Connettiti con Renovato 21

Vaccini

Lula lancia la campagna per la vaccinazione totale della popolazione del Brasile

Pubblicato

il

Ignacio Lula Da Silva, il controverso presidente criminale condannato del Brasile, uscito da elezioni contestate come illegittime da una parte consistente della popolazione , ha lanciato una campagna per la vaccinazione totale del popolo brasiliano – nel 2023, a più di tre anni dallo scoppio della pandemia COVID-19.

 

Lula, membro del World Economic Forum di Davos, ha di recente dichiarato in maniera pubblica di aver fatto la sua quinta dose di vaccino.

 

«Il vaccino è una garanzia di vita. Ecco perché oggi ho preso il mio quinto vaccino. E se c’è il sesto, prendo il sesto. Se c’è il settimo, prendo il settimo».

 

Nel video che circola in rete il Lula si scaglia contro i «negazionisti».

 

«Voglio fare un appello a ogni madre, nonna, nonno, padre, adolescente, bambino che sta qui: non credete al negazionismo, non credete alle sciocchezze che si dicono contro il vaccino».

 

 

«Potrebbe non piacervi, potreste non volere fare il vaccino, ma avete l’obbligo di amare vostro figlio, vostro figlia, vostra madre, vostro padre, ed è importante per noi assicurare che la gente faccia il vaccino per prevenire ancora più grandi tragedie delle nostre vite» dice l’ex carcerato ora a capo del Paese.

 

«Per l’amore di Dio, non siate irresponsabili, se c’è un vaccino disponibile, andate a farvi vaccinare. Perché il vaccino è l’unica garanzia che avete di non morire a causa della mancanza di responsabilità» ha detto il Lula, diffondendo di fatto fake news: da nessuna parte è detto che il vaccino dà certezza di prevenire la morte, e anzi potrebbero considerarsi i casi dei vaccinati poi morti comunque di COVID – oltre che le statistiche per cui chi non è vaccinato si infetta di più.

 

Con il tasso mediano ufficiale di mortalità per infezione COVID allo 0,23% (anche meno se si tiene conto dei decessi falsi positivi), il contagio non è un problema mortale per almeno il 99,8% del pubblico: questo è oramai risaputo, ed accettato da una larga porzione dell’opinione pubblica. E quindi cosa sta dicendo Lula? Chi vuole ingannare?

 

Forse la questione non è solo la vaccinazione in sé, ma la capacità di sottomettere le masse agli imperativi delle centrali mondialiste, di cui Lula è associato.

 

«Il vaccino è garanzia di vita» continua l’allucinante discorso del successore di Bolsonaro. «E se ce n’è un sesto, prenderò il sesto. E se c’è un settimo, prenderò il settimo» dice Lula, mentre a fianco gli ballonzola un pupazzo gigante.

 

È impossibile non vedere come Lula di fatto stia già spingendo la cornice sanitaria per cui il vaccino verrà fatto ciclicamente, forse una volta l’anno – come il cambio di un telefonino, aveva detto oscuramente il CEO di Moderna Stephane Bancel.

 

La stranezza di questa nuova campagna consiste nel fatto che la percentuale di vaccinati fra i carioca è comunque piuttosto alta: parliamo di una cifra intorno all’80%. Ciò fa pensare che l’iniziativa di Lula sia quella di portare il restante 20% alla siringa, così da arrivare al 100% dei sierati, cioè la vaccinazione totale della popolazione.

 

Lula è risaputamente uno dei soci del World Economic Forum e di Klaus Schwab, un consesso che il leader laburista frequenta da almeno 20 anni. Il gruppo estremista di Davos gli ha assegnato un «Global Statesman Award» nel 2010. Ricordiamo come il WEF abbia affermato in varie occasioni che «vaccinare il mondo intero» sia un obbiettivo da perseguire.

 

Il membro del WEF Lula è stato condannato per corruzione nel 2018 nell’ambito della mega-inchiesta chiamata Lava-jato, e avrebbe dovuto scontare una pena di 12 anni. Tuttavia la Corte Suprema brasiliana – oggetto degli strali di Bolsonaro per le sue interferenze, nonché ente che aveva dichiarato la liceità dell’obbligo vaccinale – ha annullato la pena detentiva meno di due anni dopo. È stata quindi messa in atto una campagna coordinata sui media aziendali progettata per ripulire l’immagine di Silva in modo che potesse candidarsi ancora una volta alla presidenza. Silva ha rivendicato la vittoria alle elezioni del 2022, anche se almeno la metà del Brasile sostiene che le elezioni siano state truccate.

 

Sin dalla sua dubbia elezione, il Lula da Silva ha fatto della vaccinazione dell’intero Brasile la sua missione, utilizzando misure come limitare l’accesso ai sussidi sociali a chiunque non si sia sottoposto al booster e ai genitori che si rifiutano di vaccinare i propri figli.

 

Siamo agli antipodi rispetto a Bolsonaro, un presidente non vaccinato («non fare il vaccino è un mio diritto»), che tre anni fa attaccava direttamente la Pfizer e si chiedeva chi si sarebbe preso la responsabilità nel caso il farmaco mRNA non sperimentato in terza fase prendesse a trasformare le persone in jacaré, una specie di caimani tipici delle amazzoni.

 

 

Non è noto se alcuni sierati si siano trasformati in rettili acquatici amazzonici, tuttavia riguardo a reazioni avverse, e al singolare aumento della mortalità, abbiamo sentito qualcosa.

 

Dopo aver inizialmente ceduto alle lusinghe di Pechino, Bolsonaro aveva bloccato i vaccini cinesi, che nel 2020 si erano diffusi in tutto il Sud America suscitando poi polemiche per la supposta scarsa efficacia. Un anno fa aveva poi detto di aver intenzione di fare i nomi dei funzionari che avevano approvato i vaccini per i bambini.

 

Sul tema aveva poi affrontato direttamente il segretario OMS Tedros al G20 di Roma, dicendogli in faccia che «la gente muore dopo la seconda dose». Pochi mesi prima, Bolsonaro aveva minacciato di ritirare il Brasile dall’OMS.

 

All’Assemblea generale ONU di un anno fa, Bolsonaro accusò chi aveva ordito la follia pandemica dei lockdown: «la storia e la scienza riterranno tutti responsabili». Poco prima aveva dovuto mangiare una pizza al trancio in strada in quanto, da non vaccinato, non poteva entrare nei ristoranti di Nuova York.

 

La differenza tra Lula e Bolsonaro, insomma, non potrebbe essere più lampante. Ricordiamolo: a Bolsonaro hanno fatto perdere le elezioni. Forse anche perché deve partire un programma di sierizzazione terminale su tutto il popolo, un qualcosa che in Brasile non è una novità.

 

Come ricordato da Renovatio 21, l’allora capitale Rio de Janeiro nel 1904 fu teatro della cosiddetta Revolta da vacina, una rivolta ingeneratasi quando sanitari e gendarmi iniziarono a passare casa per casa per vaccinare la popolazione. Il moto che ne seguì, a cui si unirono anche cadetti militari e altre forze più o meno sincere, arrivò a minacciare lo stesso governo: dall’obbligo vaccinale poteva arrivare, insomma, un golpe.

 

All’epoca si disse che furono le favelas le prime realtà a rivoltarsi contro il vaccino governativo, oggi si dice invece che le favelas abbiano votato Lula. La classe media, che ha protestato ogni giorno per settimane per contestare la supposta frode elettorale, è quella che oggi si oppone più che mai al vaccino: ma tranquilli, a quella ora si può sparare addosso, si può picchiarla si può congelarne i conti correnti, si può piazzarla in campi di concentramento.

 

Due anni fa, quando il governatore di San Paolo proclamò l’obbligo vaccinale, masse di brasiliani andarono in piazza a urlare «non siamo cavie».

 

In verità è lo stesso territorio brasiliano a essere divenuto cavia, oltre che dei vaccini, di un’altra catastrofe genetica, ossia l’introduzione di zanzare geneticamente modificate per autoestinguersi, ma che invece si sono riprodotte in creature dotate di «vigore ibrido»: cioè, la bioingegneria genetica sugli insetti in libera circolazione per farli sparire ha prodotto in realtà «superzanzare».

 

Quali altre mostruosità della tecnocrazia mondialiste devono essere inflitte al Brasile e all’umanità?

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

 

Continua a leggere

Vaccini

I dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Il ricercatore in materia di mortalità Denis Rancourt, Ph.D., ha dichiarato martedì ai legislatori canadesi che i dati ufficiali sulla mortalità provenienti da Canada e Stati Uniti mostrano un netto aumento dei decessi tra neonati e bambini in seguito alla somministrazione dei vaccini contro il COVID-19. Rancourt ha inoltre individuato oltre 4.000 decessi in eccesso per cancro tra gli americani di età compresa tra i 5 e i 44 anni durante il periodo di studio.

 

Il ricercatore Denis Rancourt, Ph.D., esperto di mortalità in eccesso, ha dichiarato martedì ai legislatori canadesi che le statistiche nazionali sulla mortalità mostrano «segnali di sicurezza allarmanti» in seguito alla somministrazione dei vaccini contro il COVID-19, tra cui un aumento dei decessi tra neonati e bambini e un incremento dei casi di tumori a rapida progressione.

 

Testimoniando dinanzi alla Commissione d’inchiesta Allison del Canada, Rancourt ha inoltre sostenuto che gli interventi governativi attuati durante la pandemia di COVID-19, tra cui i lockdown, l’isolamento degli anziani, la chiusura delle attività commerciali e il ritiro dei programmi di sostegno statale, hanno contribuito all’eccesso di mortalità durante la pandemia.

 

Rancourt ha basato le sue argomentazioni sull’analisi dei dati ufficiali sulla mortalità forniti da Statistics Canada e, negli Stati Uniti, dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Ha descritto come i vaccini contro il COVID-19 abbiano danneggiato direttamente i singoli individui e come specifiche politiche adottate durante la pandemia abbiano causato danni più ampi alla società.

 

La sua presentazione è avvenuta il giorno di apertura dell’inchiesta Allison, un’udienza di quattro giorni presieduta dal membro del Parlamento canadese Dean Allison. L’inchiesta ha raccolto le testimonianze di 50 canadesi danneggiati dai vaccini contro il COVID-19, insieme alle testimonianze di medici, scienziati e altri testimoni.

Sostieni Renovatio 21

Solo negli Stati Uniti si registrano 4.000 decessi infantili in eccesso.

Prima della pandemia, negli Stati Uniti la mortalità infantile era in calo. Secondo i dati di Rancourt, questa tendenza si è invertita durante la pandemia, ma solo nel 2022, nove mesi dopo che la vaccinazione contro il COVID-19 era stata raccomandata per le donne in gravidanza.

 

Secondo le stime di Rancourt, tale variazione ha comportato circa 4.000 decessi infantili in eccesso negli Stati Uniti tra il 2022 e il 2024.

 

Ha presentato un caso simile per il Canada, sebbene i numeri assoluti fossero molto più bassi a causa della popolazione più ridotta. Dopo che il Canada ha pubblicato le sue linee guida sui vaccini per le donne in gravidanza il 28 maggio 2021, ha affermato che la mortalità infantile è aumentata, con un incremento marcato nove mesi dopo le raccomandazioni.

 

Ha stimato che in quel periodo in Canada si siano verificati 200 decessi infantili in eccesso, di cui 10 correlati alla gravidanza.

 

I dati mostrano oltre 2.000 decessi in eccesso tra i bambini di età compresa tra 1 e 4 anni negli Stati Uniti

Rancourt ha individuato oltre 2.000 decessi in eccesso tra i bambini di età compresa tra 1 e 4 anni negli Stati Uniti tra il 2021 e il 2024.

 

Ha attribuito l’aumento iniziale del 2021 in parte all’improvviso ritiro degli aiuti finanziari federali in alcuni Stati.

 

Rancourt ha affermato che l’aumento maggiore ha coinciso con l’autorizzazione, avvenuta il 17 giugno 2022, dei vaccini contro il COVID-19 per i bambini piccoli. Il picco dei decessi in eccesso si è registrato proprio in concomitanza con la campagna di vaccinazione.

 

I dati canadesi sulla mortalità hanno mostrato un andamento simile per fasce d’età. Rancourt ha condiviso le tendenze di mortalità per i bambini canadesi di età compresa tra 1 e 4 anni, tra 5 e 9 anni e tra 10 e 14 anni, evidenziando come ciascun gruppo abbia registrato un aumento significativo durante l’anno in cui i vaccini contro il COVID-19 sono diventati disponibili per quella specifica fascia d’età.

 

I picchi di mortalità in eccesso sono stati «molto improvvisi», ha affermato. Ha sottolineato che tali incrementi non si erano verificati durante i primi due anni della pandemia.

 

«Non appena si sono vaccinate queste fasce d’età, e non prima, non durante il COVID, non nei primi due anni della pandemia. Ma quando si è iniziato a vaccinarle, ecco il segnale che si osserva nei dati sulla mortalità», ha affermato Rancourt. «È assolutamente sorprendente».

 

Ha stimato 410 decessi in eccesso tra i bambini canadesi di età compresa tra 1 e 14 anni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Tumori turbo» e decessi in eccesso per cancro

Rancourt ha affermato che i tumori a rapida progressione, anche chiamati «tumori turbo», non sono un fenomeno nuovo. La letteratura scientifica sulla «malattia iperprogressiva» (HPD) ha segnalato tali tumori in alcuni pazienti sottoposti a immunoterapia a partire dal 2015, anno in cui sono diventati disponibili i nuovi trattamenti.

 

Tuttavia, secondo Rancourt, i dati sulla mortalità in eccesso mostrano ora segnali di un aumento insolitamente aggressivo della mortalità per cancro in seguito alla diffusione dei vaccini.

 

Rancourt ha identificato oltre 4.000 decessi in eccesso per cancro tra gli americani di età compresa tra 5 e 44 anni durante il periodo di studio. Si stima che 960 di questi si siano verificati tra i giovani di età compresa tra 5 e 24 anni. Ha evidenziato un forte aumento dei decessi per tumori delle ossa lunghe e degli arti.

 

Rancourt ha definito l’aumento «sicuramente un segnale di allarme». Ha inoltre stimato che 240 decessi in eccesso tra gli americani di età compresa tra 25 e 44 anni fossero dovuti a tumori primari multipli, ovvero tumori primari distinti che si sviluppavano in organi diversi, anziché a un singolo tumore che metastatizzava in altre parti del corpo.

 

Circa 1.500 decessi in eccesso dovuti a questi tumori si sono verificati in persone di età pari o superiore a 75 anni. Ha affermato che il suo gruppo di ricerca ha osservato segnali simili in Canada, ma i ricercatori stanno ancora analizzando quei dati.

 

Non si tratta solo dei vaccini: anche le politiche adottate durante la pandemia sono collegate a un eccesso di decessi

La seconda parte della presentazione di Rancourt si è concentrata su una tesi sviluppata dal suo gruppo di ricerca nel corso di diversi anni di analisi della mortalità in eccesso: ovvero che le politiche governative adottate in risposta al COVID-19 hanno causato tale eccesso di mortalità.

 

Ad esempio, il suo team di ricerca ha esaminato più di 80 variabili socioeconomiche specifiche per provincia in Canada per determinare quali fossero collegate all’eccesso di mortalità.

 

Hanno scoperto che la mortalità in eccesso era fortemente correlata al PIL pro capite. «Maggiore è la ricchezza generata nella provincia, maggiore è il numero di morti in eccesso», ha affermato.

 

Ipotizzò che, quando l’economia si bloccava nelle province con economie fiorenti, ciò avesse effetti devastanti sui lavoratori e sulle loro famiglie.

Iscriviti al canale Telegram

Le politiche pensate per proteggere gli anziani hanno contribuito alla loro morte.

Rancourt ha confrontato la mortalità in eccesso settimanale con un indice dell’Università di Oxford che misura l’intensità delle misure volte a proteggere gli anziani, comprese le politiche di isolamento e di lockdown.

 

Secondo Rancourt, l’inasprimento di tali misure ha coinciso con picchi di mortalità elevati, seguiti poi da periodi di mortalità insolitamente bassa.

 

«E questo perché, durante il primo picco, sono morte così tante persone che nelle settimane successive ci sono meno persone di quella fascia d’età che possono morire», ha spiegato. «Questo fenomeno è chiamato effetto legna secca».

 

Egli interpretò questo schema come la prova che le misure volte a proteggere gli anziani canadesi avevano invece contribuito alla loro morte.

 

Durante il dibattito successivo alla sua presentazione, a Rancourt è stato chiesto se ciò significasse che gli anziani non avrebbero dovuto essere isolati e confinati.

«Assolutamente», rispose.

 

Rancourt ha affermato che l’isolamento sociale e lo stress grave possono avere profondi effetti fisiologici, in particolare tra le popolazioni vulnerabili.

 

«Se non si fosse cercato di salvare gli anziani isolandoli e rinchiudendoli», ha affermato, «il tasso di mortalità sarebbe stato diverso».

 

«Dovete sapere che l’isolamento uccide», ha detto. «Questo è inequivocabile».

Aiuta Renovatio 21

Anche la riduzione del sostegno finanziario è risultata correlata a un aumento dei decessi.

Secondo Rancourt, un altro segnale di mortalità è emerso quando i governi hanno ritirato gli aiuti finanziari erogati durante la pandemia.

 

Inizialmente, Canada e Stati Uniti hanno fornito un enorme sostegno finanziario a lavoratori e famiglie dopo che i governi avevano bloccato ampie porzioni dell’economia.

 

Secondo Rancourt, questi programmi si sono rivelati così efficaci che la povertà è effettivamente diminuita in Canada tra il 2020 e il 2021, periodo in cui sono stati erogati oltre 1.000 miliardi di dollari.

 

Ma, stando ai dati da lui presentati, la mortalità è aumentata in seguito alle drastiche riduzioni degli aiuti finanziari.

 

«È peggio se dai dei soldi, se dai un sostegno e poi lo interrompi, è peggio che se non l’avessi mai dato», ha detto Rancourt.

 

Secondo Rancourt, non vi sono prove di una pandemia virale.

Rancourt ha affermato che la ricerca sulla mortalità per tutte le cause condotta dal suo team in Nord America e in Europa non ha mostrato il modello di mortalità che ci si aspetterebbe se un virus respiratorio in diffusione fosse la causa principale dell’eccesso di mortalità.

 

«Abbiamo scoperto che non c’è stata alcuna diffusione virale che abbia causato decessi», ha affermato.

 

Rancourt ha descritto la diffusione della mortalità come «geostatica», piuttosto che «geotemporale», intendendo che a volte la mortalità sembrava raggiungere il picco in una determinata area geografica senza diffondersi nelle regioni limitrofe.

 

A titolo di esempio, ha citato le notevoli differenze tra l’area intorno a Milano, nel Nord Italia, che ha registrato un massiccio aumento della mortalità precoce, e Roma, dove non si è verificato alcun evento paragonabile.

 

Entrambe le città presentavano caratteristiche demografiche simili e tipologie di esposizione analoghe, tramite aeroporti internazionali e altre reti di trasporto, ma esiti molto diversi.

 

Se si fosse trattato di una malattia virale, avrebbero dovuto osservare una diffusione simile e tassi di mortalità analoghi.

 

«Sistemi identici, tipologie di società identiche, altrettante aree urbane povere e ad alta densità», ha affermato.

 

Rancourt ha affermato che i modelli geografici erano “incoerenti con la teoria accettata su come un virus si diffonde” attraverso la trasmissione respiratoria da persona a persona.

Sostieni Renovatio 21

Sono state le «aggressioni »a causare l’eccesso di mortalità, non un virus

Rancourt ha concluso la sua presentazione dicendo ai membri dell’inchiesta che la sua ricerca lo aveva portato a concludere che le politiche governative e i vaccini tossici erano da biasimare per l’eccesso di decessi durante il periodo del COVID-19.

 

«La storia ricorderà che il periodo del COVID è stato, di fatto, un massiccio e inutile attacco multiforme contro le persone, che ha sfruttato la paura e causato danni, lesioni e morti, soprattutto tra i più vulnerabili. Tutti i governi sotto l’egemonia e l’influenza mediatica degli Stati Uniti hanno collaborato o imitato. Il Canada non ha fatto eccezione» ha detto.

 

«I vaccini sono tossici e hanno causato molti decessi e lesioni, come dimostrano chiaramente le solide statistiche nazionali».

 

Ha elencato blocchi economici, paura, obblighi, isolamento, interventi medici e vaccinazioni tra gli «attacchi» che, a suo avviso, in base ai dati analizzati, hanno causato l’eccesso di mortalità, tra cui blocchi economici, paura, obblighi, isolamento, interventi medici e vaccinazioni.

 

Rancourt ha indicato la vaccinazione contro il COVID-19 come la misura più devastante. A differenza di altre misure pandemiche, ha comportato la somministrazione di un prodotto farmaceutico direttamente a un gran numero di persone sane e vulnerabili, tra cui anziani, donne in gravidanza e bambini.

 

Rancourt ha ammesso che i dati sulla mortalità in eccesso non possono, da soli, dimostrare in modo definitivo le cause dei singoli decessi. Ha sostenuto, tuttavia, che l’incertezza sulla causalità non dovrebbe essere un motivo per ignorare segnali anomali a livello di popolazione.

 

«La scienza non potrà mai dimostrare la causalità», ha affermato Rancourt. Ma la corruzione istituzionale può «sempre minimizzare e invalidare i segnali di pericolo evidenti e le difficoltà personali».

 

Secondo lui, gli schemi da lui presentati avrebbero dovuto innescare un’indagine e portare a cambiamenti nelle politiche governative.

 

«Questi sono i segnali che vi ho mostrato oggi», ha detto Rancourt. «Essi dovevano essere riconosciuti immediatamente e utilizzati per cambiare il comportamento del governo e delle istituzioni mediche».

 

«E non lo era».

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 9 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

 

Continua a leggere

Vaccini

Nuovo consigliere di RFK Jr. incaricato di indagare su 2.500 decessi tra i militari causati dal vaccino anti-COVID.

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   La dottoressa Theresa Long, medico militare di lunga data specializzata in medicina aerospaziale, è stata nominata consulente medico militare senior del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., secondo una deposizione del 14 agosto ottenuta da Politico. La dottoressa Long sta indagando se i vaccini contro il COVID-19 abbiano causato la morte di oltre 2.500 militari statunitensi.   Un medico militare sta indagando per accertare se i vaccini contro il COVID-19 abbiano causato la morte di oltre 2.500 militari statunitensi, secondo quanto riportato giovedì da Politico.   La dottoressa Theresa Long, medico militare di lunga data specializzata in medicina aerospaziale, è stata nominata consulente medico militare senior del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., secondo una deposizione del 14 agosto ottenuta da Politico.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) e il Dipartimento della Difesa (DOD) stanno supportando l’indagine.   La deposizione di Long ha rivelato che sta collaborando con Kennedy e il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth per indagare su 2.544 decessi segnalati al Vaccine Adverse Event Reporting System ( VAERS ). Tali decessi rimangono non verificati.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Durante la pandemia di COVID-19, i membri delle forze armate sono stati soggetti all’obbligo vaccinale imposto dall’amministrazione Biden. Un anno dopo, il Congresso ha approvato il National Defense Authorization Act del 2023, che imponeva alle forze armate di revocare tale obbligo. L’obbligo è stato revocato nel gennaio 2023.   Long è stata interrogata nell’ambito di una causa intentata dall’ex medico della CIA, la dottoressa Terry Adirim, contro l’agenzia per il suo licenziamento. L’agenzia ha licenziato Adirim dopo che era stata presa di mira dall’influencer di estrema destra Ivan Raiklin, che l’aveva accusata di essere l’«artefice» dell’obbligo vaccinale contro il COVID-19 imposto dal Pentagono.   Long, che ha testimoniato a sostegno di Raiklin, ha affermato di essere a conoscenza di 28 persone decedute a causa del vaccino contro il COVID-19. Ha aggiunto di sperare di concludere la sua indagine «entro un anno».   Thomas Rempfer, colonnello in pensione dell’aeronautica militare statunitense e consulente della sezione militare di Children’s Health Defense (CHD), si è detto «grato» che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) e il Dipartimento della Difesa (DOD) «stiano invertendo le inversioni di responsabilità dell’era COVID nominando la dottoressa Long a questo incarico cruciale».   Rempfer ha affermato che l’indagine può contribuire a «ristabilire la fiducia nelle istituzioni militari e nel governo» e «servirà da barriera contro future imposizioni illegali di prodotti medici non approvati».   JM Phelps, collaboratore di Gateway Pundit e American Family News, si è occupato a lungo dell’obbligo vaccinale per i militari. Ha affermato che l’indagine segna una rottura con la precedente amministrazione, «che ci ha mentito ripetutamente sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino».

Sostieni Renovatio 21

L’esercito e l’amministrazione Biden hanno nascosto i danni causati dal vaccino COVID?

Nella sua deposizione, Long ha fatto riferimento a studi condotti da agenzie sanitarie federali e dall’esercito, che esaminavano un possibile legame tra i vaccini contro il COVID-19 e patologie cardiache, tra cui miocardite e pericardite.   Uno studio del 2024 della Food and Drug Administration statunitense ha esaminato circa 300 persone che avevano sviluppato miocardite dopo aver ricevuto i vaccini anti-COVID-19 a mRNA di Pfizer-BioNTech o Moderna. Lo studio ha rilevato che alcuni, ma non tutti, i soggetti colpiti sono migliorati nel tempo.   All’inizio di quest’anno, il Pentagono ha pubblicato un rapporto che valutava lo stato di salute dei militari in servizio attivo dopo la vaccinazione contro il COVID-19. Il rapporto ha rilevato che i casi di miocardite e pericardite sono aumentati «nel breve termine dopo la vaccinazione», ma non si sono mantenuti «per un periodo di un anno».   Il rapporto non ha menzionato alcun decesso correlato ai vaccini.   Secondo Long, le conclusioni del rapporto del Pentagono sono discutibili. Nella sua deposizione del mese scorso, ha affermato che il Defense Medical Epidemiology Database (DMED), un database medico militare, ha mostrato un forte aumento delle patologie tra i militari nel 2021, il primo anno in cui i vaccini contro il COVID-19 erano ampiamente disponibili.   Il Dipartimento della Difesa ha attribuito l’aumento a un errore di calcolo, ma Long ha dichiarato nella sua deposizione di essere scettica riguardo all’affermazione del Dipartimento della Difesa.   Pam Long, ex direttrice della sezione militare di CHD, ha affermato che le forze armate «dispongono di sistemi di sorveglianza sanitaria attivi» che confermerebbero l’eventuale aumento di problemi di salute tra i militari dopo la somministrazione dei vaccini contro il COVID-19.   Secondo quanto affermato da Pam Long, questi sistemi «probabilmente mostrerebbero un numero maggiore di decessi e lesioni da vaccino rispetto al VAERS». Tuttavia, i sistemi di sorveglianza militari «non sono progettati per valutare la sicurezza e l’efficacia dei vaccini» e «non identificheranno lesioni e decessi da vaccino».   Phelps ha affermato che la precedente amministrazione potrebbe aver tentato di insabbiare le condizioni di salute inizialmente individuate nel DMED.   «In una lettera del senatore Ron Johnson (repubblicano del Wisconsin) indirizzata all’ex segretario alla Difesa Lloyd Austin nel maggio 2023, si faceva notare che “un informatore ha scaricato i dati del DMED oltre un anno dopo che il Dipartimento della Difesa aveva ammesso che il DMED era stato corrotto e che in seguito era stato apparentemente riparato”», ha affermato Phelps.   Secondo quanto riferito da Phelps, l’informatore ha riscontrato «un notevole aumento di diverse diagnosi mediche gravi» nel database, anche dopo che il Dipartimento della Difesa lo aveva presumibilmente corretto.   Il Dipartimento della Difesa ha indirizzato The Defender al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) per un commento. Né l’HHS né la dottoressa Theresa Long hanno risposto alle richieste di commento entro la scadenza.

Aiuta Renovatio 21

I militari congedati per aver rifiutato il vaccino contro il COVID continuano ad affrontare ostacoli.

Il Dipartimento della Difesa (DOD) ha dichiarato a Politico in un comunicato di non avere «nulla da annunciare al momento». Il DOD ha fatto riferimento a una dichiarazione di maggio che annunciava la creazione della task force per il reintegro e la riconciliazione in relazione al COVID-19, con l’obiettivo di aiutare i militari congedati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale contro il COVID-19 a presentare domanda di reintegro.   «Il Dipartimento continua a porre rimedio agli errori del passato e a ripristinare la fiducia e l’onore delle nostre forze armate», ha dichiarato il Dipartimento della Difesa nel suo comunicato di maggio.   Secondo un documento del Dipartimento della Difesa del dicembre 2022, al 30 novembre 2022, 8.123 militari erano stati congedati per essersi rifiutati di vaccinarsi contro il COVID-19.   Nel gennaio 2025, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per il reintegro dei militari congedati per non essersi vaccinati contro il COVID-19.   Ma gli esperti militari affermano che la maggior parte dei militari congedati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale, o che hanno subito gravi effetti collaterali correlati alla vaccinazione e hanno dovuto affrontare conseguenze dopo aver segnalato i danni, sono ancora in attesa di giustizia.   «Ad oggi, solo 150 militari su 100.000 che hanno lasciato le forze armate (per congedo forzato o separazione involontaria) durante la pandemia a causa di un mandato illegittimo di autorizzazione all’uso di emergenza del vaccino COVID sono stati reintegrati», ha affermato Pam Long.   Faye Link, moglie del cappellano militare in pensione James Link, ha dichiarato al The Defender che suo marito era «in buona salute prima del vaccino», ma ora «soffre di bradicardiatachicardia e grave fibrillazione atriale, che hanno reso necessario l’impianto di un pacemaker e l’ablazione cardiaca». Soffre anche di ipertensione e broncopneumopatia cronica ostruttiva.   Sebbene un medico della Duke University avesse collegato queste condizioni alla vaccinazione anti-COVID-19 di James Link, i militari non erano d’accordo.   «L’esercito ha incolpato mio marito, affermando che avesse problemi di salute preesistenti e che avesse mentito durante la visita medica periodica prima della partenza, il che era assolutamente falso. L’esercito non voleva assumersi alcuna responsabilità per il vaccino contro il COVID-19», ha dichiarato Faye Link.

Iscriviti al canale Telegram

L’esercito ha avviato un procedimento disciplinare contro James Link. Gli sono state inoltre revocate le medaglie e le onorificenze militari, nonché gli sono stati revocati gli stipendi arretrati e i benefit, che non gli sono stati ancora ripristinati.   «Stiamo ancora lottando per ottenere i benefici di James», ha detto Faye Link. «L’esercito ci deve più di 100.000 dollari della sua pensione militare, che si ostina a trattenere. Abbiamo bisogno di aiuto, ma sembra che non si ottengano risultati».   Pam Long ha affermato di sperare che il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani «correggano la mancanza di analisi del rapporto rischio-beneficio per ogni vaccino somministrato ai membri delle forze armate» e migliorino la «sorveglianza dello stato di salute delle forze armate». Ha aggiunto che la tempistica è fondamentale, perché il mese prossimo i membri delle forze armate “saranno obbligati a ricevere il vaccino antinfluenzale a mRNA».   «È fondamentale che i nostri militari si facciano sentire e che l’opinione pubblica eserciti una pressione visibile sul Congresso e sull’amministrazione Trump, affinché ai militari vengano ancora negati i permessi necessari (esenzioni per controindicazioni mediche e obiezioni religiose) per le vaccinazioni», ha affermato Long.   «Questa è un’ingiustizia nei confronti degli uomini e delle donne che difendono questa nazione».   Michael Nevradakis Ph.D.   © 3 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
Continua a leggere

Vaccini

Medico dell’esercito USA ammette: 28 soldati morti per i vaccini COVID

Pubblicato

il

Da

Un medico dell’esercito statunitense avrebbe testimoniato di essere a conoscenza di 28 decessi occorsi tra militari americani e riconducibili ai vaccini contro il COVID-19. Lo riporta Politico, citando una deposizione resa in sede giudiziaria. La stessa funzionaria ha inoltre dichiarato che il governo statunitense sta attualmente indagando su 2.544 decessi segnalati successivamente alla somministrazione dei vaccini.

 

Secondo quanto riportato, a rendere questa testimonianza sarebbe stata Theresa Long, che ricopre anche il ruolo di consulente del segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., nel corso di una deposizione datata 14 agosto, resa nell’ambito di un procedimento davanti a un tribunale federale della Virginia. Fino a questo momento non erano stati resi pubblici né i contenuti della sua testimonianza né il suo incarico presso il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

 

Sempre secondo quanto riferito, la Long avrebbe precisato che i 2.544 decessi non ancora verificati sarebbero stati segnalati al sistema di segnalazione degli eventi avversi da vaccino (VAERS) del dipartimento.

Sostieni Renovatio 21

L’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva disposto l’obbligo vaccinale per l’intero personale militare statunitense, prevedendo il congedo per chi non si fosse adeguato: una misura che portò a oltre 9.000 congedi. Una volta tornato alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha invece incaricato il Pentagono di offrire il reintegro a quanti erano stati congedati per essersi rifiutati di vaccinarsi.

 

I vaccini anti-COVID-19 realizzati su larga scala tramite la tecnologia a mRNA sono stati immessi sul mercato in tempi estremamente rapidi tramite una controversa manovra voluta da Trump chiamata Operation Warp Speed. In precedenza nessun siero mRNA era stato approvato, anche per vari test che avevano ucciso le cavie animali. La stessa farmaceutica Moderna (il cui nome significata di fatto «Modo RNA») non aveva mai venduto un singolo prodotto in tutti gli anni della sua esistenza.

 

Pfizer e Moderna, che da questi prodotti hanno tratto profitti miliardari, hanno successivamente riconosciuto che, in casi rari, i rispettivi vaccini potevano essere associati a un aumento del rischio di infiammazione del muscolo cardiaco.

 

Aumenti di casi di miocardite sono stati registrati su persone particolarmente sane – come gli atleti professionisti – i giovani, e pure nei bambini. Vari studi emersi in questi anni hanno dimostrato una correlazione tra danni al cuore e vaccini COVID, ma al contempo è saltato fuori che gli enti di controllo avrebbero nascosto i dati sulla miocardite.

 

La Long ha reso la propria testimonianza a sostegno della difesa in una causa attualmente all’esame del giudice distrettuale Michael Nachmanoff, riguardante il licenziamento di Terry Adirim dall’incarico di direttrice del Centro per i servizi sanitari globali della CIA. Adirim sostiene di essere stata allontanata dall’agenzia di Intelligence per ragioni di natura politica, riconducibili in particolare al proprio sostegno alla campagna vaccinale contro il COVID -19.

 

Durante il periodo della pandemia, Adirim aveva ricoperto l’incarico di assistente segretario ad interim per gli affari sanitari presso il dipartimento della Difesa. Il suo licenziamento da parte della CIA, avvenuto nell’aprile 2025, fu all’epoca rilanciato da diversi commentatori politici di area conservatrice, tra cui Ivan Raiklin, oggi imputato nella causa in questione. La decisione arrivò circa un mese prima che Adirim maturasse il diritto alla pensione federale piena.

Iscriviti al canale Telegram

Nel maggio 2025 il giudice Nachmanoff aveva già manifestato dubbi sulle reali possibilità di successo dell’azione legale intentata da Adirim, negando la richiesta di un’ingiunzione volta ad annullare il licenziamento. Da parte sua, la CIA ha sempre sostenuto che si tratti di una comune controversia di natura contrattuale.

 

Kennedy, dal canto suo, ha più volte affermato che alcuni vaccini non sarebbero stati sottoposti a studi sufficientemente approfonditi e potrebbero comportare effetti collaterali di rilievo. Posizioni che gli sono valse le critiche di chi lo accusa di alimentare tesi antivacciniste, ritenendolo per questo inadeguato a ricoprire la carica di ministro della Salute.

 

Come riportato da Renovatio 21, appena tornato alla Casa Bianca Trump aveva reintegrato nei ranghi dell’esercito tutti i militari espulsi da Biden per aver rifiutato la puntura genica sperimentale.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

 

Continua a leggere

Più popolari