Intelligenza Artificiale
Le AI più potenti impiegano armi nucleari nel 95% delle simulazioni di giochi di guerra: studio
Secondo un recente studio pubblicato dal King’s College di Londra, i principali modelli di intelligenza artificiale hanno optato per l’impiego di armi nucleari nel 95% delle crisi geopolitiche simulate, suscitando preoccupazioni sul ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nel processo decisionale militare.
Kenneth Payne, professore di strategia, ha confrontato GPT-5.2 di OpenAI, Claude Sonnet 4 di Anthropic e Gemini 3 Flash di Google in 21 simulazioni di guerra che hanno coinvolto controversie di confine, competizione per le risorse e minacce alla sopravvivenza del regime. I modelli hanno prodotto circa 780.000 parole per giustificare le loro decisioni in 329 turni.
Nel 95% dei giochi, almeno un modello ha utilizzato armi nucleari tattiche contro obiettivi militari. Le minacce nucleari strategiche – che imponevano la resa sotto la minaccia di attacchi alle città – si sono verificate nel 76% dei giochi. Nel 14% dei giochi, i modelli sono passati a una guerra nucleare strategica totale, colpendo i centri abitati.
Tra queste rientra una scelta deliberata da parte di Gemini, mentre GPT-5.2 ha raggiunto questo livello due volte attraverso errori simulati, concepiti per riprodurre incidenti o calcoli errati nel mondo reale, che hanno spinto le sue già estreme escalation oltre la soglia.
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«L’uso del nucleare era pressoché universale», ha scritto Payne. «Sorprendentemente, c’era poco senso di orrore o repulsione di fronte alla prospettiva di una guerra nucleare totale, nonostante i modelli fossero stati ricordati delle implicazioni devastanti».
Nessuno dei sistemi di IA ha scelto di arrendersi o cedere a un avversario, indipendentemente da quanto grave fosse la sconfitta. Le otto opzioni di de-escalation – da «Concessione minima» a «Resa completa» – sono rimaste completamente inutilizzate in tutte le 21 partite.
James Johnson dell’Università di Aberdeen ha descritto i risultati come «inquietanti» dal punto di vista del rischio nucleare. Tong Zhao dell’Università di Princeton ha osservato che, sebbene sia improbabile che i Paesi affidino le decisioni nucleari alle macchine, «in scenari che prevedono tempistiche estremamente ridotte, i pianificatori militari potrebbero essere maggiormente incentivati ad affidarsi all’intelligenza artificiale».
Lo studio arriva mentre l’Intelligenza Artificiale viene integrata negli eserciti di tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, dove il Pentagono avrebbe utilizzato il modello Claude di Anthropic nella sua operazione di gennaio per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro.
Mentre Anthropic ha espresso preoccupazione circa l’uso della sua IA per tali operazioni, altri produttori di intelligenza artificiale come OpenAI, Google e xAI di Elon Musk avrebbero concordato di rimuovere o allentare le restrizioni sull’uso militare dei loro modelli.
L’Intelligenza Artificiale è oramai montata, con diversi gradi di realizzazione, su droni, caccia, armi teleguidate, carrarmati, «slaughterbots» e altro ancora.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso giugno è stato rivelato che durante una simulazione un sistema di Intelligenza Artificiale dell’aeronautica americana ha agito per uccidere il suo teorico operatore umano. A gennaio era emerso che caccia cinesi alimentati da Intelligenza Artificiale avevano battuto la concorrenza umana in un arco di soli 90 secondi.
Come riportato da Renovatio 21, ancora tre anni fa la Repubblica Popolare stava investendo in piattaforme abilitate all’Intelligenza Artificiale completamente senza input o controllo umano. La Cina vuole l’implementazione militare di robot killer già per la prossima guerra. Pochi mesi fa Israele ha dichiarato l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale negli attacchi aerei.
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Intelligenza Artificiale
La polizia tedesca arresta un robot pedofilo
‼️BREAKING: German police seized a robot that sexually assaulted a 16-year-old girl by touching her ass and making thrusting motions at her.
Officers found it stashed in the boot of a Volkswagen. Its 16-year-old owner and a 19-year-old companion allegedly livestreamed it. pic.twitter.com/MTUBuXcgtT — International Cyber Digest (@IntCyberDigest) October 12, 2026
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Saudi Arabia unveils its man shaped AI robot Mohammad, reacts to reporter in its first appearance pic.twitter.com/1ktlUlGBs1
— Megh Updates 🚨™ (@MeghUpdates) March 6, 2024
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Intelligence
Ingegnere saudita accusato di avere messo microspie in OpenAI
Un dipendente di OpenAI è stato arrestato con l’accusa di aver installato un dispositivo di registrazione in una sala conferenze della sede californiana dell’azienda, dove i dirigenti discutevano informazioni altamente riservate, ha dichiarato martedì il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Il direttore dell’FBI Kash Patel ha identificato il sospettato come Abdulrahman Alfozan, un cittadino saudita che lavorava come ingegnere presso OpenAI, la società che ha sviluppato ChatGPT, dal luglio 2025. In caso di condanna, rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di 250.000 dollari.
Secondo una denuncia penale resa pubblica, il personale di OpenAI ha scoperto un dispositivo di registrazione audio collegato a una porta USB sul retro di un televisore in una sala conferenze per dirigenti presso la sede di San Francisco dell’azienda, intorno al 30 settembre. Il dispositivo «era nascosto nella carta igienica» e il suo contenuto era crittografato.
We discovered a sophisticated recording device that was hidden inside one of our offices. We used our models to understand the device and where it had come from, identifying that a specific employee had planted it a few days earlier. We referred the matter to the FBI, and we’re grateful to the agents and prosecutors who moved quickly to make an arrest. The FBI’s investigation is ongoing and we will continue to support their work.
At this time, we have no indications of this individual inappropriately accessing or exfiltrating model weights, source code, or customer data. The employee was terminated.
We take protecting our technology, data, and people seriously, and as a matter of national importance. Our security program is designed to protect against a wide range of threat actors, from insider risks to cybercriminals to nation states, and this case is an example of how AI can help address these sophisticated security threats.
— OpenAI Newsroom (@OpenAINewsroom) October 13, 2026
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Le immagini delle telecamere di sicurezza mostrerebbero l’Alfozan entrare nella sala conferenze e guardare dietro il televisore, dove era stato piazzato il dispositivo. Il personale di sicurezza di OpenAI ha poi scoperto che il sospettato aveva lasciato una borsa contenente un secondo dispositivo di registrazione in un’altra stanza.
Secondo la denuncia, l’Alfozan avrebbe utilizzato uno strumento di produttività per effettuare numerose richieste di informazioni sui luoghi in cui si tenevano le riunioni dei dirigenti, pur non avendo l’autorizzazione a parteciparvi. Il documento afferma inoltre che un account chatbot associato alla moglie di Alfozan conteneva messaggi relativi a dispositivi di registrazione nascosti.
«Questa grave situazione sottolinea perché vincere la corsa globale all’Intelligence sia una prerogativa della sicurezza nazionale», ha affermato il direttore dell’Intelligence nazionale Jay Clayton.
L’incidente si verifica in un contesto di crescente competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, nonché di preoccupazioni sollevate da OpenAI e altre aziende tecnologiche riguardo alla possibilità che modelli di IA sempre più sofisticati possano accedere a reti esterne o agire senza autorizzazione.
Jacob Coxon, ex ricercatore di Anthropic e OpenAI, ha affermato all’inizio di questo mese che la Cina «ha già spie» in entrambe le aziende. Pechino ha negato le accuse di furto di segreti commerciali.
Trump ha appoggiato le richieste di maggiori garanzie per le aziende che si occupano di AI, ma ha respinto le proposte di rallentare lo sviluppo dei modelli di IA. All’inizio di questo mese, ha nominato il Clayton a capo di una task force della Casa Bianca sull’IA.
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Intelligenza Artificiale
Bill Gates continua: l’AI è la « tecnologia più pericolosa mai inventata»
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