanto se il green pass sia illegittimo, ma se volete rinnegare definitivamente quel che rimane della vostra libertà, lasciandovi imporre l’incubo distopico di una tirannide oggi sanitaria, domani ecologica o transumana.

 

E che Dio assista e protegga i Suoi.

 

 

Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

NOTE

1) Cfr. il sito del World Economic Forum: https://www.weforum.org/great-reset/ 

2) Cfr. il sito delle Nazioni Unite: https://unric.org/it/agenda-2030/ 

3) https://www.youtube.com/watch?v=g0B28vi3u8c

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

Big Pharma

Il capo di Pfizer: «microchip biologici dentro ai farmaci». Ecco il Grande Reset

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Il CEO di Pfizer al World Economic Forum di Davos parla di farmaci dotati di microchip ingeribili.

 

Albert Bourla, l’oramai notissimo veterinario greco-ebreo-americano a capo del colosso farmaceutico del vaccino COVID mRNA, ha annunziato al consesso organizzato in questi giorni dal guru del Grande Reset Klaus Schwab questa innovazione biomedica.

 

Si tratterebbe, al momento, di un farmaco che segnalerebbe ai sistemi informatici di essere stato assunto dal cittadino.

 

 

«Imagine the compliance», dice il Bourla: immaginate l’obbedienza. Chiaramente, parlando di obbedienza, egli lascia capire che il suo cliente non è il paziente, ma lo Stato moderno che ha reso ogni suo cittadino un paziente, se non una cavia obbligata a farmaci sperimentali sconosciuti.

 

C’è poco da aggiungere, se non ricordare che al WEF di Davos, il regno di Klaus Schwabbo e del Grande Reset, questa solfa in realtà è stata già ascoltata.

 

Basta riportare alla mente le parole di una delle figure più gettonate del «partito di Davos», il filosofo Yuval Harari.

 

«Ciò che abbiamo visto finora è che aziende e governi raccolgono dati su dove andiamo, chi incontriamo, quali film guardiamo» teorizza il pensatore gay israeliano. «La fase successiva è la sorveglianza sotto la nostra pelle».

 

 

«In precedenza, la sorveglianza era principalmente sopra la pelle. Ora sta andando sotto la pelle. I governi vogliono sapere non solo dove andiamo o chi incontriamo. Vogliono soprattutto sapere cosa sta succedendo sotto la nostra pelle».

 

Importante l’ammissione per cui «Il COVID è fondamentale perché questo è ciò convince le persone. ad accettare, a legittimare la sorveglianza biometrica totaleSe vogliamo fermare questa epidemia, non dobbiamo solo monitorare le persone. Dobbiamo monitorare cosa sta succedendo sotto la pelle».

 

Come riportato da Renovatio 21, lo stesso Schwab ha parlato di «Quarta Rivoluzione Industriale» come «fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica» ottenibile con l’impianto di chip cerebrali con cui controllare l’animo del pubblico, e ridefinire il controllo ad esempio dei viaggi internazionali grazie a «scansioni» cerebrali per i passeggeri in aeroporto: «anche attraversare un confine nazionale potrebbe un giorno richiedere una scansione cerebrale dettagliata per valutare il rischio per la sicurezza di un individuo

 

 

In pratica, si tratta di discussioni su nuovi strumenti di sottomissione.

 

E mica si vergognano a parlarne pubblicamente, anzi.

 

Come riportato da Renovatio 21, Bourla – il cui peso politico gli permette incontri secretati con il capo della UE e con il papa –  ha recentemente dichiarato di ricevere brief da CIA e FBI sulle forze contrarie alla vaccinazione. I «no vax» sono stati definiti da Bourla come criminali.

 

In realtà, si tratta solamente persone che non offrono la loco compliance, cioè la loro obbedienza. Cittadini di tutto il mondo che non vogliono essere né cavie, né schiavi, né bestie chippate.

 

 

 

 

 

 

Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

 

 

 

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Grande Reset

Davos, la riunione delle élite al WEF sarà protetta da un esercito di 5000 persone e da una no-fly-zone

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L’incontro annuale del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, prevede immense misure di sicurezza per i suoi partecipanti d’élite, tra cui 5.000 militari e una no-fly zone rigorosamente applicata.

 

Secondo Reuters, per la sicurezza dell’élite globale , lo Stato elvetico ha offerto 5.000 unità delle sue forze armate per aiutare le forze di polizia locali durante la riunione annuale del WEF di quest’anno dal 22 al 26 maggio.

 

Già ora molti soldati stanno già erigendo grandi recinzioni di sicurezza intorno al complesso della riunione mentre i membri dell’aviazione svizzera sorvoleranno lo spazio aereo sopra la conferenza elitista per garantire che venga mantenuta una no-fly zone.

 

Il consesso  globalista presenterà fino a 2.000 leader politici e professionali, che si riuniranno per discutere i loro piani per «la ripresa dalla pandemia, affrontare il cambiamento climatico, il futuro del lavoro, accelerare il capitalismo delle parti interessate e sfruttare le nuove tecnologie».

 

Come noto, il WEF di Klaus Schwab è il luogo dove è stato incubato il concetto di Grande Reset, il progetto radicale di riprogrammazione dell’economia mondiale e, in ultima analisi, della stessa umanità.

 

Il WEF ha apertamente dichiarato di considerare la pandemia COVID-19 come una grande opportunità per ottenere la rivoluzione globale da essi programmata.

 

«I lockdown per il COVID-19 potrebbero gradualmente allentarsi, ma l’ansia per le prospettive sociali ed economiche del mondo si sta solo intensificando. Ci sono buone ragioni per preoccuparsi: è già iniziata una forte recessione economica e potremmo trovarci di fronte alla peggiore depressione dagli anni ’30. Ma mentre questo risultato è probabile, non è inevitabile», ha scritto Schwab nel giugno 2020.

 

Come riportato da Renovatio 21, il World Economic Forum ha un programma giovanile chiamato Young Global Leader attraverso cui sono passati negli ultimi 30 anni un numero impressionante di personaggi di rilevanza globale, dalla Merkel a Bill Gates a Macron a Justin Trudeau.

 

È lo stesso Schwab a vantarsene, dicendo di essere in grado di «penetrare i gabinetti» di governo.

 

 

I piani del WEF sono inoltre implementati da enti come quelli bancari: è sintomatico il caso delle unione delle banche canadesi che, d’accordo con il governo, spingono, su idea del WEF, per la creazione di un ID digitale unico per i cittadini.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’ID digitale è stata la prima proposta da mettere in atto per la presidenza di Macron appena rieletto. Macron sarebbe anche lui passato per i programmi del WEF.

 

Il piano del WEF, al di là del Grande Reset rivendicato apertamente oltre che dal guru Schwab anche da alcuni adepti rilevanti come Trudeau, prevede la digitalizzazione del reale, la «Quarta Rivoluzione Industriale» come «fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica» nel segno del transumanismo più spinto unito alla volontà di controllo totale sulla società e sull’individuo, perfino sul suo foro interiore, tramite chip cerebrali.

 

 

Lo Schwab è arrivato a proporre «scansioni» cerebrali per i passeggeri in aeroporto, perché vuoi mai che chi prende l’aereo abbia le idee sbagliate: «anche attraversare un confine nazionale potrebbe un giorno richiedere una scansione cerebrale dettagliata per valutare il rischio per la sicurezza di un individuo».

 

«I microchip impiantabili attivi che rompono la barriera cutanea del nostro corpo» cambieranno il modo in cui ci interfacciamo con il mondo «e ci costringeranno a chiederci «cosa significhi essere umani», sostiene Schwab.

 

Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa lo Schwab ha incontrato il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi a Roma; Draghi ha altresì partecipato in passato ad eventi del WEF di Davos.

 

Di recente, il WEF ha dichiarato di aver chiuso con Putin e con altre personalità russe con cui aveva avuto in passato legami.

 

 

 

 

 

Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

 

 

 

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Grande Reset

Svezia e Finlandia vogliono la NATO: le prime ministre sono ovviamente nella rete del World Economic Forum di Klaus Schwab

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Poco prima del conflitto in corso, la Russia proponeva a Kiev e al mondo una «finlandizzazione» dell’Ucraina.

 

Se l’Ucraina fosse divenuta, come Helsinki, neutrale – proposta che trova da anni e anni una sponda nella scuola realista delle relazioni internazionali, come nel caso del prof. Mearshimer  – l’attrito con Mosca sarebbe stato disinnescato.

 

Anche la Svezia, come noto, è un Paese neutrale: non è nella NATO, bilanciando assieme alla Finlandia la quota di Paesi atlantici in Scandinavia (sono nel Patto Norvegia e Danimarca).

 

La neutralità di Stoccolma ed Helsinki è sempre stata considerata come una garanzia nei confronti di possibili attriti con i russi.

 

Nell’incredibile momento storico che stiamo vivendo – dove perfino la Svizzera rinuncia alla neutralità! – assistiamo all’inversione a U dei due Paesi scandinavi, che ora chiedono a gran voce di entrare nella NATO.

 

Le apprensioni sono già partite: i russi hanno ricordato che con la Finlandia hanno qualcosa come 1300 chilometri di confine condiviso. Senza contare che esiste una regione che si estende fra i due Paesi, la Carelia, dove potrebbero riaccendersi moti irredentisti.

 

Con pazzesco sprezzo del pericolo – e di decenni di tradizione diplomatiche – i due primi ministri (o, boldrinianamente, le due «prime ministre») dei Paesi scandinavi  hanno detto in una conferenza stampa congiunta che la loro richiesta di adesione al Patto Atlantico è sempre più probabile.

 

La proposta viene da due personaggi apparentemente diversi per età e per natura politica: la premier svedese Magdalena Anderson, 55 anni, è un classico arnese della socialdemocrazia scandinava. Ha fatto carriera scalando i ministeri. C’è pochissimo da dire, una noia infinita – in questo rappresenta assai bene il suo Paese.

 

La 36enne premier finnica Sanna Marin, pure socialdemocratica, è invece un oggetto teoricamente nuovo sulla scena politica mondiale: è il prototipo definitivo della politica millennial, guida un governo che strabocca di femmine, strappa alla neozelandese Jacinda Ardern lo scettro di premier più giovane, ed è bella, bellissima – sul serio, mica come le controverse deputate-ministre nostrane supposte carine ma solo per relativismo rispetto alle colleghe  –, praticamente una velina prestata ad un vertice di governo UE, tant’è che si è sposata un calciatore, ed ha dovuto scusarsi per la sua presenza in discoteca dopo essere stata in contatto con un COVID-positivo. Onorevole super-spreader: ma il mondo la ama lo stesso, alla follia.

 

 

La stampa occidentale sbava sulla Marin ogni giorno, anche perché – ecco l’arma definitiva – ella è figlia di mamma lesbica. Ci viene inoltre ricordato che è la prima nella sua famiglia ad aver fatto l’università. E che, maledetto patriarcato, il padre biologico si è separato dalla madre perché era alcolizzato.

 

Storie diverse, Paesi in fondo diversissimi – per lingua, per interessi, per asti metastorici – eppure ecco che le socialdemocratiche Magdalena e Sanna Marina che convergono fisicamente nell’annuncio di ingresso nel più grande complesso militare del pianeta la NATO.

 

Cosa hanno davvero in comune le due signore?

 

Crediamo che la risposta sia semplicissima: entrambe sono segnate nel giro del World Economico Forum di Davos.

 

Ambedue, quindi, sarebbero nella ragnatela del Klaus Schwab, il pontefice massimo del Grande Reset.

 

La Andersson è segnata come «World Agenda Contributor» dal sito del WEF, per cui nel 2015 ha scritto un saggio, ripubblicato dal sito della Banca Mondiale, intitolato «Come la Svezia mostra come è possibile disaccoppiare la crescita del PIL dalle emissioni di CO2». La biografia della signora, comprendente gli studi harvardiani, è presente sullo stesso sito.

 

La Sanna Marin pure è segnata nel sito del WEF come Contributor, tuttavia è rilevante notare come la Marin sia inserita nella lista 2020 degli Young Global Leader, le classi di giovani influenti selezionati e «formati» dall’ente dello Schwab.

 

Come sa bene il lettore di Renovatio 21, gli Young Global Leader sono una rete fittissima infilati praticamente in ogni governo della terra.

 

La loro esistenza è fonte di orgoglio per lo stesso Klaus Schwab, che rivendica di avere con essi «penetrato» (testuale) i governi di varie nazioni.

 

Il programma YGL nasce ufficialmente nel 1992. Vi avrebbero gravitato nomi come quello di Angela Merkel, Bill Gates, Tony Blair… Qualcuno sostiene che siano stati alunni anche Sarkozy e Viktor Orban, ma non abbiamo conferme. Ad un incontro lo Schwabbo si sarebbe fatto scappare anche il nome di Putin – tuttavia il WEF ha da poco reso pubblico che ha rotto i ponti con tutti i russi che conosceva.

 

Ai governi di Berlino negli ultimi tempi si sono avuti diversi i ministri ex WEF-YGL: Jens Spahn, che è il controverso ministro federale della Salute dal 2018; Philipp Rösler, ministro della Salute tedesco dal 2009 al 2011; Annalena Baerbock, leader dei Verdi tedeschi che è stata la prima candidata del partito a cancelliere alle elezioni federali e che ora è ministro degli Esteri di Berlino.

 

Al programma ha partecipato anche la summenzionata premier neozelandese Jacinda Ardern, fan scatenata dei lockdown zero-COVID (l’intera nazione rinchiusa per un singolo caso) e della discriminazione verso i non vaccinati.

 

Macron è segnato nella lista nella classe del 2017. Sebastian Kurz, giovanissimo aitante cancelliere austriaco defenestrato per scandaletto quando stava per entrare il lockdown duro di Vienna, pure.

 

C’è il governatore della California, e uomo della complessa famiglia petrolifera Getty, Gavin Newsom, che ha reso il suo Stato la tana dei khmer rossi lockdownisti-vaccinali. Jeff Bezos, ultramiliardario padrone di Amazon e non solo di quello, era nella classe 1998.

 

Ancora, Chelsea Clinton, Richard Branson, Larry Page e Sergey Brin di Google, Mark Zuckerberg, Jack Ma, Leonardo di Caprio, Charlize Theron, Michael Schumacher (non sappiamo se prima o dopo l’incidente), l’attore hollywoodiano Ashton Kutcher, il presentatore gay CNN Anderson Cooper (rampollo della potente famiglia americana Vanderbilt e stagista presso la CIA, nonché affittatore di uteri)

 

Il caso più conclamato è quello del premier canadese Trudeau e del suo governo, dove lo Schwabbo vanta di avere almeno «la metà ministri». La controversa vicepremier Chrystia Freeland, di fatto, è membra del board del WEF.

 

 

Come abbiamo scritto, in pratica i figli di Davos già governano il mondo.

 

Non è che ci stupiamo a trovarci il nome della Sanna Marina, la quale siamo sicuri che, a questo come a qualsiasi altro casting, ha i numeri per sbaragliare molta concorrenza.

 

Va detto che la Sanna ha già risposto in Parlamento a chi le chiedeva conto della sua partecipazione alla cupola schwabesca.

 

Il mitico deputato Ano Turtianen, già sollevatore di pesi e nemico giurato delle vaccinazioni mRNA («il vaccino COVID è genocidio» disse alla Camera), lo ha domandato direttamente lo scorso settembre.

 

 

«Questa è una rete a cui sono stati invitati influencer di tutto il mondo, e io stesso sono membro di questa rete, così come il ministro Saarikko, e capisco che anche i ministri dei governi precedenti siano coinvolti in questa rete» ribatta la Marin, che sembra soddisfatta della risposta al punto da piazzarla nel suo canale YouTube.

 

«Non sono stato attivamente coinvolta in questa rete di Young Global Leaders. Ci ho scritto un articolo, ma non sono stata a questi incontri o ad altri, perché sono semplicemente tanto impegnata in altri lavori. Si tratta quindi di un’organizzazione di questo tipo, con diversi attori politici. Fanno parte di questa rete giovani personaggi politici di diversi partiti, a quanto ho capito da diversi partiti parlamentari».

 

In pratica, niente da vedere. Circolare.

 

Tuttavia, la nostra mente vola sulle note di un remix apparso in rete qualche tempo fa: «we penetrate the cabinets» noi penetriamo il governo.

 

 

La musica è del campione del synthwave Mr. Kitty. Non sappiamo se quando Sanna Marin lascia a casa sua figlia piccola e va in discoteca balli questo tipo di musica.

 

Da un punto di vista geopolitico, ci pare invece che balli proprio la musica di Davos – nell’incoscienza del fatto che sulle pista del club NATO si ballano potenzialmente delle hit atomiche.

 

 

 

 

 

Immagine di FinnishGovernment via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0); immagine modificata con ritaglio.

 

 

 

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