Economia
L’agenzia di rating Moody’s mette in guardia contro l’economia di guerra: il debito diverrà «ingestibile», Italia e Spagna esposte
L’agenzia di rating finanziario Moody’s ha lanciato un avvertimento: con il riarmo, alcuni livelli di debito nazionale USA diventeranno ingestibili.
Il 29 marzo Moody’s ha lanciato un avvertimento sul rischio debito per i paesi della NATO, con Italia e Spagna «particolarmente vulnerabili», avendo «i maggiori gap nella spesa per difesa (rispetto all’obiettivo NATO del 2% del PIL, ndr) e i livelli più bassi di sostegno popolare a ulteriori aumenti di spesa militare», ha riportato l’agenzia ANSA,
La corsa al riarmo nei Paesi della NATO «complicherà gli sforzi di riduzione del debito e potrebbe indebolire il loro profilo di credito», esacerbando il conflitto sociale, ha affermato l’agenzia di rating statunitense.
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Secondo lo scenario di Moody’s, «il debito dell’Italia salirebbe al 144% del Pil nel 2030, ma arriverebbe al 147% nel caso di raggiungimento del 2%».
Mentre questa ulteriore crisi finanziaria internazionale si prospetta all’orizzonte, nel computo non è calcolato lo shock della de-dollarizzazione del sistema monetario internazionale, oramai venuta quasi a completarsi.
Come riportato da Renovatio 21, la Russia, che doveva essere piegata da quella che è stata definita la prima guerra economica della storia (con sanzioni multiple e il congelamento degli asset detenuti all’estero della Banca Centrale della Federazione russa, un’operazione alla cui programmazione ha partecipato anche l’allora premier italiano Mario Draghi) per spingerla al «default artificiale», è invece sopravvissuta benissimo alla tempesta scatenatale addosso – pur avendo implementato un’economia di guerra in grado di produrre molte più munizioni dei Paesi NATO.
Il tutto mentre l’UE ha perso 1,5 trilioni di dollari proprio a causa delle sanzioni comminate contro Mosca, con banche tedesche arrivate all’orlo del fallimento a causa proprio delle sanzioni alla Russia.
Secondo alcune analisi, dietro all’impulso della guerra vi sarebbe tuttavia proprio il debito speculativo globale.
Immagine di NATO North Atlantic Treaty Organization via Flickr pubblicata su licenza Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Economia
L’Europa ha ancora «sei settimane» di carburante per aerei
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Economia
Il Fondo Monetario Internazionale dice che la guerra in Medio Oriente innescherà uno shock energetico globale
La guerra in Medio Oriente ha provocato un grave «shock» nell’approvvigionamento energetico globale, che farà ulteriormente aumentare i prezzi e comporterà una crescita più debole per l’economia mondiale, ha avvertito il FMI.
L’attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e i successivi attacchi di rappresaglia iraniani in tutta la regione, compresi quelli contro le infrastrutture energetiche, hanno messo a dura prova i mercati globali, facendo aumentare i prezzi del petrolio e i costi dei carburanti. Il conflitto ha di fatto bloccato i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta fondamentale che rappresenta una parte significativa dell’approvvigionamento globale di petrolio e gas.
La direttrice generale del FMI, Kristalina Georgieva, ha dichiarato giovedì che la crisi si configura come uno shock negativo dell’offerta «ampio, globale e asimmetrico», che colpisce i paesi in modo diverso a seconda della loro dipendenza dai combustibili importati.
Secondo quanto affermato, i flussi giornalieri globali di petrolio sono diminuiti di circa il 13% e le spedizioni di GNL di circa il 20%, e la portavoce ha avvertito che persino lo «scenario più ottimistico» del FMI prevede ora un «declassamento» delle previsioni di crescita mondiale.
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«Se non ci fosse stato questo shock, avremmo continuato con gli ammodernamenti», ha affermato Georgieva, aggiungendo che i danni alle infrastrutture, le interruzioni delle forniture e la perdita di fiducia lasceranno «cicatrici» durature sull’economia globale.
Secondo il FMI, lo shock legato al conflitto si sta già ripercuotendo su raffinerie, trasporti e mercati alimentari, citando la carenza di gasolio e carburante per aerei che ha interrotto il commercio e il turismo, e le nuove strozzature nel trasporto di fertilizzanti e cereali.
Secondo il FMI, a seguito dell’escalation, altri 45 milioni di persone sono cadute in una situazione di insicurezza alimentare, portando il numero totale di persone che soffrono la fame in tutto il mondo a oltre 360 milioni.
Le fosche prospettive emergono mentre Washington e Teheran dovrebbero tenere colloqui di pace ad alto rischio in Pakistan questo fine settimana, dopo aver concordato un cessate il fuoco di due settimane nella tarda serata di martedì. L’Iran afferma che qualsiasi cessate il fuoco deve includere il Libano, che è stato pesantemente bombardato da Israele questa settimana. L’intensificarsi degli attacchi, che hanno ucciso centinaia di persone e ne hanno ferite più di 1.100, ha sollevato il timore che il cessate il fuoco con l’Iran possa fallire.
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Immagine di Friends of Europe via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Economia
Il Madagascarro dichiara lo stato di emergenza energetica
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