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L’ortodossia e il vaccino COVID: note per il lettore occidentale

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Come noto ai più, uno dei maggiori problemi della società contemporanea riguarda l’informazione «mainstream», più correttamente definibile propaganda, contro la quale molti che non accettano la narrazione ufficiale hanno già trovato validi mezzi d’informazione corretta e alternativa.

 

Tuttavia, per ovvie ragioni, i canali d’informazione alternativi raramente riescono a coprire le notizie provenienti da mondi culturalmente lontani da quello in cui si vive, e il rischio è che su questi a prevalere sia proprio la narrazione che il mainstream ha interesse a imporci.

 

Un caso che può dirsi emblematico è quello della posizione della Chiesa Ortodossa rispetto alla vaccinazione anti-COVID.

 

Renovatio 21 ha ospitato diversi interventi e traduzioni allo scopo di illustrare le posizioni critiche di gerarchi e monaci ortodossi nei confronti di questi farmaci genici e moralmente illeciti.

 

Il lettore occidentale, tuttavia, digiuno della situazione politico-ecclesiastica del mondo ortodosso, potrebbe stupirsi alquanto leggendo notizie come questa battuta dal New York Times in cui sembra che la gerarchia ortodossa greca appoggi la vaccinazione.

 

È necessario un po’ di contesto, che dovrà essere per forza dato in via riassuntiva dato lo spazio limitato di queste noterelle.

 

L’Ortodossia, a differenza del Cattolicesimo che ha una struttura gerarchica definita e monocratica, non è monolitica; al suo interno convivono posizioni diverse su diverse materie ma, soprattutto, nessun individuo ha l’autorità di esprimersi ufficialmente a nome di tutta l’Ortodossia.

 

L’unico organo ufficiale, in assenza del Concilio Ecumenico, è il Sinodo di una Chiesa locale, il quale tuttavia vale unicamente per la propria chiesa locale e non ha carattere d’infallibilità, ma è sottoposto al giudizio delle consuetudini ecclesiastiche; i metri di giudizio non sono dunque le decisioni dell’autorità, ma la tradizione della Chiesa e soprattutto l’autorevolezza spirituale dei monaci, particolarmente quelli del Monte Athos, che non a caso è definito «Fortezza dell’Ortodossia».

 

All’interno delle varie giurisdizioni ortodosse (9 Patriarcati, 7 Chiese nazionali autocefale più numerosissime Chiese autonome) ci sono, purtroppo, pure infiltrazioni di tipo secolare e massonico, con cui il potere anticristico cerca di controllare e volgere pure l’Ortodossia ai suoi piani mondialisti, come già ha fatto con il Cattolicesimo.

 

La struttura medesima dell’Ortodossia, tuttavia, costituisce un freno notevole a tali tentativi, poiché non esiste un’autorità centrale che possa imporre la rivoluzione.

 

E così, anche se Bartolomeo di Costantinopoli, che parecchi osservatori definiscono colluso con i servizi segreti americani (a titolo di esempio vedi questo articolo della parrocchia ortodossa di Torino del Patriarcato di Mosca), ed erede di un trono patriarcale su cui lungo tutto il XX secolo si sono succeduti personaggi alquanto dubbi (vedasi qui la scheda sul portale della Gran Loggia di Grecia di Atenagora, il patriarca del famoso abbraccio con Paolo VI), cerca di imporre la propria autorità su tutti per facilitare il compito dei mondialisti, l’Ortodossia dimostra di saper resistere a questi tentativi e mantenere la propria struttura

 

Ça va sans dire, Bartolomeo è forte sostenitore della vaccinazione, ma – al di là del gran chiasso mediatico che fa, soprattutto per i suoi idilliaci rapporti con i modernisti attualmente occupanti la sede romana – il suo gregge in Turchia è ridotto a poche migliaia di fedeli, con più vescovi che chiese.

 

Il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli è forte sostenitore della vaccinazione, ma – al di là del gran chiasso mediatico che fa, soprattutto per i suoi idilliaci rapporti con i modernisti attualmente occupanti la sede romana – il suo gregge in Turchia è ridotto a poche migliaia di fedeli, con più vescovi che chiese

Diversa è per esempio la situazione della Chiesa di Grecia; ivi la struttura della Repubblica Ellenica, stato confessionale alla maniera guglielmina, in cui i chierici sono ufficiali dello Stato e ricevono lo stipendio dallo Stato, rende le gerarchie estremamente soggette alla volontà del potere politico.

 

Così, quando qualche mese fa il ministro della sanità Vasilis Kikilias si è recato a una seduta del Santo Sinodo di Grecia e ha esercitato fortissime pressioni perché i gerarchi sostenessero la vaccinazione anti-COVID, moltissimi vescovi statalisti hanno accolto questo vergognoso invito, e taluni pure pronunciato frasi raccapriccevoli, come Crisostomo di Messenia, che ha affermato che è un peccatore chiunque non si vaccini.

 

C’è da dire che il Sinodo non ha adottato questa posizione, affermando invece che è fondamentale preservare la libera scelta della vaccinazione, e ha ripreso il vescovo messeno per queste temerarie dichiarazioni, il quale pure ha visto una focosa protesta da parte di numerosi fedeli assiepatisi sotto il suo episcopio.

 

 

Tuttavia, la Chiesa di Grecia non ha certo sposato in blocco tali posizioni: il basso clero, formato non da carrieristi come la maggior parte dei vescovi, ma di uomini di fede, si è opposto in massa alla vaccinazione (vedasi qui, per esempio, un prete di un villaggio della Penisola Calcidica che spiega che è inutile venire in chiesa se si porta la mascherina è accettato di farsi il vaccino o il tampone), tanto che alcuni vescovi come Nettario di Corfù, di Passo e delle Isole Joniche pare abbiano ricevuto pressioni dal governo per mettere a tacere i preti autori di prediche contro il vaccino, evidentemente fenomeni non isolati.

 

Tra gli oppositori della vaccinazione, così come delle blasfeme misure anti-COVID, vi sono però pure alcuni vescovi, tra cui spicca decisamente Serafino di Cerigo, che è pure indagato dalla procura greca per aver dichiarato che il vaccino va rifiutato in quanto fatto col prodotto degli aborti, nonché sottoposto a vergognosa indagine canonica insieme al confratello Cosimo di Etolia e Acarnania per aver criticato le misure anti-COVID imposte dallo stato per le celebrazioni pasquali .

 

È interessante notare che, confrontando le carriere dei vescovi vaccinisti con quelli critici, si vede come i primi siano sovente carrieristi creati diaconi, preti e archimandriti con lo scopo esplicito di ambire a un episcopato, mentre i secondi abbiano all’attivo numerosi anni di vita spirituale in monastero.

 

È interessante notare che, confrontando le carriere dei vescovi vaccinisti con quelli critici, si vede come i primi siano sovente carrieristi creati diaconi, preti e archimandriti con lo scopo esplicito di ambire a un episcopato, mentre i secondi abbiano all’attivo numerosi anni di vita spirituale in monastero.

Il clero della Chiesa di Grecia rischia realmente di giungere a una fortissima spaccatura, soprattutto considerando la debolezza dell’attuale Arcivescovo di Atene Geronimo, anziano e molto dipendente dal potere statale.

 

Già da qualche anno, quando Bartolomeo di Costantinopoli ha riconosciuto un riconoscimento illegittimo e contro i diritti della Chiesa canonica a una compagine scismatica e priva di ordini sacri reali in Ucraina (sostenuta dal governo filo-americano ucraino in funzione antirussa), mentre la maggior parte delle chiese locali si sono opposte o hanno ignorato la decisione, il Sinodo Greco ha dato il proprio appoggio per solidarietà etnica; il basso clero e ben sette vescovi, tuttavia, fedeli alle tradizioni, hanno contestato la decisione, e la spaccatura è tale che molti preti si rifiutano di concelebrare con i propri vescovi per questo motivo.

 

È probabile che se non ci fossero stati i lockdown nel 2020 la spaccatura sarebbe arrivata per quella ingravescente questione, ma ora a questa pare aggiungersi l’ancor più forte spaccatura del vaccino, perciò sarà interessante seguire la vicenda.

 

Vanno notate altre due questioni: la prima è che circa un decimo della popolazione greca aderisce a un sinodo «resistente», i cosiddetti «Vecchi Calendaristi», che hanno cioè rifiutato l’adozione del calendario gregoriano occidentale nel 1924, e che in questi mesi hanno pronunciato parole molto severe contro la vaccinazione; la seconda è che, nell’Ortodossia, il popolo fedele (il pliroma) è l’autentico custode e difensore della tradizione ecclesiastica, che deve all’occorrenza correggere e scacciare gl’indegni pastori al grido di «Anaxios!» («indegno!»).

 

In tal senso, è interessante il recente episodio avvenuto in occasione del Vespro di Sant’Irene di Cappadocia nella chiesa a lei dedicata ad Efkarpia (piccolo paese alla periferia settentrionale di Tessalonica), quando il vescovo Barnaba di Neapoli e Stavropoli durante la predica ha iniziato a invitare gli anziani a vaccinarsi, e i fedeli presenti hanno iniziato a rumoreggiare e attaccare il metropolita gridando: «Parlaci della Santa! Se avessimo voluto sentir parlare di vaccino, avremmo guardato Sky!»

 

 

Va ribadita la posizione del Monte Athos, l’unica vera autorità morale e spirituale dell’intera ortodossia, i cui monaci e abati più volte si sono espressi contro questi sieri e i loro pericoli morali e sanitari

Restando nel mondo ellenofono, è interessante far cenno pure alla Chiesa autocefala di Cipro, dove il vescovo Neofita di Morfou sta intraprendendo una strenua resistenza contro la vaccinazione e contro le misure anti-COVID, venendo pure indagato: è di pochi giorni fa la scandalosa notizia che gli è stato impedito di difendersi in tribunale, poiché si rifiutava di indossare una maschera per entrare.

 

Tralasciando le altre chiese locali, che sono più piccole e circoscritte (ma non per questo mancano di personaggi coraggiosi che hanno parlato contro il vaccino, come Teodosio di Costanza nella Chiesa Romena o Macario di Nairobi nella Chiesa d’Alessandria), andiamo all’altra grande giurisdizione a vocazione internazionale, il Patriarcato di Mosca.

 

Ha fatto il giro del mondo una dichiarazione del vescovo Ilarione di Volokolamsk, che avrebbe definito «peccato mortale» il non vaccinarsi; tale dichiarazione, rilanciata a gran forza dai media occidentali, è stata attribuita al «rappresentante del Patriarcato di Mosca».

 

Ora, anzitutto va precisato che Ilarione è il segretario del dipartimento per le relazioni estere del Patriarcato (de facto, il ministro degli esteri), e perciò su questioni che non riguardano la politica estera rappresenta solo la propria opinione; secondariamente, Ilarione è noto in Russia per essere su posizioni al filo del modernismo, e molto legato ai poteri amministrativi moscoviti, che recentemente hanno intrapreso una strana giravolta in favore della vaccinazione, pur avendo la maggioranza della popolazione russa contraria a questi sieri.

 

D’altro canto, non si può tralasciare che a parlare contro la vaccinazione, spiegando come questi farmaci genici alterino l’immagine di Dio in noi, sia stato di recente l’abate del monastero delle Solovki (reso universalmente noto, quando fu gulag sovietico, dalle opere di Solzhenitsyn), il vescovo Porfirio, che è segretario personale del Patriarca.

 

Una posizione simile è stata assunta, mediante una lettera, dal vescovo Giorgio di Camberra, della «Chiesa Russa fuori dalla Russia» (giurisdizione autonoma nata per l’emigrazione russa in periodo sovietico, ora sotto l’omoforio moscovita). Il Patriarca, uomo molto diplomatico, non si è invece mai espresso al riguardo in nessuno dei due sensi, e probabilmente mai lo farà.

 

È significativo infine segnalare la presa di posizione del Sinodo di Moldavia, anch’essa una chiesa autonoma sotto la giurisdizione del Patriarcato di Mosca, il quale ha dichiarato come la vaccinazione sia un complotto anticristiano e un prodromo al chip sottocutaneo.

 

L’Ortodossia, dunque, nonostante le infiltrazioni del potere e i tentativi di assoggettarla, resiste e non si piega ai piani dei Neotaxiti  – parola con cui in greco vengono indicati i sostenitore del Nuovo Ordine Mondiale.

Infine, va ribadita la posizione del Monte Athos, l’unica vera autorità morale e spirituale dell’intera ortodossia, i cui monaci e abati più volte si sono espressi contro questi sieri e i loro pericoli morali e sanitari.

 

Renovatio 21 ha tradotto la lettera dell’abate di Esfigmenou Metodio e un video dell’abate di Karakallou Filoteo, ma molte altre sono le dichiarazioni rese, per esempio dall’abate di Aghiou Pavlou Partenio, dal gheron Gabriele di Koutloumousiou, dal gheron Paolo dei Vouleftiria (MD in Biologia Molecolare e Biomedicina) e soprattutto dallo ieromonaco Eutimio di Kapsala, autore di una recente lettera che sconsiglia fortemente a tutti i cristiani di ricorrere ai preparati genici prodotti con gli aborti, che è considerato il successore di San Paisio Aghiorita e la personalità spirituale vivente maggiore di tutta l’Ortodossia.

 

L’Ortodossia, dunque, nonostante le infiltrazioni del potere e i tentativi di assoggettarla, resiste e non si piega ai piani dei Neotaxiti  – parola con cui in greco vengono indicati i sostenitore del Nuovo Ordine Mondiale.

 

 

Nicolò Ghigi

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Mons. Viganò: atto di venerazione nella solennità dell’Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria

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Renovatio 21 pubblica questo testo di Mons. Carlo Maria Viganò per l’atto di venerazione di Piazza di Spagna oggi, nel giorno della solennità dell’Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria

 

 

ATTO DI VENERAZIONE NELLA SOLENNITÀ  DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATISSIMA VERGINE MARIA

 

 

Piazza di Spagna – 8 Dicembre 2021

 

 

Ab initio et ante sæcula creata sum,  et usque ad futurum sæculum non desinam: 

et in habitatione sancta coram ipso ministravi. 

Et sic in Sion firmata sum, et in civitate sanctificata similiter requievi,  et in Jerusalem potestas mea. 

Et radicavi in populo honorificato,  et in parte Dei mei hæreditas illius, 

et in plenitudine sanctorum detentio mea. 

 

Eccli 24, 14-16 

 

 

Queste parole solenni, con le quali la Sacra Scrittura parla della divina Sapienza, sono attribuite dalla liturgia alla Vergine Santissima. È l’Immacolata che parla: «Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l’eternità non verrò meno: ho officiato nella dimora santa davanti a lui. E così mi sono stabilita in Sion, e nella città amata mi ha fatto abitare, e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del mio Dio sua eredità, e nella pienezza dei santi la mia abitazione». 

 

Prescelta prima dei secoli, stabilita nella Chiesa, Nostra Signora intercede per noi nella dimora santa, abita tra di noi, e di noi è Regina. Ella ci ha scelti come popolo glorioso, eredità del Suo divin Figlio, schiera dei Santi. Ed è significativo che, per una singolare simmetria, l’inno della Dedicazione di una chiesa Cœlestis urbs Jerusalem composto da Sant’Ambrogio – che abbiamo celebrato ieri – possa applicarsi alla Madonna: O sorte nupta prospera, dotata Patris gloria, respersa Sponsi gratia, Regina formosissima, Christo jugata principi, cœli corusca civitas. Sposata per provvidenziale destino, ornata di gloria dal Padre, coronata della grazia dello Sposo, bellissima Regina, unita a Cristo Principe, splendente Città del Cielo. 

 

In questo giorno benedetto, ricordiamo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, preservata da ogni macchia di peccato originale per essere tabernacolo vivente e incontaminato dell’Altissimo. E mentre il mondo corrotto e schiavo del peccato eleva a modello una femminilità corrotta e viziosa, disprezzando la verginità, la purezza e la maternità, noi onoriamo nella Semprevergine Madre di Dio Colei che a giusto titolo è anche Madre della Chiesa e Madre nostra. 

 

Siamo figli di Maria Santissima e figli della Chiesa, perché la Vergine ci genera in Cristo al Padre, e ai piedi della Croce Le siamo stati da Lui affidati come figli, e Lei a noi come Madre. E anche la Chiesa ci genera in Cristo al Padre mediante il Battesimo, alla Chiesa siamo affidati quali figli ai piedi dell’altare, e quell’acqua e sangue che sgorgarono dal costato del Signore scorrono copiosi nei suoi Sacramenti e nella Santa Messa, mostrandoci l’amore dello Sposo divino per la sposa, la Carità di Cristo suo Capo nei confronti del Corpo Mistico. 

 

Non dimenticate, cari fratelli, che come non è possibile andare al Padre se non per mezzo del Suo unico Figlio, così non è possibile andare al Figlio se non per mezzo di Maria Santissima, nostra Regina, nostra Avvocata, nostra Mediatrice presso il Trono di Dio, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza. E non vi è Chiesa dove non vi è Maria, Madre nostra e Madre della Chiesa, Regina nostra e Regina della Chiesa. 

 

Onoriamo dunque la Nostra Signora, che ha posto nella nuova Gerusalemme – la Santa Chiesa – la propria dimora, e che ha scelto di abitare «in mezzo a un popolo glorioso», come recita il libro dell’Ecclesiastico. Un popolo che è glorioso e onorificato non per virtù proprie, ma perché santificato dalla Grazia di Dio, dall’appartenenza a quella Città Santa a cui tutti siamo chiamati. Un popolo che deve oggi ritrovare la fierezza della propria identità, l’orgoglio dell’appartenenza a Cristo, l’onore di schierarsi sotto le sante insegne del Re dei re. Un popolo che nei secoli ha saputo costruire una società cristiana che viene ora disprezzata e messa al bando da chi, ribelle a Cristo, non tollera nemmeno che si pronunci il nome benedetto della Sua Santissima Madre Maria. 

 

Riuniti in piazza di Spagna, dinanzi alla statua dell’Immacolata che l’autorità pubblica eresse per onorare la propria Madre e Regina, rinnoviamo il nostro tributo e facciamo proponimento di ricostruire, sulle macerie di un mondo apostata, quell’ordo Christianus che solo può garantire pace all’umanità, concordia tra i popoli, prosperità per le nazioni, salvezza per le anime. Questa ricostruzione, questa rinascita spirituale e morale a cui ciascuno di noi anela, sarà possibile solo se sapremo riconoscere la Regalità sociale di Nostro Signore e vivremo con coerenza la Fede che professiamo.

 

Questo chiediamo, questo imploriamo con fede salda e fiduciosa alla Madre di Dio: Salve Regina, Mater misericordiæ… 

 

 

 Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

 

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Pensiero

È il Nuovo Ordine dell’Anticristo. E il vaccino è il suo filtro magico

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Abbiamo raccolto il pensiero di un sacerdote che da sempre è stato vicino a Renovatio 21 e ai suoi collaboratori. Egli non poche volte in questi anni ci ha aiutati nel discernimento di varie situazioni dal punto di vista morale, religioso, storico.

 

Questa volta al sacerdote abbiamo chiesto riguardo al tempo presente. 

 

Gli abbiamo posto la domanda più generica possibile, quella che la maggior parte degli uomini raziocinanti si stanno ponendo:

 

Che cosa sta succedendo?

 

La risposta è, al contempo, chiarissima ed abissale.

 

«La cosa più ovvia che possiamo dire, e la più indiscutibile, è la rivelazione dell’esistenza di un Ordine Mondiale. Un qualcosa che agisce ovunque allo stesso modo»

«La cosa più ovvia che possiamo dire, e la più indiscutibile, è la rivelazione dell’esistenza di un Ordine Mondiale. Un qualcosa che agisce ovunque allo stesso modo: non importa la latitudine, il Paese, il sistema politico in cui ci si trova. In ogni luogo, sta accadendo la medesima cosa».

 

«Questa onnipervadenza dell’Ordine Mondiale si esprime anche nella sua accettazione in ogni dove. In qualche modo, dappertutto, tutti quanti devono rendergli omaggio: nessun Paese, nemmeno la Cina o la Russia, si è permesso una narrativa differente da quella ufficiale, quella che informa in modo uniforme il pianeta; né esistono politiche alternative a quelle ufficiali che possano essere seguite. Il risultato è la mancanza totale di possibilità di fuga: non esiste un Paese dove rifugiarsi».

 

Non esiste, cioè, un luogo in cui ripararsi dal diluvio delle siringhe mRNA, che ora diverrà legge: l’obbligo è pronto a essere caricato in ogni Paese del mondo, Europa in testa.

 

Chiediamo al sacerdote: come è stato possibile?

 

Come è possibile che sia passata l’idea che bisogna vaccinare ogni persona al mondo?

 

«Nella sua irrazionalità, questo provvedimento di vaccinare chiunque senza eccezioni possibili (anche immunodepressi, donne incinte, bambini) è comprensibile solo in un’ottica religiosa»

«Nella sua irrazionalità, questo provvedimento di vaccinare chiunque senza eccezioni possibili (anche immunodepressi, donne incinte, bambini) è comprensibile solo in un’ottica religiosa. È decifrabile solo in senso religioso, altrimenti è illogico, incomprensibile, quindi non accettabile dalla mente umana. Perché chiunque sa che è impossibile che una medicina, quale che sia, sia universale. E si arriva a negare l’evidenza sui suoi effetti principali (come l’efficacia che si dirada in intervalli sempre più brevi) o secondari, sui quali si tace in modo sempre più tracotante, proprio perché si tratta di un rito, che risponde a un altro ordine di cose».

 

Stiamo pensando non solo alle migliaia di malori di cui si è riempito il mondo; pensiamo ai calciatori che ovunque crollano sul campo di gioco con la mano al cuore.

 

Tuttavia non è di cronaca che vogliamo sentir parlare.

 

Vogliamo chiedere del verso senso di quello che sta accadendo – il senso metafisico, metastorico, spirituale. O, possiamo intuire, il senso «apocalittico» della vaccinazione universale.

 

«Un primo termine per definirla potrebbe essere “Grande Iniziazione collettiva”. Se si tratta di un rito religioso, come abbiamo detto, esso serve a far entrare chi vi si sottopone in un altro spazio di esistenza, il Nuovo Ordine. La perversione del Battesimo. Un rito iniziatico attraverso cui però deve passare l’umanità nella sua interezza».

 

Questa è una spiegazione, che avevamo ipotizzato su Renovatio 21 anche prima della pandemia, quando con la legge Lorenzin cominciò a saltar fuori il termine «battesimo laico», e vedevamo come il principale consorzio iniziatico conosciuto, fosse della partita da tempo.

 

 «Forse quella Grande Iniziazione non è la spiegazione più esauriente. Forse è più adatto parlare di incantesimo. Un grande incantesimo in vista della venuta dell’anticristo»

Tuttavia, ascoltando il nostro sacerdote, capiamo che può esserci di più, molto di più.

 

 «Forse quella Grande Iniziazione non è la spiegazione più esauriente. Forse è più adatto parlare di incantesimo. Un grande incantesimo in vista della venuta dell’anticristo».

 

Perché un «incantesimo?»

 

«Perché per molti esso avviene senza colpe personali. L’apostasia, il ripudio totale del proprio credo, richiede un’adesione convinta. Molti di coloro che ricevono il siero non hanno colpa personale, non fanno un atto peccaminoso volontario».

 

Continui per favore.

 

«C’è chi insiste nel ricordare come non dobbiamo dire “vaccino” ma “siero genico”. Vero, ma forse dovremmo proprio passare al termine filtro»

«Questo vuol dire che non è richiesto di commettere direttamente un peccato, ma di ricevere materialmente qualcosa, una sorta di… filtro. C’è chi insiste nel ricordare come non dobbiamo dire “vaccino” ma “siero genico”. Vero, ma forse dovremmo proprio passare al termine filtro».

 

Un filtro? Come quello delle streghe? Quelli usati per le fatture

 

«Sì. E come in tutte le fatture, non sai cosa mettono nel filtro. E puoi riceverne gli effetti negativi anche senza tua colpa personale».

 

Il pensiero di chi conosce la realtà sulle linee cellulari umane con le quali vengono prodotto i vaccini va immediatamente al Malleus Maleficarum, il manuale degli inquisitori del XV secolo, dove era segnato apertamente come nelle pozioni le streghe mettessero sangue di bambini abortiti…

 

«Gli incantesimi scimmiottano i sacramenti – quindi hanno sempre una parte materiale. Il fatto che ci siano elementi umani nel filtro è fondamentale».

 

E cosa fa quindi questo filtro?

 

«È possibile che questa specie di “filtro” possa provocare effetti preternaturali in vista della grande fascinazione che sarà propria dell’anticristo. Se le parole incantanti dell’anticristo possono essere viste come la “forma” sacramentale, l’elemento materiale potrebbe essere questo medesimo filtro»

«È possibile che questa specie di “filtro” possa provocare effetti preternaturali in vista della grande fascinazione che sarà propria dell’anticristo. Se le parole incantanti dell’anticristo possono essere viste come la “forma” sacramentale, l’elemento materiale potrebbe essere questo medesimo filtro».

 

«Forse, quindi, non è corretto parlare di “marchio”, quello dell’Apocalisse. Forse quello è un’altra realtà. L’unico incantesimo “universale” previsto dalla Scrittura è infatti proprio questo: quello dell’Uomo di Iniquità, il Figlio della Perdizione, che raggiungerà quasi tutti».

 

Egli dunque illuderà il mondo con i suoi filtri?

 

«Non esattamente. L’anticristo affascinerà con le parole. Come simia Dei, egli vorrà seguire, invertendolo, l’esempio di Cristo. L’anticristo incanterà tutti, o quasi. Il Signore si esprime con un paradosso: “perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti” (Mc 13, 22). L’inganno universale, se fosse possibile, includerebbe anche i non-ingannabili per definizione, gli eletti. Ecco quindi che il Vangelo ci fa capire che molti saranno vittime inconsapevoli, ingannate, dell’Anticristo; altri invece ne saranno i complici, gli anticristi, appunto, per partecipazione».

 

Ma chi saranno gli anticristi? Scopriamo quindi il pensiero dell’abate Adso da Montier-en-Der (913-992), autore del Libellus de Antichristi, un trattato che medita sulla venuta dell’Iniquo.

 

 Modificare il DNA umano, cioè l’ordine biologico materiale dei figli di Dio, è di per sé un’azione anticristica, portata avanti da anticristi? «Sì»

«Adsone dice che “anticristo” in senso minore è chiunque combatte la regola del proprio ordine. E questo a livello ecclesiastico, storico, umano. Dice che vi sono figure storiche anticristiche come Nerone, Diocleziano, Antioco, che hanno prefigurato l’Uomo di Iniquità. Una cosa è essere peccatori, magari per fragilità; un’altra è combattere apertamente l’ordine divino: chi lo fa è precursore dell’uomo dell’anomia che catalizzerà tutto il male nei tempi ultimi».

 

Cambiare l’ordine presente per sostituirlo con il Nuovo Ordine. Negli Stati, nelle cellule della materia vivente.

 

Non possiamo non pensare alla modifica genetica come alla battaglia per eccellenza contro «il proprio ordine». Il logos primigenio della vita umana, il suo codice genetico, è ora sotto attacco da parte di uomini potentissimi e determinati.

 

Stiamo pensando a Bill Gates che di recente ha gettato una volta di più la maschera per reclamizzare urbi et orbi la bioingegneria CRISPR, che altro non è che la guerra alla genetica umana così come regolata dall’ordine naturale.

 

Possiamo dire che questa guerra genetica è una lotta «contro la regola del proprio ordine», come detto da Adsone? Modificare il DNA umano, cioè l’ordine biologico materiale dei figli di Dio, è di per sé un’azione anticristica, portata avanti da anticristi?

 

«Sì».

 

«Gli anticristi saranno iniziati, sì, perché essi daranno la loro adesione volontaria al Regno dell’Iniquo. Tantissimi invece vi entreranno senza colpa. Questa potrebbe essere la funzione del vaccino»

Qui potrebbe tornare il discorso dell’iniziazione anticristica.

 

«Gli anticristi saranno iniziati, sì, perché essi daranno la loro adesione volontaria al Regno dell’Iniquo. Tantissimi invece vi entreranno senza colpa. Questa potrebbe essere la funzione del vaccino. Di fatto, non parlerei qui di “marchio”, ma di pozione, filtro magico. Il marchio di cui parla l’Apocalisse potrebbe essere un’ulteriore realtà non ancora svelata».

 

Una magia alla quale saranno sottoposti tutti?

 

«Ci saranno gli anticristi, ma ci saranno anche le vittime. Ecco, queste offriranno, tramite il filtro, una partecipazione quasi involontaria, saranno predisposti alla fascinazione. Del resto si tratta dell’Incantamento, che è un modo in cui viene descritto il Regno dell’Anticristo. L’Anticristo dovrà incantare tutti, quasi tutti – perfino, se fosse possibile, gli eletti. Le mie sono solo ipotesi ovviamente, riflessioni sparpagliate sulla Scrittura e sulla realtà. Non sono profeta, cerco solo di pormi delle domande».

 

«Ci saranno gli anticristi, ma ci saranno anche le vittime. Ecco, queste offriranno, tramite il filtro, una partecipazione quasi involontaria, saranno predisposti alla fascinazione. Del resto si tratta dell’Incantamento, che è un modo in cui viene descritto il Regno dell’Anticristo»

Basta. Abbiamo abbastanza materiale per meditare per settimane. Mesi. Anni.

 

Cosa sta adorando il mondo, quindi, in questo momento?

 

Sappiamo dove trovare le risposte.

 

«Il loro re era l’angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore». (Ap, 9 11)

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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Immagine di pedrodonini via Deviantart pubblica su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

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Spirito

India, scuola cattolica assaltata dai fondamentalisti indù

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews.

 

 

All’origine dell’attacco la falsa accusa di aver amministrato battesimi. In realtà gli studenti cristiani sono in tutto 4 su 1500 alunni. Il vescovo di Sagar mons. James Athikalam: «C’è una strategia contro di noi. Le elezioni locali sono all’orizzonte e i leader nazionalisti cercano di guadagnare consensi attaccando le scuole cristiane».

 

 

 

Dopo chiese e luoghi di preghiera i fondamentalisti indù sono arrivati a prendere di mira persino una scuola cattolica in pieno giorno. È successo ieri nello Stato del Madhya Pradesh, nell’India centrale, uno di quelli dove le leggi anti-conversioni sono state rafforzate negli ultimi mesi dal governo locale dei nazionalisti indù del BJP.

 

A essere presa di mira è stata la St. Joseph School a Gani Basoda, nel distretto di Vidisha.

 

«Un gruppo di facinorosi – spiega ad AsiaNews padre Maria Stephen, portavoce delle diocesi del Madhya Pradesh – ha fatto irruzione forzando i cancelli sulla base di una falsa notizia pubblicata sul canale YouTube Aayudh. Gridavano contro i cristiani accusandoli di aver organizzato dei battesimi tra i ragazzi della scuola. Hanno lanciato pietre contro l’edificio, rompendo le finestre e danneggiando un veicolo».

 

«C’è una strategia contro di noi. Le elezioni locali sono all’orizzonte e i leader nazionalisti cercano di guadagnare consensi attaccando le scuole cristiane»

La notizia dei battesimi era infondata: la locale parrocchia di San Giuseppe, che si trova a un chilometro di distanza dalla scuola, ha organizzato il 31 ottobre scorso le Prime Comunioni per i ragazzi della parrocchia. Le immagini di un gruppo di bambini con il vescovo sono state pubblicate sulla newsletter della diocesi di Sagar. Ma il canale YouTube Aayudh le ha strumentalizzate, presentandole come battesimi dei ragazzi della scuola e istigando così i fondamentalisti.

 

Il direttore della St. Joseph School, fratel Antony Pynumkal, racconta di aver ricevuto il 30 novembre una segnalazione sulle accuse che circolavano tra i nazionalisti indù e di aver subito informato la polizia. Ma i due agenti inviati si sono dimostrati incapaci di fermare la folla armata di spranghe e pietre.

 

«L’attacco è durato un’ora – racconta – hanno creato danni per 1,5 o 2 milioni di rupie (circa 20mila euro). La nostra scuola ha 1500 studenti di cui solo 4 sono cristiani e circa 20 musulmani. Tutti gli altri appartengono alla comunità maggioritaria».

 

Il vescovo della diocesi di Sagar, mons. James Athikalam, commenta ad AsiaNews:

 

«L’attacco è durato un’ora  hanno creato danni per circa 20mila euro. La nostra scuola ha 1500 studenti di cui solo 4 sono cristiani e circa 20 musulmani. Tutti gli altri appartengono alla comunità maggioritaria»

«C’è una strategia contro di noi. Poche settimane fa c’è stata l’ispezione all’ostello delle ragazze, in ogni istituzione educativa cristiana cercano di sollevare complotti. Le elezioni locali sono all’orizzonte e i leader nazionalisti cercano di guadagnare consensi attaccando le scuole cristiane».

 

Padre Babu Joseph, già portavoce della Conferenza episcopale Indiana, aggiunge:

 

«È una vergogna che proprio il Madhya Pradesh, uno Stato dove un terzo della popolazione vive nell’estrema povertà, si distingua per persone che distruggono le proprietà e diffondono il terrore in nome della religione. Speriamo che vengano presi provvedimenti per punire chi viola la legge mettendo in pericolo dei ragazzi».

 

 

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