Spirito
Vescovo ortodosso di Nairobi: ««La mia idea che è a un certo punto il vaccino porterà alla morte»
Il vescovo ortodosso Macario di Nairobi e di tutto il Kenya (Patriarcato greco di Alessandria), delle cui posizioni Renovatio 21 ha già parlato, ha rilasciato un’intervista radiofonica dove ha trattato il tema dei vaccini.
Riportiamo brani trascritti dal greco da Nicolò Ghigi prima che l’intervista venisse rimossa da Youtube per «violazione delle linee guida della comunità».
«Viaggio in molti villaggi e in molte tribù, e non ho visto morti per l’epidemia. Vado e celebro in chiese ricolme di fedeli. Mi hanno detto i miei familiari dalla Grecia che devo vaccinarmi. Ma perché dovrei vaccinarmi? Non ne vedo la ragione».
«La mia idea che è a un certo punto il vaccino porterà alla morte»
«La mia idea che è a un certo punto il vaccino porterà alla morte. E ad altre malattie, poiché i ricercatori che hanno indagato questo vaccino hanno chiarito che è il vaccino stesso che porta l’AIDS, il coronavirus e la malaria. E se gli uomini non moriranno, subiranno anomalie fisiche e spirituali».
«Do questo messaggio, che il popolo deve sollevarsi, ribellarsi! È inaccettabile l’atteggiamento tanto della Chiesa quanto dello Stato, in queste circostanze che l’umanità sta attraversando».
«L’umanità aspetta Luce e Risurrezione dall’Ortodossia, poiché è la sola Fede che è rimasta fedele ai Padri e ai Concili Ecumenici. Il mondo si aspetta dall’Ortodossia che dia un messaggio di gioia e di ottimismo».
«Do questo messaggio, che il popolo deve sollevarsi, ribellarsi! È inaccettabile l’atteggiamento tanto della Chiesa quanto dello Stato, in queste circostanze che l’umanità sta attraversando»
«Siamo convinti della nostra fede, non abbiamo bisogno che qualcuno ci dica adesso, nel XXI secolo, cosa dobbiamo fare o cosa non dobbiamo fare. È la nostra Fede che ci è stata data, non la possiamo cambiare».
«Siamo nelle mani di Dio, e se devo morire, morirò. Ma ad ogni modo io il vaccino non lo farò, in nessun caso! La Divina Comunione è il solo farmaco d’immortalità»
Immagine screenshot da YouTube
Spirito
Comunicato della Casa Generalizia: La Fraternità San Pio X presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026
Comunicato del 13 luglio 2026.
La Fraternità Sacerdotale San Pio X informa che, in risposta al decreto pubblicato il 2 luglio 2026 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, ha presentato l’11 luglio un ricorso preliminare presso lo stesso Dicastero, conformemente ai cann. 1734 e seguenti del Codice di Diritto Canonico.
Tale iniziativa, che costituisce il previo adempimento richiesto prima dell’eventuale presentazione di un ricorso gerarchico, ha l’effetto di sospendere l’esecuzione del decreto, conformemente al can. 1353 del Codice di Diritto Canonico.
Con questo ricorso, la Fraternità intende esercitare il diritto che la Chiesa riconosce a chiunque si ritenga leso da un atto amministrativo di chiederne la rettifica, in spirito di rispetto verso l’autorità ecclesiastica e di fedele attaccamento alla giustizia, alla verità e al bene della Chiesa.
La Fraternità Sacerdotale San Pio X affida questa richiesta alle autorità competenti e raccomanda questa iniziativa alle preghiere di tutti i fedeli.
Menzingen, 13 luglio 2026
Articolo pubblicata previamente su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
Spirito
Il cardinale Koch afferma che l’incontro della FSSPX con Roma è ancora possibile nonostante le consacrazioni
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Spirito
Il Cardinale Fernandez denuncia le «classificazioni», ma scomunica la Fraternità Sacerdotale San Pio X
Il 5 marzo 2023, nella sua cattedrale di La Plata, mons. Víctor Manuel Fernández denunciò le «classificazioni» e le «etichette»morali elaborate dalla Chiesa. Tre anni dopo, in qualità di Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, è lui a promulgare il decreto di scomunica rivolto ai vescovi, ai membri e ai fedeli della Fraternità Sacerdotale San Pio X a seguito delle consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026. No comment.
Omelia del 5 marzo 2023, Cattedrale di La Plata (estratto)
«Perché se non impariamo a vedere gli altri in modo diverso, nulla cambia. Se non imparo a vedere la loro bellezza al di là del loro aspetto, delle loro capacità, del loro orientamento sessuale o di qualsiasi altra cosa; se non imparo a guardare oltre tutto questo, non sarò mai in grado di amarli per come sono, così come vengono, che mi piacciano o no».
«Pertanto, ogni fratello e sorella vale più di qualsiasi altra cosa su questa terra. Sapete che, per molti secoli, la Chiesa ha preso una direzione diversa. Senza rendersene conto, ha sviluppato un’intera filosofia e morale piena di classificazioni, concepite per categorizzare le persone, per etichettarle: “Questo è così, quello è cosà; questo può ricevere la comunione, quello no; questo può essere perdonato, quello no”».
«È terribile che questo sia accaduto nella Chiesa. Grazie a Dio, Papa Francesco ci sta aiutando a liberarci da questi schemi».
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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