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Grande Reset

Messaggio di Mons. Viganò alla manifestazione di Berna contro le misure pandemiche

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Renovatio 21 pubblica il messaggio dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò per la Manifestazione  contro le misure pandemiche nella Confederazione Elvetica di Berna del 12 Novembre 2021

 

 

 

Cari amici, molti di voi non avrebbero mai pensato che la Svizzera avrebbe alla fine seguito l’Italia ed altre nazioni nell’adeguarsi supinamente ai diktat dell’élite anche in materia di emergenza pandemica.

 

La vostra Confederazione, infatti, è già molto avanti rispetto ad altri Paesi sulla via della globalizzazione e l’impronta del Nuovo Ordine Mondiale è molto marcata nella vita delle grandi città svizzere. E come alla Svezia sono stati risparmiati i lockdown e le mascherine, avreste creduto che anche in Svizzera le misure di presunto contenimento del contagio non avrebbero adottato il fallimentare modello di cui l’Italia è invece tragico esempio.

 

Voi state manifestando contro il green pass ma accettate comunque la narrazione sulla pandemia e sui vaccini, o avete compreso che questa farsa colossale si basa su un virus prodotto in laboratorio, diffuso per creare un’emergenza pandemica che desse il pretesto per mettere sotto controllo l’umanità intera?

D’altra parte, avendo il World Economic Forum la propria sede proprio a Davos, potevate sperare che Klaus Schwab vi avrebbe evitato di sperimentare in prima persona quel che attende l’umanità intera, se solo lasciamo portare a compimento il suo delirante Great Reset (1), condiviso dall’ONU con il nome di Agenda 2030. (2)

 

Eppure, se pensate a quello che vi è stato mostrato il 1° Giugno 2016 con l’inaugurazione del traforo del San Gottardo, vi dovreste essere fatti un’idea circa i principi ispiratori di questo Nuovo Ordine. (3)

 

Voi siete qui, oggi, per protestare contro l’inasprimento di misure sanitarie e di controllo, adottate dal Governo Federale Elvetico con il pretesto della cosiddetta pandemia. Quello che si prospetta per la Svizzera, come sapete, è stato adottato in tutto o in parte anche in altre Nazioni, tra cui l’Italia e la Francia. La discriminazione per i non vaccinati è già una realtà in molti Paesi, così come il tracciamento dei cittadini tramite passaporto vaccinale, la sospensione dello stipendio per chi non si sottopone al controllo e la possibilità per le Autorità pubbliche di legiferare in deroga alle leggi ordinarie e alla stessa Costituzione. 

 

Ma lasciatemi porvi qualche domanda.

 

Voi protestate per una limitazione delle vostre libertà costituzionali, o perché vi rendete conto che queste prime misure di controllo sono solo il primo passo di un progressivo annullamento della vostra libertà individuale, assorbita da uno Stato/Medico che decide al posto vostro come curarvi, di uno Stato/Padrone che decide se e quando potete uscire di casa, lavorare, andare al ristorante, viaggiare? 

 

Voi state manifestando contro il green pass ma accettate comunque la narrazione sulla pandemia e sui vaccini, o avete compreso che questa farsa colossale si basa su un virus prodotto in laboratorio, diffuso per creare un’emergenza pandemica che desse il pretesto per mettere sotto controllo l’umanità intera? 

 

Sono loro che tra un po’ uniranno il green pass con il vostro ID digitale, con il vostro conto corrente, con la vostra posizione fiscale, retributiva, contributiva e sanitaria, e così facendo – per il «vostro bene» – potranno decidere se potete lavorare, viaggiare, andare al ristorante, comprare una bistecca o piuttosto degli insetti

Siete scesi nelle piazze perché vi dà noia dover scannerizzare il vostro QR-code per entrare in ufficio e in fabbrica, e comunque vi siete inoculati il siero genico sperimentale, o vi è ben chiara l’inefficacia di questi cosiddetti vaccini, il rischio di effetti avversi anche gravi a breve e lungo termine, e l’assenza di responsabilità per le case farmaceutiche che vi stanno usando come cavie e che se vi ammalate o morite non dovranno risarcire alcun danno né rispondere penalmente ad alcun tribunale?

 

E infine: avete deciso di protestare perché la libertà che invocate di non essere sottoposti a controllo sanitario, è quella stessa libertà in nome della quale ritenete giusto il diritto di uccidere i figli nel ventre materno, gli anziani e i malati nel letto d’ospedale? Quella stessa libertà che legittimerebbe le unioni omosessuali e la teoria gender? È questa la libertà a cui vi appellate? La libertà di offendere la Legge di Dio, di bestemmiare il Suo Nome, di violare la legge naturale che Egli ha inscritto nel cuore di ogni uomo? 

 

Perché se ciò che voi volete è solo essere liberi di fare quello che vi pare, la vostra manifestazione non ha senso: sono proprio quelli che vi parlano di parità di genere, di diritto alla «salute riproduttiva», di eutanasia, di maternità surrogata e di libertà sessuale che oggi vi tengono tutti in pugno, decidendo cosa è giusto per voi in nome del «vostro bene», della salute pubblica o della tutela del pianeta. Sono loro che tra un po’ uniranno il green pass con il vostro ID digitale, con il vostro conto corrente, con la vostra posizione fiscale, retributiva, contributiva e sanitaria, e così facendo – per il «vostro bene» – potranno decidere se potete lavorare, viaggiare, andare al ristorante, comprare una bistecca o piuttosto degli insetti. 

 

Quella libertà vi ha fatto credere di essere «liberi», mentre chi vi vuole servi obbedienti vi lascia scorrazzare allungando il guinzaglio, dandovi l’illusione di poter fare quello che volete, di avere «il diritto» di abortire, di vivere contro i precetti della Morale naturale e cristiana, di potervi comportare come se Dio non esistesse, come se non doveste mai presentarvi davanti a Lui il giorno del giudizio.

 

La libertà che dovete rivendicare è quella di non accettare supinamente la narrazione mediatica, la colossale frode di un’intera categoria asservita all’élite, impegnata nella diffusione di menzogne e nella censura della verità, pagata per assecondare il potere e reprimere il dissenso

Ma questa non è libertà: è licenza, è libertinaggio. La libertà di dannarvi l’anima, non certo quella di vivere onestamente e di meritare il paradiso. La vera libertà è invece la facoltà di agire nei limiti del Bene, ed è questa la libertà a cui dovete ambire, questa la libertà che dovete rivendicare con coraggio e con fierezza, questa la libertà che «vi farà liberi» (Gv 8, 32). 

 

La libertà di scegliere di non lasciarvi ingannare dalle promesse di chi vi prospetta un futuro migliore ecosostenibile, inclusivo, tollerante, resiliente e gender fluid, mentre vi costringe a comprare solo i prodotti che ha reso disponibili su internet, a ordinare pranzo e cena con il delivery, a farvi curare con la telemedicina, a seguire le lezioni in didattica a distanza, a non andare in ufficio con lo smart working

 

Parlo della libertà di dire di no a chi, prospettando un progresso nel mondo del lavoro e mostrandovi con entusiasmo il tempo libero di cui potrete godere con un orario ridotto, vi sta riducendo lo stipendio, eliminando le tutele sindacali, privando dei mezzi di sussistenza per mantenere una famiglia, costringendo a vivere in appartamenti sempre più piccoli, sempre più anonimi, sempre più in periferia. Dire di no a chi prima vi priva dell’autonomia di un lavoro creando disoccupazione e eliminando le specializzazioni professionali, e poi vi offre il reddito di cittadinanza con cui rendervi schiavi, ricattati da uno Stato che decide a che condizioni potete lavorare. 

 

 

La libertà che dovete rivendicare è quella di non accettare supinamente la narrazione mediatica, la colossale frode di un’intera categoria asservita all’élite, impegnata nella diffusione di menzogne e nella censura della verità, pagata per assecondare il potere e reprimere il dissenso; la libertà di pretendere che i giornalisti ritrovino la dignità dell’etica professionale, della deontologia, e non l’infamia dell’asservimento cortigiano a padroni mai sazi di potere.

 

La libertà di parola che dovreste invocare tutti voi, e soprattutto quanti tra voi hanno ruoli di responsabilità o svolgono professioni legate all’attuale emergenza – medici, paramedici, forze dell’ordine, magistrati, politici – è la libertà di svelare la corruzione, i conflitti di interesse, le connivenze, i silenzi, le complicità di un sistema che si regge sull’inganno, sulla frode, sul terrorismo psicologico e sulla manipolazione della realtà. La libertà di negare il proprio consenso ad un crimine contro l’umanità compiuto con spietata determinazione. 

 

I fautori del Great Reset sono intrinsecamente anticristiani e anticristici, perché questo «Nuovo Ordine» altro non è che il caos infernale.

Possiamo chiederci se, con la vittoria di questo referendum del 28 Novembre, qualcosa cambierà. La Costituzione elvetica privilegia la partecipazione attiva dei cittadini e darà un forte segnale al Consiglio Federale perché desista dai suoi intenti. Ma non pensate che la vostra battaglia per i diritti fondamentali si esaurisca qui: l’attacco è globale ed occorre che ciascuno sia ben consapevole della minaccia che incombe su tutti noi. 

 

Non è, questo, uno scontro nel quale possiamo vincere il comune nemico con sole forze umane: è una battaglia epocale, in cui sono in gioco i destini dell’umanità nel suo insieme e quelli di ciascuno di noi singolarmente, nel tempo e nell’eternità. Ne va della nostra stessa vita, della nostra identità, della nostra individualità. E soprattutto: i fautori del Great Reset sono intrinsecamente anticristiani e anticristici, perché questo «Nuovo Ordine» altro non è che il caos infernale. 

 

Vi è data la possibilità di decidere. Non tanto se il green pass sia illegittimo, ma se volete rinnegare definitivamente quel che rimane della vostra libertà, lasciandovi imporre l’incubo distopico di una tirannide oggi sanitaria, domani ecologica o transumana.

 

E che Dio assista e protegga i Suoi.

 

 

Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

NOTE

1) Cfr. il sito del World Economic Forum: https://www.weforum.org/great-reset/ 

2) Cfr. il sito delle Nazioni Unite: https://unric.org/it/agenda-2030/ 

3) https://www.youtube.com/watch?v=g0B28vi3u8c

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

Grande Reset

Il WEF ci sta facendo marciare verso una vita di obbedienza passiva

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

L’opinionista politica Kim Iversen, in un recente episodio di The Kim Iversen Show, ha analizzato «Benvenuto nel 2030: non possiedo niente, non ho privacy e la vita non è mai stata migliore», un articolo scritto nel 2016 dalla collaboratrice del World Economic Forum Ida Auken.

 

 

Quando l’opinionista politica Kim Iversen ha letto: «Benvenuti nel 2030: non possiedo niente, non ho privacy e la vita non è mai stata migliore» – un articolo pubblicato nel 2016 sul sito web del World Economic Forum (WEF) – ha aspettato la battuta finale, presumendo che l’articolo fosse satira.

 

Ma non c’era una battuta finale. L’autore dell’articolo era serio.

 

La Iversen ha dedicato un recente episodio di The Kim Iversen Show all’analisi dell’articolo del WEF, il cui messaggio “«on possederai nulla e sarai felice» è riemerso tra il crescente interesse per il Great Reset del WEF .

 

 

La Iversen ha evidenziato alcune delle affermazioni chiave dell’articolo, che ha definito «assurde» e «folle»:

 

  • «Non possiedo una macchina. Non possiedo una casa. Non possiedo elettrodomestici né vestiti».

 

  • «Non avrebbe più senso per noi possedere auto, perché potremmo chiamare un veicolo senza conducente o un’auto volante per viaggi più lunghi in pochi minuti».

 

  • «Nella nostra città non paghiamo l’affitto, perché qualcun altro sta usando il nostro spazio libero ogni volta che non ne abbiamo bisogno. Il mio soggiorno viene utilizzato per riunioni di lavoro quando non ci sono».

 

  • «I problemi ambientali sembrano lontani, poiché utilizziamo solo energia pulita e metodi di produzione puliti».

 

  • «Acquisti? Non riesco proprio a ricordare cosa siano. Per la maggior parte di noi, si è trasformato nella scelta delle cose da usare. A volte lo trovo divertente, ea volte voglio solo che l’algoritmo lo faccia per me. Conosce i miei gusti meglio di me ormai».

 

  • «Di tanto in tanto mi infastidisce il fatto di non avere una vera privacy. Da nessuna parte posso andare e non essere registrato. So che, da qualche parte, tutto ciò che faccio, penso e sogno è registrato. Spero solo che nessuno lo usi contro di me».

 

L’articolo, pubblicato il 10 novembre 2016, è stato scritto da Ida Auken, membro del parlamento danese (dal 2007 ad oggi) ed ex ministro danese dell’ambiente.

 

Auken ha scritto l’articolo in preparazione dell’incontro annuale dei Consigli del futuro globale del WEF che si è svolto dal 13 al 14 novembre 2016 a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

 

Il WEF all’inizio del 2017 ha nominato Auken come Young Global Leader e ha promosso il suo articolo in un tweet :

 


«Loro [i leader del WEF] non stavano scherzando», ha detto Iversen. «Questo è il futuro che hanno immaginato. Tutto passerà alla robotica, tutto sarà monitorato in nome del risparmio climatico».

 

La Iversen ha detto che sebbene storicamente si definisse un’ambientalista – «È lì che è stata la mia prima incursione in politica, nel movimento ambientalista» – ora sta «mettendo in discussione la motivazione di tutto questo».

 

«Li ho visti [leader globali del WEF] affermare che molte cose sono davvero brutte e non lo sono. Sono stati esagerati molto per usare quelle [cose] per farci paura e controllarci».

 

Secondo la Iversen, il WEF ci sta facendo «marciare verso» una vita di obbedienza passiva a un sistema centralizzato di autorità che controllano e possiedono tutto.

 

Il loro messaggio, ha detto, è «Sii solo un buon cittadino e non hai nulla di cui preoccuparti finché non parli contro il governo, quindi se segui tutte le regole… Sì, avrai  privacy… Non possiedi nulla ma sarai molto, molto felice. Devi solo fare come ti è stato detto».

 

«Grazie al cielo sempre più persone riferiscono su questo e si svegliano dicendo: “No. Non siamo d’accordo con questa agenda”».

 

 

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

 

© 22 settembre 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine di US Embassy Bern via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

 

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Alimentazione

Allucinante video di Bill Gates sulla pannocchia: la bioingegneria del Grande Reset alimentare diventa cringe

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Il magnate globale Bill Gates ha lanciato sul suo canale un allucinante video che parla di pannocchie.

 

Nel filmato il primo finanziatore dell’OMS appare con una maglietta con stampata sopra una pannocchia mentre parla con una voce distorta di bambina.

 

La musica mostra una serie di immagini montate rapidamente, come un videoclip, dove foto apparentemente ritoccate di Gates bambino si alternano a immagini di grano, campi e a scritte didascaliche sull’importanza del granturco.

 

Nel filmato il miliardario continua a cantare con la voci di bimba anche mentre addenta con avidità una gialla pannocchia.

 

Si tratta con certezza di una delle vette di quello che oggi si chiama cringe.

 

 

Il video è pensato sin dal titolo («It has the juice – and it’s at risk») per trasmettere l’idea che le coltivazioni di grano sono a rischio: di qui immagini catastrofiche di campi resi infertili, aiutano a capire le didascalie, dall’«impatto del cambiamento climatico».

 

Il filmato è stato postato nel canale YouTube ufficiale di Bill Gates, lo stesso che, come sa il lettore di Renovatio 21, aveva ospitato i suoi stranissimi e costosissimi spot all’ingegneria genetica CRISPR-CAS9, nei quali peraltro parlava proprio dei suoi investimenti per bioingegnerizzare l’agricoltura.

 

Come noto, Bill Gates nel 2020 è divenuto il primo proprietario terriero degli USA – curiosa coincidenza in un mondo dove il suo amico di Davos Klaus Schwab dice al resto dell’umanità «non avrai nulla e sarai felice».

 

Come l’immane investimento in latifondi si incastri con il resto dei suoi investimenti, dall’elettronica ai vaccini, lo spiegò in un articolo di due anni fa Robert F. Kennedy jr.

 

«Per un uomo ossessionato dal controllo monopolistico, l’occasione di dominare anche la produzione alimentare deve sembrare irresistibile» scrisse Kennedy.

 

«L’approccio tipico di Gates ai problemi globali pone la tecnologia e i suoi partner dell’industria chimica, farmaceutica e petrolifera al centro di ogni soluzione. La “strategia innovativa” di Gates per la produzione alimentare è stata quella di imporre il fallimentare sistema americano di agricoltura basata su OGM, prodotti chimici e combustibili fossili ai poveri agricoltori africani».

 

«Il numero di africani che soffrono di fame estrema è aumentato del 30 per cento nei 18 Paesi presi di mira da Gates. La povertà rurale si è metastatizzata in modo drammatico e il numero di persone che soffrono la fame in queste nazioni è salito a 131 milioni»

 

«Sotto il sistema di piantagioni di Gates, le popolazioni rurali africane sono diventate schiave sulla propria terra di una tirannica servitù di strumenti high-tech, meccanizzazione, orari rigidi, condizionalità gravose, crediti e sussidi che sono le caratteristiche distintive della “Rivoluzione Verde” di Bill Gates» accusa Kennedy jr.

 

«Gates ha imparato a ingrassare sulle crisi globali, che si tratti di pandemie, clima, carestia o estinzione di massa. Il cambiamento climatico ha fornito a Gates una scusa per creare monopoli su sementi, cibo e agricoltura (…)Nel costruire il suo impero agricolo, Gates si è ripetutamente dimostrato disposto a ignorare le voci di scienziati e agricoltori e di calpestare leggi, trattati, tradizioni, diritti civili, scienza e sensibilità».

 

«Gates rafforza la sua logica in materia di brevetti utilizzando la tecnologia CRISPR per modificare selettivamente il patrimonio genetico dei semi, apportando modifiche sufficienti per resistere alle sfide dei brevetti (…) Centralizzando le Banche dei Semi e manipolando le leggi sulla proprietà intellettuale, Gates ha lanciato una campagna di «colonialismo genetico» per depredare i contadini del mondo e gli agricoltori indigeni dei loro sudati semi e della loro conoscenza».

 

Queste considerazioni era condivise anche dall’analista geopolitico William F. Engdahl, il quale ha dettagliato in un articolo di due anni fa come la Fondazione Gates abbia operato una sorta di prova generale in Africa distruggendone di fatto l’economia alimentare.

 

Engdahl spiegò che la Gates Foundation è un azionista significativo di Monsanto, ora parte di Bayer. «La Fondazione Bill e Melinda Gates ha ereditato l’agenda dei Rockefeller dal complesso medico-industriale all’istruzione alla trasformazione dell’agricoltura».

 

L’agenda alimentare Rockefeller, è possibile leggere in un altro articolo pubblicato da Renovatio 21, è risalente…

 

«La globalizzazione della produzione alimentare mondiale e la creazione dell’agrobusiness, prima guidata dalla Fondazione Rockefeller e oggi con la Fondazione Gates che assume un ruolo più visibile, è forse il fattore più minaccioso per la salute e la mortalità mondiale, molto più di quanto qualsiasi coronavirus abbia dimostrato di esserlo» spiegava Engdahl, che dava dettagli su programmi disastrosi avvenuti in Africa i quali riguardavano esattamente il mais.

 

Come riportato da Renovatio 21, con ogni evidenza Gates sta preparando un Grande Reset alimentare.

 

«La Gates Foundation, alimentata da una “empia alleanza” tra il grande capitale, le istituzioni scientifiche e tecnologiche e gli stati, abbia stabilito un impero globale sulla vita» scrive un vecchio articolo di Children’s Health Defense.

 

Si tratta della diligente conseguenza di chi vuole il controllo – cifra principale della cibernetica – sull’umanità: si persegue il controllo dell’uomo per via biochimica tramite i canali di assunzione di sostanze dell’organismo, i medicinali (come i vaccini…) e financo gli alimenti.

 

Pensateci un secondo. Cerchiamo di ripetere il concetto.

 

Dopo aver ottenuto l’accesso al sistema sanitario mondiale – cioè a sostanze immesse nel corpo dell’umanità per via sottocutanea – Gates sta ottenendo il controllo sul sistema alimentare, cioè sulle sostanze immesse per via digerente.

 

C’è un salto di qualità: i farmaci si possono rifiutare, dei vaccini si può fare a meno. Del cibo no.

 

È il dominio biochimico sulla vita che si sta realizzando, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi.

 

Anche a suon di video talmente cringe da farceli sanguinare.

 

 

 

 

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Grande Reset

Articolo del WEF elogia il modo in cui miliardi di persone hanno rispettato le restrizioni di blocco

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Un editoriale pubblicato dal World Economic Forum loda come «miliardi» di persone abbiano rispettato le restrizioni imposte a seguito del lockdown pandemico, suggerendo che le masse dunque farebbero  lo stesso per la questione della riduzione le emissioni di carbonio.

 

L’articolo è intitolato «My Carbon: un approccio per città inclusive e sostenibili”» ed è stato scritto da Mridul Kaushik e Kunal Kumar, direttore della missione per le Smart Cities del ministero dell’Edilizia Abitativa e degli Affari urbani dell’India.

 

L’argomento del pezzo è come convincere le persone ad adottare «programmi personali di indennità di carbonio” dato che tali schemi finora sono stati in gran parte infruttuosi.

 

Gli autori osservano che i miglioramenti nella tecnologia di localizzazione e sorveglianza stanno aiutando a superare la «resistenza politica» contro tali programmi.

 

«COVID-19 è stato il test della responsabilità sociale» dichiarano, elogiando il fatto che «un numero enorme di restrizioni inimmaginabili per la salute pubblica sono state adottate da miliardi di cittadini in tutto il mondo».

 

«Ci sono stati numerosi esempi a livello globale di mantenimento del distanziamento sociale, dell’indossare mascherine, di vaccinazioni di massa e di accettazione di applicazioni di tracciamento dei contatti per la salute pubblica, che hanno dimostrato il nucleo della responsabilità sociale individuale».

 

Ci viene detto, in pratica, che il COVID è servito ottenere dalle masse il potere di tracciarle e di comandare la loro obbedienza: il tentativo, come sappiamo è riuscito, ed ora si va oltre. Non è un caso che uno degli autori dell’articolo si occupi di Smart Cities, cioè di città interconnesse, dove con il pretesto del risparmio energetico si stabilisce un controllo verticale sull’attività dei cittadini.

 

Le Smart Cities, come le smart-home – quella che chiamano anche domotica – fanno filtrare la cibernetica nello spazio della vita quotidiana, quindi, etimologicamente, il controllo, qui esteso ad ogni ambito della vita umana.

 

Un controllo ancora più capillare sarà permesso dalle «innovazioni tecnologiche della Quarta Rivoluzione Industriale: i progressi nelle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, la blockchain e la digitalizzazione possono consentire il monitoraggio delle emissioni personali di carbonio, aumentare la consapevolezza e anche fornire consigli individuali su scelte etiche e a basse emissioni di carbonio per il consumo di prodotti e servizi».

 

Gli autori pongo l’accento sulle possibilità dell’Intelligenza Artificiale: «L’Intelligenza Artificiale può anche aiutare a rafforzare i modelli di business dell’economia circolare come i modelli di prodotto come servizio, le previsioni della domanda e la gestione intelligente delle risorse combinando i dati storici e in tempo reale di prodotti e utenti».

 

Con il fine della sostenibilità, diventa quindi decisivo il tracciamento, via IA, delle azioni del cittadino.

 

«Esiste un numero significativo di programmi e applicazioni che consentono ai cittadini di contribuire alle emissioni di carbonio fornendo loro una consapevolezza approfondita sulle scelte del carbonio personale per il cibo, i trasporti, l’energia domestica e le scelte di stile di vita».

 

Tutto deve passare attraverso sensori ed Intelligenza Artificiale:

 

«Ci sono stati importanti progressi nelle tecnologie per la casa intelligente, le scelte di trasporto con implicazioni di carbonio, l’introduzione di contatori intelligenti nel fornire scelte individuali per ridurre le proprie emissioni legate all’energia, lo sviluppo di nuove app personalizzate per tenere conto delle emissioni personali e migliori scelte per le emissioni legate al cibo e ai consumi».

 

«L’Intelligenza Artificiale può anche aiutare a rafforzare i modelli di business dell’economia circolare come i modelli di prodotto come servizio, le previsioni della domanda e la gestione intelligente delle risorse combinando i dati storici e in tempo reale di prodotti e utenti».

 

La necessità di sensorizzare l’attività individuale in base all’«impronta carbonica» circola da anni al WEF, dove i partecipanti non si vergognano a parlarne.

 

Come riportato da Renovatio 21, a Davos quest’anno il presidente del gruppo cinese Alibaba, J. Michael Evans,  durante un panel  si è vantato dello sviluppo di un «tracker individuale dell’impronta di carbonio» per monitorare ciò che fai: viaggi, acquisti, cibo ogni attività «nella piattaforma».

 

 

Nello stesso evento, la manager del megagruppo finanziario semipubblico norvegese DNB ASA Kjerstin Braathen giustificava la necessità di parlare delle «carenze energetiche in arrivo»

 

 

Insomma bisogna ascoltare sempre con attenzione quello che si dice sui media del World Economic Forum di Klaus Schwab e quel che vanno in giro cinguettando i suoi adepti.

 

Perché, va riconosciuto, ci parlano oramai con estrema sincerità del piano demoniaco a cui vogliono sottoporci.

 

Non è un caso che l’articolo di cui sopra faccio uso esplicito del concetto Schwabiano di «Quarta Rivoluzione Industriale», cioè l’inferno programmato per l’umanità dallo Schwabbo, che vi ha scritto pure un libro, giustamente definito il «Necronomicon di Davos».

 

 

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