Geopolitica
L’Ungheria sequestra milioni di dollari in oro e danaro contante legati alla «mafia bellica ucraina»
Un’indagine ungherese sul riciclaggio di denaro ha portato all’arresto di diversi ucraini che trasportavano contanti e lingotti d’oro per un valore di quasi 100 milioni di dollari attraverso il Paese, in un’operazione che il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha collegato a una «mafia di guerra ucraina».
L’arresto, una mossa che Kiev ha descritto come un rapimento, è stato annunciato mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj lanciava una minaccia aperta al primo ministro ungherese Viktor Orban, che gli è valsa un raro rimprovero da parte dei suoi sostenitori a Bruxelles.
Il secondo maggiore istituto di credito ucraino, la banca statale Oschadbank, ha annunciato giovedì che due veicoli con circa nove chilogrammi di oro e circa 80 milioni di dollari ed euro, presumibilmente in viaggio verso l’Ucraina dalla banca austriaca Raiffeisen, sono stati intercettati da funzionari ungheresi.
«Solo quest’anno, più di 900 milioni di dollari, 420 milioni di euro e 146 chilogrammi di oro in lingotti sono stati trasportati attraverso il territorio ungherese verso l’Ucraina», ha dichiarato venerdì l’Amministrazione nazionale delle imposte e delle dogane ungherese (NAV).
We demand immediate answers from Kyiv regarding large cash shipments passing through Hungary that raise serious questions about a possible link to the Ukrainian war mafia.
Since January, $900 million and €420 million in cash, as well as 146 kilograms of gold, have been…
— Péter Szijjártó (@FM_Szijjarto) March 6, 2026
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Szijjarto ha poi attribuito la colpa del flusso di ingenti somme di denaro e lingotti attraverso il suo Paese alla «mafia di guerra ucraina».
La tensione è aumentata tra l’Ucraina e il suo vicino membro dell’UE a causa del desiderio di Budapest di valutare criticamente gli aiuti militari e i prestiti «infiniti» a Kiev da parte del blocco, culminando in un battibecco sul rifiuto di Kiev di spedire petrolio russo fondamentale attraverso la sua rete di oleodotti verso Ungheria e Slovacchia e sulla minaccia aperta di Zelens’kyj contro Orban.
Il portavoce del governo, Zoltan Kovacs, ha affermato che il trasferimento ucraino intercettato era supervisionato da un generale in pensione del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) e da un maggiore in pensione dell’Aeronautica Militare, suo braccio destro. Tutti e sette i detenuti saranno deportati, ha aggiunto.
Il tracciamento GPS ha localizzato i veicoli accanto all’ufficio di un’agenzia di polizia locale, che i media ucraini hanno identificato come il Centro Ungherese Antiterrorismo (TEK). L’Amministrazione Nazionale delle Imposte e delle Dogane ungherese (NAV) ha dichiarato venerdì che l’arresto faceva parte di un’indagine congiunta con il TEK volta a individuare un importante canale di riciclaggio di denaro.
Da novembre, Kiev è scossa da una serie di scandali di corruzione che hanno coinvolto collaboratori di lunga data dello Zelens’kyj.
I funzionari ungheresi hanno smentito le affermazioni del Ministro degli Esteri ucraino Andrey Sibiga secondo cui Budapest non avrebbe fornito spiegazioni, affermando che i servizi consolari di Kiev erano stati immediatamente informati. Sibiga ha chiesto l’intervento dell’UE, descrivendo l’incidente come «un’Ungheria che prende ostaggi e ruba denaro».
Il premier magiaro, che accusa Zelensky di aver tentato di innescare una crisi del carburante in vista delle elezioni parlamentari del mese prossimo, ha avvertito che potrebbe ricorrere alla forza per opporsi al rifiuto di Kiev di riprendere il transito del petrolio russo. Ha già sospeso la fornitura di gasolio all’Ucraina e bloccato un prestito UE da 90 miliardi di euro per finanziare il governo Zelens’kyj.
Lo Zelens’kyj ha risposto con una minaccia personale, affermando che se Orban non si fosse tirato indietro, i militari ucraini avrebbero ricevuto il suo indirizzo e «gli avrebbero parlato nella loro lingua». Da allora Bruxelles ha condannato lo sfogo di Zelens’kyj.
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Immagine di IAEA Imagebank via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY 2.0
Geopolitica
Netanyahu vuole portare Erdogan alla Corte Penale Internazionale
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Geopolitica
La Russia colpisce data center e siti logistici in Ucraina. Bombardata anche Vodafone
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’esercito russo ha preso di mira i data center degli operatori di telefonia mobile, oltre a numerosi magazzini e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina.
Domenica il ministero ha aggiornato l’ultima serie di attacchi a lungo raggio, elencando gli obiettivi. Nella regione di Kiev è stato colpito un grande magazzino del gruppo Zammler, usato per stoccare e distribuire gli aiuti militari occidentali destinati all’Ucraina.
Filmati online mostrano una colonna di fumo nero dal centro logistico nel villaggio di Krasilovka. Il magazzino avrebbe subito danni consistenti e gli impatti avrebbero innescato un incendio durato diverse ore.
Местни медии разпространяват кадри от удар по Киев през изминалата нощ.
Според кмета Кличко е ударен склад, което е предизвикало пожар.
Руското министерство на отбраната съобщава,
че руските сили са нанесли удар по център за данни на Vodafone в Киев – един от големите… pic.twitter.com/qzRYtJwZTW— Стамен Тошков (@StamenToskov) September 27, 2026
🇷🇺🇺🇦⚡️ — Le conseguenze di un attacco contro un centro logistico appartenente alla società di trasporti Zammler Group nell’oblast di Kiev. pic.twitter.com/yTlMOcrjjJ
— Erny110393 🇮🇹🇷🇺 (@erny110393) September 28, 2026
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Gli attacchi hanno colpito anche un data center a Kiev di Vodafone Ucraina. Il ministero ha descritto il principale fornitore come una delle «maggiori aziende che forniscono servizi di comunicazione mobile e internet ad alta velocità» all’esercito ucraino. Più tardi, nello stesso giorno, sono stati colpiti anche i data center del provider Omega Telecom e dell’operatore Kievstar.
Di recente Mosca ha concentrato l’attenzione sui data center ucraini: diversi fornitori di internet e telefonia hanno segnalato danni e problemi di connettività.
Les forces armées russes 🇷🇺 ont frappé un centre de traitement de données de l’entreprise britannique 🇬🇧 Vodafone.
Elle fournit des services de téléphonie mobile et d’internet aux forces armées 🇺🇦
Vodafone est l’un des plus grands opérateurs de téléphonie mobile au monde. pic.twitter.com/ER2MSN7Bs8
— Benoit Martin (@benoitm_mtl) September 27, 2026
Russia continues to strike Ukrainian internet providers. And really, what do Ukrainian Nazis need the internet for? 😂
In Kiev, a strike hit the office of the mobile operator Vodafone in the Lukyanivka district. pic.twitter.com/UnErf050cY
— Victor vicktop55 commentary (@vick55top) September 27, 2026
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Secondo il ministero, due magazzini usati per lo stoccaggio di droni d’attacco sono stati colpiti nell’oblast’di Nikolaev, e un altro deposito per droni intercettori a Odessa. In precedenza il produttore ucraino Pegasus Arms aveva sospeso le attività, sostenendo che lo stabilimento era stato gravemente danneggiato dai raid russi all’inizio di questa settimana. L’azienda aveva già interrotto le operazioni a fine anno scorso per gli attacchi, per poi riprenderle dopo il trasferimento della produzione.
La città portuale di Kiliya, sul Danubio, è stata colpita duramente nell’ultima ondata. Secondo il ministero sono stati presi di mira siti infrastrutturali portuali, una base navale, un posto di guardia di frontiera e quattro magazzini di equipaggiamento militare. Inoltre l’esercito ha colpito due navi da carico al largo di Odessa, ritenute usate per il trasporto di materiale militare e merci a duplice uso per le forze ucraine.
Nelle ultime settimane sia Kiev sia Mosca hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio dopo che l’Ucraina ha lanciato la sua «campagna di pressione» durante l’estate. La Russia ha risposto ampliando in modo marcato il raggio d’azione dei raid in tutto il Paese, paralizzando di fatto il traffico marittimo ucraino nei porti del Mar Nero e causando gravi interruzioni alla logistica in altre zone.
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Immagine screenshot da Twitter
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USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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